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150. (1878) Della declamazione [posth.]

Introduzione […] concediamo pure che ci sia (che esista primariamente e assolutamente; si vuol dire: indipendentemente dallo studio che se ne effettua) un oggetto degli studi teatrali. Quale sarebbe? Lo spettacolo, certo. Ma l’oggetto, oltre che significante, deve essere dato, presente: il che non avviene per nessuna, o quasi, componente dello spettacolo escluso il testo verbale cioè, per indebita identificazione, il testo letterario1. Come sottolinea Franco Ruffini all’interno del suo studio Semiotica del testo.

151. (1715) Della tragedia antica e moderna

Nessun scrittore de’ rinomati nello stato della perfezion della lingua nel verso compose verso senza rima. […] [5.78ED] Compose in Germania musica e parole di un melodramma che fu la delizia e la maraviglia della corte di Prussia e la mia. [5.79ED] Che mi parean divini que’ versi così incorporati alle note!

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