Introduzione […] concediamo pure che ci sia (che esista primariamente e assolutamente; si vuol dire: indipendentemente dallo studio che se ne effettua) un oggetto degli studi teatrali. Quale sarebbe? Lo spettacolo, certo. Ma l’oggetto, oltre che significante, deve essere dato, presente: il che non avviene per nessuna, o quasi, componente dello spettacolo escluso il testo verbale cioè, per indebita identificazione, il testo letterario1. Come sottolinea Franco Ruffini all’interno del suo studio Semiotica del testo.
Nessun scrittore de’ rinomati nello stato della perfezion della lingua nel verso compose verso senza rima. […] [5.78ED] Compose in Germania musica e parole di un melodramma che fu la delizia e la maraviglia della corte di Prussia e la mia. [5.79ED] Che mi parean divini que’ versi così incorporati alle note!