iano (Tomo VII). « I comici italiani per riparare alla perdita della
signora
Vezian, nota sotto il nome di Piccinelli, e per l
ignora Vezian, nota sotto il nome di Piccinelli, e per la morte della
signora
Savi, incaricarono l’aprile del 1766 il signor Co
e per la morte della signora Savi, incaricarono l’aprile del 1766 il
signor
Collalto che sosteneva il carattere di Pantalone,
uenti sonetti : Per una Commedia nuova egregiamente rec itata dalla
signora
Rosa Brunelli, composta dal signor Onofrio Pagani
uova egregiamente rec itata dalla signora Rosa Brunelli, composta dal
signor
Onofrio Paganini, Capo della Truppa. Maraviglia
Recitando con universale applauso la valorosissima ed incomparabile
signora
Rosa Brunelli Baccelli nelle Commedie, che si rap
– Il Trionfo dell’ Innocenza – nella quale la suddetta virtuosissima
Signora
ha rappresentato il Personaggio della Candace. I
zioni mentovate dal Muratori. E in ciò avrà più di un compagno. Ma il
Signor
D. Saverio Lampillas non altro ha trovato nella s
e ha pure favellato? Da ciò quali conseguenze volete che si deducano,
Signor
D. Saverio? Voi pretendete essere ingenuo, abborr
me se ne notano in Seneca e in altri Drammatici Latini. Ma mi dica il
Signor
Quadrio, o il Signor Lampillas per lui, le compos
neca e in altri Drammatici Latini. Ma mi dica il Signor Quadrio, o il
Signor
Lampillas per lui, le composizioni di Livio Andro
ad imitazione de’ Greci, per non essere esenti da difetti? Sincerità,
Signor
Lampillas, uguale alla perspicacia. Osservo però
ssimo. Chi di Voi due è un Proteo? Della stessa maniera si governa il
Signor
D. Saverio nel secolo XV. Dissimula francamente c
egolare degli Antichi? Queste cose io narrai nella mia Storia, che il
Signor
Abate Lampillas vuol non vedere, tutto che le veg
io dissi di presentare a’ poco instrutti dell’Italica Letteratura. Il
Signor
Lampillas, cui incresceva di ciò vedere, volle da
inonesto Curiale, i fatti istorici innegabili, si lusingava il buono
Signor
Lampillas di uscir dal giudizio impunito con una
aveano bisogno di chi glielo dicesse. Di buona fede, se è possibile,
Signor
Lampillas, mi direste, se, prima di leggere i Lib
ete di non sapere ancora? Nè il Nasarre, nè l’erudito Montiano, nè il
Signor
Sedano, nè molti altri vostri dotti compatrioti c
poi ad arte fingete di esserlo tradite l’onestà. O bere, o affogare,
Signor
Lampillas, dicono gl’Italiani: o passar per non i
Diaz, volle disbrigarsene dandole il titolo di Dialogo allegorico. Il
Signor
Lampillas non potendo non comprendere la forza, o
nel Bermudez, nel Cueva, nel Virues, nell’Argensola, lascia forse il
Signor
Lampillas di chiamarli eccellenti? Quì però nè an
fondate sul Vasco, o su qualche altra produzione posteriore. Insta il
Signor
Lampillas, piena la mano di alcune autorità Itali
nè anche nega nè afferma, che fosse Tragedia. Vengo all’eruditissimo
Signor
Marchese Maffei, il quale rimuove il Carretto dal
le rimuove il Carretto dal numero de’ Poeti Tragici. Mi permetterà il
Signor
D. Saverio, che io anteponga la ragione all’autor
di, essa fu terminata di scrivere verso la fine del 1515. Una domanda
Signor
Lampillas. In quale edizione del Giraldi avete ci
per un’ altra volta che vene trasmetta delle più accurate. Di grazia
Signor
Abate, non vogliate rassettare a vostro modo i li
presentazione fattasene in Vicenza nel 1514. [vale a dire, secondo il
Signor
Lampillas, un anno prima che fosse terminata di s
rappresentata in Roma, è una cosa fuori della presente questione col
Signor
D. Saverio. Importa solo il sapere che due anni p
atica, aggiungasi l’animosità del Varchi contro del Trissino. E se il
Signor
Lampillas volesse saperne anche la sorgente, rifl
narsi di alcune loro bellezze.” Ma tacciano le autorità, e mi dica il
Signor
Lampillas, se dee valere il giudizio del Varchi c
i Sofonisba moribonda, che forma un quadro degno di Euripide. E se il
Signor
Lampillas si prendesse il travaglio di leggere qu
o lato se ne noti un’ altra non così finita e perfetta. Che se poi il
Signor
Abate sia pur fermo nella determinazione di sconf
citata scena, palesandone la mancanza di verità e di patetico. Ma il
Signor
Lampillas non potendo riuscire in una quistione s
o della Tragedia, che il tesserne la favola e il ben verseggiarla: il
Signor
Lampillas ardisce in faccia all’odierna Europa ri
ne. Esse tutte senza eccezione, secondo la Critica di ultima moda del
Signor
Lampillas, mancano d’invenzione, per essere stati
orò in Italia, dovettero esse comporsi nel 1515., o 1516.” Bel bello,
Signor
mio, che Voi fate certi salti più prodigiosi di q
o prima del 1533. è ben diverso dal 1516. affermato positivamente dal
Signor
Lampillas; nè poi a verun patto dice il Montiano
poi a verun patto dice il Montiano che si componessero in Italia. Il
Signor
D. Giuseppe Lopez de Sedano dice, come il Montian
e così rimangono in uguale incertezza entrambe le congetture. Solo il
Signor
Lampillas più franco e coraggioso dà per sicuro c
o i nazionali fin anco il tempo in cui nacque! Essi si combattono: il
Signor
Sedano presume che il Perez potesse nascere verso
Signor Sedano presume che il Perez potesse nascere verso il 1497. il
Signor
Lampillas, il quale, pel suo intento, ha bisogno
l triste annessovi con tanta felicità. Per esso ha rimediato (dice il
Signor
Lampillas) “in parte alla moltiplicità delle azio
creduta tanta virtù occulta in quell’aggiunto triste? Avete ragione,
Signor
Lampillas; la difficoltà di rimediare alle cose c
ebba la gloria intera, e converrà che vi contentiate di dividerla col
Signor
Sedano, che ve l’ha suggerita. Ma a Voi tanta par
ste, sono ancor due nella traduzione del Perez. E che ci volete fare,
Signor
Lampillas? Lasciate correre: già sapete in qual m
poi all’esser queste favole del Perez composte in prosa, se vuole il
Signor
Lampillas patrocinare la prosa nelle Tragedie, è
ARTICOLO VI. Tragici Spagnuoli, secondo il
Signor
Lampillas, negletti, o censurati a torto dal Sign
GIOVANNI MALARA. Il primo Tragico Spagnuolo, per cui si lamenta il
Signor
Apologista che io non l’abbia mentovato, è l’Anda
urono Tragedie? furono degne di tal nome? Circa il numero confessa il
Signor
Secano, la exageracion 1; e il Signor Lampillas,
me? Circa il numero confessa il Signor Secano, la exageracion 1; e il
Signor
Lampillas, fedele seguace del nominato Autore, pa
tre pruove? v’è qualche altro testimonio che l’appoggi? Mi perdoni il
Signor
Lampillas questa mia discredenza. Ma di un Esamin
edie, per non riportarne infine altro titolo che di Comico! Io credo,
Signor
Lampillas, che potremo per lo meglio affermare, c
ente si accomodò al gusto generale introdotto nella Penisola, pare al
Signor
Apologista, che, dove di molti Greci, Latini, Ita
agli Apologisti. II. GIOVANNI DE LA CUEVA. Non potendo dire il
Signor
Lampillas che del Cueva io non abbia favellato, a
si lagna, che io omettessi di narrarne i pregi, quando sulla fede del
Signor
Montiano ne avea rapportati i difetti. A dirla io
sta) non ne accennaste anche i pregi coll’istesso testimonio? Ma caro
Signor
Apologista, poteva io farmi mallevadore dell’anal
sua censura conserva un pieno vigore. Vediamo però in qual maniera il
Signor
Lampillas risarcisca l’omissione del Signorelli i
gedie di quel secolo che possano pregiarsi di altrettanto?” Io credo,
Signor
Apologista, che non sieno moltissime le ottime Tr
o nella Reggia alla maniera de’ Monarchi Assirj? Bisogna sudare, caro
Signor
Lampillas, e tediarsi colla molesta lettura de’ D
Nella prima di lui Tragedia, Los Siete Infantes de Lara, confessa il
Signor
Lampillas con penna tremante, che l’Autore si dis
ntro le quali imputazioni tutte le belle parole generali dell’Erudito
Signor
Francesco Zannotti, e del Conte Algarotti, e l’el
ulliana stessa non mai la scagioneranno. E perchè dunque (ripiglia il
Signor
Apologista) riprendete tai difetti Voi che asieri
a. La inverisimiglianza dell’Ajace seconda Tragedia, viene difesa dal
Signor
Lampillas coll’esempio del Prometeo di Eschilo e
un Poeta Cristiano in una Platea di Cristiani? Ebbe dunque ragione il
Signor
Montiano a dire, che l’Ajace del Cueva peccava d’
norelli espresse lo stesso dicendo esser due le azioni principali. Il
Signor
Lampillas non potè tranguggiare quel principali,
patetico è maneggiato egregiamente, come nelle disgrazie di Ecuba del
Signor
Ab. Ceruti. Potrebbe il Lampillas dire che fosse
dire che l’errore del Cueva non è errore? Masticate le altrui parole,
Signor
Apologista, altrimenti, giusta il vostro proverbi
, voi tornerete sempre tosato nel voler tosare. Viene ultimamente dal
Signor
Lampillas ripreso il Montiano (accompagnandolo co
ssibile coll’attuarlo talvolta, il Montiano censura giustamente, e il
Signor
Lampillas ingiustamente se ne querela. Ma questo
uella di Alboacen. Ora se ciò stà alla vista di ogni Leggitore, se il
Signor
Sedano non niega questa moltiplicità di azioni, e
Ma forse a ciò si ristringono i difetti dell’Isabella non veduti dal
Signor
Lampillas? Sono forse poco rilevanti le imputazio
bella, perchè interceda presso il Tiranno in prò de’ Cristiani; ma il
Signor
Don Saverio mostrerà esser cosa plausibile che qu
oliloquio di Aja? E fluida, sonora, armoniosa la verificazione: ma il
Signor
Lampillas, che tralle altre cose rinfaccia alla S
uadernarj spiega l’indole della Fenice, a cui si compara, che dirà il
Signor
Lampillas di quella della 5. scena dell’Atto I. r
Subito vi contento. Ho ciò trovato nella confessione che fa l’ingenuo
Signor
Montiano, cioè che “in essa si accumulano tanti e
eguenza sregolata. Or questo è osservar le regole? Sappia in oltre il
Signor
Lampillas, che non tutte le regole Sceniche si ra
ritable, “Pour consommer cette œuvre du Démon;” dice ottimamente il
Signor
di Voltaire. Udite ancora come parla graziosament
sa grazia e indulgenza, anzi che si amministri giustizia. Vuol poi il
Signor
Lampillas ricavare il vero sentimento del Montian
ga la regolarità, ma fin anco il nome di Tragedia. Non so poi come il
Signor
Montiano intendesse se stesso, mentre dopo vere a
sta non è violata nella Marcella? E il Montiano non lo confessa? E il
Signor
Lampillas che il nega, non mostra di aver letto i
per veramente regolare; e se l’Attila, o la Marcella (come credeva il
Signor
Lampillas) avessero guardate nella stessa maniera
l Critico, e l’istesso Autore Spagnuolo. Ben poteva inoltre notare il
Signor
Lampillas il carico che dà il Montiano al Virues,
la de los preceptos antiquos y la costumbre moderna”. Vede adunque il
Signor
D. Saverio, che il Signorelli non si allontana da
a del Malara intitolata Philosophia Vulgar P. I. Cent. 7. Refr. 1. Il
Signor
Sedano di lui dicę ancora, che solo se le conoce
sero indiziati di essere Anti-Spagnuoli, contuttociò spiacemi, che il
Signor
Lampillas vada alzando l’intonazione, perchè ripe
al di sotto dell’Italiano. RISPOSTA. Il Signorelli domanda perdono al
Signor
Lampillas di questo peccato, ora che si è avvedut
per loro fini, le Commedie Italiane del cinquecento. E’ vero, che il
Signor
Lampillas nota altri miei pregiudizj intorno al R
tazione a cui vo’ ancora soddisfare. Più di una fiata mi rinfaccia il
Signor
Lampillas, che io abbia più a disteso parlato del
parimente ho aumentato quasi al pari dell’Italiano. E’ soddisfatto il
Signor
Lampillas? Trova in questa narrazione ancora qual
arro), e perciò comprese sotto il titolo di Commedie erudite 1. Ma il
Signor
Lampillas che stima pregiudizj la Storia e l’Evid
eolco non furono mica stampate a quei tempi di Leone X., come dice il
Signor
Lampillas, ma nella fine del secolo, nel 1598., s
regiudizj. Il Signorelli adunque adotta le ben ponderate opinioni del
Signor
Lampillas, ed al cenno di sì instruita scorta, è
vi si dicesse con qualche libertà. Ma poi (sia ciò detto con pace del
Signor
Lampillas) non è punto vero, che nelle Commedie d
osissima. Forse alcune poche cose cercate col fuscellino vi noterà il
Signor
Lampillas da riprendere; ma che queste sieno poch
a della Chiesa per tre secoli continui. E a dir vero stupisco di voi,
Signor
Lampillas, che vi arrogate l’autorità di proscriv
all’espressioni indecenti e a’ sacri detti applicati profanamente, il
Signor
Lampillas farà stupire ogni lettore, che per qual
e abbandonarsi del tutto alla perspicacia e allo zelo rischiarato del
Signor
Lampillas. V. PREGIUDIZIO. Il Signorelli (L
zio si emenderà il Signorelli, e crederà più alle rare congetture del
Signor
Lampillas, che agli occhi proprj, co i quali ha v
etto mai), o dovea discolparsi colla verità alla mano. E’ vero che il
Signor
Lampillas si oppone a questa riflessione con dire
dove sono i decantati insigni Drammatici prima di Lope? Ma sì, che il
Signor
Lampillas mette fuori le tre Lettere del Cueba, i
zione le ha lasciate perire per conservare le stravaganti? Nò, che il
Signor
Lampillas le vede, le tocca, e nella p. 185. a me
i pasce solo l’Apologista tra tutti i nazionali e gli stranieri? Voi,
Signor
mio, par che me gli cacciate sotto il naso, e pur
i potrà mai esser giudice, poichè non esistono. Per vedere intanto il
Signor
Lampillas di ragguagliare i conti in qualche mani
chi, in cui si parla con disprezzo delle Commedie Italiane. In prima,
Signor
Abate, pare a voi la stessa cosa una privata asse
repitose declamazioni, e con vane stiracchiate congetture. Perdoni il
Signor
Lampillas, se quest’ultimo pregiudizio non ha vol
j Pastorali. 1. Quest’equivoco di poco meno di un secolo, preso del
Signor
Lampillas, compenserà l’anticipazione del tempo i
a. I. Ecco quel che de’ Drammi Italiani del Cinquecento dice il
Signor
Lampillas (p. 194.): “Le più celebrate Tragedie,
argomenti, intrecciamenti, e scioglimenti”. Torno a ripetervelo, caro
Signor
Abate, voi avete bisogno di fare migliore studio
à occorremi prima di lasciare le Commedie del Cinquecento. Non parmi,
Signor
Abate, che abbiate ragione di lagnarvi del Signor
. Or chi si offende con osservar questo fatto? Ben si può lagnare del
Signor
Lampillas l’Italia e ’l Signorelli, che alla paro
mondani interessi e ambiziosi riguardi cortigianeschi. Ma in Italia,
Signor
mio? Nel Cinquecento? Nelle Commedie comparire Pr
imi, come avviene nelle Commedie Spagnuole. II. Non posso, caro
Signor
D. Saverio, menarvi buona quella sbraciata della
ueste le ricchezze della Poesia Scenica delle due Nazioni. Or perchè,
Signor
Abate, con produrre le Arlecchinate costringete q
tronati di Siena (anche questi Accademici, e non Commedianti, sapete,
Signor
Lampillas?) del Porta, del Guarini, del Bonarelli
o, e ricondussere la desolazione nel Teatro de’ Commedianti. Sì, caro
Signor
D. Saverio, quelle Commedie andarono in disuso, p
Commedianti, perchè di bel nuovo si trovarono abbandonati. Or quì il
Signor
Lampillas che de’ fatti fa poco conto, e si attie
ero schifare le nostre Commedie per la mancanza di regolarità?” Dirò,
Signor
Lampillas. Quando si tratta di manifesta buffoner
proviene il pensar dritto ed il gusto. Ed in tai tempi il rischiarato
Signor
Lampillas stima che gl’Italiani non potessero giu
i? Gl’Italiani, dite, erano avvezzi alle più sconcie arlecchinate. Ah
Signor
Lampillas, discorrete per carità una volta, e non
gnate, studia siffatti Drammi? studia i Greci e i Latini? Nò, egregio
Signor
Lampillas, lasciate il favellare de’ volgari, rip
menti Spagnuoli, benchè purgati da’ difetti principali. E’ verissimo,
Signor
D. Saverio, avvenne così appunto; ma Voi che altr
isola all’America, e dall’America alla Penisola. Vi appoggiate poi al
Signor
Goldoni per provare, che gl’Istrioni sconciarono
ie Spagnuole, e poi conchiudete universalmente così (p. 214.): “Veda,
Signor
Don Pietro, se gl’Italiani purgarono le nostre Co
contiene la Nazione Italiana? E che volete che io veda, accuratissimo
Signor
Apologista? Altro io non vedo in tutti i sei Volu
attendo p. e. contro il Tiraboschi, da un’ asserzione particolare del
Signor
Bettinelli, o di qualche altro, Voi conchiudete c
e Opere di Cicerone, furore che prese gli animi di molti, e subito il
Signor
Lampillas conchiude che il Vives biasimava il gus
l Vega, dal Calderòn, e da’ loro seguaci col moderno Teatro novera il
Signor
Lampillas (p. 196.) l’onestà che v’introdussero:
Nella Dama Melindrosa (posta tralle eccellenti Commedie del Vega dal
Signor
Lampillas forse senza averla letta) si vede Celia
ndalo contagioso delle Commedie di quel tempo ignorato dall’innocente
Signor
Lampillas. Simili sfacciataggini, fughe, ratti, t
nesta e decente, che è la vera peste della gioventù”. Or che vi pare,
Signor
D. Saverio di questa vostra gentil Dama poco meno
a volerne giudicare da quello che si rappresenta nello specchio”. Il
Signor
Abate Lampillas pel suo tenor di vita, per l’isti
anno gli stessi eruditi nazionali della decenza della gentil Dama del
Signor
Lampillas, di sì onesta Dulcinea apologetica. Alm
a dir qualche cosa intorno alla fecondità di Lope tanto esaltata dal
Signor
Lampillas. Non vi sarà chi nieghi alla Nazione Sp
ueste regole rubano molto tempo al verseggiare. Per la qual cosa, mio
Signor
Lampillas, non piacemi (benchè ciò nè me, nè l’It
gli è comune cogli Hardy e cogli Hann Sacs? Non v’ha che de’ Terenzj,
Signor
Abate, i quali sanno scrivere solo sei Commedie d
al nostro Dottor Goldoni di essere invasato dello spirito di Lope. Il
Signor
Lampillas va in estasi per le parole in cui egli
, i caratteri, e le passioni degli uomini (che questo vuol dir Mondo,
Signor
Lampillas, e non già, come voi credeste, il gusto
cità, egli ha ottenuto da Voltaire il titolo di Pittore. Nè crediate,
Signor
Lampillas, che l’avere egli detto, che non istudi
gli cerca racchiudere l’azione nello spazio concesso. Disingannatevi,
Signor
Abate, ne’ tanti Volumi delle Commedie Goldoniane
o bugie delle profferite colla bocca. So però, che quanto quì dice il
Signor
Lampillas, si oppone alla verità manifesta, agli
dunque consiste in impugnare la verità conosciuta? Siete voi dunque,
Signor
Abate, uno di quelli che il vostro giudizioso pae
con Leandro prima che la Compagnia fosse stata ricompensata dall’Em.º
Signor
Cardinale Antonio ; han chiesto per loro particol
galo per uno ; e da me risaputo, come capo della Compagnia scrissi al
Signor
Martinozzi, maestro di Camera di detto Em.º che a
euo scritto, recitando noi, in casa dell’Arcivescovo di Rodi, uno de’
Signor
di Nuelara, ad’arte cominciò à motteggiare sopra
Brighella ui habbia perduto così infamemente il rispetto, ed il detto
Signor
Arciuescouo ciò risapendo, era d’animo di far poc
re à Brighella, ed’egli stesso si obliga attestarlo à chi che sia. Il
Signor
Abate Giouanni Bentiuoglio, mi faceua una riffa,
io sofferire senza perder il corpo, ell’anima cosi barbara unione. il
Signor
Duca mio Signore per cui prego ogni giorno, cosi
r l’amor d’iddio, come si può gustar un principe con tanti disgusti ?
Signor
Marchese, non procuri questo per l’amor d’iddio,
e : ma caro padrone, non palesi questa lettera ad’altro che al Ser.mo
Signor
Duca, perche mi conuerrebbe ammazzarmi in Bologna
on questi, mi conserui in sua grazia, mostri il mio affetto al Ser.mo
Signor
Duca, e li mostri in uno l’estreme difficulta nos
ma Deumo. seruitore d’antico affetto Cintio Fidenzi Comico. Ill.mo
Signor
et padron mio Col.mo In Bologna dal S.r Frances
ogna dal S.r Francesco Toschi, riceuei comandamento à nome del Ser.mo
Signor
Duca, ch’io non m’impegnassi, con nessuna Compagn
i couenne recitare in una Compagnia che uiue sotto la prottetione del
Signor
Marchese Obizij. questa Compagnia si è obbligata
Obizij. questa Compagnia si è obbligata per l’Autunno, è Carnouale al
Signor
Almoròzane ; la quale non à che far di me, mentre
a ò altra la mia persona per l’Autunno, e Carnouale. ne hò scritto al
Signor
Toschi : ne di ciò ne hò mai hauto risposta. rico
presentossi quella saggia Dea, che non mai l’etade abbatte, o fiede.
Signor
, (dicea) colei, ch’è al vostro piede Implora alto
o del Teatro Spagnuolo sebbene avesse letti i due lunghi Discorsi del
Signor
Montiano, si accorda con M. Du Perron in affermar
ssero che la Spagna non conosce la Tragedia. Non consiglierei però al
Signor
Apologista a far paragone del numero delle Traged
liane a un di presso come il 2. sta al 18. Mal fondatamente dunque il
Signor
Lampillas trasporta la ragione da me addotta per
utti i Greci e i Latini non hanno conosciuta l’Epopea? Queste vostre,
Signor
Lampillas, sono ragioni, o arzigogoli? Nè crediat
tudiino, e che la loro memoria passi a’ più lontani posteri. Ed ecco,
Signor
D. Saverio, come e perchè poco acconciamente par
omposizioni chiamate Tragedie, delle quali fa passeggiera menzione il
Signor
Montiano nel II. suo discorso. Sono queste: La Ho
non le unì colle altre nel 1. Discorso? Per questi dubbj potrebbe il
Signor
Sedano sottrarre dal numero de’ venti Tragici Spa
Lope de Vega, e Castro. 1. E’ da notarsi l’acutezza della vista del
Signor
Lampillas su gli altrui nei. Corse nell’Edizione
ente, che non aveano per usanza di rappresentarle? Dell’argomento del
Signor
Lampillas tolto dalla coltura degli Arabi, vedrà
scenici. Ma quanti di essi si saranno curati di leggerla! Sa bene il
Signor
Lampillas quanti Libri rimangono sepolti nelle Bi
acoli? Io non so come in sì deboli argomenti fondi la sua Apologia il
Signor
Lampillas uomo per altro di talento! Appunto per
tessi, gli stessi mezzi per ispiegarsi? Un Filosofante acuto, come il
Signor
Apologista, non affermerà simil cosa, purchè vogl
eno restati sepolti molti componimenti Arabo-Drammatici.” Pare che il
Signor
Apologista abbia voluto serbare per le ultime for
fatalità non è rimasta pietra di verun Teatro Moro-Ispano? Faccia il
Signor
Lampillas il confronto di questi argomenti co’ su
e imparziale giudizio. 1. Un esempio più recente poteva vederne il
Signor
Lampillas ne’ Drammi di Cervantes, e di Andres Pr
rza a pag. 38 : Non men del consorte fu onestissima e divotissima la
signora
Margherita Garavini Luciani bolognese sua moglie
a me carissima Compagna ; poichè inoltre d’aver educati così bene il
signor
Carlo Amadeo, e la signora Caterina ambi suoi fig
poichè inoltre d’aver educati così bene il signor Carlo Amadeo, e la
signora
Caterina ambi suoi figliuoli onoratissimi, l’uno
inelli scriveva : …. però sarete contento di cominciare a disporre la
signora
Flavia, a ciò la venga a questo servicio, et se l
atri, increbbe allora all’Amico, e vedo che oggi incresce eziandio al
Signor
Lampillas (p. 232.). Risposta netta alla maniera
sì dissi all’Amico, e così ripeto all’Apologista. Scartabellate pure,
Signor
D. Saverio, a vostro bell’agio e Calderòn e Metas
di sì inestricabili raziocinj. Ciò basterebbe su tale articolo. Ma il
Signor
Lampillas mi fa una dimanda, a cui vò soddisfare,
disfare, imitando “La gran bontà de’ Cavalieri antiqui.” “Mi dica,
Signor
D. Pietro; Non confessa ella, che il Calderòn in
trarne un sentimento, un verso almeno che non fosse mostruoso? Ecco,
Signor
Apologista, s’io sono ingenuo (checchè vi sforzia
ito? non poteva ravvisarlo Metastasio? Questo spirito, questo perchè,
Signor
Lampillas mio, consiste singolarmente in una prod
ero tanti altri Greci, oggi che più non si giura sull’autorità. Ma il
Signor
Linguet non favella punto degli altri mostri Cald
ltri eccellenti Attori Greci. Questo dice il dotto Impostore, ma voi,
Signor
Apologista, falsificate l’espressione nelle conse
pare, inviluppandosi nelle vostre spine? 1. “Yo no digo (scrive il
Signor
Moratin) que Calderon tiene blasfemias, ni heregi
. Non sarà infruttuoso questo mio Discorso, qualora le censure del
Signor
Apologista mi porgano occasione d’illustrare qual
eatri da me descritti nel trattare del Voto della Storia teatrale. Il
Signor
Lampillas pretende che io abbia letto male un pas
ggita il passo del Velazquez, e la sua pretensione fu giusta; ed è il
Signor
Lampillas che alla bella prima prende quì per Giu
1 con altri contenuti a Bæti ad fluvium Anam, dal Betial Guadiana. Il
Signor
Montiano le accenna nel 11. Discorso della Traged
no quei di Roma, in ciò differenti da quei di Grecia. Osservi però il
Signor
Lampillas queste parole del Martì: “Sul portico s
tro di Marcello molto simile a questo di Morviedro.” Vegga dunque il
Signor
Lampillas dalle cose riferite qual solidezza abbi
arina. Per non fare un altro articolo di un’ altra rigida censura del
Signor
Lampillas contro la storia de’ Teatri, non merita
e per un Atleta sì esercitato e vigoroso. Concedo ancora, se piace al
Signor
Lampillas, che “nella mia Storia nulla io dico in
ascrivere ciò a mancanza di cuore sensibile. Non soffre l’impaziente
Signor
Lampillas sì ardita proposizione, quasi che io, c
nte afferma che lo Spettatore vuole essere commosso. Ma ciò chiama il
Signor
Lampillas aver cuore? Io il chiamo intendere. Alt
o e dotto quanto quello di Rapin, acuto quanto potrebbe concepirlo il
Signor
Lampillas. Le lagrime di questo popolaccio dinota
re, e dove egli piange, è certo che vi è il patetico. Non pare a voi,
Signor
Abate, che così sia? Voi, se la vostra censura no
cosa riserbata al solo Popolaccio? Non la conoscono i Dotti? Sì, caro
Signor
Lampillas, i Dotti la conoscono; ed alcuni ve n’h
decidono colla penna prima di aver sentito col cuore? I Dotti dunque,
Signor
Abate, i veri Dotti e conoscono la sensibilità, e
assiderano, tanto sono essi per lui languidi e freddi”. Confessi il
Signor
D. Saverio, che da queste parole traspare non sol
i Poeti delle moderne lingue? Ma non allontanandoci da que’ Greci, il
Signor
Lampillas a chi darebbe il pregio della sensibili
cora l’istesso gran Critico e sommo Poeta (oh che grande osservatore,
Signor
Lampillas!), che “Ancor respira amore, “Ancor l’
ancò, o compresse per astio contro dell’Epico Italiano), non trova il
Signor
Lampillas quell’umor nero, melancolico, misantrop
sino altri secoli, e forse non se ne farà più comparazione). Vi pare,
Signor
Lampillas, che questo giudice, che si accorda col
ondere, pintar como querer, dipingersela a suo modo. Nò, gentilissimo
Signor
Abate, questo giudice non è immaginario, non è st
t res, Nec facundia deseret hunc, nec lucidus ordo. Io non voglio
Signor
Lampillas, accumular quì tutte le false applicazi
atti dall’intimo del cuore umano? Appello al sentimento interiore del
Signor
Apologista, e alla di lui imparzialità e buona fe
e si distingue per erudizione, per gusto, e per sincerità. E forse il
Signor
Lampillas non rimarrà pago di ciò, che scrisse ne
annoiarvi quando passerete per Firenze : ma per la rara abilità della
signora
Maddalena Pelzet attrice sarà sempre pieno di amm
orentini di Napoli, l’esordire di lei : L'ultima a presentarsi fu la
signora
Pelzet. Ella esordi il giorno 14 maggio (1840) co
Sedici anni or sono. Il dramma era stato da poco rappresentato dalla
signora
Tessari con esito felicissimo. La signora Pelzet
da poco rappresentato dalla signora Tessari con esito felicissimo. La
signora
Pelzet era venuta a Napoli con molte lettere di r
ano tutti in teatro, per cui la produzione fu molto applaudita, ma la
signora
Pelzet non persuase la maggioranza degli appaltat
die da lei scelte, come la Rosmunda, la Medea ; ma il confronto colla
signora
Tessari era troppo fresco e la signora Pelzet cad
Medea ; ma il confronto colla signora Tessari era troppo fresco e la
signora
Pelzet cadde senza potersi alzare mai più ; tanto
Aliprandi, così annotò le parole dell’Alberti : In proposito della
signora
Maddalena Pelzet, si potrebbe aggiungere qualche
Camerani…. Ma per la donna ? Chi aveva da fare la serva ? Io stimo la
signora
Catrolli, ma questa parte non è adattata alla sua
chi si sarebbe potuto affidarla ? Alla Bresciani ?… Apriti cielo ! La
signora
Catrolli non lo avrebbe permesso. E il povero Gol
ia – aggiunge il Goldoni – vi è bisogno di una seconda serva, e se la
signora
Catrolli non volesse farla, com’è probabile, si p
sino al '45 e recitò per la prima volta, primo in Italia, il Kean, la
Signora
di S. Tropez, La Catena e il Giovan Maria Viscont
ora con efficacia incredibile la Riabilitazione del Montecorboli e la
Signora
di San Tropez. Noverar qui l’opere drammatiche ch
, Fausto, Guglielmo Tell, Il Giuocatore, Fieschi, Giovanni Baudry, La
Signora
Caverlet, La calunnia, Il Vetturale del Moncenisi
ia, Il Vetturale del Moncenisio, Macbeth, La Riabilitazione, Kean, La
Signora
di San Tropez, Chatterton, Stifellius. Dalle qual
enga svegliato il leggitore o l’uditorio. «E chi (dice ottimamente il
signor
Bicchierai autore di due tragedie la Virginia e l
lla scena tutto il terrore e la forza tragica del teatro ateniese. Il
signor
D. Alonso Varano di Camerino é uno de’ tragici, d
a efimera, mal grado di tutti gli encomi, de’ quali le ha caricate il
signor
abate Bettinelli. Il P. Giustiniani Genovese, mon
lle scene, e che la rendono anche pregevole ai lettori più severi. Il
signor
Flaminio Scarselli bolognese si é voluto altresì
essere ricordate nei recenti fasti del teatro italiano. La prima é la
signora
Elisabetta Caminer Turra veneziana, la quale acco
nde tragedie e commedie francesi, inglesi, tedesche e spagnuole dalla
signora
Caminer tradotte. Forse le versioni potrebbono es
iù edizioni se ne veggono. L’altra donna che vogliamo accennare, é la
signora
Maria Fortuna che ha già fatto stampare la Zaffir
ta, e ben condita e cospersa di sali naturali». Ella é l’Ippolito del
signor
D. Carlo Pecchia chiaro nella patria per talenti,
natura Carlo Goldoni. Ma gli si attraversò un altro ingegno, il noto
signor
abate Chiari, il quale, non volendo fecondare il
mpiglia, e non allo Zeno, come asserisce nel trattato della musica il
signor
Eximeno, si dee con più ragione attribuire il cos
parole ingiuriose contro il principe216. Publio dice a Tito, Ma v’é,
signor
, chi lacerare ardisce Anche il tuo nome e Tito r
o, ed or di speme Or di vani terrori il petto m’empie. Degli affetti
signor
, quegli é il poeta, Di Flacco in sulla lira Apoll
e i tedeschi. I francesi ancora sono alla fine pervenuti ad avere il
signor
Rameau: ma basta quest’unico, difficil certo227,
mimica ridotta finalmente a rappresentar favole intiere e seguite. Il
signor
Angiolini Toscano ha prodotti in Italia, in Alema
tudiosi e gentili. 210. «La rouille de l’envie (scrive il medesimo
signor
di Voltaire), l’artifice des intrigues, le poison
mai (soggiugne a queste parole in una sua operetta inedita l’erudito
signor
Carlo Vespasiano) che questo Eratostene della Fra
pocrifo di M. de la Lindelle contra il famoso autore della Merope, il
signor
marchese Maffei, col quale amichevolmente cartegg
d’indulgence? M. de Voltaire nell’Epistola sulla calunnia. 211. Il
signor
Romano Garzoni lucchese ha tradotta elegantemente
desse alle stampe in un corpo con note, osservazioni critiche ec. Il
signor
Ottavio Diodati, patrizio lucchese, pubblicò in L
ore é la ragione che contro il sentimento di M. de la Mothe oppose il
signor
di Voltaire con quella breve e ingegnosa comparaz
ance plus brusquement, et frappe d’une plus vive sécousse». 213. Il
signor
D. Carlo Pecchia, giureconsulto napolitano, si é
coloro che imitando ardiscono di giostrare, secondo l’espressione del
signor
Déspréaux, contra i loro Originali, e ne agguagli
X. cap. 3. 220. Giambatista Rousseau parlando de l’Inès de Catro del
Signor
de la Mothe dice così: «Ce qui ne mérite pas d’êt
izio di un nemico di M. de la Motte: più sano é certamente quello del
Signor
Palissot: «La Tragédie d’Inès de Castro, pièce dé
ayant toujours sa maîtresse à ses côtés; Regulus amoureux!» 222. Il
Signor
di Voltaire, parlando di due Scene della Clemenza
vero, Nil dictum quin dictum prius. 225. «Il Metastasio (dice il
signor
Eximeno), questo caro figlio della natura ha acco
io.» Le parole dell’arie di Metastasio prese separatamente (dice il
signor
di Voltaire) sono spesso un abbellimento del sogg
amo ancora qui un dotto squarcio d’un’aurea lettera dell’eruditissimo
signor
Vespasiano) esser difficilissimo che l’Italia pos
premesso in una raccolta di varie ariette piacevoli data in luce dal
signor
Zannoni in Parigi nel 1772) deriva dall’esser l’i
lebri suoi poeti, il cavalier Marino nell’Adone cant. IX st. 46, e ’l
signor
duca di Belforte nell’Omaggio poetico st. 48.
ri assolutamente il canto teatrale? Io posso disingannarvi. Ve ne ha,
Signor
Lampillas, ve ne ha, nè sono pochi, nè scioli da
astica opposizione colla giunta della parola Moderno. Ma già viene il
Signor
Lampillas colla mano armata di acute folgori, cio
zzo per contenersi, o rimettersi ne’ tuoni moderati. Sì, eruditissimo
Signor
Abate, essi sapevano, che Plutarco nel Trattato D
riticastri. Siegue per quarto un passo del Martelli, anco pensando il
Signor
Abate, che egli riprenda il Canto come Canto, e n
essi moderni, che io mai non ho difesi, e non già contro il Canto. Il
Signor
Lampillas vorrebbe accontare il Martelli a i Crit
ncrescono gli abusi del Canto. Anche il Quadrio, il vostro baccalare,
Signor
Lampillas, adducete tra gl’Italiani che riprendon
tumi, somiglia e imita. . . la lecora o il canario” 1. Adunque, o mio
Signor
Apologista, i nostri grand’uomini non si accomuna
; e tutti quelli il diranno che intendono ragione. Ma che volete Voi,
Signor
D. Lampillas, da ciò dedurre? “Invano dunque pret
no dell’altro del genere de’ Pianeti, o corpi erranti? Vi pare, acuto
Signor
Apologista, illazione sobria dedurre dalla modifi
che amiate di perdere il tempo, e di farlo perdere: che è peggio. Nò,
Signor
mio, non invano pretende il Signorelli valersi de
tite però, che anche quì conchiudereste male. I difetti della Musica,
Signor
mio, non si distendono sulla Poesia Melodrammatic
per le circostanze de’ tempi, non potè tutto in un colpo ovviare. Il
Signor
Lampillas non ignorerà, che prima che un nuovo ge
to. Ma questa succinta storia musicale prova alcuna cosa a favore del
Signor
Lampillas? Prova, che la non curanza de’ Maestri,
oggetti veri? Tutto all’opposto: Egli nella stessa nota impugnata dal
Signor
Lampillas si scaglia con vigore contro certi Filo
o; nè che sia verisimile ciò, che al vero non rassomiglia”. E qual è,
Signor
Lampillas, questa idea, che voi chiamate Disconfo
condo il termine apologetico, Disconforme dal vero. E ditemi un poco,
Signor
D. Saverio, rassomiglia forse al vero più quel pa
del diletto, che attende dal rimanente? Se queste osservazioni, o mio
Signor
D. Saverio, non fecero in voi impressione nel 177
el 1779. quando uscì il bellissimo Poema didascalico della Musica del
Signor
D. Tommaso Iriarte? Egli in buoni versi Castiglia
o dell’altrui indulgenza per fare effetto. Dunque la proposizione del
Signor
Lampillas è fantastica, è falsa. = Ma io non dico
oprietà dell’Apparato, ma che al presente non ne abbisogni =. Ditemi,
Signor
Apologista, potete essere sicuro, che oggi tutta
chi a quella rappresentazione per produrre una illusione compiuta. Oh
Signor
Lampillas! Troppo rimane ancora da lavorare per f
Huertas, o Mariguita del Rosario, o la Carreras, che la rappresenta?
Signor
Lampillas mio, all’evidenza mal si contrasta. E v
gli effetti che fanno nell’animo suo quelle immagini? Io non dubito,
Signor
Abate, che a un bisogno voi parlereste sì bene di
revenzione di perdonare a que’ Professori l’abuso introdotto. Oh voi,
Signor
Napoli, la prendete ben da lontano. No, Signor La
so introdotto. Oh voi, Signor Napoli, la prendete ben da lontano. No,
Signor
Lampillas, calo di un salto quasi un secolo, e ve
diletto da quel cumolo di pittoriche bellezze. E che dice ora il mio
Signor
D. Saverio? la tacita convenzione trallo spettato
che se non mostrate il modo di superare gl’inconvenienti in parte dal
Signor
Iriarte, e da me sopraccennati, la rappresentazio
nedetto Croce (Teatri di Napoli, pag. 141) riferisce dalle Poesie del
signor
Bartolo Partivalla (Napoli, per Honofrio Savio MD
tivalla (Napoli, per Honofrio Savio MDCLI) il seguente sonetto : Alla
Signora
Horetta Vigliani comica famosissima Mille avvien
na posizione al figlio Costantino, ispirò anche a un egregio uomo, il
signor
di Latouche, una specie di romanzo ingegnoso : Cl
n l’Ambasciatore d’Olanda. Al proposito di questo modo di chiamare la
signora
Bertinazzi (e a questo modo soltanto è pervenuta
ma il nome, anzi il vezzeggiativo del nome del marito ? Dov’è che il
signor
Spinelli ha trovato questo ? La domanda è ingenua
raccolti da A. G. Spinelli (Milano, Dumolard, 1885). Eccellenza. Il
signor
Coralli mi ha recato il di Lei pregiatissimo fogl
to del tutto a scrivere per gl’Italiani, ma lo farò volentieri per il
signor
Coralli, se però mi sarà permesso di farlo, e con
edianti : la gelosia. S’io faccio una commedia nuova, che convenga al
signor
Coralli, si crederà in istato di sostenerla megli
ordinariamente si verifica il proverbio italiano : Beati i primi. Il
signor
Coralli ha dello spirito e lo credo abilissimo pe
andarsene o di morire. La presenza dell’attuale deve far del torto al
signor
Coralli per delle ragioni, che non dipendono da l
nto esatto di quello che accadrà a suo tempo, giacchè è deciso che il
signor
Coralli non sarà esposto sulla scena che dopo Pas
rie (Tom. III, Cap. III) sul merito del nostro artista aggiunge : Il
signor
Carlo Bertinazzi detto Carlino, era un uomo stima
to. Tutti sono al colmo della gioja, e la commedia finisce. E qui il
signor
Des Boulmiers aggiunge : Questa eccellente comme
il signor Des Boulmiers aggiunge : Questa eccellente commedia è del
signor
Goldoni, ed è stata messa in iscena dal signor Za
ellente commedia è del signor Goldoni, ed è stata messa in iscena dal
signor
Zanuzzi con molta intelligenza ; si può ben mette
omento della favola, conchiude : Questa commedia è la prima data dal
signor
Goldoni sul Teatro italiano, dopo il suo arrivo a
lezze, le abbandonò ben presto ; il che non scema certo il merito del
signor
Goldoni, come non scema quello dei capolavori di
a modestia, pubblicando la lettera seguente ch’egli ha indirizzata al
signor
di Meslé. Se l’è cavata, come chi dicesse, pe
uor che quattro rappresentazioni ! Quanto alla lettera indirizzata al
signor
Di Meslé per aver da lui una traduzione francese
scritto del Gueullette, e che ritengo tuttavia inedita : Molto oss.da
Signora
, L’altezza reale di Madama, che ha sentito con s
ama, che ha sentito con singolar disgusto la perdita irreparabile del
Signor
Domenico, che goda il Cielo, non vuole lasciar co
Bella brutta (Parigi, Guglielmo Lassier, 1666), che dedicò al Re. Il
signor
Di Pelletier preluse alla commedia nella stampa c
ò la causa del cattivo esito delle sue speculazioni. Aveva sposato la
signora
Pompili – che restò poi quattr' anni con Ernesto
ssi prima attrice di qualche pregio – figlia del secondo marito della
signora
Botteghini sunnominata. Fu marito esemplare, amor
que ben diciferata, e niuno oggi discorda da questa sentenza. Solo il
Signor
Lampillas l’ha renduta nuova coll’intendere per P
viluppiamo alquanto le idee per ispiegare le parole. Chi credete voi,
Signor
Apologista, che io intenda per Dotti? Forse certi
ta brigata? Intanto questo Popolo non è mica il vostro diletto Volgo,
Signor
Lampillas mio. E a questo Popolo rischiarato non
i voti della Plebe e della Gente colta. Oh quanti vostri pregiudizj,
Signor
Abate mio, avreste detestati, se nello scorso Dic
ue, egli dirà, in che mai si distinguono i Dotti da’ Volgari? In ciò,
Signor
mio, che i Volgari pensano come i Dotti, ad una b
an Cittadini di una Repubblica donna del Mondo? E voi illuminatissimo
Signor
Apologista, senza riflettere a tali fatti, osate
rò nè sregolate, nè mostruose. Oggi con gusto, e giudizio fiorisce il
Signor
Marchese Albergati, che appresta alle Italiche Sc
he Scene non una, nè due Commedie, come conteggia apologeticamente il
Signor
Lampillas, ma molti Tomi di Drammi pregevoli sott
Or sono queste le mostruosità, le arlecchinate Italiane, sincerissimo
Signor
Lampillas? Gli stessi Strioni sono forse oggidì c
uone Favole. I Poeti Tragici nostrali gli hanno arricchiti ancora. La
Signora
Caminer Turca colle tante Traduzioni di moderne F
gli Attori di Madrid, e di Cadice? E con qual fondamento asserisce il
Signor
Eximeno, citato dall’Apologista, che i personaggi
ed al gusto, come addiviene in tante altre Provincie Italiane. Ma del
Signor
Eximeno accennammo alcuna cosa nella Storia de’ T
olta, ma tre e quattro, se non m’inganna la memoria. Dice appresso il
Signor
Eximeno, che in Italia si rappresenta con gran co
incipe, sostenendo la parte di Don Giovanni il Commediante Cocque. Il
Signor
Lampillas per mostra ancora del gusto corrotto de
are esser questo il gusto Scenico nazionale in Italia? Io assicuro al
Signor
Lampillas, che tal Colombo non potrà mai eccedere
prende dal modo di comporre de’ migliori e più famigerati Drammatici,
Signor
Lampillas mio, i quali formano Scuola, e non da q
la Comica, i Vega, i Castri, i Virues, i Calderón. Faccia pur così il
Signor
Lampillas: se vuol comparare con senno e giustizi
, e i Cari. Per non fare un Articolo a parte di un’ altra querela del
Signor
Lampillas contro il Signorelli, soggiugnerò quì q
a virtù per ben ricevere gl’insegnamenti seminati dal Poeta. Si vede,
Signor
Lampillas, che voi scriveste questi volumetti con
ed a quel tempo, dice M. de Voltaire, la Corte di Luigi XIV. (notate,
Signor
Lampillas: oh se leggeste, quante parole mi avres
le otto del mattino, è comparso da noi, Michele Martino Grimperel, il
signor
Onorato Gabou, dottore in chirurgia, dimorante in
ha detto che giovedì passato, verso le nove di sera, fu chiamato dal
signor
Balletti figlio, comico italiano, ch’egli trovò n
Magicienne, in cui si sparan colpi di fucile contro una torre, ove il
signor
Balletti stava rinchiuso con altri comici : che s
simi dal convertirsi in atto, e un tanto accurato ragionatore come il
Signor
Lampillas, non avrà avanzata simil cosa senza doc
ia trasformato quell’Autore ed il suo Libro. Ma non si perda d’animo,
Signor
Lampillas: trovi qualcheduna delle sue sugose con
Teatrale antica e Spagnuola, è un errore di lettura, o malignità? Eh
Signor
Lampillas, per queste vie non itur ad astra, e gl
ta tiritiera sull’inventore della Pastorale. Un altro ne riconosce il
Signor
Lampillas nel nobile Poeta Garcilasso de la Vega.
ta ancora ricca di versi 1200. Ed ecco il fondamento del giudizio del
Signor
Lampillas per istallare a Dramma un’ Ecloga, le u
’essenza del Dramma, come è chiaro dalla stessa voce1. Così l’egregio
Signor
Lampillas aspirando (senza saper perché) all’ante
a sua Nazione, possiamo dire addio alla Letteratura Spagnuola. Macte,
Signor
D. Saverio. 1. V. la Biblioteca Ispana Moderna
nte sino a questi dì, nè a straniero, nè a nazionale veruno prima del
Signor
Lampillas. L’istesso Garcilasso mai non pensò a c
illa (Zelinda e Lindoro), e all’intendimento di adattar la parte alla
signora
Bresciani, dice : la signora Giustina si sarebbe
ll’intendimento di adattar la parte alla signora Bresciani, dice : la
signora
Giustina si sarebbe opposta.
a compagnia. Si cimentò in battaglie d’arte accanite, or recitando la
Signora
dalle Camelie, or l’Andreina ; e ne uscì vittorio
le milanese fu certo meritevole di ogni elogio ; e in alcune parti di
signora
, nonostante l’incalzar degli anni, mostrava ancor
nte Ludovico Bevilacqua, era più atto di perfidia, e liuorc contro la
signora
Marzia (la Fiali) che sincero, et anteriore à que
la Fiali) che sincero, et anteriore à quello, che haueuano con questa
signora
…. Il che concorderebbe forse col fatto dell’esser
io, prese in affitto il teatro di Mantova nell’autunno del 1749. Il
Signor
Bigottini, com’ è chiamato ne’ documenti pubblica
inesorabile Grimm : Un giovine arlecchino di sessanta e più anni, il
signor
Bigottini, ha esordito sul teatro della Comedia i
ia, intitolata : Arlecchino Spirito folletto. Il modo di recitare del
signor
Bigottini non ha nulla che vedere con quello dell
in una parola, sono il vostro servo umilissimo D’Arbes. G. Come ! Il
signor
D’Arbes ? Il figlio del direttore della Posta del
chiedervi una commedia ; ho promesso a’miei compagni una commedia del
signor
Goldoni, e voglio mantenere a loro la parola. G.
pedisca. Lo prego de’ miei affettuosissimi saluti al nostro carissimo
signor
Girolamo, a cui ora non iscrivo per non moltiplic
r lettere superfluamente ; siccome la prego de’ miei complimenti alla
Signora
Sua, ed a tutta la gentilissima famiglia. Mi scor
rigi il 5 dicembre 1749, il Zoroastro di Rameau con parole del nobile
signor
di Cahusac, sotto la direzione scenica del venezi
, Sacerdoti, Demoni, ecc. ecc. Fra le comparse del ballo era anche la
signora
Casanova ; « forse, aggiunge il Byrn, Maria Madda
uta. Riferisco da Fr. Bartoli il seguente : Applauso meritato dalla
signora
Giulia Gritti-Pizzamiglio, e dal signor Costanzo
: Applauso meritato dalla signora Giulia Gritti-Pizzamiglio, e dal
signor
Costanzo Pizzamiglio nella Comica Rappresentazion
stesso da Bologna, in data 2 giugno 1683 in cui si lagnava che certo
signor
Francesco Desiderij suo famigliare facesse da pad
si raccomandava al Duca, acciocchè volesse degnarsi moderare a questo
Signor
Desiderij, quando pure già le fosse stata concess
ine la buona tragedia, mentre vari componimenti di M. Crébillon e del
signor
de Voltaire l’han serbata in vita e sostenuta in
ne a tutte le nazioni colte, il quale infelicemente fu maneggiato dal
signor
Goldoni nella commedia de’ Poeti. M. le Sage, nat
ispreggiarsi e debbono per certo antiporsi, siccome dice benissimo il
signor
Palissot, «a tutte le rapsodie romanzesche, colle
angiar natura. Ma la commedia tenera ha degenerato sin nelle mani del
signor
de la Chaussée in un’azione totalmente larmoyante
r de l’ombre de Molière, La Coquette fixée, Les Mariages assortis del
signor
abate de Voisenon, La Double Extravagance, Le Fau
autore di un Teatro di Società «nel quale (secondo che ci attesta il
signor
Palissot, critico acuto, e giudice espertissimo d
ie cittadinesche, e di commedie piangolose, pel cui cattivo genere il
signor
Collé ha non di rado manifestato il suo disprezzo
ipido e dall’intreccio assurdo». Con giusta ragione afferma dunque il
signor
D. Antonio Eximeno nel suo libro dell’Origine e d
con cui potrebbe un ammalato esprimere un dolor colico». Non so se il
signor
Eximeno sia stato testimonio oculare dell’atteggi
es». 231. Chi fosse vago di sapere quasi tutti i plagi commessi dal
signor
di Voltaire, dovrebbe dare una scorsa agli Anni l
crenato tutte le parti della letteratura. Nelle migliori tragedie del
signor
di Voltaire trovasi qualche declamazione filosofi
l suo Teatro Tragico e Comico, stampato in Venezia nel 1732. 233. Il
signor
Palissot parlando del Conte di Cominge, di Eufemi
énitence»». 234. «Quello mostro nacque, siccome dice benissimo il
signor
di Voltaire, dall’impotenza degli autori, e dalla
a pris la peine d’y faire». 236. «Il ne faut point (ottimamente il
signor
di Voltaire) qu’un personnage de comédie songe à
. «M. Destouches, né à Tours en 1680, mort en 1754 (scrive il citato
signor
Palissot), n’a eu ni la vigueur de style, ni la r
ento siensi ridotti a far commedie romanzesche, le quali, al dire del
signor
di Voltaire, sono piuttosto saggi di tragedie dom
ait trait pour trait». 241. «Le roman dramatique de Cénie (dice il
signor
Palissot ) n’est qu’une imitation de la Gouvernan
diocres. 242. «M. de Boissy a fait plus de trente comédies (dice il
signor
Palissot) dont il n’est résté que les Dehors Trom
tica e romanzesca di M. Diderot vien portato il seguente giudizio dal
signor
Palissot: «Le Père de Famille est un de ces roman
venus d’appeler comédies». 244. La Partie de Chasse d’Henri IV del
signor
Collé, e le Roy et le Fermier di M. Sedaine, furo
e di sopra già mentovate tragedie, merita distinta lode la Didone del
signor
le Franc marchese di Pompignan265. Avvegnaché poi
italiani, favorito da una musica eccellente, come quella del celebre
signor
Gluck nell’Alceste, ha creduto di pareggiar di gl
di manifesta decadenza. 263. Egli é purtroppo vero ciò che dice il
signor
di Voltaire: «On remarque dans les arts, que plus
ella veneranda antichità. «C’est à la nouvelle philosophie (scrive il
signor
Palissot) qu’on doit imputer, parmi d’autres maux
ux, e nelle petites Lettres sur de grands Philosophes, come anche dal
signor
avvocato Moreau nell’ingegnosa operetta che ha pe
s Anglais paraissent s’élever à mesure que nous baissons». 267. Il
signor
Diderot non solo compose in prosa il Padre di Fam
«Dans le grand goût du larmoyant comique» come dice scherzando il
signor
di Voltaire; ma ben anche volle dettar regole in
faire deux adeptes de la nouvelle philosophie gallicane». 269. Il
signor
Palissot in una nota posta sotto questi due versi
telliti; così un uomo d’ingegno grande é la calamita di coloro che ’l
signor
La Fontaine chiama «le sot bétail des imitateurs»
aja Materdonna tratto dalle sue Rime (Venezia, Deuchino, 1629) : Alla
Signora
Isabella Chiesa, comica, per averla veduta rappre
istanza di Bartolommeo Cavalieri per Niccolò Tebaldini, e dedicato al
signor
Marc’Antonio Fioravanti. Recitò ivi con molto app
idere? La gloria della commedia inglese é cresciuta per le favole del
signor
Congrève, morto di cinquantasette anni nel 1729.
sitate in pregiudizio de’ Torrismondi, delle Atalie, e de’ Catoni. Il
signor
di Voltaire confessa che la sua Scozzese è traduz
l’equivoco grazioso della VII scena. La Moglie Gelosa, commedia del
signor
Giorgio Calman traduttor di Terenzio, si é rappre
ppresentata nel 1766 con molto applauso249. Ella é parto del nominato
signor
Colman e del Roscio dell’Inghilterra Davide Garri
1730 in preda all’Arlecchino, e ai gran drammi politici ed eroici. Il
signor
Gottsched fu quello che pieno della lettura de’ f
e, ma che cessò di vivere nell’anno suo ventesimosesto253, il robusto
signor
Weiss autore di Giulia e Romeo 254, e i signori d
iana, che ultimamente ha onorata la di lui memoria con una statua. Il
signor
Gellert ha prodotte varie commedie applaudite, la
, p.e., é nel Biglietto del Lotto il carattere d’un sordido avaro nel
signor
Damone. Molti tratti felici si trovano nella donn
ngedato, quando nell’ultima scena comparisce un nuovo personaggio, un
signor
Antonio, un amante della Carolina, e incominciano
della scena tra Raps e Anselmo é quasi degna di Molière. I drammi del
signor
Lessing animati da maggior vivacità ed interesse
rima di tutti risuscitata quell’arte, si attribuisce a un tedesco. Il
signor
Hilverding nativo di Vienna ha prodotti in quella
perduto di vista i principi della drammatica. Nell’altra tragedia del
signor
Moratin lo stile si vede migliorato di molto, e l
cittadinesca presso gl’inglesi. 248. «Les comiques anglais (dice il
Signor
Abate Arnaud) ont plus de verve que de goût. Vanb
espérances, l’un par son Codrus et l’autre par son Déiste.» 254. Il
signor
Weiss che avea già fatte alcune canzoni assai pre
m. III pag. 17 e tom. IV pag. 86, opere periodiche assai pregiate del
signor
abate Arnaud, membro illustre sì dell’Accademia F
a pastorale scenica vien coltivata dai tedeschi con gran successo. Il
signor
Rost é stato il primo a comporre in quello genere
rt e Gaertner hanno scritto con rara felicità le lor pastorali. Ma il
signor
Gessner li ha tutti di gran lunga superati colla
chiaro amico A. G. Spinelli della Biblioteca Estense di Modena. Alla
Signora
Isabella Servili | Comica virtuosissima del Ser.m
i stima particolare A. M. G. bolognese devotamente dedica. La stessa
Signora
s’introduce a maneggiare legiadramente la spada :
eonardo Sebastiani d. d. d. Alla Virtù sempre più ammirabile | della
Signora
Isabella Servili detta Eularia | Comica Eruditiss
Corniani della Braidense di Milano. La musica fu del celebre maestro
signor
Pietro Guglielmi, e fra gli attori era per la Mad
il giorno dieci di Giugno. Bartolomeo Cavalieri, che fu marito della
signora
Giustina Bercelli, d’anni quarantacinque, munito
a casa ; e l’insultarono, e miser mano alla spada…. alla presenza del
signor
Gazotti che osservava il tutto dalla bottega vici
portato dal Jal (op. cit.) : « (Venerdì 16 marzo 1668) fu inumato il
signor
Giacinto Bendinelly, detto Valerio, uno dei comic
con grazia, e colla necessaria finezza rappresentarlo. Finalmente la
signora
Rosina Romagnoli, già in questo carattere iniziat
e scorgiamo noi nelle nostre servette ? Ove si eccettui la commendata
signora
Rosina Romagnoli, che se non di tutte, almeno di
orales, intorno a cui il dottissimo Padre Martini citato dall’erudito
Signor
Abate Don Saverio Lampillas si spiega in questi t
ebbono anteporsi alle private, così la sincera affezione che porto al
Signor
Abbate Andres, e la giusta stima che ho de’ suoi
quello di dar un’arabica origine alla poesia provenzale. E poiché il
Signor
Abbate mi rimprovera di non aver lette attentamen
Il nome d’Alessandro il Grande si legge per confessione dello stesso
Signor
Abbate, in Rambaldo Vacheiras, in Anselmo Faidit,
guenza in favore dei provenzali colla stessa giustezza che la cava il
Signor
Abbate. III. «Gli Arabi ebbero alcuni dialoghi po
ico. Dunque ec.» Ma in primo luogo, se gli arabi, per confessione del
Signor
Abbate, adottarono ne’ loro versi la misura e qua
hiara interpretazione) significassero appunto quello, che pretende il
Signor
Abbate, ciò non vorrebbe dir altro se non che gli
cose in queste due arti. Dunque (conchiuderò io colla dialettica del
Signor
Abbate Andres) la poesia provenzale ebbe una orig
ti. E poiché si tratta dei giullari provenzali, non occorreva, che il
Signor
Abbate s’incomodasse d’andare sino ai domini sara
francese del celebre Luigi Riccoboni, e nel Trattato de la Police del
Signor
de la Marre, né alcuno (ch’io sappia) s’era avvis
de la Marre, né alcuno (ch’io sappia) s’era avvisato finora prima del
Signor
Abbate di far venire cotal invenzione dalla fiera
liente letteraria l’araba nazione. Ed ecco i fondamenti, sui quali il
Signor
Abbate Andres stabilisce il gran edifizio dell’or
sciute da più nazioni europee ed asiatiche, come si farebbe vedere al
Signor
Abbate se invece d’una Nota, se ne dovesse (lo ch
oco dopo la metà del secolo X.» In quanto all’«anteriore di tempo» il
Signor
Abbate ha ragione, ed io mi ricredo. Ma se Alfara
cesse poco tempo dopo la morte d’Alfarabi, cosa ha avanzato perciò il
Signor
Abbate Andres circa la sua pretesa arabica origin
do, di Mascardio, o negli altri autori di que’ tempi citati da me? Il
Signor
Abbate non entra in veruna di tali ricerche; eppu
vezzi cioè snervata, leziosa, sparsa d’arguzie e di smancerie. Se il
Signor
Abbate ne dubitasse, si cercherà, quando che sia,
universali, che nulla provano, perché provano troppo, e sui quali il
Signor
Abbate inalza la sua fabbrica rovinosa. V. «Nè ch
ico, e di parecchi altri. Ho esaminato ancora quanta reca in mezzo il
Signor
Abbate nel suo primo e secondo tomo per distrugge
opoli della terra. Veramente mi sorprende tal obbiezione in bocca del
Signor
Abbate Andres, che aspira con ragione al titolo d
Parigi nel 1780. Dove trovarli? Eccoli trovati per soddisfazione del
Signor
Abbate. La seguente strofa è l’ultima d’una canzo
o, e non si leggano la batracomiomachia, i versi d’oro, e gl’inni. Il
Signor
Abbate si mostra informato di tutto ciò, parla de
lla musica sacra e profana in Italia, l’esame fatto delle ragioni del
Signor
Abbate, e le repliche alle sue censure metteranno
azione, come con forze maggiori, e con più giusta fiducia ha fatto il
Signor
Abbate; e però mi sono appigliato al men coraggio
bbia esaminata la storia della musica e della poesia di quella età il
Signor
Abbate, il quale, prendendo ad illustrare in un g
l paro che dagli arabi. Peggio per noi se il facile contentamento del
Signor
Abbate ci ha privati delle altre ricerche ben più
e osservata che la poesia francese era distinta dalla provenzale.» Il
Signor
Abbate è pregato a indicarmi i passi della mia op
poetare di questa non è analogo all’ardito, e fervido dell’altra.» Il
Signor
Abbate non ha veduto, o non ha voluto vedere le a
, e l’ardito e fervido degli altri. A che si dovrà attribuire, che il
Signor
Abbate non abbia veduto ciò che pur vi si trova s
ltrato perché la riputazion letteraria, di cui meritevolmente gode il
Signor
Abbate Andres (ed alla quale io sono il primo a r
che rappresenta. Chi meglio di lei in Italia recitò la Semiramide del
signor
di Voltaire ? Ventidue sere videsi replicata l’an
questa valorosa ed inimitabile Recitante. Al subblime merito della
Signora
Maria Maddalena Battaglia nata Torti di Pisa, la
egno delle parti brillanti e di servetta : ella doveva rimpiazzare la
signora
Romagnoli, che a buon diritto era chiamata la Déj
ente, come lo fu in questa occasione, per merito principalmente della
signora
Cutini-Mancini, delizia di ogni pubblico per quel
enza ad oggetto di divertirsi. Ecco come assennatamente ne favella il
Signor
D. Antonio Ponz1: “En quanto à lo material de los
a male intesa libertà del volgo. Ciò si verifica co’ fatti. Sappiate,
Signor
mio (che io ben mi avveggo, che i vostri gravi st
de’ vostri aerei sospetti1? 1. T.V. p. 322. Viage de Esp. 1. Il
Signor
Lampillas mi domanda ancora, perchè non abbia nar
avea fatto motto. Siete soddisfatto? Siete pure espantadizo, mio caro
Signor
Apologista.
lla moglie Brigida, servetta di qualche pregio, nella Compagnia della
signora
Marta Coleoni.
si da Commedia di me Benedetto Maffei detto il Furioso, allievo della
signora
Flaminia Comica detta Orsola Cecchini.
scritto : Questa commedia non ebbe alcun successo tra le mani del fu
signor
Domenico. Era stata radiata dal repertorio, e le
la Marca, ove avea compiuto il mio corso di filosofia sotto il dottor
signor
Balli), la scelsi per mio primo esperimento (1 ot
, ciò non fu che il piacere di sentirmi applaudito dopo l’inimitabile
signor
Domenico, il quale ha portato si alta l’eccellenz
essero del Modanese: egli è certo che il Rinuccini, col consiglio del
signor
Giacomo Corsi intelligente di musica, mostrò all’
andogli a leggere ciò che in tal quistione scrisse giudiziosamente il
signor
Diderot uno senza dubbio de’ più rinomati ragiona
ni nell’articolo XII del mio Discorso Storico-critico. Piacque poì al
signor
don Tommaso Yriarte di porre in versi castigliani
el lenguage Decoracion y trage, Ygual perdon al canto no concede? Il
Signor
Yriarte anzi che dissimular ciò che avea letto ne
ogni assennato leggitore o spettatore non entrò nella testa del dotto
signor
Sulzer, il quale rimproverò al Metastasio la puer
i Greci animarono colla musica tutta una tragedia, potrebbe dirci il
signor
Sulzer, quali cose sono da cantarsi senza offende
n’ assurdità e un abuso della melodia ? Noto è il grazioso motto del
signor
di Fontenelle: Sonate que me veux-tu? Per altro s
ulto e poeta, in un suo passo riportato dal D’Ancona, dice : heri il
signor
Federico da Gazuolo venne posta a Mantova per men
ella medesima. con alqvante leg- giadre è belle Compositioni di detta
Signora
Vincenza. In Verona, Per Bastian dalle Donne
et in Deus esset Amor. Poi la lettera di dedica « al Molto magnifico
Signor
, il Signor Antonio Prioli, mio Padron singolariss
esset Amor. Poi la lettera di dedica « al Molto magnifico Signor, il
Signor
Antonio Prioli, mio Padron singolarissimo, » poi
rofonda parlatrice, e comica eccellentissima. « Volse il cielo che la
signora
Vincenza, forse per purgar de’ vizj la corrotta g
osa profana e sacrilega. » Ma eccoci all’arte sua. « Recitava questa
signora
in tre stili differenti : in Comedia, in Tragedia
bell’alma unita, essendo il bello e il buono un’istessa cosa. Era la
signora
Vincenza di statura piuttosto grande che no, e co
discretissima attrice, piena di zelo e di buona volontà, educatissima
signora
, intelligente, istruita, bene equipaggiata.
rve col nome di Pimpinella, titolo, già nel 1588, di una commedia del
signor
Cavalier Cornelio Lanci, pubblicata in Urbino da
Roma (Acc. de’ Lincei). Il Fiala recitava le parti di capitano, e la
signora
Flaminia, la prima attrice, era sua moglie. Di lo
gl’otto scudi delle botte che mi danno fastidio, La pregho andare dal
Signor
Giuseppe Priori, cassiero del Monte, e dirli che
li denari dal Ebreo Rossi al quale uendei il Vino, auendo il suddetto
Signor
Priori acettato di riceuer lui il mio credito e d
otrà onorarmi di quel poco di fitto decorso mi farà fauore pagarlo al
Signor
Priori, appresso il quale deuo ualermi in breue d
ni della Biblioteca Nazionale di Parigi, comunicatemi gentilmente dal
signor
Bouchot, Direttore in essa Biblioteca della Sezio
te aneddoto : « Morto Spezzaferro, molto se ne parlò a Versailles. Il
signor
……, medico di S. M., avendo detto che si era trov
con grande successo, fece nella Compagnia dell’Anonimo Ciarlatano, il
signor
Buonafede Vitali, al fianco di Francesco Rubini,
Belisario, il Casali rispose con aria di sicurezza : sì signore : il
signor
Goldoni mi ha fatto l’onore di lavorare per me :
rotagonista nella Nonna scellerata di Torelli, di Madama Guichard nel
Signor
Alfonso di Dumas figlio, della Duchessa nei Marit
giunta a posarsi, ad insudiciare l’anima buona e bella della illustre
signora
; si che nel mondo pettegolo, maldicente, qualche
cesco Bartoli : « Fu comico al servizio dell’Altezza Serenissima del
Signor
Duca Antonio Gonzaga di Guastalla, Sabionetta, e
ciava gnora luna, compose una commedia intitolata Lo sposalizio della
signora
Luna, alla quale accorreva il pubblico in folla,
a dell’Europa del mese di agosto 1764 tom. II pag. 229 seqq. 186. Il
signor
di Saint-Evremond così scriveva al gran Corneille
e tribut à ce goût; Quinault en est infecté». Contuttociò argutissimo
signor
di Fontenelle, ricchissimo di una nuova spezie di
le, avec l’éloge historique de Pantalont-Phœbus etc., e che ancora il
signor
di Voltaire ha avuto a dire: «Une foule d’écrivai
il gusto, raffinano il giudicio, e producono altri buoni effetti. Il
signor
Déspréaux il promotore, l’arbitro, il legislatore
ceva: «Ce qui me distingue de Pradon, c’est que je sais écrire». E il
signor
di Voltaire, giudice competente in questa materia
âtées par là». 193. Ecco il savio precetto che diede il giudizioso
signor
Déspréaux nell’Arte poetica a’ drammatici suoi co
sissement, l’étonnement de horreur etc.» Per le quali cose afferma il
signor
di Voltaire che Saint-Evremond dicendo questo, av
e non abbia incontrato troppo buona forte in Francia; imperciocché il
signor
Racine nella sua tragedia ne fece un damerino fra
196. «La Mariamne de Tristan l’Hermite (scrive il dotto e assennato
signor
Palissot) dut sa grande réputation aux talents du
Corneille nato nel 1625, e morto nel 1709, così giudica il prelodato
signor
Palissot: «Le grand nom de son frère fut pour lui
aux, pure asseriva, che Regnard non era mediocremente piacevole; e ’l
signor
di Voltaire ancora dice: «Qui ne se plait pas ave
nno comico '94, dopo il quale ella diventò, il 10 ottobre del '95, la
signora
Zoppis. Esuberante di vita, ricca d’ intellig
242) : « ed in particolare tanta dilettatione ha dato a Sua Maestà il
signor
Cola Francesco Vacantiello, personaggio napolitan
rinnovabile di otto in otto anni. Malgrado tali patti eccezionali, il
signor
Fabbrichesi ne traeva un lievissimo benefizio. Ne
ò che non si permettesse mai più un fatto simile. Torniamo a noi. Il
signor
Fabbrichesi ebbe avviso, che allo spirare del con
a questi si annoveravano i già nominati Tessari, padre nobile, con la
signora
Carolina sua moglie, prima donna ; Prepiani e Vis
nezia da Gio. Pietro Pinelli il 1611 col titolo : Corona di lodi alla
Signora
Maria Malloni detta Celia Comica ; il quale anche
lfo Campeggi, quand’ella recitò in Bologna l’ Aminta del Tasso : Alla
Signora
Celia Comica Confidente, Silvia nell’ Aminta rapp
recitato a qualche innamorata, sotto la maschera di Brighella : Alla
Signora
Maria detta Celia in Commedia Celia, e Maria, v
di, a Firenze, quando la Cazzola ammalò, Tommaso Salvini ricorse alla
signora
Virginia ; e la signora Virginia, improvvisando s
Cazzola ammalò, Tommaso Salvini ricorse alla signora Virginia ; e la
signora
Virginia, improvvisando sera per sera un’interpre
ticherie del Cuore ed arte, poi a Frine, all’Adriana Lecouvreur, alla
Signora
dalle Camelie, al Trionfo d’amore, alla Straniera
di dicembre : …… La sera fu trattenuto (il Card.le di Gambara) dalla
signora
Duchessa a una Comedia di Zani della Compagnia de
el Corpo che nel restar di pedrollino consiste però gratia Ser.mo mio
Signor
gratia per l’amor de Dio che quale la chiesto con
la chiesto con le ginochia a tera et con le lacrime del Cuore nostro
Signor
la Conserui et a me dia gratia di poterla seruire
migliori favole del paese due tragedie di Rotgans, ed un’ altra della
signora
Van-Winter nata Van-Merken autrice (che viveva an
o onore fra suoi. Dee però singolarmente pregiarsi la Danimarca della
signora
Passow nata in Copenaghen, e morta nel 1757. Era
e : « In questo lasso di tempo furono aggregati alla mia Compagnia la
signora
Santoni, la signora Baracani e Papadopoli, da tut
o di tempo furono aggregati alla mia Compagnia la signora Santoni, la
signora
Baracani e Papadopoli, da tutti proclamato irrequ
o Zecchi a Napoli, ove molto piacque, specialmente nel personaggio di
Signor
Pasquino, uomo ridicolo, schizzinoso e affettato,
dopo la commedia, ella eseguì egregiamente un passo a due insieme al
signor
Dehesse. Ma la maggior fama ella s’acquistò nelle
iache al giorno, nella quale esordì a Parma col semplice annunzio : «
Signor
Conte, la carrozza è pronta : » annunzio che egli
che avrebbe fatta d’innanzi a’compagni, allargò nel modo seguente : «
Signor
Conte, sapendo che Ella doveva andare in città pe
ti in prosa, dedicata all’Illustrissimo et Eccellentissimo Signore il
Signor
Duca di Giojosa, della quale ecco l’istoria che t
ere stata da V. E. la nostra Compagnia chiamata in casa dell’illustre
signor
Conte di Gos questa istate passata, glie la rapre
o ser.re Il Principe della Mirandola. (al duca di Modena). Seren.mo
Signor
mio et padrone oss.mo Partendo di qui la compag
versi, e si ha di lei un sonetto che precede il Postumio, Comedia del
Signor
I. S., posta in luce da Flaminio Scala, Comico ac
si da commedia di me Benedetto Maffei detto il Furioso, allievo della
signora
Flaminia Comica detta Orsola Cecchini. » A corred
ra dedicatoria dell’Alzato al Brivio, e ad un sonetto allo stesso del
signor
Antonio Biagnaggoni, 109 poesie (madrigali, canzo
lice o’ di gratie, et d’amori, et di palme, et d’allori sotto inuitto
Signor
, superba attrice, ecco che ’l Ciel t’honora, e à
irare dal pubblico. Fr. Bartoli le dedicò il seguente sonetto : Alla
Signora
Angela Cicuzzi Comica, Ballerina, e che si dilett
sig. Dottore Raffaele figlio del fu Pasquale Minardi e della vivente
signora
Maria Pilati della Parrocchia di S. Bartolomeo co
vivente signora Maria Pilati della Parrocchia di S. Bartolomeo colla
signora
Amalia figlia del fu sig. Giovanni Bettini e dell
la signora Amalia figlia del fu sig. Giovanni Bettini e della vivente
signora
Lucrezia Mora di questa Parrocchia de’ SS. Giusep
to alcune lettere scritte da Torino che accertano lo scioglimento col
signor
Bazzi, di sua figlia. è vero che io non porto un
limento dalla R. Compagnia Sarda. Il contratto da me stabilito con la
signora
Internari è per tre anni. Posso però, anzi sono d
enti necessari a formare un’altra primaria Compagnia, nel caso che la
signora
Internari fosse contenta di proseguire anco pel 4
roposito della Iginia d’Asti di Silvio Pellico : …. Che diremo della
signora
Amalia Bettini ? Ella fu dal grido universale sal
parole. Quando un’attrice ha tocco quella eccellenza a cui giunse la
signora
Bettini, il darle una lode comune sarebbe un oltr
ù bella delle moltissime perle del tuo volumetto.… I miei saluti alla
Signora
e al Signor Pietriboni e al Bassi. A te un abbrac
moltissime perle del tuo volumetto.… I miei saluti alla Signora e al
Signor
Pietriboni e al Bassi. A te un abbraccio e un bac
dell’ arte del declamare fa un’estetica pensata e imaginosa. Alla Sua
Signora
tanti rispetti e ricordi da parte mia e delle mie
irò, necessario…. Mi voglia sempre bene : mi ricordi alla sua egregia
Signora
: perdoni alla fretta, e mi tenga Suo aff.mo G
rtoli riferisce il seguente sonetto : Al merito impareggiabile della
signora
Elisabetta Ughi, prima donna, che nel Teatro dell
una ode, pubblicata in foglio volante, e gentilmente comunicatami dal
signor
Pietro Pieri di Roma. alla sublime attrice la sig
comunicatami dal signor Pietro Pieri di Roma. alla sublime attrice la
signora
CAROLINA CAVALLETTI TESSARI che in giovanile età
o : LE FUNEBRI | RIME, | di diversi eccell. | autori, in morte della
signora
| CAMILLA ROCHA NOBILI | comica confidente detta
direi fosse al fin giunta. Se non avessi a voi con puro zelo l’alma,
Signor
, donata, che congiunta gode felice in Voi, come i
ttinelli, di Dottor Nuvoletti nella Donna Romantica, di Armando nella
Signora
dalle Camelie. Nei trent’anni di vita artistica,
ava il nome, che agiva alla fiera Saint-Germain, impresari Laury e la
signora
Baron. Passò dal 1712 al 1714 a recitar le parti
ituale. I principi si opporranno riguardo al temporale (rispondono la
signora
Sotte-Fiance e la signora Sotte-Ocasion). Non imp
rranno riguardo al temporale (rispondono la signora Sotte-Fiance e la
signora
Sotte-Ocasion). Non importa, dice Mere-Sotte, Ve
e di piacevolezza comica leggesi nella Storia del teatro Francese del
signor
de Fontenelle. Fu essa poi più tardi da un altro
tanto, caro il mio Sig.re, procuri con l’ Altezza Sereniss.ma del suo
Signor
Padre, ch’ io al partir di Torino (durando questi
codazzo degli ammiratori e corteggiatori e…. qualcosellina più, della
Signora
Cecchini : questo dev’ essere stato il pernio su
tto per altre attrici, seppe gettare a terra ogni trofeo eretto dalla
Signora
Flaminia : non c’ è che ridire. Ma chi era codest
aminia : non c’ è che ridire. Ma chi era codesto Cintio, pel quale la
Signora
Cecchini faceva addirittura frenesìe ? Non il pri
uastamatrimonj, a lui potevan benissimo esser volte le Frenesie della
signora
Cecchini (il marito non aspettava più i sessant’
ngegni, e intitolato La Sirena dei mar tirreno — Stanze in lode della
Signora
Virginia Ramponi, — comica fedele detta Florinda.
ta fuori del grembo dei compagni, et essendo sempre stato in casa del
signor
Ambasciatore e poi lui fuori de’ suoi interessi n
rta. Ed ecco i due madrigali che Gio. Battista Andreini dettò per la
signora
Eularia, e per Lidia sua moglie, l’una Maddalena,
creò, e che le acquistaron fama di egregia artista, vuolsi citare la
Signora
dalle Camelie del figlio Dumas.
particine a soli quattr’anni, scritturandosi a otto in Roma con certo
signor
Lustrini, direttor delle poste, che aveva formato
ante a Modena dagli eredi di B. Soliani. Al merito singolare | della
Signora
Rosa Scalabrini | Medebach | che recita con unive
trovò a interpretare, e ne’teatri di maggior grido, la Messalina, la
Signora
dalle Camelie, il Trionfo d’amore, la Giuditta, l
dramma di Gualtieri, Silvio Pellico, nell’Antigone di Alfieri, nella
Signora
dalle Camelie di Dumas, in varie commedie di Gher
tro, per darsi alla quiete domestica, mutandosi di signorina Glech in
signora
Rosellini a Genova, dove dimora tuttavia. Per inv
stavo Modena, che nell’album di lei scriveva : Io nacqui morto, cara
signora
, e tale fui giudicato anche dalla levatrice. Fu i
prezzare dai vari pubblici nostri e forastieri, sì nell’Armando della
Signora
dalle Camelie, sì nel Claudio della Moglie di Cla
: studio che servì a porre in evidenza l’acume di argomentazione del
signor
Valeri, avendo io rinvenuta nell’Archivio di Stat
ia, acciocche altra Compagnia non gli preuenga. Di fuori : Al Ser.mo
Signor
Duca di Modona etc. Per Pedrolino e Compagni. Pe
ottenne, troviamo nel seguente sonetto che non mi par de' peggiori :
Signor
, giacchè più tetto non m’avanza, e più casa non h
, Giovan Antonio) la quale, rimasta vedova, passò a seconde nozze col
signor
Duret tireur d’or di Lione, che poi si fece comic
le un miracolo. 5 novembre 1685. – Già vi scrissi che il Carlieri la
signora
Fiorilli gli aveva pagate le 20 doppie ; ne avrà
Dev.mo Pariggi li 10 Agosto 1685. Servitore Tiberio Fiorilli. Ill.mo
Signor
mio Signore e Padrone Colendissimo Non avendo a
S. Ill.ma Umiliss.mo e Dev.mo Servitore Tiberio Fiorilli. Ill.mo
signor
mio signor Parigi li 23 Luglio’88 ( ?). Suplicho
Umiliss.mo e Dev.mo Servitore Tiberio Fiorilli. Ill.mo signor mio
signor
Parigi li 23 Luglio’88 ( ?). Suplicho V. S. Ill.
co Di V. S. Ill.ma Devotissimo Servitore Tiberio Fiorilli. Ill.mo
signor
mio, signore e Padrone colendissimo Vengho con q
he. Spero in breve pasarmene a casa. Intato o mandato una prochura al
signor
A[n]tonio Aveni avochato a ciò mi renda conto de
igliato. Suplicho e pregho V. S. Ill.ma di far dare la qui inclusa al
signor
Antonio Aveni avochato e rachoma[n]darli i miei i
la mia partenca a ciò mi onori di suoi comandi. Averei a charo che il
signor
Antonio menegli da sè la risposta. Di V. S. Ill.m
fetto e patrocinio. Parigi li 3 Marco 1692. Tiberio Fiorilli. Ill.mo
Signor
mio, signore e padrone Colendissimo Ricevo la co
: il dirle ackora….) : che corro ogni gorno per i Tribonali. Ill.mo
Signor
mio, signore e padrone colendissimo Ricevo la co
iasone del Cicognini (pubblicato nel 1649) «il quale, come osserva il
signor
cavalier Planelli, cominciò a interrompere il gra
sparta, il quale «con raro immortale esempio», secondo che ci dice il
signor
abate Amaduzzi nel Discorso filosofico sul fine e
ella loro accademia che ha per divisa, «invenit et perfecit», dice il
signor
di Voltaire nel suo Candido: «Ah, voilà quatre-vi
, diremo a buona ragione, che non sia tragedia la moderna? Ci dice il
signor
Mattei nel suo Nuovo Sistema d’interpretare i Tra
i? E che si é scoperto di più a’ giorni nostri? Che ci dice di più il
signor
Mattei? Che la tragedia e la commedia greca si ca
i é ripetuto a sazietà da tre o quattro secoli prima, che nascesse il
signor
D. Saverio. Una felice combinazione per la poesia
o sapesse dell’altro, egli é certo che ’l Rinuccini col consiglio del
signor
Giacomo Corsi intelligente di musica mostrò all’I
fi moderni della Francia165. 153. Nel prologo del tomo VI. 154. Il
signor
Riccoboni nella seconda parte dell’Istoria del Te
are dunque che ’l Trissino, il quale non so perché, e donde venga dal
signor
di Voltaire, ed indi da altri di lui compatrioti,
a M. Millet, se ben mi ricorda, e stampata in Parigi presso Fetil. Il
signor
di Voltaire ha trattato parimente il medesimo arg
amente tradotta in verso sciolto dal celebre drammatico bolognese, il
signor
marchese Francesco Albergati Cappacelli, di lui a
rare qu’elle est en France», scrisse se con sano criterio il celebre
signor
di Saint-Evremond; e un altro spiritoso scrittor
parler, juger et décider de tout avec une confiance intrépide». E ’l
signor
di Voltaire anche così nella fine dell’ottava par
eci animavano colla musica tutte le parole d’una tragedia, domando al
signor
Sulzer, quali sono le cose che si possono cantare
Riccoboni (sabato, 7 luglio 1734), un atto concernente la bigamia del
signor
de Laboras, padre di lei, e firmato da’ seguenti
rva maliziosa e civetta ; e potè a trenta, in parti di bimba come nel
Signor
Alfonso e nella Colpa vendica la colpa, esser ten
endo le mie scuse col Direttore di non poter andar seco, partii colla
signora
Ferramonti e suo marito in una buona vettura. Il
nome di autore, ma suo probabilmente. Al merito impareggiabile della
Signora
Anna Corona Paganini, che nel Carnovale dell’anno
cioè, in cui egli entrò a far parte della Compagnia, scriveva : « Il
signor
Righetti, nemico dei lazzi volgari, conosce la di
▲