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1 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo primo — Capitolo primo »
imenti drammatici. Leggi sue costitutive derivanti dalla unione della poesia , musica e della prospettiva. [1] Qualora sentesi
a” non s’intende una cosa sola ma molte, vale a dire, un aggregato di poesia , di musica, di decorazione, e di pantomima, le qu
nel corpo dell’azione. In qualsivoglia altro componimento poetico la poesia è la padrona assoluta, a cui si riferisce il rest
utata la musica, e che da lei prende sua maggior forza, e vaghezza la poesia , così le mutazioni da essa introdotte formano il
no il principal carattere dell’opera. [2] L’unione della musica colla poesia è dunque il primo costitutivo, che distingue code
ltramenti, ch’esista quello, che prendono ad imitare la pittura, e la poesia . Onde accusar il dramma musicale perché introduce
e a sciogliere il seguente problema : Data la intrinseca unione della poesia colla musica, quai mutazioni debbono sultare da s
ccato il sentimento. [5] Questa seconda maniera è quella che rende la poesia tanto acconcia ad accoppiarsi colla musica: anzi
le fino ad un certo segno è comune ugualmente alla eloquenza che alla poesia , non è che il fondamento della melodia imitativa,
quest’ultima proprietà un’altra ragione d’analogia della musica colla poesia consiste: imperciocché quanto più la espressione
rale. Sebbene codesto oggetto non forma un carattere distintivo della poesia se non in quanto è una conseguenza delle altre du
a ogni sentimento e da ogni immagine nulla affatto si converebbe alla poesia . Ciò si vede in Lucrezio il più celebre poeta fil
ro con alla mano il Saggio sopra l’uomo del Pope, e con qualche altra poesia inglese, o francese tutta di moralità e d’istruzi
e. Può nulla meno la musica accompagnare le sentenze istruttive della poesia , se non colla viva espressione d’un canto imitati
ica senz’averne io spirito. [9] Da questo paragone della musica colla poesia risultano due osservazioni spettanti al mio propo
spettanti al mio proposito. La prima che la musica è più povera della poesia , limitandosi quella al cuore, all’orecchio, e in
o, ed alla ragione. In contraccambio la musica è più espressiva della poesia , perché imita i segni inarticolati che sono il li
i più che non faccia un bel componimento poetico. La seconda è che la poesia fatta per accoppiarsi colla musica, debbe rivesti
ual cosa imiterebbe la musica in un linguaggio privo d’accento, se la poesia non le somministrasse né sentimenti, né immagini?
appongo, appianata la via alla soluzione del problema proposto. Se la poesia dee secondare l’indole della musica, e se questa
leggi della musica, può maggiormente approfittarsi dei vantaggi della poesia , onde non le si disconvengono i dialoghi ragionat
no i passaggi, e l’armonia si disperde. Laddove se le si accoppia una poesia troppo carica d’incidenti, l’affollamento di essi
e che la musica non possa marcar le situazioni, che le somministra la poesia . Ed ecco un altro distintivo dell’opera cioè la s
icità, e la rapidità dell’argomento. [14] La dipendenza altresì della poesia rispetto alla musica induce una mutazione non pic
primo? Qual vaghezza di contrasti, qual ricchezza non si cresce alla poesia ? Dal che si vede che troppo nemici de’ nostri pia
i personaggi che imitano, parlano alla ragione eziandio, e perché la poesia piace non meno quando istruisce che quando commuo
significato lor naturale, va poco a poco ammorzando l’entusiasmo, la poesia , e la eloquenza divengono più polite, e più regol
anno esse prese separatamente considerarsi come squarci bellissimi di poesia , sulle quali un gran musico potrà addattare una m
ncipi della ragione. [28] Se non che né comparazioni, né sentenze, né poesia fraseggiata dovranno aver luogo nei duetti, terze
l’esame dei cangiamenti, che dal suo accoppiamento colla musica nella poesia risultano, passiamo ora a vedere le mutazioni che
roducono l’illusione, non solo come supplemento della musica, e della poesia , ma come un rinforzo eziandio dell’una e dell’alt
nconvenienti oltre gli accennati della tragedia. Abbiamo detto che la poesia debbe esser variata, che dee parimenti variarsi l
tinguerebbe da una prospettiva, o da un concerto? A che gioverebbe la poesia piena di varietà, e d’interesse, che dee pur esse
il suo effetto a tutte le parti che lo compongono. Se riguardiamo la poesia , niun’artifiziale orditura si può aspettar dal po
co interesse nella melodia, perché poco v’ha nell’azione, e perché la poesia non è che un tessuto di madrigali interrotti da s
grado di passione, che la musica dee talvolta piegarsi all’uopo della poesia in attenzione ai molti sagrifizi, che fa questa i
anche l’orecchio, e l’immaginazione; onde non può scompagnarsi dalla poesia i dal canto, dal suono, e dalla decorazione. Da t
a lingua in cui scrive: Terzo: assoggettar alia musica la lingua e la poesia . Per il musico: Primo: conoscere il vero genio de
ca non vi si opponga, il poeta è tenuto a guardar i suoi diritti alla poesia , e al teatro, e l’abilità di lui consiste nel com
rmonia, di numero, di colorito, di genio, d’immagini, insomma di vera poesia ? Eppure per non aver consultato il buon senso nel
ndosi tanto nell’uno quanto nell’altro caso accoppiare una eccellente poesia ad una musica bellissima. Parlasi qui dell’opera
riflettuto che in questo ragionamento si è parlato dell’unione della poesia , musica, e prospettiva, atteso lo stato in cui si
nione possibile. Il diverso genio della musica, della lingua, e della poesia in una nazione, le costumanze, e i fini politici
2 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome I « LIBRO PRIMO — CAPO II. In quali cose si rassomigli ogni teatro. » pp. 10-16
rassomigli ogni teatro. Una catena d’idee uniformi fece spuntar la poesia rappresentativa in tanti paesi che insieme non co
uralmente prima poeta che filosofo. Perciò s’incontra da per tutto la poesia coltivata prima della filosofia, e l’esercizio di
cipj che non si acquistano prima che l’intendimento si perfezioni. La poesia che dipigne, abbisogna d’ immagini che rappresent
i, da’ quali soltanto noi possiamo instruirci sulla legislazione e la poesia di tali regioni, si fossero avvisati di riguardar
mo. Or da quanto si è ragionato scende per natural conseguenza che la poesia rappresentativa non nasce nelle tribù de’ selvagg
gue parimente un’ altra filosofica, e sicura conseguenza, cioè che la poesia teatrale prende l’aspetto della cultura di ciascu
 1. delle Vicende della Coltura delle Sicilie. Non nasce (dicemmo) la poesia teatrale se non quando gli uomini trovansi raccol
poi la delicatezza delle arti viene colle filosofie, questo genere di poesia non tocca l’eccellenza se non quando la nazione g
3 (1798) Addizioni alla Storia critica de’ teatri antichi et moderni « LETTERA DELL’AUTORE ALL’EDITOR VENETO » pp. 1-9
ndi ornamenti de’ nostri dì, la prestanza e l’utilità di un genere di poesia , da cui, se v’ha mezzo efficace per diffondere ne
ve ragionamento che premisi alla mia storia, dirigendolo a chi ama la poesia rappresentativa. Sanno essi pur troppo di non dov
ezza che i solitarj non mai son per acquistare. Sanno in oltre che la poesia rappresentativa suppone talento grande e studio m
e da’ contemporanei e da’ posteri come critico inimitabile di teatral poesia . Nella decadenza del Romano Impero i padri stessi
ro. Al risorgimento delle lettere rinascendo il credito della teatral poesia , la coltivarono gli uomini più gravi e decorati.
e gran magistrati intenti a promuovere gli avanzamenti della teatral poesia . E qual filosofo o altro scrittor di chiara fama
ruzione, i politici vantaggi e l’innocente piacere che ci appresta la poesia teatrale, e per tenere in conto di studio trivial
4 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo primo — Capitolo quarto »
anieri venuti in Italia ad illustrarla. Suo primo accoppiamento colla poesia volgare. Intermezzi musicali. Abbozzi del melodra
principale era lo stesso che sempre hanno avuto i poeti , ovunque la poesia non è il veicolo della morale né lo strumento del
tessa Matilde. Ma la gloria d’avere i primi accoppiata la musica alla poesia volgare può con tanto minor ragione negarsi ai Pr
anto che niuna delle moderne nazioni Europee ci presenta monumenti di poesia profana posta sotto le note che gareggino nell’An
eno vi sono delle ripruove, che fanno vedere la musica applicata alla poesia volgare non molto dopo a’ tempi di Guido Aretino.
’età di Francone le canzonette musicali, siccome ogni altro genere di poesia , si componevano in latino. Il più antico monument
ano stati eglino medesimi gl’inventori di quella sorta di musica e di poesia , oppure s’abbiano l’una e l’altra ricevuta dagli
qual influenza avesser gli arabi in cotai cangiamenti. Rispetto alla poesia , l’indole della provenzale tutta fievole e cascan
a la ragion sufficiente dell’origine e progressi della musica e della poesia moderna, io dimando perdono ai fautori degli arab
altri popoli. [8] Chiunque vorrà prendersi il pensiero d’esaminare la poesia provenzale troverà ch’essa non era affatto priva
, le lodi del loro poetare, qualche sarcasmo contro ai loro rivali in poesia e l’esposizione poco dilicata dei propri amori, e
t’opera, e che ridonda insomma gloria dell’Italia. Questa si è che la poesia provenzale povera nella sua origine e di piccol p
ta debba considerarsi quale compimento e perfezione di quel genere di poesia , converrà dire che il ramo della ragione poetica
ea tarpate le ali dell’entusiasmo, come quelle della virtù; perché la poesia fu riguardata soltanto come ministra di divertime
, applicata ad una lingua, cui il popolo non intendeva, onde mancò la poesia innale, e con essa uno dei fonti più copiosi del
o alla speranza di trovar in quei tempi l’unione della musica e della poesia diretta al gran fine legislativo e politico, cont
a, crebbe parimenti l’usanza d’accoppiar qualche volta la musica alla poesia per quel segreto vincolo, che l’una all’altre tut
trofi, affinchè il lettore avverta di mano in mano ai progressi della poesia musicale: «Trinke got è Malvasia:         Mi no
[20] Luce più chiara si sparse dappoi colle accademie di musica e di poesia istituite a promuovere per ogni dove l’una e l’al
ssi e gl’Italiani meritevolmente divisa50. [26] Il rinascimento della poesia teatrale e la perfezione ove giunsero le arti del
ompagne, ed ecco la prima origine di quelli spettacoli frammezzati di poesia , di ballo, di musica e di decorazione che si trov
wn, inglese, nella sua dissertazione sull’unione della musica e della poesia , citando la storia del teatro italiano di Lelio R
al suo sistema favorito, che è quello di dar un’arabica origine alla poesia provenzale. E poiché il Signor Abbate mi rimprove
ttiche. Dunque ec.» Con questa bella logica si potrebbe far venire la poesia provenzale dai Latini, dai Greci, dai Celti, dai
ovano in pressoché tutte le nazioni del mondo, che hanno coltivata la poesia ; la loro esistenza presso gli arabi non può non p
l suo bel libro sull’unione, forza e separazione della musica e della poesia racconta nella sezione ottava, che verso la fine
i i versi e a tutte le poesie del mondo, non essendo possibile trovar poesia antica o moderna, asiatica, africana, americana,
nzia della lingua. VI. «Molti princìpi presso agli arabi seguivano la poesia , molti pure la coltivarono presso ai provenzali.
abi un mezzo certo d’ottenere l’accesso e il favore dei grandi era la poesia . Agli uni e agli altri fu comune l’uso dei giulla
stesso. Radamanto, Minosse, e Talete sovrani di Creta coltivarono la poesia e la musica. Le coltivò in particolar modo Solone
Dunque (conchiuderò io colla dialettica del Signor Abbate Andres) la poesia provenzale ebbe una origine cretico-greco-orcadic
e l’acutezza e gravità delle sillabe, e la rima, e il favore verso la poesia , e i premi conferiti ai poeti , e l’uso dei giuoc
più piccol vestigio delle arabiche dottrine intorno alla musica e la poesia ? Apparisce nel trattato di Francone, di Marchetto
che lustro di più o di meno. III. «Non avrebbe chiamata la provenzale poesia fievole e cascante di vezzi.» Dissi, ed ora lo to
issi, ed ora lo torno a dire dopo nuovo esame, che il carattere della poesia provenzale massimamente negli argomenti amorosi e
suo libro De poematum cantu, del Cavalier Temple nel suo Saggio sulla poesia , dei due celebri eruditi spagnuoli Sarmiento e Sa
la proposizione fra gli intervalli e i riposi sono essenziali ad ogni poesia , come il ritmo e la misura lo sono ad ogni musica
alunque verso per distinguersi dalla prosa. Due sorti si conoscono di poesia l’una chiamata metrica, che bada principalmente a
e nazioni antiche e moderne. Se dunque i normanni e i goti ebbero una poesia , e se questa apparteneva al genere armonico, e no
e non può a meno di non sorprendere. VIII. «Dove trovar notizie della poesia gotica, che abbiano una qualche certezza?» Nei mo
abbiano una qualche certezza?» Nei monumenti della mitologia e della poesia dei Celti, e nella Introduzione alla storia di Da
ertezza superiore di molto alle magre e spigolate ragioni, con cui la poesia provenzale si vorrebbe far passare per figliuola
ia di quei secoli oscuri, né esaminare la storia della musica e della poesia di quella età.» Quanto ho detto nel terzo e quart
rà poi se meglio di me abbia esaminata la storia della musica e della poesia di quella età il Signor Abbate, il quale, prenden
o cosa alcuna. X. «Egli mostra chiaramente non avere osservata che la poesia francese era distinta dalla provenzale.» Il Signo
za. XI. «L’unica ragione da lui addotta per negar la parentela fra la poesia araba e la provenzale si è che il timido e freddo
ll’arabica comunicazione affinché nascessero in Europa la musica e la poesia , dalla generalità dei rapporti applicabili a molt
Secondo Imperatore apprendesse dal Conte di Provenza l’amore verso la poesia , e la protezione de’ poeti. Ma mi dica di grazia,
l pagina, in qual riga ho detto che Federico traesse l’amore verso la poesia , e la protezione dei poeti dal Conte di Tolosa? I
Imperatore proteggesse le Lettere? Non amò egli in particolar modo la poesia e i poeti ? Non eresse un’Accademia in Palermo do
5 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo primo — Capitolo sesto »
one di esso in Europa. Cause del suo accoppiamento colla musica, e la poesia nel melodramma. [1] Tra i fenomeni letterari che
bili di critica lasciateci dagli antichi; se il male sia venuto dalla poesia ovver dalla musica, o se tutto debba ripetersi da
. Se si consulta la storia, vedrasi, che le bizzarre invenzioni della poesia hanno dall’India fino alla Spagna, da Omero fino
cognizione dell’uomo, stimarono esser la favola tanto necessaria alla poesia quanto l’anima al corpo, all’opposito d’alcuni mo
sio. [16] Da tai mezzi aiutata la moderna mitologia si trasfuse nella poesia italiana, e contribuì non poco ad illeggiadrirla.
bisogna più alto risalire. [17] Benché l’unione della musica e della poesia , considerata in se stessa o com’era nei primi tem
vizio consiste nella distanza che passa tra la favella ordinaria e la poesia , e tra la poesia comune e la musica. Io ho esamin
lla distanza che passa tra la favella ordinaria e la poesia, e tra la poesia comune e la musica. Io ho esaminato di sopra i ca
ale delle altre lingue d’Europa, e che molto calerebbero di pregio la poesia e la lingua italiana se invece di paragonarle col
italiana se invece di paragonarle colle viventi si paragonasse colla poesia e la lingua de’ Greci. So che alcuni eruditi non
la lingua italiana, come tutte le altre, non si dispose a ricever la poesia se non molto tardi, allorché erasi di già stabili
hé la lingua dovette accoppiarsi colla musica: impercioché siccome la poesia rigettava molte frasi prosaiche, così la musica n
gua più per caso o per usanza, che per meditato disegno d’unirsi alla poesia , crebbe in principio e si formò separatamente da
anto che la natura di esso accoppiamento esigeva, che. la musica e la poesia si prendessero per un unico e spio linguaggio. [1
unione degli accordi i mezzi di piacere anche indipendentemente della poesia , a cui non ben sapevano unire la musica, onde nac
tribuire a dirozzare la musica e a facilitar la sua applicazione alla poesia . E basta esaminar i pezzi di musica corica, ovver
e aveano gettate le radici, né poterono dar alla unione di essa colla poesia quell’aria di verosimiglianza e di naturalezza ch
ttosto il mondo di Platone che il nostro. 67. [NdA] Lezione 3. della poesia . 68. [NdA] Storia ec. Tomo I. 69. [NdA] L’autor
6 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome I « LIBRO PRIMO — CAPO X. Ultima Epoca della Tragedia Greca. » pp. 208-215
ca della Tragedia Greca. Fra più insigni coltivatori della tragica poesia greca conteremmo un altro pellegrino ingegno atto
mente al l’eloquenza oratoria il celebre Isocrate pure si provò nella poesia tragica. Il retore Melito nemico di Socrate colti
per buone. Il celebre Dione cognato de i due Dionisii coltivò pure la poesia tragica. Mamerco tiranno di Catania più di una vo
alche tragica coronab. A’ tempi di Tolomeo Filadelfo spiccarono nella poesia tragica sette scrittori celebrati sotto lo specio
ri poetici, dee contarsi ben anche tra coloro che si distinsero nella poesia rappresentativa e specialmente nella tragica sott
7 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome I « LIBRO PRIMO — CAPO II. In quali cose si rassomigli ogni Teatro. » pp. 12-22
rassomigli ogni Teatro. Una catena d’idee uniformi fece spuntar la poesia rappresentativa in tanti paesi che insieme non co
uralmente prima poeta che filosofo. Perciò s’incontra da per tutto la poesia coltivata prima della filosofia, e l’esercizio de
ipii che non si acquistano prima che l’intendimento si perfezioni. La poesia che dipigne, abbisogna d’immagini che rappresenta
i, da’ quali soltanto noi possiamo instruirci sulla legislazione e la poesia di tali regioni, si fossero avvisati di riguardar
o. Or da quanto si è ragionato scende per natural conseguenza, che la poesia rappresentativa non nasce nelle tribù de’ selvagg
egue parimente un’ altra filosofica e sicura conseguenza, cioè che la poesia teatrale prende l’aspetto della coltura di ciascu
I delle Vicende della Coltura delle Sicilie. Non nasce (dicemmo) la poesia teatrale se non quando gli uomini trovansi raccol
8 (1764) Saggio sopra l’opera in musica « Introduzione »
ra non si potrebbe dire che il dramma per musica è un grottesco della poesia ; anzi l’età nostra potrebbe darsi vanto di avere
potrebbe darsi vanto di avere in grandissima parte rinovato, dove la poesia , la musica, il ballo e l’apparato della scena far
formazione radicale del gusto, in nome di una maggiore aderenza della poesia alla natura e all’uomo, in termini laici e illumi
neri letterari, il confronto con la cultura francese, l’eredità della poesia secentista11. Proprio nel 1700 il secolo esordiva
di ogni regola poetica e la negazione di ogni intento educativo della poesia . Anche Lodovico Antonio Muratori nel Della perfet
tivo della poesia. Anche Lodovico Antonio Muratori nel Della perfetta poesia italiana (1706) affrontava la questione e non sol
edia (1715) Gianvincenzo Gravina che non contestava tanto l’unione di poesia e musica quanto gli esiti del teatro contemporane
n fare un po’ provocatorio, sosteneva che era la musica a ispirare la poesia e prendeva le distanze dal logocentrismo primoset
uccesso europeo del dramma metastasiano aveva di fatto legittimato la poesia per musica, di cui, proprio con riferimento al di
ato il campo dalla necessità di giustificare l’esistenza stessa della poesia per musica, nello scritto di Algarotti il discors
uesti presupposti che va considerata la difesa della centralità della poesia con cui Algarotti esordisce nel suo Discorso, fac
teorica: il suo intento non è quello di trovare una collocazione alla poesia per musica nel sistema dei generi letterari, ma d
ico. Stabilito dunque il principio essenziale della superiorità della poesia , Algarotti affronta in successione le questioni c
e in cui si ribadisce la natura ausiliaria della musica rispetto alla poesia . La necessità di confermare e rafforzare ulterior
lo operistico, il cui fine deve essere quello di unire armoniosamente poesia e musica per muovere le passioni: «Talché un dire
europeo e approfondisce l’approccio già sperimentato da Algarotti: la poesia è considerata il cuore della drammaturgia operist
ni provenienti dall’esterno e atto a rispondere alla richiesta di una poesia allo stesso tempo formativa e consona a intercett
idera le articolazioni e specificità nazionali, la subalternità della poesia alla recitazione e al canto, la necessità di movi
dramma. Ortes distingue inoltre tra musica espressiva che rafforza la poesia e musica artificiale, aliena dal contesto, ricca
one 31. Martinelli interviene nel dibattito sostenendo che «ove non è poesia non può essere musica, o almeno buona musica32» e
ene meno la volontà di riflettere sulla funzione catalizzatrice della poesia ma ogni aspetto è visto sullo sfondo del sistema
T, 1986, pp. 19-21. 12. G. M. Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, Buagni, 1700. 13. F. Algarotti, Discorso
9 (1788) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome III « LIBRO IV — CAPO V. Primi passi del dramma musicale. » pp. 295-309
diletto recavano ne’ cori teatrali ed in altre feste) congiunte alla poesia svegliarono l’idea ed il desiderio di un nuovo sp
tazioni senza norma fissa, ed in Atene e in Roma avea accompagnata la poesia rappresentativa ora più canoramente come ne’ cori
luzioni dell’Europa se ne trovò disgiunta. Abbandonato il teatro alla poesia e alla rappresentazione, la musica si conservava
le. E perchè tale divenisse, convenne immaginarsi una nuova specie di poesia rappresentativa, la quale avesse certe e proprie
leggiadri movimenti di un bel corpo, cospirassero concordemente colla poesia anima del tutto, non già qualunque o simile a que
maestro di cappella, animato dalla felice unione della musica e della poesia che osservò in tante feste e cantate e ne’ cori d
è totalmente straniera all’arte poetica. Al contrario io penso che la poesia e la musica sieno nate gemelle. L’imitazione sia
le ballate, le canzoni ecc. La musica dunque fu sempre compagna della poesia . 147. Menestrier delle Rappresentazioni in Musi
ani in questo secolo chiamato filosofico si è tentato di annientar la poesia a forza di analizzarla e ridurla a un certo prete
li Hass, de’ Gluck, de’ Jommelli e de’ Piccini, animano il canto e la poesia con quella vivace rappresentazione che tutto avvi
musica a i semplici concerti, e più non pensare a congiungerla colla poesia , seguendo i Greci, i Cinesi, i Latini, gl’ Italia
10 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo secondo — Capitolo decimo »
Capitolo decimo Miglioramento della poesia lirico drammatica, Quinaut in Francia precursore
sicale, contribuì non meno col proprio esempio al miglioramento della poesia drammatica. Dal tempo in cui s’introdusse il melo
arto avvezzo ad ammirare tanti capi d’opera sovrani in ogni genere di poesia sene dovesse compiacere, come infatti sene compia
a tragedia, e che meglio gli tornerebbe volgendolo ad altri generi di poesia . Il suo divisamento divenne utilissimo alla glori
catezza dell’affetto, tutte quelle doti insomma che caratterizzano la poesia musicale, e nelle quali Quinaut non ha avuto alcu
iarlo. [8] L’esempio di Quinaut annunziava una mutazione simile nella poesia lirico drammatica d’Italia, se non in quanto le d
i i begl’ingegni d’Italia, ben presto porsero mano alla riforma della poesia . Appena s’incominciò a capire che il vero, il gra
one e l’interesse che partoriscono la commozione, erano l’anima della poesia musicale, e che la lentezza, la monotonia, le dis
e qualche gusto ne aggiunsero. Il Capece lavorò alcuni dove si scorge poesia più fluida e musicale con ispeditezia d’intreccio
ese Scipione Maffei nella Ninfa fida fece vedere che i talenti per la poesia tragica sono diversi dai talenti per la poesia mu
e che i talenti per la poesia tragica sono diversi dai talenti per la poesia musicale, imperocché niun crederebbe che l’autore
gerà.» [13] La scerta italiana non era per anco avvezza a sentir una poesia cotanto severa e robusta. Le commedie musicali ez
lto avanti nella dilicata filosofia delle passioni. [17] Insiem colla poesia ne ricevette anche particolari accrescimenti la p
11 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome I « LETTERA dell’autore all’editore. » pp. -
, i veri letterati ben sanno la prestanza e l’utilità di un genere di poesia , onde si attende la pubblica educazione, siccome
i solitarii difficilmente sogliono acquistare. Sanno in oltre che la poesia rappresentativa suppone talento grande, cuor sens
me grande emulo di Pindaro, che come critico incomparabile di teatral poesia . Nella decadenza poi del Romano Impero i Padri st
o. Al risorgimento delle lettere, rinascendo il credito della teatral poesia , la coltivarono uomini gravissimi e decorati. E p
i, intenti a promuovere co’ loro lavori gli avanzamenti della teatral poesia . E qual filosofo e scrittore di chiara fama non
12 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome VI « STORIA DE’ TEATRI. CONTINUAZIONE del Teatro Italiano del secolo XVI. e del Libro IV. — CAPO VIII ultimo. Primi passi del Dramma Musicale. » pp. 42-62
diletto recavano ne’ cori teatrali ed in altre feste) congiunte alla poesia svegliarono il desiderio di un nuovo spettacolo s
azioni senza norma fissa, ed in Atene ed in Roma avea accompagnata la poesia rappresentativa ora più canoramente come ne’ cori
luzioni dell’Europa se ne trovò disgiunta. Abbandonato il teatro alla poesia e alla rappresentazione, la musica si conservava
le. E perchè tale divenisse, convenne immaginarsi una nuova specie di poesia rappresentativa, la quale avesse certe e proprie
leggiadri movimenti di un bel corpo, cospirassero concordemente colla poesia anima del tutto, non già qualunque o simile a que
maestro di cappella, animato dalla felice unione della musica e della poesia che osservò in tante feste e cantate e ne’ cori d
è totalmente straniera all’arte poetica . Io per altro penso, che la poesia e la musica sieno nate gemelle. L’imitazione sia
le ballate, le canzoni ecc. La musica dunque fu sempre compagna della poesia . a. Menestrier delle Rappresentazioni in musica
ani in questo secolo chiamato filosofico si è tentato di annientar la poesia a forza di analizzarla, e ridurla a un certo pret
elli, de’ Sacchini, de’ Piccini, de’ Guglielmi, animano il canto e la poesia con quella vivace rappresentazione che tutto avvi
musica a i semplici concerti, e più non pensare a congiungerla colla poesia , seguendo i Greci, i Cinesi, i Latini, gl’Italian
13 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome IV « LIBRO V. Teatri Oltramontani nel secolo XVI. — CAPO II. Spettacoli teatrali in Alemagna. » pp. 13-20
utarco, di Dione Crisostomo e del Sinesio, volle adoperare la scenica poesia per contese di religione. Le sue tragedie col Bai
duzione degl’ Idilj di Gesner promise un Saggio Storico critico sulla poesia Alemanna, che dovea abbracciare il tempo scorso d
scita poi la Storia Critica de’ Teatri nel 1777, in cui si parlava di poesia Alemanna e di teatro prima di Opitz, egli nel pub
i teatro prima di Opitz, egli nel pubblicare l’anno 1779 l’Idea della poesia Alemanna, dilatando il suo piano prese a risalire
prima di Opitz. Anzi per essersi forse voluto circoscrivere alla sola poesia scritta nell’idioma tedesco, manca alla sua Idea
14 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo terzo — Osservazioni »
, e cent’altri. GIORNALISTA, [11] «Egli asserisce che la musica e la poesia presso i Greci erano oggetti di somma importanza,
idente però che nello stesso modo dei Greci consideriamo ancor noi la poesia e la musica; mentre ce ne serviamo com’essi nei t
e per l’incomparabile estrattista che noi abbiamo della musica, della poesia , e delle rappresentazioni teatrali le stesse idee
vivere in una profonda ignoranza dell’antichità per non sapere che la poesia , la musica e gli spettacoli furono per molti seco
d’essere avvertito che parlandosi di que’ secoli quanto si dice della poesia intendersi dee anche della musica, imperocché l’u
ud omnes sancti sunt habiti atque dicti». [15] Quanto s’è detto della poesia e della musica si debbe interamente applicare agl
a cosa “evidente” che noi consideriamo nel modo stesso che i Greci la poesia , la musica e gli spettacoli? Facciamo noi forse l
, e ne’ suoi progressi, e in pressoché tutte le sue applicazioni alla poesia , e alla danza aveva uno scopo religioso, morale e
Arteaga dalla separazione della filosofia, della legislazione, della poesia , e della musica, le quali facoltà ne’ primi tempi
mostrano le belle opere che esistono di filosofia di legislazione, di poesia , e di musica strumentale ch’è la vera essenza del
; onde ancor da sé sola è un linguaggio e una specie di pittura, e di poesia .» RISPOSTA. [23] Essendo fra noi da gran tempo s
endo fra noi da gran tempo separate la filosofia, la legislazione, la poesia , e la musica, la loro individuale influenza ha do
rnalista, l’aureo trattato del Brown sull’unione della musica e della poesia , e imparerete molte cose che ignorate. GIORNALIST
che non sarà stata la sola musica che gli avrà operati, ma ancora la poesia , che dessa accompagnava, dalla quale un tone nasc
rator delle Russie. E la nostra musica non s’accompagna altresì colla poesia ? Che vuol dire adunque che un siffatto accoppiame
alle opinioni del Sig. Brown inglese (Dell’origine e progressi della poesia , e della musica) e del Sig. Rousseau (Essai sur l
 Arteaga che la nostra musica non possa accoppiarsi ad ogni genere di poesia p. e. al Sonetto, alla Canzone petrarchesca, alla
con note alla maniera delle arie; poiché, se si fa tal musica a della poesia quasi prosaica e barbara come sono certe composiz
ai detto che la nostra musica non possa accoppiarsi ad ogni genere di poesia ; ho detto soltanto «che per una generale inavvedu
mo esclusi dal genere musicale quasi tutte le moltiplici specie della poesia ». Ora queste espressioni non indicano un’intrinse
di il N. A. ad asserire che noi ignoriamo la quantità sillabica nella poesia ; che non sappiamo p. e. quale sia la sillaba più
lunga della parola “spoglie”; che il maestro abbandona il valor della poesia per badare al valor delle note ecc. ma tutto ques
sitore conosce benissimo la quantità e la qualità delle sillabe nella poesia sa che la parola “spoglie” è di due e non di tre
sillabe, come ei la crede, e sa ancora adattar le note al valor della poesia .» RISPOSTA. [46] Tante proposizioni, altrettanti
cere né benissimo né malissimo la quantità delle sillabe nella nostra poesia , perché nessuno può conoscere ciò che non esiste.
zi che imparano i primi rudimenti della rettorica sanno che la nostra poesia non ha quantità sillabica, e che questa era propr
o dei versi greci e latini, e in generale dei versi appartenenti alla poesia chiamata metrica, i quali si regolavano col numer
ezza e brevità delle sillabe; all’opposto dei versi appartenenti alla poesia detta armonica come la nostra, i quali badano sol
i o di lunghe il compositore non può adattare le note al valore della poesia , qualora il Sig. Manfredini non voglia dare alla
ento delle parole sia lo stesso: onde egli è sempre vero che non è la poesia che deve servir la musica, ma bensì questa che de
ervir la musica, ma bensì questa che deve star soggetta in tutto alla poesia , e all’argomento della medesima: e in tal modo so
e.» RISPOSTA. [48] Mi dica il mio avvedutissimo critico se la nostra poesia manca di quantità sillabica, ch’era quella che pr
zioni badava poco alla dilicatezza della composizione, come perché la poesia dei drammi così poco interessante faceva perdere
imitata dai seguaci di Metastasio ha recato ancora un gran danno alla poesia , perocché i poeti alloppiati dalla vaghezza delle
appiano nemmeno la propria lingua non che la latina, non conoscano la poesia , la letteratura e gli autori che han trattato e t
le più intime squisitezze della toscana, che sono versatissimi nella poesia , e nella letteratura, che hanno come suol dirsi s
azione ch’ivi si fa del principio esposto pur ora all’eloquenza, alla poesia , e alla storia. Legga il terzo libro della Repubb
bbe ch’egli avesse asserito che «la musica non sa accompagnarsi colla poesia senza portar seco tutto il corredo degli abbiglia
i che dessa ha sempre più efficacia ed espressione quand’è unita alla poesia .» RISPOSTA. [93] Non mi saprebbe dire il lettore
genere, ma la troppo sfarzosa e brillante, non sa accompagnarsi colla poesia senza opprimerla». Il giornalista risponde che no
issimo ch’ella è più efficace ed espressiva quando va congiunta colla poesia ». La mia proposta era che la musica al dì d’oggi
ata Nuovo sistema d’interpretar i tragici greci, l’altra intorno alla poesia lirico-drammatica de salmi. Nella prima il lodevo
ravisa l’imitazion naturale a segno che, tolta ogni connessione colla poesia , altro non rappresenta fuorché un quadro arbitrar
po succede spesso; consiste nel deffinire se abbiamo adesso una buona poesia e musica teatrale, in favor di che le opere del g
[100] La questione non consiste nel decidere se abbiamo ora una buona poesia , od una buona musica, se per tali cose s’intende
d una buona musica, se per tali cose s’intende qualche pezzo di buona poesia e qualche pezzo di buona musica. Gli altissimi e
sapere se al presente vi sia tra i più una buona musica ed una buona poesia ; ed ecco ciò ch’io ho negato, e che il Signor Man
pria ignoranza. «Tocca, dice Giovambattista Rousseau, a’ poeti far la poesia , e a’ musici far la musica, ma non s’appartiene c
15 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo terzo — Capitolo decimosettimo, ed ultimo »
li abusi, d’indicare paratamente i rimedi, e di ridurre la musica, la poesia , il ballo, e gli altri rami appartenenti a cotest
ezzi imaginati da alcuni celebri autori per ricondurre la musica e la poesia drammatica al grado di perfezione, del quale la f
re il suo intento. Noi abbiamo sopra l’archittetura, la pittura, e la poesia de’ trattati analitici ripieni di precetti e d’es
arà eseguita allo studio per me fatto della loro musica e in un della poesia loro. Quando si parla o si scrive sopra le belle
d’altro non abbiam d’uopo che di por niente al meccanismo della loro poesia per fissare insieme l’importante e vera forza di
sservarli entrando nel medesimo loro sentimento? Del resto, perché la poesia italiana è dotata d’un’arditezza maggiore, perché
stra, perché abbonda di tuoni più felici fa d’uopo perciò avvilire la poesia francese? Ma a miglior agio riserbiamo cotale rif
fo qualche motto in appresso del mezzo principale, onde si valeva la poesia antica a compiere la sua imitazione. Essa giusta
rato essenziale al poema il verso? Tali altri fondano l’essenza della poesia nelll entusiasmo, ma (parliamo di buona fede) l’e
o di buona fede) l’entusiasmo è egli mai il carattere esclusivo della poesia ? Si rinviene egli mai presso agli antichi la meno
pertanto indubitabile che col mezzo della finzione e della favola, la poesia antica formava la principal sua imitazione, ed è
on s’avveggono che questi non aveano e non doveano aver nemmeno della poesia la medesima idea che i Greci, i poeti de’ quali f
cque dal non avere studiata accuratamente l’origine, e il genio della poesia antica. La semplice filologia non giugnerebbe mai
tà di essa col mio soggetto, sendochè il canto era inseparabile dalla poesia degli antichi, appo i quali l’arte di comporre in
ati come la materia elementare d’ogni espressione nella musica, nella poesia , nella storia, e nella eloquenza, ovvero sia ragi
gli stili diversi nella pittura, nella scoltura, nella musica, nella poesia , nell’eloquenza, e nella storia nasce da queste d
o dal facile e pronto diletto della rima all’introduzione della nuova poesia fortemente s’opposero. E sebbene siffatta ripugna
poeti formarono eglino stessi la musica de’ loro versi, ma quando la poesia e la musica si separarono, i musici non ponendo p
(tra’ quali deve contarsi il Muratori nel secondo tomo della perfetta poesia ) che veggendo i difetti della musica italiana nas
ur, atque praelinitur, fit praestigiosum.» 201. [NdA] L’anima della poesia antica era la finzione: per mezzo della favola el
arole, come si trovano nel suo libro dell’unione della musica e della poesia alla pag. 205. «Ma affinchè non sembri che vogli
lezza, e di probabilità, che daranno all’unione della musica, e della poesia la maggior forza e pathos. Le narrazioni che si f
16 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo secondo — Capitolo duodecimo »
attuale dell’opera italiana. Cause generali di essa. Paralello della poesia e musica moderne con quelle dei Greci. Motivi del
islazioni che s’aggirano sopra un perno tutto diverso, la musica e la poesia , lontane dall’esser considerate come oggetti di s
endo fra noi da gran tempo separate la filosofia, la legislazione, la poesia e la musica, la loro individuale influenza ha dov
ito e più doviziosa, ma semplice ancora e compagna inseparabile della poesia e del ballo animò successivamente i canti d’Esiod
tale indipendente della vocale112.‌ Tra poco la danza si separò dalla poesia e dalla musica, e l’una e l’altra non furono più
ù esattezza, altro non era che l’arte di far valere gli accenti della poesia . Separati che furono codesti rami, divenne necess
igeva la vanità dei professori e la svogliatezza degli ascoltanti. La poesia non ebbe più quel perfetto combaciamento che avev
nuto alla moda fece coi suoi canti tumultuosi un misero governo della poesia , del ritmo e della musica. I compositori per dist
altro luogo lo stesso Platone ‌ 116, la melodia costava appo loro di poesia di ritmo, e d’armonia. Dalla perfezione ove fu co
odigiosi effetti che ci vengono descritti. [13] E incominciando dalla poesia quantunque libera errasse in sul principio e vaga
bbiamo in massima parte rinunziato con discapito delle lingue e della poesia . Che si dirà poi dell’arte che avevano i loro mus
e, e così delle altre, s’avvisarono d’imitare il loro andamento nella poesia dando quantitativo valore alle sillabe, e certa m
do certe proporzioni determinate, preso in particolare s’applica alla poesia e alla musica. Nella poesia il ritmo è la durazio
nate, preso in particolare s’applica alla poesia e alla musica. Nella poesia il ritmo è la durazion relativa de’ tempi che s’i
a la varietà di movimenti degli oggetti imitati. E l’eccellenza della poesia e della musica greca consisteva in ciò appunto ch
e121. [21] Dal particolare studio posto da loro nella formazion della poesia e del metro non meno che nella scelta e nel maneg
l’altro con due tibie parimenti una destra e l’altra sinistra. Nella poesia lirica modulata a più voci il coro cantava e danz
maravigliosi effetti che dovrebbono attendersi dalla sua unione colla poesia . Quanto più avanti s’anderà col pensiero si ricav
dal genere musicale quasi tutte le diverse e moltiplici spezie della poesia . Noi non contiamo in questa classe che le sole ca
dall’altra, i confini della musica erano gli stessi che quelli della poesia . I nostri compositori si troverebbono fortemente
ogni regolata armonia nella combinazione del tuono e del tempo, ogni poesia che non sia egualmente felice nella combinazione
za non sarà musicale in tutta l’estensione del termine. Ora la nostra poesia , che tutta quanta è appoggiata al regolamento del
razion relativa della pronunzia nelle parole. Non così accadeva nella poesia musicale degli antichi, la quale era eguale alla
eta. La qual cosa non osserva da noi, poiché ignorandosi nella nostra poesia la quantità sillabica, e badando per la formazion
, la misura musicale fa tutto da sé, e poche volte va d’accordo colla poesia . Per esempio, se si dovesse metter in musica ques
onda, e alla terza. Si vede non per tanto costretto ad abbandonare la poesia per badare al valor delle note musicali, le quali
e vi si sono affaticati per levarlo di mezzo. E ciò che si dice della poesia rispetto alla musica, si dice ancora della musica
ze non siano necessarie atteso l’attuale sistema della lingua e della poesia italiana. Ma parlando in tal guisa qual idea si f
sodia poetica, rappresentava lo stesso numero di piedi ritmici che la poesia . La ricchezza non per tanto dell’una si comunicav
lese Brown nel suo Trattato della forza e unione della musica e della poesia riflette saggiamente che l’idea che noi abbiamo d
] Alcuni celebri autori sono di contraria opinione, affermando che la poesia greca e latina si fondassero soltanto nella misur
o secondo della sua Dissertazione intorno alla misura del tempo nella poesia , che quanto ci vien narrato dai grammatici intorn
essi l’indole e natura d’ogni metro? 126. [NdA] Dissertazione sulla poesia degli Ebrei e dei Greci, c. 9. n. 6. 127. [NdA]
17 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome V « LIBRO VIII. Teatri Settentrionali nel XVIII secolo — CAPO III. Teatro Olandese: Danese: Suedese: Polacco. » pp. 253-256
ock ed altri chiari letterati, ma fondò un’ accademia per fomentar la poesia scenica tedesca, facendovi esaminare i drammi pre
sovrani la Suezia con più ardore si è nella nostra età dedicata alla poesia scenica, ed ha eretto in Stokolm da non molti ann
e meno imperfette. La nazione allora gli diede il nome di padre della poesia suedese per la tragedia di Brunhilde soggetto ric
18 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo terzo — Capitolo decimoquinto »
Capitolo decimoquinto Terza causa. Abbandono quasi totale della poesia musicale. Esame de’ più rinomati poeti drammatico
dirozzato. [4] Ecco appunto lo stato in cui presentemente si trova la poesia italiana. Una folla di poeti, i quali, per valerm
accademie, le lodi e chi le dispensa151. [5] Tra i generi però della poesia niuno v’ha più vilipeso e negletto che il dramma
aso, sono appunto i soli che ardiscano a metter mano in una spezie di poesia la più scabrosa, la più dilicata, la più diffìcil
nel melodramma, che su questo perno si raggira tutta l’azione, che 1a poesia ubbidiente allo stabilito sistema non è altro che
ttaccano sulle colonne in occasione di laurea o di sposalizio. [7] La poesia e la musica si sono ristrette a vicenda formandos
resterebbe ancora alla musica una più che competente ricchezza, se la poesia meno schiava nella scelta degli argomenti le somm
ace. Ma per un difetto prodotto dai costumi ora dominanti fra noi, la poesia non osa più trattar argomenti che non versino sul
nte nel teatro moderno, dal che deriva la rovina della musica e della poesia ; poichè siccome questa altro non fa sentire per i
quella si riduce quasi tutta ad ariette inzuccherate e a rondò. Nella poesia musicale italiana si verifica esattamente quel ve
o che ritornando indietro da quasi un secolo degenera visibilmente la poesia musicale in una nazione dove si loda Apostolo Zen
italiana consistesse principalmente nella bella musica e nella bella poesia ; si crede ora che il suo pregio maggiore consista
o dello stile e della musica. Di quello per la regola generale che la poesia non può fare una convenevol figura nel melodramma
a confessione che fa egli medesimo della sua inesperienza in fatto di poesia drammatica. «Mal venga (diceva il Frugoni in una
llo ai poeti, a far guadagnare enormi somme ai castrati, a rovinar la poesia , ad effemminare la musica, guastare i costumi. Io
a contra ai drammi musicali cioè di guastar i costumi e di rovinar la poesia . Nella prima mi sembra udire uno dei Ceteghi che
si fra noi metter in musica da un uomo conseguente a se stesso e alla poesia qual’è il Cavalier Gluk, non poteva far di meno c
ani. Il piano adottato dal Calsabigi sembra essere non di fare che la poesia somministri da se stessa i colpi di scena e le si
i, ma di far che le situazioni e i colpi di scena si tirino dietro la poesia . Dato un tale argomento altro egli non cerca se n
le bande cosicché non gli rimanga l’agio di badare più che tanto alla poesia . Ma svaniti che siano cotali estrinseci e passagg
gi, l’uomo di gusto non potrà far a meno di non dolersi nel vedere la poesia , che dovrebbe primeggiare qual donna e regina in
ato da lui, il quale consisteva nell’intrecciar insiem nell’azione la poesia , il ballo, la musica e la decorazione, l’abbia ta
rata l’idea nella sua dissertazione sulla unione della musica e della poesia . In altro luogo ci converrà parlare più a lungo d
ti le teorie d’alcuni moderni italiani che vorrebbero trasferire alla poesia accompagnata dai suoni le leggi medesime di stile
25] Fin qui è vero della musica, e lo dovrebbe essere parimenti della poesia : ma se da ciò che dovrebbe e potrebbe essere vogl
19 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome IX « STORIA CRITICA DE’ TEATRI. Tomo IX. LIBRO IX. Continuazione de’ Teatri Oltramontani del XVIII secolo. — CAPO II. Teatro Olandese: Danese: Suedese: Polacco. » pp. 32-37
ck, ed altri chiari letterati, ma fondò un’ accademia per fomentar la poesia scenica tedesca, facendovi esaminare i drammi pre
ani si è con più ardore nell’inoltrarsi il secolo XVIII dedicata alla poesia scenica, e circa il 1780 ha innalzato in Stokolm
e meno imperfette. La nazione allora gli diede il nome di padre della poesia suedese per la tragedia di Brunhilde soggetto ric
20 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro I. — Capo II. In quali cose si rassomigli ogni teatro. » pp. 8-13
assomigli ogni teatro. Una catena d’idee, uniformi fece spuntar la poesia rappresentativa in tanti paesi che non comunicava
uralmente prima poeta che filosofo. Perciò s’incontra da per tutto la poesia coltivata prima della filososia, e l’esercizio di
che non si acquistano prima che l’intendimento non si perfezioni. La poesia che dipinge, abbisogna d’immagini che rappresenta
ggiatori, da’ quali soltanto possiamo instruirci della legislazione e poesia di tali regioni, si fossero avvisati di riguardar
21 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome V « LIBRO VII. Teatro Francese ne’ secoli XVII e XVIII — CAPO II. Tragedie di Pietro Cornelio, di Racine e di altri del XVII secolo. » pp. 8-35
e liriche, come niuno più ignora, riescono troppo impertinenti nella poesia tragica. I critici giudiziosi riprendono nel Pomp
fa scorno alla vigorosa vecchiezza di sì gran tragico, rinunziò alla poesia drammatica. Questo padre e legislatore del teatro
1684 in Parigi merita di studiarsi da chi voglia coltivar la tragica poesia . “Non è così facile (disse di lui con verità M. R
gnosi”. Ingegno raro tutte in se raccolse le più rilevanti doti della poesia tragica, il tenero, il patetico, il terribile, il
ri. ( Nota IV ) In quel secolo per la Francia fortunatissimo forse la poesia francese pervenne alla possibile venustà per le f
affettate, di figure sconvenevoli alla drammatica. A ciò che chiamasi poesia fra’ Greci ed Italiani, trovasi ne’ drammi france
io per sofferenza ecc. Sono, è vero, tali figure ammesse ancora nella poesia de’ Greci e degl’ Italiani; ma da’ drammatici fra
a tali nei Racine che studiava sì felicemente il cuore dell’uomo e la poesia originale de’ Greci, Racine che possedeva il rari
r li costumi, e fondata su di un principio novello. I Greci che nella poesia ravvisarono l’amore per l’aspetto del piacer de’
osofia Platonica una più nobile idea dell’amore, e ne arricchirono la poesia , e quindi così purificato passò alle scene. Il gr
suo. Adunque la tragedia greca e la francese in un medesimo genere di poesia presentano due spezie sì differenti, che giudicar
nazione. Faceva versi ben torniti, ma non mostrò di esser nato per la poesia tragica. Nelle sue tragedie, come osservò Saint E
colle osservazioni di Voltaire, ed anche l’ eccellente Paragone della poesia tragica del più volte lodato conte Pietro di Cale
22 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro I. — Capo VIII. Vuoto della Storia Teatrale. » pp. 172-179
la storia teatrale il lungo periodo interposto dalla corruzione della poesia drammatica fino alla perdita della lingua latina,
cominciamo di qui a trovar il vuoto della storia teatrale, perché la poesia drammatica in tal periodo non acquistò veruno scr
ento grande e seguito come il drammatico. Certamente nel saggio della poesia araba del signor Casiri inserito nella Biblioteca
gli spettacoli scenici. Soggiugne poi, che i goti non permisero alla poesia drammatica di allignare in Ispagna; e conconchiud
onteneva alcuna parte di que’ semi che altrove diedero l’origine alla poesia drammatica; ma pur non si vede che tra gli ebrei
23 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome VI « LIBRO V. Teatri Oltramontani nel secolo XVI. — CAPO II. Spettacoli teatrali in Alemagna. » pp. 77-87
omo e del Sinesio, volle adoperare in contese di religione la scenica poesia . Le sue tragedie possono col Baile chiamarsi di c
izione degl’Idilii di Gesner promise un Saggio storico critico sul la poesia alemanna, il quale dovea abbracciare il tempo sc
la Storia critica de’ Teatri antichi e moderni, in cui si parlava di poesia alemanna e di teatro prima di Opitz, s’avvide che
prima di Opitz. Anzi per essersi forse voluto circoscrivere alla sola poesia scritta nell’idioma tedesco (o perchè d’altro non
24 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo primo — Capitolo quinto »
o il fine del Cinquecento, e mezzi presi per migliorarla. Stato della poesia volgare. Firenze inventrice del melodramma. Prima
nelle sue investigazioni, gli avanzamenti fatti nell’armonia e nella poesia , il favore largamente concesso da Leon X alla mus
ia musicale e la poetica, delle quali parlai nel capitolo secondo, la poesia non avea per anco aperti alla musica fonti copios
rovato fu dagli altri spinto Ottavio Rinuccini a comporre una qualche poesia drammatica, lo che egli fece colla Dafne, favola
i progressi della quale debbono osservarsi unitamente a quelli della poesia , ove si ragiona del melodramma. La variazione dei
tà preferibile a molti riguardi alla sfoggiata pompa della nostra. La poesia e la lingua vi conservano i loro diritti; a diffe
i Paradiso.» i quali sono un’aria perfetta non meno in musica che in poesia . Le ragioni sono perché vi precede la sinfonia, p
i rende pressoché incredibile in uno de’ primi storici della italiana poesia . [28] Facendo adunque la distribuzione di laude c
fece il ritrovatore d’un nuovo genere che tanto lustro ha recato alla poesia , alla musica e alla sua nazione. [29] L’opera buf
al anno si recitasse. L’autore fu un modenese che fece la musica e la poesia , chiamato Orazio Vecchi, il quale non si dee conf
erva in Modena, e che vien rapportata dal Muratori nella sua Perfetta poesia , ma il lettore dopo il narrato fin qui può giudic
lle mani fra le carte musicali, ove sempre rimase. né la musica né la poesia meriterebbono che se ne facesse menzione, se la c
n podem.» [31] Dicendo che la musica non si disconviene a così fatta poesia , ho renduto la dovuta giustizia all’una e all’alt
occa (dice un celebre scrittore dei nostro secolo) a’ poeti il far la poesia , e a’ musici far la musica, ma non appartiene se
 335. 63. [NdA] Storia de’ Teatri. 64. [NdA] Commentari alla volgar poesia , Volume 1, Libro 4, Capitolo 10.
25 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro II. — Capo III. La Poesia Drammatica nel Secolo XV fa maggiori progressi in Italia. In Francia cominciano i Misteri. » pp. 194-209
ll’arte drammatica, non il felice coltivamento dell’eloquenza e della poesia latina, e di ogni altro genere di erudizione, pre
e Scipione Maffei tutti gl’intelligenti del latino linguaggio e della poesia drammatica. Fu stampata per la prima volta in Ven
ni dee essersi prodotta almeno nel 1494. Ma intanto che la drammatica poesia fioriva in Italia nelle mani degli eruditi, si es
antavano. In Portogallo si coltivava nel declinar di questo secolo la poesia latina, e Luigi De la Cruz compose varie tragedie
uca di Calabria, con Giovanni Galeazzo duca di Milano, nella quale la poesia , la musica, la meccanica, e la danza spiegarono t
chezze facendo uso del ballo, delle decorazioni, della musica e della poesia , compongono quel tutto concatenato ed uno che app
rredata eziandio di belle osservazioni appartenenti alla storia della poesia drammatica, l’Orfeo che fu fatto magnificamente r
dispensava ai dotti, l’introduzione, che a lui si dee, della scenica poesia , coltivata con splendide teatrali rappresentanze
26 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro I. — Capo VI. Continuazione del Teatro Greco. » pp. 82-108
rattanto la parte ridicola e satiresca de’ cori che precedettero alla poesia tespiana, appartata dalla tragedia come teoria di
o di approfittarsi anch’essi delle fatiche di questo gran padre della poesia , e presero a imitare l’arsa urbana, falsa e grazi
ilitavano gli argomenti in apparenza i più frivoli colla più vigorosa poesia , colla morale più sana, e colla politica più prof
romani niuna cognizione aveano, non che dell’altre belle arti, della poesia teatrale, la quale pure da gran pezza coltivavasi
della letteratura furon maestri ed esemplari agli altri greci» 35. La poesia di Aristofane é animata, vivace, fantasiosa e fac
. de Chamfort. Probabilmente cotesto Gaulese, e di lingua greca, e di poesia , e della politica che conveniva alla repubblica a
e ciò che abbiamo di sopra ragionato ne’ fatti generali della scenica poesia , quanto questo novello rigore, che incatenò i poe
o la rappresentazione e la danza furono indivise dalla musica e dalla poesia . Queste varie imitazioni con gesti, pasti, fiumi,
ei che ’l componevano, e cantavano e ballavano indistintamente. Ma la poesia rappresentativa meglio sviluppata negli episodi,
animar con musica moderata e con vivace energica rappresentazione la poesia . Rimase al coro il pensiero d’intrecciar parole c
mase al coro il pensiero d’intrecciar parole cantando; e in questo la poesia , per accomodarsi al canto, era più lirica, e la r
le, ebbe minor parte che nel ballo, il quale privo del soccorso della poesia , tutto cercò nella rappresentazione. E quanto più
slatore di poetica e pronunciate contro l’italica nazione in fatto di poesia . L’ardire e la franchezza, colla quale i francesi
27 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo primo — Capitolo secondo »
o finalmente agli altri le liti circa l’introduzione della rima nella poesia moderna, quantunque molte cose potrebbono forse i
altra cosa ha contribuito all’incremento di essa, ai progressi della poesia drammatica, e allo splendore di codesto leggiadri
rticolazione, e alla felice mescolanza delle medesime fanno sì che la poesia italiana, ove maneggiata venga a dovere, abbia un
za. [11] Sebbene non ogni evidenza di stile, non ogni numero che alla poesia si confà, sarebbe a proposito per la musica, come
lidano il suono troppo vivace e sonoro delle vocali, rendendo così la poesia più sostenuta e robusta. Ne’ versi fatti per musi
del recitativo divien tardo, noioso, e difficile. Al contrario nella poesia musicale italiana l’accento può liberamente per q
evere. La lingua italiana ha dunque un discorso che facilmente divien poesia , ha poesia che s’avvicina alla natura del canto,
ingua italiana ha dunque un discorso che facilmente divien poesia, ha poesia che s’avvicina alla natura del canto, ha finalmen
zione poetica potesse nel canto intieramente trasfondersi cosicché la poesia fosse dalla musica inseparabile, come avvenne all
altro vantaggio della lingua italiana per l’oratoria, la musica e la poesia è la trasposizione, cioè quando il collocamento d
parole non sanno preparar cotal sospensione, mettono in certo modo la poesia in contradizion coll’orecchio, poiché mentre il s
antare la bellezza, e gli amori, piegando alla soavità lo stile, e la poesia . Così fecero Petrarca, e Bocaccio, prime sorgenti
Tali furono a un dipresso le ascose cagioni, che fecero degenerare la poesia e la lingua dopo i secoli d’Alessandro e d’August
28 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome II « CONTINUAZIONE DEL TEATRO GRECO E DEL LIBRO I — CAPO XV. Satiri: Ilarodie: Magodie: Parodie: Mimi: Pantomimi. » pp. 171-200
a scena. I. Satiri. Chiare tracce dell’antica origine della poesia drammatica osservansi in quel dramma che da’ Sati
formavano il corteggio di Bacco, erano i naturali interlocutori della poesia satiresca che partecipava del tragico, del boffon
e quello che appartiene a tutte le arti d’immaginazione, non che alla poesia drammatica, siccome bene avvertì Giulio Cesare Sc
ntazione e la danza composero sempre un corpo solo con la musica e la poesia . Versi non potevano cantarsi dal Coro che non si
arsi dal Coro che non si animassero con misurati atteggiamenti. Ma la poesia rappresentativa meglio sviluppata negli episodii,
tro non attese che ad animare con vivace energica rappresentazione la poesia , usando di una musica semplice moderata, la quale
ii armonici con sempre nuove combinazioni di tempi e di movimenti; la poesia per accomodarsi al canto fu più lirica ed ornata;
vol cosa imitare col solo gestire quello che ottimamente esprimeva la poesia e la musica, senza che la favola ne divenisse più
29 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome I « LIBRO PRIMO — CAPO VIII. Continuazione del Teatro Greco. » pp. 269-289
alla scena. I. Satiri. Chiare tracce dell’antica origine della poesia drammatica osservansi in quel dramma che da’ Sati
formavano il corteggio di Bacco, erano i naturali interlocutori della poesia satiresca che partecipava del tragico, del buffon
quello che appartiene a tutte le arti d’ immaginazione, non che alla poesia drammatica, siccome bene avvertì Giulio Cesare Sc
ntazione e la danza composero sempre un corpo solo con la musica e la poesia . Versi non potevano cantarsi dal coro che non si
arsi dal coro che non si animassero con misurati atteggiamenti. Ma la poesia rappresentativa meglio sviluppata negli episodj,
tro non attese che ad animare con vivace energica rappresentazione la poesia , usando di una musica semplice moderata, la quale
li artificj con sempre nuove combinazioni di tempi e di movimenti; la poesia per accomodarsi al canto fu più lirica ed ornata;
vol cosa imitare col solo gestire quello che ottimamente esprimeva la poesia e la musica, senza che la favola ne divenisse più
30 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome II « LIBRO II — CAPO VII. ed ultimo. Vuoto della Storia teatrale. » pp. 248-280
la storia teatrale il lungo periodo interposto dalla corruzione della poesia drammatica sino alla perdita della lingua latina
u da lui creato prefetto dell’esercito177. III. Decadimento della poesia drammatica, e perchè avvenisse. Ma non ostant
esi da questo tempo contare il vuoto della storia teatrale, perchè la poesia drammatica in tal periodo non ebbe scrittore veru
ramente le scene. Potrebbe qui domandarsi, perchè mai in Roma, ove la poesia si elevò sino al punto di partorire Orazii e Virg
ssa Grecia. Questi principii avrebbero accelerata la perfezione della poesia rappresentativa; ma la repubblica sotto gl’ imper
ar vivo in mezzo dell’ anfiteatro. E chi poteva amare e coltivare una poesia che menava alla morte e all’infamia del supplizio
atiche che mai potevano influire in tempi sì tristi a vantaggio della poesia rappresentativa? Non ci somministra veruno scritt
gli spettacoli scenici. Soggiugne poi che i Goti non permisero che la poesia drammatica allignasse in Ispagna; e conchiude, ch
ese inspirò a’ siffatti Greci l’ardita antica commedia allegorica. La poesia d’Aristofane da non paragonarsi punto con chi tra
e Nevio il Campano, insegnano loro ad amar le lettere e a coltivar la poesia drammatica. Plauto calcando le orme di Epicarmo,
onteneva alcuna parte di que’ semi che altrove diedero l’origine alla poesia drammatica; ma pur non si vede che tra gli Ebrei
31 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 241
e il '36 faceva parte di quella del Nardelli, di cui è riprodotta una poesia a pag. 390, che ha questa orribile quartina : Se
32 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo primo — Capitolo settimo »
rdi conduce al buon gusto, doveva parimenti promuovere la musica e la poesia . Quel genio, che la determinò a incoronar il Petr
e di molti dotti accademici che coltivarono questo ramo di drammatica poesia , contribuirono assaissimo a propagarlo in Italia.
er la prima volta comparire in pubblico l’Andromeda colla musica e la poesia di Benedetto Ferrari. D’allora in poi quella citt
indicato si stradarono parecchi scrittori desiderosi d’arricchire la poesia germanica con un teatro lirico nazionale; ma o fo
e di suono. Ma ciò che ha la moscovitica di particolare, si è che la poesia veniva esclusa dai loro componimenti musicali, pe
re fra lo stromento della riforma e la riforma stessa. La musica e la poesia italiana non possono adunque se non assai debolme
on et l’Amour.» 71. [NdA] Brown, Della unione della musica e della poesia , p. 172. 72. [NdA] Le tragiche avventure di ques
33 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome IV « PROLUSIONE ALLE LEZIONI DI POESIA RAPPRESENTATIVA DEL PROFESSORE PIETRO NAPOLI-SIGNORELLI. » pp. 203-226
Smirne fecondando la greca immaginazione, darebbero nascimento ad una poesia più universale, più artificiosa e più coltivata d
loro favole un tesoro di sana politica, di pura morale e di dilicata poesia . Colà la natura e l’arte produssero gli Alessidi
de’ Terenzii. E quì chieder potrebbesi in prima, onde avvenga che la poesia drammatica si trovi diffusa e accettata quasi dap
che se ne forma, e si compiace di farsene un giuoco. Fiorisce poi la poesia drammatica e si perfeziona nelle nazioni più colt
senza la chiaroveggente filosofia, è manifesto che la prestanza della poesia teatrale non può sperarsi prima che la nazione no
Grazie tengonsi per mano e si sostengono a vicenda. L’eloquenza e la poesia , singolarmente drammatica, possono, è ben vero, s
colla mia debolezza mediterò, ridurrò a metodo le osservazioni della poesia teatrale e della pronunciazione; Voi mi animerete
34 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo terzo — Capitolo decimoquarto »
icali. [1] In una nazione che riguarda l’unione della musica e della poesia come un semplice passatempo destinato a cacciar v
e da subalterno divenuto padrone regola a suo talento la musica e la poesia . Se i cantori d’oggidì fossero come in altri temp
a maniera di esprimerli, e che poco giova ad intenerirci la più bella poesia del mondo quando accompagnata non venga dall’azio
simultanea. In una lingua armoniosa per natura come la greca, dove la poesia regolava la musica, dove la prosodia era l’anima
n che dell’aggiunta del ritmo per divenire un perfetto recitativo, la poesia poteva accompagnarsi e s’accompagnava in effetto
ro altrove su principi diversi siffatta unione o combaciamento fra la poesia e la musica non può così speditamente ottenersi,
state tante ricchezze inseparabili da lei, non sa accompagnarsi colla poesia senza portar seco tutto il corredo de’ suoi abbig
doppio bisogno di far prevalere alternativamente nel melodramma or la poesia or la musica, e di maneggiar la melodia con certe
perdano totalmente l’effetto loro. Quindi la natural divisione della poesia musicale in recitativo semplice, recitativo obbli
alle diverse parti del melodramma. V’ha dei casi dove spicca la sola poesia con pochissimo accompagnamento di musica; dei cas
ola poesia con pochissimo accompagnamento di musica; dei casi dove la poesia prende alcuni caratteri di canto coll’intervento
eri di canto coll’intervento degli strumenti; dei casi infine dove la poesia trasfondendosi intieramente nel canto e fregiata
attano, raro è che spicchi l’energia degli affetti. Tocca dunque alla poesia il far valere ciò che non potrebbe render la musi
e l’estensione d’una ottava. Tutto il restante debbe tacere e la sola poesia parlare. [11] Allorché il sentimento va prendendo
a dal buon senso e dalla esperienza d’usar cioè vicendevolmente della poesia e degli strumenti come di due interlocutori che p
la situazione o quadro che serve di fondamento all’aria. In questa la poesia animata dalla espressione, abbellita dalla esecuz
e, con portamento giusto, serbando religiosamente i loro diritti alla poesia e alla lingua, prendendo dall’arte quel tanto e n
ì indeterminata e generica, i sagrifizi che ci costrigne a fare nella poesia e nella declamazion naturale sono tanti sì replic
poter rendere colla maggior esattezza ciascun pensiero compreso nella poesia . In una parola vorrebbe egli che le grazie e le b
mi sveglia appunto quelle stesse passioni che vorrebbe svegliarmi la poesia senza recar onta ai diritti di questa, e senza di
rtire e capo volgere ogni parte del melodramma. Il recitativo dove la poesia conserva tutti i suoi diritti, e dove l’imitazion
la musica l’«arte della modulatoti convenevole», e Platone comparò la poesia separata dal canto ad un volto che perde la sua b
a in tal modo il senso delle parole, che tolta ogni connessione colla poesia , altro non rappresenta fuorché un quadro arbitrar
lle altre arti rappresentative come sono la scultura, la pittura e la poesia , o almeno non avviene così frequentemente, perocc
bos, il quale nel terzo tomo delle sue riflessioni sulla pittura e la poesia dice che cotesta spezie di declamazione fosse not
35 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome IX « STORIA CRITICA DE’ TEATRI. Tomo IX. LIBRO IX. Continuazione de’ Teatri Oltramontani del XVIII secolo. — CAPO VII. Opera musicale nazionale ed italiana. » pp. 195-212
rappresentandola alla maniera delle sarsuole. Il peso di comporne la poesia si addossô al La Cruz, il quale scrisse Briseida
ocruste. Ma ciò sarebbe il minor male, se col misero sacrificio della poesia si servisse almeno alla musica. Egli però ignoran
si. Agamennone chiamato re de’ mortali (titolo per altro dato nella poesia greca e latina al solo Giove) Ioda Achille e dice
rba che lo encomia, a conciliar tutto ciò colla propria lingua, colla poesia , e col senso comune. Si conchiude l’atto con un’
ce vestidura estraña De retazos ni suyos ni de España. Riguardo alla poesia l’insipidezza, i delirii, la scempiaggine delle u
36 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome I « A CHI AMA la poesia rappresentativa » pp. -
A CHI AMA la poesia rappresentativa Discorso premesso al l’edizion
giarono e conversarono con gli uomini per arricchirli di sapienza, la poesia drammatica si trasforma negli uomini stessi che p
ella sapienza e della virtù. La morale è la maestra de’ costumi, e la poesia drammatica è la stessa morale posta in azione: qu
ngere) e fossi più verde, occupar mi vorrei da buon senno in sì utile poesia , e con novelle invenzioni vivacemente colorite de
to di aver quì accennato succintamente l’eccellenza e l’utilità della poesia rappresentativa, stimo inutile per chi ha da legg
to in quest’opera per diletto ed istruzione della gioventù che ama la poesia rappresentativa. Avrò colpito nel segno? Deciderà
37 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome IV « LIBRO V. Teatri Oltramontani nel secolo XVI. — CAPO III. Spettacoli scenici in Inghilterra. » pp. 21-36
ibercolo picciolissimo in tutti i sensi, per provare che in Italia la poesia non è uscita ancora dalla fanciullezza; non consi
ll’ altra dipigne; e nell’atto che dichiara gl’ Italiani fanciulli in poesia , affermi che abbondino di eccellentissimi poeti l
oti da Orazio richieste nel vero poeta, convengono singolarmente alla poesia lirica. Non è maraviglia ancora che mentre nega i
e la varietà delle immagini, formano le principali prerogative della poesia perchè trionfi del tempo. Tutte queste incoerenze
domi di mettere al vaglio tante mal digerite opinioni spacciate sulla poesia italiana e francese, ove pesta non iscorgesi nè d
riginale abbia mostrato di capire tutta l’ arduità ed i misteri della poesia rappresentativa con altro che con favole sceniche
38 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro II. — Capo IV. Risorge in Italia nel Secolo XVI la tragedia Greca e la Commedia Nuova, e s’inventa il Dramma Musicale. » pp. 210-241
sì dotto inspirò ne’ letterati del suo tempo tale ardore per la buona poesia e spezialmente per la drammatica, che vi si vider
a, la quale ci promette non lontana l’ultima perfezione della tragica poesia . Egli é solo da osservarsi nella tragedia del XVI
ma, che nascesse il signor D. Saverio. Una felice combinazione per la poesia drammatica trasse i più chiari epici italiani a c
dalla prosa naturale, senza degenerare in lirico o in altro genere di poesia elevata e sonora, Vedasene un saggio nel seguente
re d’indurre prima insensibilmente un certo rincrescimento della vera poesia , e poi di cagionarne la decadenza. Le favole past
sia perché la prosa francese é incapace di render competentemente la poesia italiana. La traduzione dell’Aminta in bel versi
e più conosciuto, e fecondato nel disegno d’arricchire e nobilitar la poesia castigliana, l’andaluzzo Herrera, buon poeta e fe
ta or più canoramente, come ne’ cori, or meno, come negli episodi, la poesia rappresentativa, nelle grandi rivoluzioni dell’Eu
i rivoluzioni dell’Europa se ne trovò divisa. Lasciato il teatro alla poesia e alla rappresentazione, la musica si conservava
ir l’udito, il ballo per fare spiccar l’agilità e la leggiadria, e la poesia e la rappresentazione per parlar al cuore, cospir
a, spinto dal felice effetto che faceva l’unione della musica e della poesia in tante feste e cantate, e cori delle tragedie,
ani in quello secolo chiamato filosofico si é tentato di annientar la poesia a forza di analizzarla e ridurla a un certo prete
uck, de’ Jommelli, de’ Piccini, e de’ Paiselli, animano il canto e la poesia con quella vivace rappresentazione che tutto avvi
musica a i semplici concerti, e più non pensare a congiungerla colla poesia , come fecero i greci, i cinesi, i latini, gl’ital
39 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome VII « STORIA CRITICA DE’ TEATRI. LIBRO VII. Teatri Oltramontani del XVII secolo. — CAPO V. Teatro Tragico Francese nel XVII secolo. » pp. 166-211
e e liriche, come niuno più ignora riescono troppo impertinenti nella poesia teatrale. I critici giudiziosi riprendono nel Pom
fe scorno alla vigorosa vecchiezza di sì gran tragico, rinunziò alla poesia drammatica. Questo padre e legislatore del teatro
1684 in Parigi, merita di studiarsi da chi voglia coltivar la tragica poesia . « Non è così facile (disse di lui con verità Gio
nosi ». Ingegno raro tutte in se raccolse le più rilevanti doti della poesia tragica; il tenero, il patetico, il terribile, il
i da’ volgaria. In quel secolo per la Francia fortunatissimo forse la poesia francese pervenne alla possibile venustà per le f
venevoli alla drammatica. A ciò che fra’ Greci e gl’Italiani chiamasi poesia , trovasi ne’ drammi francesi sostituito certo par
li nei nel Racine che studiava sì felicemente il cuore dell’uomo e la poesia originale de’ Greci, Racine che possedeva il rari
per li costumi, fondata su di un principio novello. I Greci che nella poesia ravvisarono l’amore per l’aspetto del piacer de’
osofia Platonica una più nobile idea dell’amore, e ne arricchirono la poesia , e quindi cosi purificato passò alle scene. Pietr
so e sparso d’inezie, di pensieri falsi e di ornamenti stranieri alla poesia scenica. Ma il carattere di Erode dipinto con bas
nazione. Faceva versi ben torniti, ma non mostrò di esser nato per la poesia tragica. Nelle sue tragedie, come osservò Saint-E
40 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article »
anti nello studio di un celebre avvocato della città. Ma l’amor della poesia in genere e della rappresentativa in ispecie, lo
41 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 639-641
fidèle. Il suo ingegno e la sua bellezza inspirarono anche una lunga poesia al Marmontel, in cui è la seguente descrizione ap
di aver toccato dell’Italia, la terra degli eroi, delle grazie, della poesia , che produsse Cintia, Delia e Corinna, si volge a
42 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome IV « LIBRO III — CAPO I. Vuoto della Storia Teatrale nell’età mezzana. » pp. 57-79
età mezzana. Chiamo vuoto della storia teatrale la decadenza della poesia drammatica e la mancanza degli scrittori. I.
amente le scene. Potrebbe quì domandarsi, perchè mai in Roma, dove la poesia si elevò sino al punto di partorire Orazii e Virg
a Grecia; e questi principii avrebbero accelerata la perfezione della poesia rappresentativa. Ma la repubblica sotto gl’impera
iar vivo in mezzo dell’anfiteatro. E chi poteva amare e coltivare una poesia che menava alla morte e all’infamia del supplizio
atiche che mai potevano influire in tempi sì tristi a vantaggio della poesia rappresentativa? Non ci somministra veruno scritt
gli spettacoli scenici. Soggiugne poi che i Goti non permisero che la poesia drammatica allignasse in Ispagna, e conchiude, ch
43 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — article » p. 212
l, che monna Urania ci vorrebbe a lodarti, o quella smania, che fa la poesia tanto aggradevole. Pur dirà ad onor tuo musa piac
44 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article »
ola del Corvo, non ebbe chi gli stesse a fronte. Scrisse alcun che di poesia , e il Bartoli dà come saggio del suo stile il bri
45 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo primo — Capitolo ottavo »
Capitolo ottavo Stato della prospettiva e della poesia musicale fino alla metà del secolo scorso. Medioc
aggiustatezza alle lor favolose invenzioni, crear un nuovo sistema di poesia drammatica che aggradasse alla immaginazione senz
gnosissime. Un dramma, o per dir meglio uno spettacolo frammezzato di poesia drammatica lavorata dal Chiabrera si rappresentò
nza modo né regola, e lo spettacolo divenne un mostro. [8] Intanto la poesia era quella parte del dramma cui meno si badava da
o allora il più cospicuo ornamento del dramma. Divenne un vezzo della poesia ; anzi un costume l’introdurre dei serventi scilin
squarci di prosa alle scene in verso, confuse tutti gli ordini della poesia , e il melodramma italiano miseramente contaminò.
on si può immaginare al mondo cosa più bislacca di codesto ramo della poesia teatrale, onde esattamente la diffinì il Marchese
evole fama. [21] La terza e principal cagione fu il dicadimento della poesia , giacché tale è il vincolo che passa fra codeste
otona. [22] Dallo stato svantaggioso in cui si trovava la musica e la poesia , presero occasione i cantanti di uscir di mano a’
gli inutili e puerili raffinamenti. I ghiribizzi della musica e della poesia si trasfusero nel canto eziandio, né poteva avven
46 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome II « CONTINUAZIONE DEL TEATRO GRECO E DEL LIBRO I — CAPO XIV. Commedia Nuova. » pp. 151-170
ciò che sul bel principio ragionammo ne’ fatti generali della scenica poesia , quanto il nuovo rigore usato contro Anassandride
tta in latino da Benedetto Egioa. Degli Apollodori che coltivarono la poesia teatrale, se ne trovano tre, uno Siciliano di Gel
ca il gusto e non amareggia il palatoa Con perdita irreparabile della poesia rappresentativa niuna di tante sue favole potè sa
ia, che altro non era che una festa di ballo grottesco animato da una poesia corrispondente. Insiste sempre codesto traduttor
ed Euripide fatto nelle Rane si discusse il loro merito intorno alla poesia e alla musica, ma niun motto fecesi del ballo; la
47 (1764) Saggio sopra l’opera in musica « Saggio sopra l’opera in musica — [Dedica] »
quattro parti del mondo, venga intitolato uno scritto che ragiona di poesia , di musica, di cose di teatro. Ma pare che ignori
48 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — article » p. 202
no. « N. N. – scrive il Quadrio (Della Storia e della Ragione di ogni poesia , vol. III, pag. 237) – detto in commedia Arlichin
49 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro III — Capo VIII. Commedia turca. » pp. 422-425
temer verun nemico domestico o straniero», coltivava con felicità la poesia turca. Solimano di lui figliuolo ancor più podero
alla legge; ma vi si apprende ancora l’aritmetica, l’astrologia, e la poesia , la quale é d’indole orientale ripiena d’immagini
50 (1764) Saggio sopra l’opera in musica « Saggio sopra l’opera in musica — Della musica »
effetto della musica ne viene dallo esser ministra e ausiliaria della poesia . Proprio suo uffizio è il dispor l’animo a riceve
a dei concetti e degli affetti dell’animo. Ma ora che le due gemelle, poesia e musica, vanno disgiunte, qual maraviglia se ave
la nostra lingua e il fine orecchio di molti gentiluomini, cosi nella poesia come nella musica esercitatissimi. E conchiuse, a
re preferita a tutte le più ricercate conditure dell’arte. [2.13] La poesia e la musica, comecché tanto strettamente congiunt
le e a farsi verisimile, era insomma affettuosa e semplice, quando la poesia era tutta fuori del vero, iperbolica, concettosa,
bolica, concettosa, fantastica. E da che si mise nel buon sentiero la poesia , lo smarrì la musica. Il Cesti e il Carissimi si
51 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome VI « LIBRO VI. Storia drammatica del secolo XVII. — CAPO IV. Opera Musicale. » pp. 314-344
voci squisite, e de’ migliori sonatori e maestri di musica. La bella poesia che sola può somministrare alla musica il vero li
nere stesso era tuttavia nell’infanzia. Il Chiabrera che nella lirica poesia aveva gloriosamente calcato uu sentiero novello,
tti al di sotto del mediocre, se si riguardi ai pregi richiesti nella poesia rappresentativa. Furono i loro drammi notabili pe
i a ricavarli dalla storia, pigliando il miglior sentiero  ma pure la poesia vi avanzò poco, e lo spettacolo scemò di pregio p
saggio che Alessandro Guidi pavese dagli Arcadi convertito alla buona poesia , scrisse prima della sua conversione letteraria l
on qualche successo e forse con molto minore stravaganza anche per la poesia , come si vede nelle Pazzie per vendetta di Giusep
52 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome IV « LIBRO VI. Storia drammatica del XVII secolo. — CAPO V. Tragedie Latine d’Oltramonti: Tragici Olandesi: Teatro Alemanno. » pp. 286-290
n ingegno elevato che sulle orme del Petrarca mostrò a’ suoi la buona poesia , e traducendo qualche dramma Greco, Latino e Ital
o. Ma il noto ab. Aurelio Giorgi Bertòla nel capo III dell’Idea della poesia Alemanna afferma che nella Giuditta Opitz mostrò
53 (1790) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome VI « LIBRO X ed ultimo. Teatro Italiano del secolo XVIII — CAPO III. Melodrammi. » pp. 254-292
era eroica, ai giorni rischiarati dal corso del più bell’ astro della poesia drammatica musicale. Pietro Trapasso, il cui cogn
82, in cui mancò con lutto universale della virtù, del sapere e della poesia . Che diremo noi di sì raro e felice ingegno che c
le che se di mezzo il togli, senti che si forma un orrido vuoto nella poesia melica che niuno più riempie; là dove se altro mo
del teatro francese &c. Dopo ciò, studiosi giovani, che amate la poesia scenica e Metastasio, non vi potrete consolare de
parono tal volta il genio stesso di Metastasio! Quanta altra parte di poesia e di verità non conviene oggi sacrificare al furo
scene napoletane tale argomento; ma gli convenne tutto fondare nella poesia , e servire alle circostanze spogliando lo spettac
Sarti. Ma nè anche le seducenti bellezze di quella musica e di quella poesia , nè quelle apparenze incantatrici ma posticce, po
ferente dell’opera, e la musica che la costituisce tale insieme colla poesia , hanno ricevuto nel nostro secolo da varj eccelle
che insegnarono a ricongiungere con proprietà e verità sulla scena la poesia e la musica. Dal di lei seno senza contrasto sono
. Andres che pure ha sì vaga ed elegante la penna? Ma nel giudicar di poesia drammatica la penna può supplire al cuore? 79.
54 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro III — Capo I. Teatro Italiano nel Secolo XVII. » pp. 268-275
filosofico, rimangono in balia de’ talenti mediocri l’eloquenza e la poesia , se ne adultera il gusto, e scintillano ben rare
tate di voci delicate, e di un maestro di cappella rinomato. La bella poesia che somministra alla buona musica il vero linguag
scadimento fin’anco nelle scienze, non che fatale all’eloquenza, alla poesia , e all’arti tutte, figlie dell’immaginazione, a c
55 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome II « CONTINUAZIONE DEL TEATRO GRECO E DEL LIBRO I — CAPO XI. Primi passi della Commedia Antica. » pp. 2-15
Frattanto la parte ridicola e satiresca de’ Cori che precedettero la poesia Tespiana, appartata dalla tragedia come scoria di
, vollero anch’essi giovarsi delle fatiche di questo gran padre della poesia , e presero ad imitare l’aria urbana salsa e grazi
la natura i voli più bizzarri della fantasia, e si nobilitavano colla poesia più vigorosa, colla morale più sana e colla polit
56 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome VII « STORIA CRITICA DE’ TEATRI. LIBRO VII. Teatri Oltramontani del XVII secolo. — CAPO III. Teatro Inglese. » pp. 143-156
il mestiere di muratore. Il genio che l’inclinava allo studio ed alla poesia , gli tolse di mano la cazzuola, e lo trasportò al
. Guglielmo d’Avenant successore di Ben Johnson coltivò parimente la poesia tragica; ma essendosi ricoverato in Francia, dove
la bassezza. Dal 1660 nella corte brillante di Carlo II amante della poesia e de’ piaceri cominciarono gli spettacoli teatral
57 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome IV « LIBRO VI. Storia drammatica del XVII secolo. — CAPO VI. Teatro Inglese. » pp. 291-300
il mestiere di muratore. Il genio che l’inclinava allo studio ed alla poesia , gli tolse di mano la cazzuola, e lo trasportò al
o. Guglielmo d’Avenant successore di Ben Johnson coltivò parimente la poesia tragica; ma essendosi ricoverato in Francia, dove
la bassezza. Dal 1660 nella corte brillante di Carlo II amante della poesia e de’ piaceri cominciarono gli spettacoli teatral
58 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome I « A CHI AMA LA POESIA RAPPRESENTATIVA. » pp. -
ne spoglie viaggiarono fra gli uomini per arricchirli di sapienza, la poesia drammatica si trasforma negli uomini stessi che p
lle bellezze della sapienza. La morale è la maestra de’ costumi, e la poesia drammatica è la stessa morale posta in azione: qu
assi d’ozio e di talenti, occupar mi vorrei da buon senno in sì utile poesia , e con novelle invenzioni vivacemente colorite de
o di aver quì accennato succintamente l’eccellenza e l’ utilità della poesia rappresentativa, stimo inutile per chi ha da legg
to in quest’opera per diletto ed istruzione della gioventù che ama la poesia rappresentativa. Avrò colpito nel segno? Decidera
59 (1732) Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia
ni or sono, intuivo le potenzialità che offriva il suo Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia per svilup
Iason De’ Nores attuato dal Gravina. Come il Muratori della Perfetta poesia italiana, anche Calepio è convinto che la tragedi
esse considerazioni si ritrovano peraltro nella Bellezza della volgar poesia di Crescimbeni —, Calepio dimostra una sensibilit
alia aveva sostenuto anche il Crescimbeni della Bellezza della volgar poesia ; in questa sua concezione fortemente distintiva d
stratto dell’arte poetica, ma che al fondo si ritrovava già nel Della poesia rappresentativa dell’Ingegneri. In virtù di quest
lei nulla di quanto ho fatto avrebbe preso forma. Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia di Pietro 
Il desiderio ch’avete mostrato di vedere i miei sentimenti intorno la poesia tragica degl’Italiani e quella de’ Francesi, m’ec
vere occupato i primi posti dell’epica, della lirica e della pastoral poesia ; così sembra ad alcuni, che nella tragica sia lor
ella lor proprietà principale. Articolo I. [1.1.1] Benché la poesia nella prima sua origine non avesse altro fine che
e in somma può dirsi di Cornelio si è ch’egli ha per fine di tutta la poesia drammatica il diletto, né secondo il suo parere è
dirigonsi a levar il pregio di purgar le male affezioni alla tragica poesia . [1.2.8] Egli non ha dubbio, a dir vero, che se
di buono con ciò che hanno d’imperfetto e che sente i principi della poesia , ha senza discernimento ammesso nelle sue ogni so
nto ammesso nelle sue ogni soggetto. Ma laddove intende di liberar la poesia tragica dalla schiavitù di molte regole e renderl
dassi il vanto d’esser giunto alla maggiore perfezione della tragica poesia , non ha per mio avviso altri argomenti che si pos
aliani ha della conformità maggiore col genere perfetto della tragica poesia e però meglio acconcia a produrre quel piacere e
riconoscenza e passione. [2.1.2] La maraviglia propria della tragica poesia consiste nell’orribilità derivata da mezzi inaspe
bbian fatto gran conto di questa maraviglia particolare della tragica poesia . Pietro Cornelio ha procurato in più drammi di di
erò ricercano assai comunemente i Francesi, come cosa necessaria alla poesia tragica gli eroi egualmente grandi che nell’epope
tenere l’imitazione d’ogni affetto; il che non accade nella tragedia, poesia più limitata e dilicatissima nel ricevere pregiud
i introduzioni. Ma poco mostrano di conoscere la natura della tragica poesia , la quale per la finale letizia perde bensì gran
le tragedie italiane non s’è trascurata la meraviglia propria di tale poesia . Chi scorreralle s’avedrà che non pur quelle che
be avere un corpo con le sue membra. Che se si riflette non potere la poesia drammatica sortire intieramente il suo effetto se
aviglia che certi moderni, i quali hanno per altro purgata la tragica poesia da qualche imperfezione de’ primi, sieno caduti i
iflettere che, benché il costume sia un ornamento notabilissimo della poesia drammatica, con tutto ciò pare che da’ Francesi s
ettanti allo ’ndirizzo morale, il quale è necessario ad ogni sorta di poesia , che ché si dica inettamente il padre Bossu28, il
e alcun piacere, nonpertanto non hassi a procacciare, amando la buona poesia quel solo che è congiunto col giovamento, il qual
sione, asserisce Pietro Cornelio34 essersi a suo tempo ritrovato alla poesia tragica un giovamento che non era in uso presso d
tisi ad imitare altamente i costumi degli eroi, non solo privarono la poesia tragica del suo fine per attribuirle quello del p
. Quando egli non avesse peccato come poeta in teologia ha peccato in poesia , perocché le circostanze della divina scrittura s
ale riesce tanto più biasimevole quanto importuno al fin morale della poesia è il suo sopravvivere. Nulla più faceva di mestie
ci, o fosse ciò difetto della adolescenza in cui si trovava allora la poesia , o, come altri ha creduto, della rozzezza di que’
al mancamento con gli ornamenti non pur della epica, ma della lirica poesia ; quindi avvenne che spogliarono il Petrarca de su
credito i falsi brillanti, non seppe guardarsi d’empierne la tragica poesia . Il cardinal Delfino diede principio all’abbandon
issimo per la tragedia. Il Gravina, che ha preteso ridurre la tragica poesia alla sua perfezione sul modello della greca, ha m
mettesse in uso le figure più particolari e dell’epica e della lirica poesia , come si scorge massimamente nel Pompeo, ove le p
ertanto sì per lo grado distinto che ha massimamente nella drammatica poesia , come per le molte considerazioni che merita, sti
ssimo fra gli altri viventi nell’epica, nella lirica e nella pastoral poesia , così nella tragica non è meno atto del francese
non l’approvazione che ha fatto Pier Jacopo Martelli della drammatica poesia de’ Francesi. [7.2.5] Se quell’anonimo critico a
e quell’anonimo critico avesse meglio saputo le proprietà di ciascuna poesia non avrebbe certamente ristretto ne’ termini dell
cché tal sorta di termini astrusi e particolari mal si confanno colla poesia , arte popolare: per la qual ragione furono già di
ncipal lustro d’un poeta da una cognizione totalmente accessoria alla poesia , né gli addotti versi son belli per la fisica ins
ticolo III. [7.3.1] Tutto ciò che il Martelli oppone alla tragica poesia degl’Italiani è l’improprietà de’ versi a cui sos
francese la nobilitano, ella ha pure metro più proprio per la tragica poesia o riguardisi quello de’ puri e sciolti endecasill
roprio Edippo d’avere qualche sentore del danno che reca alla tragica poesia di quella nazione il giogo delle desinenze: però
a filosofia sia ridevole un carattere eccessivo, nondimeno secondo la poesia è d’un grande vantaggio. A questo errore sembra c
l sorta di persone, non solamente si manca all’indirizzo morale della poesia , e con pravo abuso della medesima si propongono e
e. Non è nuova in Italia la controversia intorno l’uso della prosa in poesia . Sin nel secolo decimo sesto fu dibattuta, e si è
mmo, Roberto Titi ed il Nisieli: altri stabilirono poter sussitere la poesia per la sola imitazione, nella qual dottrina si di
uanto più richiedono di locuzion figurata: per conseguenza giudico la poesia lirica meno acconcia a riceverla che l’epica. La
dalla sola consuetudine, quanto dalla sua natura: perocché essendo la poesia stata prodotta con fine di dilettare, ad essa con
e attribuire alle persone tragiche ancora l’altre figure ardite della poesia ; risponderei che queste sono incompossibili di lo
del 10 aprile 1729, di aver cominciato a «sbozzare» il Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia (ivi, p. 4
omentate invano di ritrovare gran perfezione nell’operetta intorno la poesia tragica dalla tardanza del compirla, perché già è
ampa: «Circa questa, risponderò brevemente che il mio paragone tra la poesia tragica d’Italia e quella di Francia apparirà dir
] L’esordio del Paragone è segnato da una speculazione sul fine della poesia e sul compito del poeta; Calepio, rifacendosi ad
i tragici greci, così come Aristotele e Orazio, davano del fine della poesia questa interpretazione. Tuttavia Aristotele ricon
mula celeberrima che accompagnerà la riflessione sulla finalità della poesia tra Cinque e Settecento («Centuriae seniorum agit
Castelvetro, ad esempio, nella sua Poetica volgarizzata, assegna alla poesia il fine di dilettare e sottolinea che il diletto
amo ricordare di quello, che è stato detto di sopra che il fine della poesia è il diletto e che il diletto si divide in due pa
stimo, e che molti negarebbono, cioè che ’l diletto sia il fine della poesia », Torquato Tasso, Discorsi dell’arte poetica e de
zzar il piacere a questo fine; e per aventura il diletto è fine della poesia , e fine ordinato al giovamento», ivi, p. 67; su q
o, Roma, Salerno, 2007, p. 337). Il dibattito sul reale oggetto della poesia non si esaurisce nel Seicento: anzi, proprio dall
iciassettesimo secolo prevale la concezione edonistica del fine della poesia , sulla scorta della lettura di Castelvetro; Sforz
questo preciso punto lo Scaligero sosteneva una nozione pedagogica di poesia non riducibile alla pratica dell’imitazione, ma m
yr et Sydon (1628) di Jean de Schélandre, enunciava le ragioni di una poesia teatrale fondata esclusivamente sul piacere ed in
re anche politico. Questo recupero del «giovamento» che procede dalla poesia è condotto anche grazie al richiamo ad alcune auc
ià i passaggi principali di una storia teleologica dell’origine della poesia che Calepio recupera nel principio della sua oper
lle Republiche; onde si raccoglie la diffinizione e distinzione della poesia nelle predette tre sue parti e la descrizione par
ndam, Bari, Laterza, 1973, p. 507). Anche il Crescimbeni concepiva la poesia come un’indissolubile combinazione di diletto e u
ica e dall’Etica», Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 50-51). Sul diletto u
Sul diletto unito all’utile puntava anche Muratori nel Della perfetta poesia italiana, ritenendo la tragedia il genere più ada
zando i loro componimenti» (Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
me un carattere marcatamente militante nel difendere una oncezione di poesia volta all’utile. Sulla rilevanza della nozione di
ri poeti, memori della lezione di Ronsard, tentarono di introdurre la poesia tragica in Francia, come ad esempio Jacques Grévi
l Cinquecento, Firenze, Galletti e Cocci, 1904; Carmelo Musumarra, La poesia tragica italiana nel Rinascimento, Firenze, Olsch
èle è invece quello di Hilaire-Bernard de Longepierre — traduttore di poesia greca ed autore di alcune sfortunate tragedie —,
e il francese, ripercorrendo le tappe fondamentali della storia della poesia tragica, ammette: «Après la mort d’Alexandre elle
alepio nel Paragone, si presentava come un esame dei fondamenti della poesia epica, condotto in margine alla riflessione di Ar
e Dacier — agli strenui sostenitori della supremazia di Omero e della poesia classica — questo partito annoverava, oltre a Mad
oesia Tragica si potevano aggiungere» (Pietro Calepio, Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, e sua dif
agica di Calepio, ossia quella catarsi che garantisce l’utilità della poesia e giustifica retrospettivamente la discussione av
e scandaloso spettacolo abborrita», Battista Guarini, Compendio della poesia tragicomica, in Id., Opere, III, Verona, Tumerman
caduti in estrema miseria», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
lepio, «Giunte postume attinenti al Paragone», in Id., Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, e sua Dif
aliano considerazioni simili si ritrovano nella Bellezza della volgar poesia di Crescimbeni, nella quale l’idea di catarsi vie
moderne Tragedie» (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, p. 157). [1.2.4] Entrand
Saverio Quadrio, il quale nel suo Della storia e della ragione d’ogni poesia , a partire dal principio che con «ἁμάρτεμα» non s
pi» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia, e della ragione di ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 241). [1.2.
gli altri antichi Tragici», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
ta» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia, e della ragione di ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 241). Sulla
adino del Caracci (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, p. 124). Gravina, nel Del
ma che da Calepio, ossia il sesto dialogo della Bellezza della volgar poesia di Crescimbeni, che affastella questo sommario el
adino di Caraccio (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, p. 124). Collazionando qu
l’Elisa del Closio (Giovan Mario Crescimbeni, L’istoria della volgar poesia , in Id., Dell’istoria della volgar poesia, vol. I
eni, L’istoria della volgar poesia, in Id., Dell’istoria della volgar poesia , vol. I, Venezia, Basegio, 1731, pp. 307-310), si
rrore (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 228). Sulla
mmaturgia moderna (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, p. 2; Id., Commentarj del
Crescimbeni custode d’Arcadia, intorno alla sua Istoria della volgar poesia , vol. I, Roma, De’ Rossi, 1702, p. 33). Il Corrad
ta del Calepio alle riflessioni del Maffei sul Paragone della tragica poesia », La Rassegna della letteratura italiana, LXXVI,
 Salìo nel libro intitolato “Esame Critico…”», in Id., Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
radotta e lodata da Antonio Conti in quanto capace di far rivivere la poesia biblica. Anche in questo caso il giudizio in meri
lepio, «Giunte postume attinenti al Paragone», in Id., Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, e sua Dif
r produrre più efficacemente la commozione. Sul rapporto tra storia e poesia si riflette peraltro con continuità tra Seicento
i e di altri sodali come l’Orsi, i quali rivendicano la libertà della poesia rispetto alla storia («Secondo il sistema della N
ar’il Vero, che sia Bello», Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. I, a cura di A. Ruschioni, Milano,
attutto fra i seguaci di Corneille, una comune concezione di storia e poesia all’insegna della rappresentazione delle passioni
Custode una tragedia a tutti gli effetti. Nella Bellezza della volgar poesia egli canonizza il suo Elvio (1694), facendone il
i vista esteriore (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 78-103). In questo ge
nche di soggetti inventati (Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
Conti in margine al suo Cesare, quando ammetteva che il diletto della poesia derivava esclusivamente dall’imitazione del vero,
essaria per poter conseguire anche l’utile proprio di questa forma di poesia che non poteva andare scisso dal dilettevole. Uti
ni, 2007, pp. 305-318) e di Torelli (Pomponio Torelli, Trattato della poesia lirica, in Trattati e Poetiche del Cinquecento, v
re, «Per istraforo di perspettiva». Il Cannocchiale aristotelico e la poesia del Seicento, Pisa-Roma, Istituti editoriali e po
, Laterza, 1964, pp. 71-72). Crescimbeni, nella Bellezza della volgar poesia Crescimbeni, riprende il discorso tassiano, arriv
ascuna sua parte» (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 133-134). Calepio, ne
vita umana, a contenere l’imitazione di «ogni affetto» — e tragedia, « poesia più limitata, e dilicatissima nel ricevere pregiu
Nores, in Id., Opere, t. III, cit., pp. 219-222). Nel Compendio della poesia tragicomica viene inoltre rilevata l’ambigua ma s
fatta di parti Tragiche e comiche», Battista Guarini, Compendio della poesia tragicomica, in Id., Opere, t. III, Verona, Tumer
Crescimbeni custode d’Arcadia, intorno alla sua Istoria della volgar poesia , vol. III, in Id., Dell’istoria della volgar poes
oria della volgar poesia, vol. III, in Id., Dell’istoria della volgar poesia , vol. IV, Venezia, Basegio, 1730, p. 207, nonché
onevole agnizione?», Giovan Mario Crescimbeni, L’istoria della volgar poesia , in Id., Dell’istoria della volgar poesia, vol. I
eni, L’istoria della volgar poesia, in Id., Dell’istoria della volgar poesia , vol. I, cit., pp. 307-308 (cfr. su questo punto
ta uno strumento indispensabile per raggiungere l’utile proprio della poesia tragica, e il fatto che venga trascurata e denigr
i, «Presentazione» a Jean-Baptiste Du Bos, Riflessioni critiche sulla poesia e sulla pittura, a cura di Maddalena Mazzocut-Mis
chiave della sua opera, ossia la netta distinzione tra il fine della poesia epica, tesa a dilettare il lettore, e quello dell
fine della poesia epica, tesa a dilettare il lettore, e quello della poesia drammatica, deputata a giovare al pubblico attrav
amo ricordare di quello, che è stato detto di sopra che il fine della poesia è il diletto e che il diletto si divide in due pa
 Salìo nel libro intitolato “Esame Critico…”», in Id., Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
adrio (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 293) e il Na
come anche in questo caso nel suo Della storia e della ragione d’ogni poesia , il Quadrio riprenda palesemente le argomentazion
ante» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, cit., pp. 292-293). [3.2.3] Calepio c
otti», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , Milano, Agnelli, vol. III, 1743, p. 380). Se dal
a gli ascoltanti moderni», Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia , vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzor
more» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, pp. 301-302). S
ll’Orso, 2000; Paola Cosentino, «Tragiche eroine. Virtù femminili fra poesia drammatica e trattati sul comportamento», Italiqu
ta del Calepio alle riflessioni del Maffei sul Paragone della tragica poesia », Rassegna della letteratura italiana, LXXVI, 1,
scusabile» (Scipione Maffei, «Recensione a P. Calepio, Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia», in Id.,
della riflessione di Calepio nel Della storia e della ragione d’ogni poesia del Quadrio, a sua volta incline a condannare «la
tori» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 299). Intere
Toscane Tragedie», Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 91-92). Gravina aveva
mente si dovea già sapere» (Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia , vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzor
iate» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 190). [4.1.
siglio sarà l’astenersene», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia , vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzor
o Calepio, «Confutazione di molti sentimenti», in Id., Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
è il possibile, altro il verisimile», Pietro Calepio, Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
onne», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 198. [4.4.3
, credo che ne sentirebbe assai più diletto» (Angelo Ingegneri, Della poesia rappresentativa e del modo di rappresentare le fa
o sopraprese da qualche gravissima passione», Angelo Ingegneri, Della poesia rappresentativa e del modo di rappresentare le fa
dell’istituto del monologo (Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
Tragedia», Scipione Maffei, «Recensione a P. Calepio, Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia (1737)», i
il Muratori, il quale, nella versione manoscritta del Della perfetta poesia aveva incluso una lunga sezione dedicata alla mus
rogetto di riforma del teatro — nell’edizione a stampa della Perfetta poesia (su tutto l’episodio si veda il brillante studio
di Alfredo Cottignoli, Muratori teorico: la revisione della «Perfetta poesia » e la questione del teatro, Bologna, CLUEB, 1987)
Del modo di rappresentare le favole sceniche. Trattato, in Id., Della poesia rappresentativa e del modo di rappresentare le fa
sua traduzione del passo in questione (Pietro Calepio, Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
o Calepio, «Confutazione di molti sentimenti», in Id., Paragone della poesia trgica d’Italia con quella di Francia, Venezia, Z
ni e francesi che identificavano nel diletto il fine principale della poesia . Egli già aveva condannato in questo senso la pos
resentazione di personaggi grandi e brillanti sarebbe peculiare della poesia epica e non della tragedia, laddove i caratteri d
n uomo saggio, ed onorato», Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
ra antica non mancano esempi di una concezione del valore etico della poesia slegato dalla nozione di catarsi. Oltre agli esem
e fare con la rappresentazione di personaggi esemplari, compito della poesia epica, ma deve far nascere nello spettatore un se
rico-letteraria di Crescimbeni, il quale, nella Bellezza della volgar poesia , postulava un ibridismo che procedeva dalla multi
suoi drammi eroici, aveva profondamente frainteso il vero senso della poesia tragica, Racine si era guardato dal calare i prot
Francia, tra Sei e Settecento. Nel trattare del rapporto fra storia e poesia Aristotele aveva raccomandato che la poesia mante
del rapporto fra storia e poesia Aristotele aveva raccomandato che la poesia mantenesse la propria libertà, rivendicando il fa
Solimano, nella quale il poeta insiste sulla differenza fra storia e poesia («Si dubita dunque da V[ostra] S[ignoria] per qua
la tradizione ben fondata», Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
o spazio all’inizio del sesto dialogo della sua Bellezza della volgar poesia . Nel dialogo il Custode d’Arcadia, riprendendo le
corsero due mesi» (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, p. 104). A partire da que
considerazione egli affrontava il problema del rapporto fra storia e poesia ammettendo che, sebbene «quando il Poeta si vale
sse» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione di ogni poesia , vol. I, Bologna, Pisarri, 1739, pp. 364-365). Su
irro», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 275). Sulla
isio», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 275). In pre
a convenevolezza», Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, p. 166), introduce il con
ci appellarsi “τό πρέπον”», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia , vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzora
p. 113). Da segnalare infine, sempre attorno al nodo del decoro della poesia , le Lettere discorsive intorno ad alcuni poetici
e perfezionata da Orazio — riguardante il decoro. A suo parere già la poesia latina si mostrerebbe superiore alla letteratura
o ben lungi da tal Decoro», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
che per quelle di Cupido?», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
opatra, Semiramide o Acripanda (Paola Cosentino, «Virtù femminili fra poesia drammatica e modelli di comportamento», in Ead.,
inile (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. I, Bologna, Pisarri, 1739, p. 384). Arti
Crescimbeni custode d’Arcadia, intorno alla sua Istoria della volgar poesia , vol. II, 1, in Id., Dell’istoria della volgar po
ia della volgar poesia, vol. II, 1, in Id., Dell’istoria della volgar poesia , vol. II, Venezia, Basegio, 1730, p. 444), e sopr
e si rimanda a Paola Cosentino, «Tragiche eroine. Virtù femminili fra poesia drammatica e trattati sul comportamento», Italiqu
renza (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , I, Bologna, Pisarri, 1739, p. 384). D’altra part
te dalla Fantasia Poetica», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
bella (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 164). [5.6.
nti, non da ultimo proprio il Crescimbeni della Bellezza della volgar poesia . Se in precedenza il critico lombardo si era soff
legittimamente autorizzato ad impiegare la maniera «rettorica», nella poesia rappresentativa occorreva avvalersi, per rispetto
Orsi e Bouhours si rimanda a Maria Grazia Accorsi, Pastori e teatro: poesia e critica in Arcadia, Modena, Mucchi, 1999, pp. 2
ione critica svolta dal custode d’Arcadia nella Bellezza della volgar poesia mirava a legittimare la pervasività dell’esperien
mia colma d’oblio), additato fra l’altro dal Muratori nella Perfetta poesia italiana a modello esemplare del buon uso della «
lo esemplare del buon uso della «metafora continuata» (Della perfetta poesia italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
ilistica del Martello si veda Maria Grazia Accorsi, Pastori e teatro: poesia e critica in Arcadia, Modena, Mucchi, 1999, pp. 2
si sentono per se o per altri», Pietro Napoli Signorelli, Elementi di poesia drammatica, Milano, s.e., 1801, p. 6). Ancora con
ario crescimbeniano, affidato ai dialoghi della Bellezza della volgar poesia . In quel trattato-manifesto, il Custode dell’Acca
ipicamente lirici (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 78-103). Sarà bene no
he grazie all’autorevole parere di Ingegneri (Angelo Ingegneri, Della poesia rappresentativa e del modo di rappresentare le fa
tile» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 208). Nella
’epoca letterariamente iniqua che aveva sciupato i benefici di cui la poesia italiana aveva goduto nel precedente periodo di r
a sobrietà delle Tragedie», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia , vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzora
Crescimbeni custode d’Arcadia, intorno alla sua Istoria della volgar poesia , vol. I, Roma, De’ Rossi, 1702, p. 249). [6.2.7]
a ambiguamente condizionata dall’esperienza poetica concettista della poesia del pieno Seicento, riteneva legittimo inserire a
ssero il medesimo divario fra la lingua della prosa e la lingua della poesia che caratterizzava invece l’italiano, come ricono
naturali», Scipione Maffei, «Recensione a P. Calepio, Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia», Osservaz
ra la Rodoguna, passa al contrattacco evidenziando i limiti di quella poesia d’Oltralpe che veniva ritenuta migliore rispetto
sta di un’espressione ossimorica, invero piuttosto tradizionale nella poesia lirica — il contrasto tra fuoco e ghiaccio, topic
a poesia lirica — il contrasto tra fuoco e ghiaccio, topico già nella poesia petrarchesca (cfr. ad esempio RVF, 134, v. 2) —,
e i personaggi e non prendevano la parola in prima persona come nella poesia lirica («Les poètes tragiques mêmes, qui s’abando
venevoli alla drammatica. A ciò che fra’ Greci e gl’Italiani chiamasi poesia , trovasi ne’ drammi francesi sostituito certo par
ïveté» che le permetteva di eccellere tanto nella prosa, quanto nella poesia («Mais ce qu’il y a de plus merveilleux en notre
Corneille, nel quale il drammaturgo riconosceva la differenza fra la poesia drammatica e l’arte oratoria, chiosando che, se n
a e l’arte oratoria, chiosando che, se nell’oratoria, così come nella poesia epica e nella lirica, era possibile elevare il di
le, all’interno del trattato Del verso tragico aveva sostenuto che la poesia tragica doveva adeguarsi al criterio supremo dell
bero la prova della scarsa poeticità della lingua francese, in cui la poesia non può di molto distaccarsi dalla prosa («Qui og
lla prosa», Scipione Maffei, «Recensione a P. Calepio, Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia», in Id.,
p. 169). L’autore giudica questo detto più ardito e meno adatto alla poesia rappresentativa di un passo di Ariosto dell’Orlan
’allegoria —, in cui si trovava invece il principale «agrément» della poesia («C’est d’un scrupule vain s’alarmer sottement,/
co dicevoli alla Tragedia» (Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
parlar colla sua passione», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. I, cit., p. 383). Quanto al testo
éflexions sur la poésie dedicato alla «Périphrase», in ogni genere di poesia : «J’en parle, non seulement parce qu’elle embelli
lmente impiegato soltanto qualora si intendesse protendere la propria poesia verso il sublime («L’usage et le jugement doivent
nte ornare un componimento lirico, ma ne condanna qualsiasi uso nella poesia tragica in quanto ogni deroga alla brevità che ac
o i sostenitori “anciens” dell’impiego sistematico dell’epiteto nella poesia omerica — fra questi troviamo ancora Boileau («To
di seguito, per mostrare come nel Della storia e della ragione d’ogni poesia l’autore dia corpo ad una sorta di abrégé delle t
lano» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 209). Ca
i versi sdruccioli. Anche il Crescimbeni nella Bellezza della volgar poesia considerava lo sdrucciolo un verso comico, benché
llo del Bibiena (Giovan Mario Cres c imbeni, La bellezza della volgar poesia , Roma, De’ Rossi, 1712, p. 126); Calepio dal cant
mo canone che aveva proposto il Crescimbeni nell’Istoria della volgar poesia (cfr. a proposito Franco Arato, La storiografia l
ris, H. Champion, 2003, pp. 108-109). Già il Muratori, nella Perfetta poesia , difendeva l’uso dei diminutivi, reputandoli una
significare con una sola», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia , vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzor
cui l’introduzione di un lessico e di concetti scientifici giovi alla poesia è falsa, così come inopportuno gli sembra l’esemp
no gli sembra l’esempio tratto dal Tasso; il compito principale della poesia è infatti quello di giovare dilettando, non di is
lepio, «Giunte postume attinenti al Paragone», in Id., Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, e sua Dif
frasato le opinioni; l’autore del Della storia e della ragione d’ogni poesia riporta infatti il pensiero del bergamasco («Un e
orsi», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 212), salvo
, cfr. Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , vol. I, Bologna, Pisarri, 1739, pp. 672-673). A
lo dell’inverosimiglianza», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
ese, in cui tutte le parole sono tronche. Il Muratori, nella Perfetta poesia , faceva notare con eleganza questo fraintendiment
ezzate ad un’altra Musica», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta poesia italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
l> de la Motte prima di dar sesto al mio esame toccante la tragica poesia . Ma ora che coll’agio dell’autunno l’ho quasi ter
si faceva: lo Stagirita ne deduceva che l’essenza fondamentale della poesia stava nella mimesis e non nel metro, tanto più ch
tro in favore del giambo, metro vicino al parlato e più adatto per la poesia drammatica (1449a 22-29). Attorno a questo nodo t
nda, più vicina a Calepio, ossia una pagina dell’Istoria della volgar poesia in cui Crescimbeni faceva il punto sulla tragedia
Filippo Gherardelli (Giovan Mario Crescimbeni, L’istoria della volgar poesia , Roma, Chracas, 1698, p. 386); questa stessa pagi
gnare i confini tra vero e verosimile, e conseguentemente tra prosa e poesia : «Ogni simile, perché sia simile dee ancora esser
a risposta del Calepio alle Riflessioni del Maffei sul Paragone della poesia tragica», La Rassegna della letteratura italiana,
ad un solo fine utile: io direi esser lodevole ampliar la drammatica poesia , non il confondere la tragica. Le morti de martir
60 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome V « STORIA DE’ TEATRI. LIBRO IV. — CAPO V. Produzioni comiche di Commediani di mestiere nel secolo XVI. » pp. 256-264
resciuti gli attori di mestiere, benchè tante accademie insieme colla poesia teatrale coltivassero ancora il talento difficili
ta sempre d’introdurre prima certo rincrescimento della buona e bella poesia scenica, indi di cagionarne la decadenza. Contro
61 (1772) Dell’opera in musica 1772
ggiunzioni distruggono la misura de’ versi» (III.III.21). Ma anche la poesia aveva avuto qualche torto in quella sorta di dege
unata per le scienze, altrettanto infelice per ogni maniera d’italica poesia . Nondimeno alla decadenza di questo spettacolo no
comparse, decorazioni e macchine; poca attenzione facendosi più alla poesia , la quale si prese a riguardare come veicolo, dir
ta anche da Planelli, sarà trovato nel primo Settecento, almeno nella poesia , grazie al rigore di Apostolo Zeno e alla cartesi
idato dagli aristotelici «compassione» e «terrore», «posto che quella poesia al genere tragico appartenga» (il che non sempre
ve essere in ogni parola intellegibile e «far sentire il numero della poesia , e non dar nel farnetico d’alcuni, che si affanna
vitati a conoscere (anche qui Noverre guidava) quasi ogni cosa, dalla poesia alla geometria, dalla musica alla pittura e alla
suo gusto per l’architettura, per la pittura, per la scultura, per la poesia , per la musica, e se portò queste arti alla loro
ignoranza divenuta imperfettissima, particolarmente nella parte della poesia , ciò è del dramma. [Sez.I.1.0.8] Erano questi sp
ico, che la descrizione, che ne fu publicata, sorprese l’Europa28. La poesia , la musica, la meccanica, la danza, fecero di sé
alla vaghezza del nostro spettacolo, non si potea dir lo stesso della poesia . E quantunque fin da’ principi del secolo onde fa
fortarono Ottavio Rinuccini a tesserne uno secondo le leggi di questa poesia . Rendutosi il Rinuccini alle istanze de’ suoi ami
unata per le scienze, altrettanto infelice per ogni maniera d’italica poesia . Nondimeno alla decadenza di questo spettacolo no
comparse, decorazioni e macchine; poca attenzione facendosi più alla poesia , la quale si prese a riguardare come veicolo, dir
ciarono a distinguersi i grandi ingegni che doveano restituire quella poesia alla sua antica bellezza. Tra’ primi suoi restaur
atro, e col destro ma moderato uso delle decorazioni, ha ristorata la poesia di ciò che nello scorso secolo perduto avea ed ha
[Sez.I.2.0.3] Ora alla formazione dell’opera in musica concorrono la poesia , la musica, la pronunziazione e la decorazione; a
lettere che la parte predominante di questo spettacolo è quella della poesia . Il che è sì vero, che tra tutte le altre facultà
ne ha una che non sia stata ammessa, a solo oggetto di dar mano alla poesia : tutte, quale più verisimiglianza e quale più for
i quella, e che il fine a tutte comune è quello stesso a cui tende la poesia , la quale nell’opera in musica è chiamata melodra
e, che sarebbe il muovere a compassione e a terrore, posto che quella poesia al genere tragico appartenga; ma ben anche de’ fi
le arti destinate al movimento delle passioni. Di questo numero è la poesia , l’eloquenza, la musica, l’architettura, la pittu
e di queste facultà si attribuiscono. Impropriamente per esempio alla poesia didascalica si da il nome di poesia: poiché non c
. Impropriamente per esempio alla poesia didascalica si da il nome di poesia : poiché non contenendo che la storia o i dommi di
e scienza o mestiere, non al cuore, ma all’intendimento ragiona, e di poesia non ha che la bellezza esteriore che ne usurpa: c
suggettare alla stessa misura: ed ecco tra gli uomini la musica e la poesia sua compagna. Intanto quell’agitazione, ch’è prop
no al suono di que’ primitivi strumenti e al canto di quella nascente poesia ; e que’ loro movimenti dan nascita alla danza. Al
obbietto, o l’un dall’altro voglia distinguere. Altre, e ciò sono la poesia e l’eloquenza, si appigliano a’ mezzi artificiali
i belle lettere van d’ordinario, in ciò differiscono tra esse, che la poesia parla uno straordinario linguaggio e lo lega in a
ioni sopra ogni parte dell’edifizio. Un simile artificio prescrive la poesia per la sonorità del verso e della rima, e da ques
cuna di quelle che concorrono nell’opera in musica, ci facciamo dalla poesia : perciocché, dovendo tutte le altre seguire le ve
ammino ch’esse debbono tenere, dappoi che si sarà veduto quello della poesia . Cap. I. Dell’estetico del melodramma § I.
tico del melodramma § I. Quali sieno i fonti dell’estetico della poesia [Sez.II.1.1.1] Sono gli uomini dalla natura me
ampeggi nelle opere nostre. [Sez.II.1.1.2] Di qui è che i padri della poesia , nel dispone le loro locuzioni, altro prima non f
lunghi alternando. [Sez.II.1.1.3] Tal fu l’artifizio de’ padri della poesia , massime della metrica, cioè di quella onde l’est
delle sillabe brevi e delle lunghe, come fu la greca e la romana. La poesia , in quanto è metrica, è spezie della musica metri
à delle sillabe, quanto alla loro gravità ed acutezza; onde nacque la poesia armonica, cioè quella onde l’estetico consiste ne
al è l’italiana e quella delle altre colte lingue viventi. Siccome la poesia metrica è spezie della musica metrica, così la po
nti. Siccome la poesia metrica è spezie della musica metrica, così la poesia armonica è spezie della musica armonica, la quale
a si sarà ragionato. [Sez.II.1.1.5] Qualora però io chiamo metrica la poesia greca e la latina ed armonica quella delle modern
più pregevole della musica d’un timpano, d’una nacchera, di tanto la poesia armonica è più pregevole della metrica. Tanto più
onica è più pregevole della metrica. Tanto più che gl’inventori della poesia armonica introdussero in questa una nuova simmetr
ù dunque che cinque possono essere i fonti dell’estetico di qualunque poesia : la misura de’ versi, la mescolanza de’ versi di
[Sez.II.1.2.1] Come da questi cinque fonti derivi l’estetico della poesia italiana, i nostri maestri di poetica il dimostra
a stata da questi sempre trascurata con sommo discapito dell’italiana poesia . Non già ch’io sia caduto nel farnetico di Lione
per altro letteratissimi), i quali si affaticarono d’introdurre nelle poesia nostra i metri della latina, non accorgendosi che
ttere una medesima combinazione di lunghe e di brevi, e che la nostra poesia d’armonica, qual è per natura, non possa metrica
zza che quella ineguaglianza, ove sia ben collocata, reca alla nostra poesia : e così cercando d’evitare un difetto incorsero i
nor ecc. [Sez.II.1.2.24] Passando ora al tempo delle sillabe, nella poesia italiana le sillabe lunghe e le brevi possono ess
e sospeso. Conosciam bene che questo assoggetta contr’ogni dritto la poesia alla musica, che non rare volte snerva e insipidi
ente note più acute, ma ancora più lunghe che a queste: giacché nella poesia italiana ogni sillaba acuta è anche necessariamen
ompositori, che distruggono sì fattamente ogni traccia di verso nella poesia , ch’essa diviene una prosa pretta e sputata: e co
o. Pensai di ristringer la musica al suo vero uffizio di servire alla poesia per l’espressione e per le situazioni della favol
uore assai più profondamente che con gesto sostenuto dal valore della poesia e del canto. § II. Della voce [Sez.IV.2.2.
to è un cavallo”. [Sez.IV.2.2.4] III. Dee far sentire il numero della poesia , e non dar nel farnetico d’alcuni, che si affanna
la scultura, e la pittura offerisce agli occhi nostri, la storia e la poesia offeriscano alla nostra immaginativa; e però la l
suoi movimenti, simile a quello della musica metrica e della metrica poesia . [Sez.VI.1.1.5] Un terzo fonte dell’estetico di q
ato dialogo sulla danza richiede in un ballerino l’intelligenza della poesia , della geometria, della musica e della filosofia.
ha bisogno d’un direttore savio insieme e intelligente. Da che, se la poesia , la musica, la pittura, l’architettura, la danza,
non gli si ponga argine alcuno, domina dispoticamente il teatro; e la poesia , la musica e l’altre loro compagne, sono costrett
Ecco per appunto l’illusione che l’opera in musica produce in noi. La poesia , la musica, le decorazioni c’innebriano in modo l
rano abbastanza, se il nostro animo non falla, qual esame richieda la poesia del nostro spettacolo. Che se l’opera in musica s
erazione. [Sez.VII.3.0.6] Al cimento medesimo, a cui si sarà messa la poesia , si metterà di mano in mano ciascuna delle arti c
a morale in precetti ma in azione. [Sez.VII.3.0.20] Regolata così la poesia , il direttore volgerà l’animo alle altre arti, af
.0.6] • il Crescimbeni: cfr. G.M. Crescimbeni, L’Istoria della volgar poesia . Terza impressione, Venezia, Basegio 1731, vol. I
verso il 1480: cfr. F.S. Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia , III/II, Milano, Agnelli 1744, p. 431-434; utiliz
o ben fondato, di Crescimbeni, l’idea di una precoce diffusione della poesia «drammatica musicale» nella città del papa: «Roma
Orazio Vecchi cittadin modenese. Fu costui uomo valentissimo sì nella poesia , come nella musica, ed io nelle Memorie de gli Sc
ria se ne morì in patria l’anno 1605» (L. A. Muratori, Della perfetta poesia italiana spiegata e dimostrata con varie osservaz
cinquecentesco Andrea Cesalpino. [commento_Sez.I.1.0.20] • d’italica poesia : Planelli asseconda l’idea, tipica della storiogr
ressante (pp. 22-25: a commento del brevissimo capitolo quinto «Della poesia »): scontento della troppo laconica e scolastica d
poesia»): scontento della troppo laconica e scolastica definizione di poesia data da Formey, richiama, discutendo col Tartarot
smo di questa sia per lo più maggiore di quello degli altri generi di poesia , cioè che la commozion degli affetti sia in esso
imimetico («le cose reali, le creature non possono essere suggetti di poesia », p. 23), anticipano di pochi anni quanto teorizz
omei apprestò un vero e proprio manuale (Versi, et regole de la nuova poesia toscana, 1539). [commento_Sez.II.1.2.2] • del Co
mento_Sez.II.2.0.1] • il Muratori: cfr. L.A. Muratori, Della perfetta poesia cit., p. 37: «Confesso ben’ anch’io non essere i
la cultura settecentesca conobbe una forte ripresa d’interesse per la poesia biblica (in particolare per i Salmi, che vennero
i del napoletano Saverio Mattei (vedi C. Leri, «Il sublime dell’ebrea poesia ». Bibbia e letteratura nel Settecento italiano, B
sione si trova nello stesso contesto in L.A. Muratori, Della perfetta poesia , III, V, ed. cit., p. 44 nota a («quel variare co
ntesa, avesse bisogno d’essere letta» (L. A. Muratori, Della perfetta poesia italiana […]. Con le annotazioni critiche di A. M
lle cose appartenenti al teatro, non intendendosi punto di musica, di poesia , di pittura» (e così via: Il teatro alla moda cit
rio del cristianesimo). [commento_Sez.VII.3.0.20] • Regolata così la poesia , il direttore volgerà l’animo alle altre arti, af
smo di questa sia per lo più maggiore di quello degli altri generi di poesia , cioè che la commozion degli affetti sia in esso
sservaz. Sopra le rime sacre di Lorenzo de’ Medici. 22. Stor. della poesia . 23. Il titolo di Misteri era dato non solo a qu
ere del sig. Formey, la nostra appendice intitolata Riflessioni sulla poesia . 36. L’intera parte di quest’aria del Metastasio
tenere un’altra lunga immediatamente prima di sé, poiché nella nostra poesia è impossibile la contiguità di due lunghe. Ma per
62 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro III — Capo III. Progressi Teatrali in Francia tardi, ma grandi nel medesimo Secolo XVII. » pp. 291-315
er i costumi, e fondata su di un principio novello. I greci che nella poesia ravvisarono l’amore per l’aspetto del piacere de’
losofia platonica un’idea più nobile dell’amore, e ne arricchirono la poesia , e quindi così purificato passò sul teatro. Fu Ra
olette. Mentre quelli due grand’ingegni portavano a tal eccellenza la poesia tragica, non mancarono altri che pur la coltivaro
lunque cosa, niuno ha meglio copiata la natura, niuno ha innalzata la poesia comica fino al Misantropo, alle Donne Letterate,
ttrae dall’imitazione della natura, principio universale d’ogni buona poesia . L’opera francese all’incontro tira dal fondo del
dunque con un gusto contraddittorio ammettono tutte quelle cose nella poesia drammatica, dove parlano gli uomini e non il poet
poco variate. Dunque lo spirito che influisce al miglioramento della poesia drammatica, é da codesto sedicente filosofo senza
s souffre point ailleurs médiocre». 187. Veggasi il Paragone della poesia tragica d’Italia con quella di Francia, opera ass
63 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome V « LIBRO VIII. Teatri Settentrionali nel XVIII secolo — CAPO V. Letteratura e Commedia Turca. » pp. 262-269
pace. Selim I formidabile a’ nemici coltivava in pace felicemente la poesia turchesca. Solimano di lui figliuolo ancor più po
rivere e spiegar l’Alcorano, ed anche l’aritmetica, l’astronomia e la poesia , la quale conserva l’indole orientale ripiena d’i
64 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — (Sabato 7 giugno 1659).(Sabato 28 giugno 1659). » pp. 420-423
nuato da lei e dal figlio di lei, che nelle sue liriche indirizza una poesia a Brigida Fedeli sua madre, a cui tien dietro sub
irto e molto acuta. Poesia è una pittura ch’è loquace, e se pittura è poesia ch’è muta, merta fede chi parla e non chi tace.
65 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome IV « STORIA DE’ TEATRI. CONTINUAZIONE del Teatro Latino e del Libro II — CAPO VII. Copia di Teatri per l’Impero: magnificenza e profusione eccessiva negli spettacoli sceneci. » pp. 38-55
trale. Esso seguì nel lungo periodo interposto dalla corruzione della poesia drammatica sino alla perdita della lingua latina
onteneva alcuna parte di que’ semi che altrove diedero l’origine alla poesia drammatica; ma pur non si vede che tra gli Ebrei
he Nevio Campano, insegnarono loro ad amar le lettere e a coltivar la poesia drammatica. Plauto calcando le orme di Epicarmo,
66 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome VI « LIBRO VI. Storia drammatica del secolo XVII. — CAPO VI. Teatri Materiali. » pp. 357-365
l Dottori, il Pallavicino, il Delfino, il Caraccio: si producono alla poesia pastorale drammatica componimenti da non arrossir
vi si neglessero le vere bellezze, la regolarità e la sublimità della poesia , e si avvili coll’introduzione degli eunuchi, che
67 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome IX « STORIA CRITICA DE’ TEATRI. Tomo IX. LIBRO IX. Continuazione de’ Teatri Oltramontani del XVIII secolo. — CAPO IV. Letteratura e Commedia Turca. » pp. 47-55
pace. Selim I formidabile a’ nemici coltivava in pace felicemente la poesia turchesca. Solimano di lui figliuolo ancor podero
ivere e spiegar l’Alcorano, ed anche l’aritmetica e l’astronomia e la poesia , la quale conserva l’indole orientale ripiena d’i
68 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro III — Capo IV. Teatro Italiano nel Secolo XVIII » pp. 316-354
in pregio e pagati sì cari i versi de’ Marini e degli Achillini; e la poesia de’ Greci e de’ Latini fu ricondotta trionfante d
ni che avevano principalmente contribuito a rimetter in trono la vera poesia , applaudirono alle spiritose e sensate produzioni
ltro filosofo e letterato grande, ha coltivato ancora con felicità la poesia tragica. Meritano ben di leggersi le quattro sue
la fortuna di parecchie compagnie d’istrioni. Hanno pur coltivata la poesia tragica con qualche felicità Giambatista Recanati
o Poliorcete, e Serse, nelle quali preso a imitar le tre stelle della poesia tragica francese, Racine, Corneille, e Voltaire n
d eleganza. Il celebre Geronimo Gigli ha consacrato qualche ozio alla poesia comica in Siena, ed oltre al Don Pilone, elegante
cor Affrica e ’l Mondo, s’egli fosse autore per tutte le nazioni. La poesia é stata inventata per dilettare e ricreare gli an
inseparabili dall’umanità, fecero all’uomo il dono del canto e della poesia ……» Or se l’opere di Metastasio piacciono, non che
certi critici vanno assaggiandole colle ristrette misure dell’antica poesia greca, e con freddi raziocini». 226. «Una del
e ancora il buon orecchio naturale viene così nella musica come nella poesia spesso guasto dall’abito di udire suoni aspri e d
69 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome I « LIBRO PRIMO — CAPO V. Tracce di rappresentazioni sceniche in Ulietea. » pp. 42-43
o su tal racconto assicurarci di essersi da que’ popoli conosciuta la poesia rappresentativa. La scarsa cognizione della lingu
70 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo secondo — Capitolo nono »
cchinista, la quale faceva perder ogni suo effetto alla musica e alla poesia senza riflettere, come osserva un grandissimo ing
fra le tante lascivie dell’arte, ond’erano ingombrate la musica e la poesia , non sortisse alle volte dagli strumenti qualche
ria dell’orecchio, non altramente che il sottopongano la pittura e la poesia , quella al giudizio degli occhi, e questa a quell
zioni badava poco alla dilicatezza della composizione, come perché la poesia dei drammi così poco interessante faceva perdere
ibuì a rinforzar vieppiù l’espressione, non già facendo strazio della poesia , come nel secolo passato, né aggirandosi intorno
rimenti Francesco, che tanti vantaggi ha recato alla sua lingua, alla poesia , e alla fisica. Ma gli empori più illustri del ca
a che ritraggono gl’Italiani dal vedere che la loro lingua, musica, e poesia sono superiori a quelle degli oltramontani. L’Ita
ngegno, e in quelle dell’arte. Nelle prime, perché né la musica né la poesia possono arrivar a tanta eccellenza in un popolo,
suppone un lungo progresso di lumi, di coltura, e di cognizioni; una poesia ricca, e perfetta nei moltiplici rami che la comp
71 (1788) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome III « NOTE ED OSSERVAZIONI DI D. CARLO VESPASIANO in questa edizione accresciute. » pp. 313-326
enso e talento per la gaja scienza, cioè per la scienza d’ amore e di poesia a que’ tempi usata. Tennero nella Città d’Aix, Ca
. Nota IX. Il Poliziano fu il primo a introdurre nella nostra poesia il Ditirambo, e ne diede l’esempio in questo dram
ritte a penna, secondo che ci accerta il Crescimbeni. Questa sorte di poesia , che richiede ardenza singolare di spirito, ed am
taliani sieno stati i primi a coltivare con arte e con vero studio la poesia teatrale, non hanno però prodotto prima di questo
72 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 499-500
e detto, e più profondamente sviscerato, che da Michele Bozzo. E alla poesia del Girella potrei aggiungere la parte del Cavali
73 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro I. — Capo IV. Teatro americano. » pp. 19-25
ll’imperio messicano, e strumento della di lui definizione, amando la poesia e la danza, seppe usar l’una e l’altra nelle rapp
oeta), i quali fecero versi, in cui si scorgono alcuni lampi di buona poesia ; e l’inca Garcilasso ci ha conservato un componim
74 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo secondo — Capitolo decimoterzo »
a musica in certi secoli, e dall’ignorar la maniera d’applicarla alla poesia nacque la tragedia recitabile, preferibile a molt
que’ sommi maestri era unicamente rivolta a far valere il canto e la poesia , e non gli stromenti, avvisandosi con gran giudiz
egli eccessi, stimando che la musica strumentale esser dovesse per la poesia ‌ 131 ciò che per un disegno ben ideato la vivacit
delle parti, qual è il cantore la cui voce possa spiccare? Qual è la poesia che non rimanga affastellata ed ingombera? Molto
egliano in noi quel vivo interesse che sogliono destare il canto e la poesia , le quali esprimendo una qualche passione determi
canzonetta divisa in più strofi e fregiata di tutte le vaghezze della poesia . Considerata dal compositore essa è l’espressione
o ridicoli nella musica di quello che lo siano nella oratoria e nella poesia . [26] Supposti gli accennati principi tanto più s
ueste e simili occasioni dove la natura dell’affetto lo richiede e la poesia lo comporta va bene il replicar coll’armonia alcu
are la sua voce, otterrebbe il suo intento senza recar oltraggio alla poesia . Ma oltrachè non si reciderebbe in questa guisa l
poco riguardo che si ha da maestri dozzinali per le convenienze della poesia ? Alle volte la scena costerà di venticinque versi
me questo sentimento non viene somministrato alla musica se non dalla poesia , così la vera espressione musicale nella drammati
dar il motivo, gli accompagnamenti e l’espressione totale ad un’altra poesia non farebbe che distrugger affatto la loro verità
ero a siffatta massima ch’è il cardine dell’unione fra la musica e la poesia ? Hanno neppur sognato a modulare le arie secondo
tivo principale, il quale dee corrispondere al tuono che domina nella poesia , additando i mezzi per ben disporne i motivi suba
75 (1764) Saggio sopra l’opera in musica « Saggio sopra l’opera in musica — Del libretto »
supplire con una regolarità maggiore nel dramma, cogli artifizi della poesia , co’ vezzi di una più raffinata musica. E tal cre
à di scene e di macchine, potriano entrare i prestigi più forti della poesia di Virgilio e di Euripide. Né mancherebbono altri
76 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro I. — Capo I. Origine della poesia drammatica. » pp. 2-7
Capo I. Origine della poesia drammatica. Infuse la provvidenza nel cuore um
il principio d’ogni imitazione, ch’é il gran perno, su cui volgesi la poesia ; e perciò Aristotile nella poetica chiamò l’uomo
77 (1790) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome VI « LIBRO IX. Teatro Spagnuolo del secolo XVIII — CAPO III. Opera musicale Spagnuola e Italiana e Teatri materiali. » pp. 89-108
tandola parimente alla maniera delle sarsuole. Il peso di comporne la poesia si addossò al sig. La Cruz, il quale compose Bris
ocruste. Ma ciò sarebbe il minor male, se col misero sacrificio della poesia almeno si servisse alla musica. Egli però, ignora
visi. Agamennone chiamato re de’ mortali (titolo per altro dato nella poesia greca e latina al solo Giove) lodando Achille dic
urba che gli applaude, a conciliar tutto ciò colla loro lingua, colla poesia e col senso comune. Si conchiude con un’ aria in
a estraña De retazos ni suyos ni de España &c. Riguardo alla poesia l’insipidezza, i delirj, la scempiaggine delle ul
78 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo primo — Discorso preliminare premesso alla prima edizione »
ancora e della commedia con molte riflessioni sugli altri rami della poesia , e su altri punti. Debbo avvertire bensì, che scr
quelli autori, che hanno sensatamente parlato d’ogni altro genere di poesia , vanno tastoni nel ragionare del melodramma, ora
zo tomo della sua voluminosa opera intitolata Storia e ragione d’ogni poesia nel trattare dell’opera in musica, ove il lettore
o del linguaggio, di questi colla melodia musicale, e di tutti colla poesia richiederebbe riuniti in un sol uomo i talenti d’
79 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo terzo — Capitolo decimosesto »
sa origine del piacere, che certi tratti arrecano nella musica, nella poesia e nella eloquenza, è nel linguaggio d’azione prin
siccome fecero la danza, e applicandola poi insiem colla musica e la poesia alla politica, alla educazione pubblica, alla gue
onda può far temere una sorte uguale per l’odierna musica e l’odierna poesia , qualora si lasci al ballo un’illimitata licenza
erenti. La prima in quanto è un’arte rappresentativa somigliante alla poesia e alla musica. La seconda in quanto viene applica
fonti del gesto umano e per conseguenza della pantomima. [12] Come la poesia ha i suoi diversi stili così gli ha parimenti la
a entrare in uno spettacolo teatrale o accompagnando costantemente la poesia per tutto il tempo che dura l’azione, o in qualch
e arti e il fratellevole combaciamento che hanno insieme la danza, la poesia e la musica esigerebbe forse l’applicazione del b
’ignora chi fosse il primo nella Grecia a separare la pantomima della poesia ; presso a’ Romani fu il poeta Livio Andronico, il
Grimm, il quale desideroso di riunire a’ nostri tempi la danza colla poesia vorrebbe, appoggiandosi al testé citato esempio d
lterata necessariamente dal ballo o affatto distrutta, trovarsi nella poesia molte idee astratte, molte relazioni puramente ri
Formavano essi una spezie di dramma composto di parole e di danza. La poesia consisteva in qualche piccola canzonetta, a ciasc
matico riunendo la danza all’altre due sorelle germane la musica e la poesia . Che mi promette l’esecutore del ballo? Di non is
esenti il più fiero e magnifico quadro che abbia mai prodotto l’epica poesia , diventerebbe nonostante sconcio e ridicolo trasf
80 (1798) Addizioni alla Storia critica de’ teatri antichi et moderni « PARTE I — LIBRO VI » pp. 94-106
sa ben distinguere un ornamento, che può essere straniero forse alla poesia scenica, da un concettuzzo falso e proprio della
unità di tempo e di luogo. Il Lampillas che senza nulla intendere di poesia , volle parlar della drammatica, stimò questa Dido
81 (1764) Saggio sopra l’opera in musica « Saggio sopra l’opera in musica — Conclusione »
ssa una viva immagine della greca tragedia, in cui l’architettura, la poesia , la musica, la danza e l’apparato della scena si
82 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro III — Capo VII. Spettacoli scenici della Russia. » pp. 418-421
ienze, collegi, accademie, stamperie, e librerie. Ma benché amasse la poesia e la musica, i suoi piaceri consistettero ne’ bal
83 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 379-381
pperabile o’ Zi Pascale lu cantiniere. Anche si dilettò il Bertini di poesia , e scrisse versi originali ispiratissimi, tra’qua
84 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro I. — Capo VII. Teatro Latino. » pp. 109-171
di fresco dissotterrati, manifestano la perizia degli Etruschi nella poesia , pittura, architettura, e scultura. Quanto a fede
della Campania, e della Grecia. Il rapporto manifesto della riferita poesia romana gesticolata coll’arte ludicra etrusca fece
Fu egli il primo che osservando i greci, si avvisò di sostituire alla poesia satirica la rappresentativa, e, secondo Donato, c
certo ei merita gran lode come inventore fra latini di quel genere di poesia ; ma i pochi frammenti che di lui ci rimangono, gi
eatro sei anni appresso di Livio Andronico, e a tal segno fiorì nella poesia comica, che gli antichi romani lo posponevano sol
aestà, servì felicemente que che impresero con coraggio a coltivar la poesia tragica. Fiorirono in essa spezialmente Marco Pac
ici suoi contemporanei78. Ebbero in tal tempo gran nome nella comica poesia Cecilio, Terenzio, Afranio, Turpilio, Attilio, Tr
lica e sotto, i primi imperadori molti uomini cospicui coltivarono la poesia rappresentativa. Lasciando la banda il romore che
pel consolato, celebrato dai due maggiori ingegni, di cui si vanti la poesia latina, Virgilio ed Orazio. Pollione non solo col
e le sue prove quest’imperador istrione? Finì in Roma la gloria della poesia drammatica, quando v’incominciò a regnar la moda
o che una vivace rappresentazione parte così importante per animar la poesia drammatica. Or se i pantomimi giunsero a rapprese
85 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome V « LIBRO VII. Teatro Francese ne’ secoli XVII e XVIII — CAPO VIII. Teatro Lirico: Opera Comica: Teatri materiali. » pp. 177-187
? Perchè dunque con gusto contradittorio ammettono tutto questo nella poesia scenica, in cui parlano gli uomini, e non un poet
i posta in musica dal famoso Rameau. Ma il teatro lirico e la scenica poesia pastorale nulla in Francia ha di più vago, di più
86 (1715) Della tragedia antica e moderna
el ‘doppio settenario’ rigettata tanto dal Calepio del Paragone della poesia tragica d’Italia 49 quanto dal Bianchi del Dei vi
dermi quanto in simil materia per avventura adducessi. [1.56ED] Nella poesia sì che sta tutto il guaio, perché questa fu, per
reci sono stati perfetti in quell’arti che han molta somiglianza alla poesia ? [1.72ED] La pittura, la scoltura e l’architettur
ette la scoltura, la pittura e l’architettura, così ancor lo fosse la poesia . [1.80ED] Io ti proverò bene l’imperfezion delle
e piccole mura, in venerazione del gran poeta, sedemmo a favellare di poesia , perché io cominciai : [2.4ED] — L’unità del temp
sorta d’imitazione tutti quegli ornamenti poetici che convengono alla poesia lirica ed epica, tu vedi bene che la tragedia abb
4.147ED] Io ho ultimamente letto le dotte Considerazioni intorno alla poesia degli Ebrei fatte dal vostro Biagio Garofalo ed u
é imiterei il vostro giureconsulto che vuol comparirci legislatore di poesia . [4.159ED] Non so se avrai letto nella Poetica de
suo fine, parla co’ meri poeti di matematica, co’ matematici meri di poesia ; co’ periti della lingua volgare italiana discorr
uose’. [5.39ED] Quando per lo contrario li tratti più sciaurati della poesia e ciò che letto nauserebbe, ho veduto gustarsi, g
soggiungeva: [5.41ED] — Ciò appunto doveati avvenire, perciocché la poesia mediocre, che dilata agevoli sentimenti ed affett
d essa debbesi il principale riguardo di chi è chiamato a parte o per poesia o per apparato, di simil componimento. [5.44ED] N
nzesi al sentire nel mezzo de’ loro recitamenti cantare un’arietta di poesia e moda italiana; lo che poco prova, avendo io oss
melodramma sia necessario per dilettare l’aiuto delle parole e della poesia , e sostengo sinceramente che no. [5.57ED] Io prov
e vien di fianco in aiuto di questo spettacolo, ed ecco finalmente la poesia . [5.65ED] Ma la povera poesia viene in figura mol
uesto spettacolo, ed ecco finalmente la poesia. [5.65ED] Ma la povera poesia viene in figura molto diversa da quella che sosti
adrona, qui serve come ministra. [5.67ED] Ma non avviliamo a segno la poesia d’onorar col suo nome il verso servile con molta
uscito al principe real di Polonia Alessandro, che ha fatto servir la poesia del Capece alla musica delle scene di Sua Maestà
e pagarti la tua fatica (non arrossire, che questa è l’unica sorta di poesia destinata a servir per mercede), vorrà che tu le
senza di esso riescono a guisa di sbandate comparse; e quando per la poesia qui servile vuoi condannare l’affascinato gusto d
uelli che intervengono al melodramma con l’erronea presunzione che la poesia faccia in esso la prima figura. [5.227ED] Ella è
le altre parti ne son gli accidenti; e fra questi conta pur anche la poesia ; o s’ella è sostanza è come il colore, il quale n
ltrui. [5.230ED] Ed ecco il modo che non ti spiaccia più che tanto la poesia melodrammatica, considerandola di principale, avv
questo qualunque accessorio può riuscirti sin grato. [5.231ED] Ma la poesia è uno di quei signori caduti in bassezza e costre
ndo si serve, si è servidore; e in questa linea opera onoratamente la poesia , niente comandando e solo ubbidendo alla musica c
iletta sì giustamente l’Italia; merita che le voci, gli strumenti, la poesia , la pittura, l’architettura, la meccanica, la mim
mente, che tu non faccia comparire nell’impressione del tuo teatro la poesia melodrammatica, perché faresti un’ingiustizia all
edie. [6.35ED] Già queste si tessevano in versi, prima perché essendo poesia di sua natura involgono la misura de’ metri. [6.3
si vive»), ma di una puntuale divaricazione tra generi letterari: la poesia , destinata ai dotti e dunque sottoposta al loro g
ato al popolo, unico foro competente; intelletto: giudicatrice della poesia è infatti la facoltà razionale, mentre nell’opera
a linea poetica seicentesca di matrice ‘classicistica’ sia per la sua poesia pindarica, cui si ispirò tra gli Arcadi Alessandr
commento_3.45ED] cantar… cetera: l’amore era argomento ammesso nella poesia lirica. [commento_3.49ED] coonesta: ‘dà parvenz
. [commento_4.41ED] essametro… spondei: l’esametro è un metro della poesia greco-latina, formato da sei piedi; il dattilo è
i: G. M. Crescimbeni, Comentarj intorno alla sua Istoria della volgar poesia , I, Roma, per Antonio de Rossi, 1702, pp. 24-25.
terminato metro. cortigiano prosaico: l’uomo di corte non esperto di poesia . formiamo… argomento: inizia così una porzione (
-[4.148ED] M. si riferisce a B. Garofalo, Considerazioni intorno alla poesia degli Ebrei e dei Greci, Parte prima, Roma, press
aveva invece ribadito la necessaria subordinazione della musica alla poesia . chiamato a parte: ‘è coinvolto’. [commento_5.4
edere: ‘intuire anticipatamente’. [commento_5.67ED] ‘Non sviliamo la poesia definendo tale il libretto d’opera, così come esc
0ED] Singolare convergenza con l’estetica graviniana in merito ad una poesia che deve rendere sensibili e quindi corporei (dan
E cfr. A. Cottignoli, Muratori teorico. La revisione della «Perfetta poesia » e la questione del teatro, Bologne, Clueb, 1987,
’A. Ghedini a G. P. Zanotti: «Par che niuno altro fine primario della poesia si possa trovare che il diletto. Della natura dun
lla poesia si possa trovare che il diletto. Della natura dunque della poesia verrà ad essere tutto ciò che possa dilettare nel
tica, p. 198: «Quindi vedendovi desiderosa ch’io riducessi l’italiana poesia a quella medesima ragione ed idea, alla quale nel
I, 1973, pp. 396-432; e cfr. anche G. Distaso, Fra barocco e Arcadia: poesia ed esperienza critica di P. J. M., in «Annali del
er, Martello, / Scaligero, Giraldi.» 49. P. Calepio, Paragone della poesia tragica d’Italia, a cura di E. Zucchi, I.3 [5].
87 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro III — Capo II. Teatro Spagnuolo, Inglese, e Alemano nel medesimo Secolo XVII. » pp. 276-290
olo un aumento prodigioso. Il lungo regno, di Filippo IV amator della poesia , e poeta egli stesso, di cui abbiamo il Conde de
ridicolo. Dal 1660 sotto la corte brillante di Carlo II, amante della poesia e de’ piaceri, ricominciarono a coltivarsi con fe
che imitando il nostro Petrarca, introduce nel settentrione la buona poesia , e traducendo alcuni drammi de’ greci, de’ latini
88 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome IV « LIBRO VI. Storia drammatica del XVII secolo. — CAPO III. Continuazione del teatro Italiano. Commedie: Opera in musica: Attori accademici ed istrioni e rappresentazioni regie: teatri materiali. » pp. 144-195
i de’ suoi posteri sfuggite), e siccome non v’ha cosa più vasta della poesia in generale, e della drammatica in particolare, c
i voci squisite, e di migliori sonatori e maestri di musica. La bella poesia che sola può somministrare alla musica il vero li
tti al di sotto del mediocre, se si riguardi ai pregi richiesti nella poesia rappresentativa. Furono i loro drammi notabili pe
i a ricavarli dalla storia, pigliando il miglior sentiero; ma pure la poesia vi avanzò poco, e lo spettacolo scemò di pregio p
saggio che Alessandro Guidi Pavese dagli Arcadi convertito alla buona poesia , scrisse prima della sua conversione letteraria l
on qualche successo e forse con molto minore stravaganza anche per la poesia , come si vede nelle Pazzie per vendetta di Giusep
l Dottori, il Pallavicino, il Delfino, il Caraccio: si producono alla poesia pastorale drammatica componimenti da non arrossir
vi si neglessero le vere bellezze, la regolarità e la sublimità della poesia , e si avvilì coll’ introduzione degli eunuchi, ch
89 (1789) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome V « NOTE DEL FU D. CARLO VESPASIANO. » pp. 270-273
ndeva il latino e qualche poco di greco, e sapea a fondo l’arte della poesia drammatica. Tralle altre opere compose alcune com
90 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 263-265
lla quale è la storia documentata, animata pur sempre da un soffio di poesia , che or vi solleva tutto, e or vi stringe l’anima
91 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome II « LIBRO II — CAPO II. Prima epoca del teatro Latino. » pp. 9-90
a de’ cori villeschi, senza esempio di altro popolo, avea prodotta la poesia scenica; ma tra’ Romani sì l’accennata sacra poes
avea prodotta la poesia scenica; ma tra’ Romani sì l’accennata sacra poesia gesticolata che i rozzi diverbii Fescennini ebber
oranei surriferiti versi Saturnii e Fescennini, prima di partorire la poesia drammatica, diede l’origine alla satira tutta Rom
posta21. Con tali passi lentamente preparavasi in Roma la strada alla poesia scenica, la quale nè anche dovea coltivarsi senza
in Roma. Uno spettacolo appartenente con proprietà maggiore alla poesia rappresentativa recarono a Roma dalla Campania gl
ò solennemente da ventisette verginelle. Acquistò maggior fama per la poesia drammatica, non solo per avere secondo Donato com
trovati i Romani sforniti quasi di ogni letteratura e senza quasi di poesia rappresentativa. Egli sopravvisse al 546, ma s’ig
della sua morte. Cinque o sei anni dopo che Livio ebbe introdotta la poesia teatrale in Roma, cioè verso l’anno 519, Gneo Nev
mi poeti drammatici, ma il primo epico de’ Romani. Quanto alla comica poesia egli anche sotto gl’ Imperadori della famiglia Fl
degli encomii di Lucrezio Caro e di Vitruvio Pollione48. Quanto alla poesia rappresentativa si è conservata la memoria di tre
all’ imitazione dell’immensa natura, e circoscrivono angustamente la poesia comica, ristrignendola a’ soli raggiri servili, a
92 (1798) Addizioni alla Storia critica de’ teatri antichi et moderni « PARTE I — TOMO V. LIBRO VII » pp. 107-140
so e sparso d’inezie, di pensieri falsi e di ornamenti stranieri alla poesia scenica. Ma il carattere di Erode dipinto con bas
XI** Tragici dopo Campistron. Diedero allora qualche passo nella poesia tragica La Fosse, Riouperoux, e La Grange-Chancel
gennajo del 1755, fralle altre specie drammatiche, coltivò la tragica poesia , e diede al teatro francese il Callistene nel 173
aurin. Il sig. Saurin che si è esercitato in diverse specie della poesia scenica, che riuscì competentemente con Spartaco
93 (1790) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome VI « LIBRO X ed ultimo. Teatro Italiano del secolo XVIII — CAPO ULTIMO. Conchiusione. » pp. 300-303
Conchiusione. Ed eccovi il vasto grandioso edifizio della scenica poesia per la stessa antichità, varietà ed ampiezza in o
94 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 561-564
mpletò. Oltre al sonetto dell’ opuscolo (pagina 562) e al brano della poesia che la sorella dettò per la malattia di lui, mett
95 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro II. — Capo VI. Spettacoli Scenici Spagnuoli nel medesimo Secolo XVI. » pp. 252-267
Meglio senza dubbio che non in Germania e in Francia, si coltivava la poesia scenica nelle Spagne. Le novelle in dialogo furon
gazzo arrivò a vederlo rappresentare. Questo commediante riuscì nella poesia pastorale, e compose Eufrosina, Armedina, Medora,
ebbe idea della vera commedia, e circa di essa e le altre parti della poesia scrisse eccellenti riflessioni piene del sugo d’A
96 (1798) Addizioni alla Storia critica de’ teatri antichi et moderni « PARTE I — TOMO II. LIBRO II » pp. 34-49
este buone tragedie danno a noi diritto di affermare che un genere di poesia maneggiato da’ migliori poeti latini, dovè trovar
igni opportuni per elevarsi, ed in copia maggiore che non ne trovò la poesia comica. Ora tutto ciò si oppone perfettamente all
97 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — 2 giugno 1902. Guido Biagi. » pp. 327-333
e come una sapiente recitazione possa da sola servir di commento alla poesia , mettendone in rilievo le più riposte bellezze. L
te ammirato della splendida forma del tuo Bacco, e specialmente della poesia per la grotta di Pozzuoli, piena di sentimento e
98 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo secondo — Capitolo undecimo »
Capitolo undecimo Epoca di Metastasio. Vantaggi recati da lui alla poesia e lingua italiana. Esame de’ suoi pregi. Riflessi
ha egli trasfuse nel suo linguaggio le sublimi bellezze della ebraica poesia , siccome può vedersi nel cantico di Giudita nella
sservarsi l’artifizio del poeta, il quale ritogliendo dalla orientale poesia tutto ciò che ha di magnifico, ha tralasciate que
astasio correva rischio di esser di nuovo scacciato dai confini della poesia non altrimenti che il Temistocle di Atene lo fu d
quistione fra i critici illuminati se possano degnamente trattarsi in poesia gli argomenti metafìsici, attesa la difficoltà ch
elle passioni, dell’apologia dell’amore di se stesso, di quella della poesia e dell’arte drammatica con cent’altri punti di mo
ntro un compiuto filosofico trattato, dove coi più vaghi colori della poesia tutti si veggono espressi i morali sintomi di que
e e d’Aristea che il prostituire i più trillanti colori della toscana poesia dipingendo gli osceni atteggiamenti di Fiammetta,
di tutte le belle arti che un altro che diletta col solo mezzo della poesia , uno che alle difficoltà del genere drammatico ac
oco, e perfezionati non avessero nelle opere sue i propri talenti. La poesia e la musica sono come il testo d’un’orazione, e i
i sul poeta francese nella parte più interessante di questo genere di poesia , qual è senza dubbio la composizione dell’aria. I
lle bellezze parziali, dalle quali dipende per lo più l’effetto della poesia e della musica. né mi si arrecchi l’esempio d’alt
99 (1785) Le rivoluzioni del teatro musicale italiano dalla sua origine fino al presente « Tomo primo — Capitolo terzo »
che di suono a suono, e alterar così la durata de’ tempi tanto nella poesia quanto nella musica. Si tolse conseguentemente al
inò il sistema poetico, e musico degli antichi invece del quale nuova poesia successe barbara, e rozza, che tutta la sua vaghe
distinta menzione affinchè si vegga la rassomiglianza d’origine nella poesia drammatica di tutti i tempi. [8] Gli spettacoli,
ando i balli, i suoni, i versi e la maniera di coltamente parlare, la poesia , la musica, il ballo, l’eloquenza, e tutte le bel
itolo di Autos sacramentales, ed abbellite coi più vaghi colori della poesia , e di superbe decorazioni. Il fecondissimo, e pre
spiriti dall’altra disgustati dal misero strazio che si faceva della poesia , della musica, e del buon senso, preferivano all’
100 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome I « LIBRO PRIMO — CAPO VI. Teatro Greco. » pp. 44-148
godia 40, e fu come il germe che in se conteneva la gran pianta della poesia drammatica, la quale vedremo di quì a poco ingomb
partito, pel quale potè Aristofane fargli dire nelle Rane, che la sua poesia non era morta con lui. In fatti alcuni tragici ch
ndo Euripide, lasciata la palestra degli Atleti, tutto si dedicò alla poesia tragica e di anni diciotto osò metter fuori la pr
cader la penna dalla mano a chi oggi voglia esercitarsi nella tragica poesia . Il contrasto però di Admeto col padre, e i rimpr
iversi scrittori nel maneggiare le passioni, materia essenziale della poesia drammatica che non varia per tempo nè per luogo.
Così non v’ha bellezza in Euripide che questi due gran maestri della poesia rappresentativa eroica non abbiano sáputo incastr
e con abiti lugubri. Con questi due rari ingegni finì la gloria della poesia tragica de’ Greci82. Discordarono gli antichi nel
della tragedia Greca. Fra’ più insigni coltivatori della tragica poesia Greca avremmo contato un altro pellegrino ingegno
tutto all’eloquenza oratoria il famoso Isocrate si provò ancora nella poesia tragica. Il rètore Melito nemico di Socrate si es
ole tragiche che niuno volle con lui tener per buone. Coltivò pure la poesia tragica il celebre Dione cognato de i due Dionisi
la tragica corona89. A’ tempi di Tolommeo Filadelfo spiccarono nella poesia tragica sette scrittori celebrati sotto lo specio
bia meritato ne’ bassi tempi di esser letta e pregiata. Passiamo alla poesia comica. 40. Ateneo Deipnos. lib. II. 41. Vedi
ia, regnava in Atene Teseo; ma il poeta valendosi de’ privilegj della poesia fa che la protezione degli Eraclidi sia presa da
e. Conveniamo adunque che sono ancor essi riusciti egregiamente nella poesia tragica: conveniamo di più che qualche volta hann
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