imenti drammatici. Leggi sue costitutive derivanti dalla unione della
poesia
, musica e della prospettiva. [1] Qualora sentesi
a” non s’intende una cosa sola ma molte, vale a dire, un aggregato di
poesia
, di musica, di decorazione, e di pantomima, le qu
nel corpo dell’azione. In qualsivoglia altro componimento poetico la
poesia
è la padrona assoluta, a cui si riferisce il rest
utata la musica, e che da lei prende sua maggior forza, e vaghezza la
poesia
, così le mutazioni da essa introdotte formano il
no il principal carattere dell’opera. [2] L’unione della musica colla
poesia
è dunque il primo costitutivo, che distingue code
ltramenti, ch’esista quello, che prendono ad imitare la pittura, e la
poesia
. Onde accusar il dramma musicale perché introduce
e a sciogliere il seguente problema : Data la intrinseca unione della
poesia
colla musica, quai mutazioni debbono sultare da s
ccato il sentimento. [5] Questa seconda maniera è quella che rende la
poesia
tanto acconcia ad accoppiarsi colla musica: anzi
le fino ad un certo segno è comune ugualmente alla eloquenza che alla
poesia
, non è che il fondamento della melodia imitativa,
quest’ultima proprietà un’altra ragione d’analogia della musica colla
poesia
consiste: imperciocché quanto più la espressione
rale. Sebbene codesto oggetto non forma un carattere distintivo della
poesia
se non in quanto è una conseguenza delle altre du
a ogni sentimento e da ogni immagine nulla affatto si converebbe alla
poesia
. Ciò si vede in Lucrezio il più celebre poeta fil
ro con alla mano il Saggio sopra l’uomo del Pope, e con qualche altra
poesia
inglese, o francese tutta di moralità e d’istruzi
e. Può nulla meno la musica accompagnare le sentenze istruttive della
poesia
, se non colla viva espressione d’un canto imitati
ica senz’averne io spirito. [9] Da questo paragone della musica colla
poesia
risultano due osservazioni spettanti al mio propo
spettanti al mio proposito. La prima che la musica è più povera della
poesia
, limitandosi quella al cuore, all’orecchio, e in
o, ed alla ragione. In contraccambio la musica è più espressiva della
poesia
, perché imita i segni inarticolati che sono il li
i più che non faccia un bel componimento poetico. La seconda è che la
poesia
fatta per accoppiarsi colla musica, debbe rivesti
ual cosa imiterebbe la musica in un linguaggio privo d’accento, se la
poesia
non le somministrasse né sentimenti, né immagini?
appongo, appianata la via alla soluzione del problema proposto. Se la
poesia
dee secondare l’indole della musica, e se questa
leggi della musica, può maggiormente approfittarsi dei vantaggi della
poesia
, onde non le si disconvengono i dialoghi ragionat
no i passaggi, e l’armonia si disperde. Laddove se le si accoppia una
poesia
troppo carica d’incidenti, l’affollamento di essi
e che la musica non possa marcar le situazioni, che le somministra la
poesia
. Ed ecco un altro distintivo dell’opera cioè la s
icità, e la rapidità dell’argomento. [14] La dipendenza altresì della
poesia
rispetto alla musica induce una mutazione non pic
primo? Qual vaghezza di contrasti, qual ricchezza non si cresce alla
poesia
? Dal che si vede che troppo nemici de’ nostri pia
i personaggi che imitano, parlano alla ragione eziandio, e perché la
poesia
piace non meno quando istruisce che quando commuo
significato lor naturale, va poco a poco ammorzando l’entusiasmo, la
poesia
, e la eloquenza divengono più polite, e più regol
anno esse prese separatamente considerarsi come squarci bellissimi di
poesia
, sulle quali un gran musico potrà addattare una m
ncipi della ragione. [28] Se non che né comparazioni, né sentenze, né
poesia
fraseggiata dovranno aver luogo nei duetti, terze
l’esame dei cangiamenti, che dal suo accoppiamento colla musica nella
poesia
risultano, passiamo ora a vedere le mutazioni che
roducono l’illusione, non solo come supplemento della musica, e della
poesia
, ma come un rinforzo eziandio dell’una e dell’alt
nconvenienti oltre gli accennati della tragedia. Abbiamo detto che la
poesia
debbe esser variata, che dee parimenti variarsi l
tinguerebbe da una prospettiva, o da un concerto? A che gioverebbe la
poesia
piena di varietà, e d’interesse, che dee pur esse
il suo effetto a tutte le parti che lo compongono. Se riguardiamo la
poesia
, niun’artifiziale orditura si può aspettar dal po
co interesse nella melodia, perché poco v’ha nell’azione, e perché la
poesia
non è che un tessuto di madrigali interrotti da s
grado di passione, che la musica dee talvolta piegarsi all’uopo della
poesia
in attenzione ai molti sagrifizi, che fa questa i
anche l’orecchio, e l’immaginazione; onde non può scompagnarsi dalla
poesia
i dal canto, dal suono, e dalla decorazione. Da t
a lingua in cui scrive: Terzo: assoggettar alia musica la lingua e la
poesia
. Per il musico: Primo: conoscere il vero genio de
ca non vi si opponga, il poeta è tenuto a guardar i suoi diritti alla
poesia
, e al teatro, e l’abilità di lui consiste nel com
rmonia, di numero, di colorito, di genio, d’immagini, insomma di vera
poesia
? Eppure per non aver consultato il buon senso nel
ndosi tanto nell’uno quanto nell’altro caso accoppiare una eccellente
poesia
ad una musica bellissima. Parlasi qui dell’opera
riflettuto che in questo ragionamento si è parlato dell’unione della
poesia
, musica, e prospettiva, atteso lo stato in cui si
nione possibile. Il diverso genio della musica, della lingua, e della
poesia
in una nazione, le costumanze, e i fini politici
rassomigli ogni teatro. Una catena d’idee uniformi fece spuntar la
poesia
rappresentativa in tanti paesi che insieme non co
uralmente prima poeta che filosofo. Perciò s’incontra da per tutto la
poesia
coltivata prima della filosofia, e l’esercizio di
cipj che non si acquistano prima che l’intendimento si perfezioni. La
poesia
che dipigne, abbisogna d’ immagini che rappresent
i, da’ quali soltanto noi possiamo instruirci sulla legislazione e la
poesia
di tali regioni, si fossero avvisati di riguardar
mo. Or da quanto si è ragionato scende per natural conseguenza che la
poesia
rappresentativa non nasce nelle tribù de’ selvagg
gue parimente un’ altra filosofica, e sicura conseguenza, cioè che la
poesia
teatrale prende l’aspetto della cultura di ciascu
1. delle Vicende della Coltura delle Sicilie. Non nasce (dicemmo) la
poesia
teatrale se non quando gli uomini trovansi raccol
poi la delicatezza delle arti viene colle filosofie, questo genere di
poesia
non tocca l’eccellenza se non quando la nazione g
ndi ornamenti de’ nostri dì, la prestanza e l’utilità di un genere di
poesia
, da cui, se v’ha mezzo efficace per diffondere ne
ve ragionamento che premisi alla mia storia, dirigendolo a chi ama la
poesia
rappresentativa. Sanno essi pur troppo di non dov
ezza che i solitarj non mai son per acquistare. Sanno in oltre che la
poesia
rappresentativa suppone talento grande e studio m
e da’ contemporanei e da’ posteri come critico inimitabile di teatral
poesia
. Nella decadenza del Romano Impero i padri stessi
ro. Al risorgimento delle lettere rinascendo il credito della teatral
poesia
, la coltivarono gli uomini più gravi e decorati.
e gran magistrati intenti a promuovere gli avanzamenti della teatral
poesia
. E qual filosofo o altro scrittor di chiara fama
ruzione, i politici vantaggi e l’innocente piacere che ci appresta la
poesia
teatrale, e per tenere in conto di studio trivial
anieri venuti in Italia ad illustrarla. Suo primo accoppiamento colla
poesia
volgare. Intermezzi musicali. Abbozzi del melodra
principale era lo stesso che sempre hanno avuto i poeti , ovunque la
poesia
non è il veicolo della morale né lo strumento del
tessa Matilde. Ma la gloria d’avere i primi accoppiata la musica alla
poesia
volgare può con tanto minor ragione negarsi ai Pr
anto che niuna delle moderne nazioni Europee ci presenta monumenti di
poesia
profana posta sotto le note che gareggino nell’An
eno vi sono delle ripruove, che fanno vedere la musica applicata alla
poesia
volgare non molto dopo a’ tempi di Guido Aretino.
’età di Francone le canzonette musicali, siccome ogni altro genere di
poesia
, si componevano in latino. Il più antico monument
ano stati eglino medesimi gl’inventori di quella sorta di musica e di
poesia
, oppure s’abbiano l’una e l’altra ricevuta dagli
qual influenza avesser gli arabi in cotai cangiamenti. Rispetto alla
poesia
, l’indole della provenzale tutta fievole e cascan
a la ragion sufficiente dell’origine e progressi della musica e della
poesia
moderna, io dimando perdono ai fautori degli arab
altri popoli. [8] Chiunque vorrà prendersi il pensiero d’esaminare la
poesia
provenzale troverà ch’essa non era affatto priva
, le lodi del loro poetare, qualche sarcasmo contro ai loro rivali in
poesia
e l’esposizione poco dilicata dei propri amori, e
t’opera, e che ridonda insomma gloria dell’Italia. Questa si è che la
poesia
provenzale povera nella sua origine e di piccol p
ta debba considerarsi quale compimento e perfezione di quel genere di
poesia
, converrà dire che il ramo della ragione poetica
ea tarpate le ali dell’entusiasmo, come quelle della virtù; perché la
poesia
fu riguardata soltanto come ministra di divertime
, applicata ad una lingua, cui il popolo non intendeva, onde mancò la
poesia
innale, e con essa uno dei fonti più copiosi del
o alla speranza di trovar in quei tempi l’unione della musica e della
poesia
diretta al gran fine legislativo e politico, cont
a, crebbe parimenti l’usanza d’accoppiar qualche volta la musica alla
poesia
per quel segreto vincolo, che l’una all’altre tut
trofi, affinchè il lettore avverta di mano in mano ai progressi della
poesia
musicale: «Trinke got è Malvasia: Mi no
[20] Luce più chiara si sparse dappoi colle accademie di musica e di
poesia
istituite a promuovere per ogni dove l’una e l’al
ssi e gl’Italiani meritevolmente divisa50. [26] Il rinascimento della
poesia
teatrale e la perfezione ove giunsero le arti del
ompagne, ed ecco la prima origine di quelli spettacoli frammezzati di
poesia
, di ballo, di musica e di decorazione che si trov
wn, inglese, nella sua dissertazione sull’unione della musica e della
poesia
, citando la storia del teatro italiano di Lelio R
al suo sistema favorito, che è quello di dar un’arabica origine alla
poesia
provenzale. E poiché il Signor Abbate mi rimprove
ttiche. Dunque ec.» Con questa bella logica si potrebbe far venire la
poesia
provenzale dai Latini, dai Greci, dai Celti, dai
ovano in pressoché tutte le nazioni del mondo, che hanno coltivata la
poesia
; la loro esistenza presso gli arabi non può non p
l suo bel libro sull’unione, forza e separazione della musica e della
poesia
racconta nella sezione ottava, che verso la fine
i i versi e a tutte le poesie del mondo, non essendo possibile trovar
poesia
antica o moderna, asiatica, africana, americana,
nzia della lingua. VI. «Molti princìpi presso agli arabi seguivano la
poesia
, molti pure la coltivarono presso ai provenzali.
abi un mezzo certo d’ottenere l’accesso e il favore dei grandi era la
poesia
. Agli uni e agli altri fu comune l’uso dei giulla
stesso. Radamanto, Minosse, e Talete sovrani di Creta coltivarono la
poesia
e la musica. Le coltivò in particolar modo Solone
Dunque (conchiuderò io colla dialettica del Signor Abbate Andres) la
poesia
provenzale ebbe una origine cretico-greco-orcadic
e l’acutezza e gravità delle sillabe, e la rima, e il favore verso la
poesia
, e i premi conferiti ai poeti , e l’uso dei giuoc
più piccol vestigio delle arabiche dottrine intorno alla musica e la
poesia
? Apparisce nel trattato di Francone, di Marchetto
che lustro di più o di meno. III. «Non avrebbe chiamata la provenzale
poesia
fievole e cascante di vezzi.» Dissi, ed ora lo to
issi, ed ora lo torno a dire dopo nuovo esame, che il carattere della
poesia
provenzale massimamente negli argomenti amorosi e
suo libro De poematum cantu, del Cavalier Temple nel suo Saggio sulla
poesia
, dei due celebri eruditi spagnuoli Sarmiento e Sa
la proposizione fra gli intervalli e i riposi sono essenziali ad ogni
poesia
, come il ritmo e la misura lo sono ad ogni musica
alunque verso per distinguersi dalla prosa. Due sorti si conoscono di
poesia
l’una chiamata metrica, che bada principalmente a
e nazioni antiche e moderne. Se dunque i normanni e i goti ebbero una
poesia
, e se questa apparteneva al genere armonico, e no
e non può a meno di non sorprendere. VIII. «Dove trovar notizie della
poesia
gotica, che abbiano una qualche certezza?» Nei mo
abbiano una qualche certezza?» Nei monumenti della mitologia e della
poesia
dei Celti, e nella Introduzione alla storia di Da
ertezza superiore di molto alle magre e spigolate ragioni, con cui la
poesia
provenzale si vorrebbe far passare per figliuola
ia di quei secoli oscuri, né esaminare la storia della musica e della
poesia
di quella età.» Quanto ho detto nel terzo e quart
rà poi se meglio di me abbia esaminata la storia della musica e della
poesia
di quella età il Signor Abbate, il quale, prenden
o cosa alcuna. X. «Egli mostra chiaramente non avere osservata che la
poesia
francese era distinta dalla provenzale.» Il Signo
za. XI. «L’unica ragione da lui addotta per negar la parentela fra la
poesia
araba e la provenzale si è che il timido e freddo
ll’arabica comunicazione affinché nascessero in Europa la musica e la
poesia
, dalla generalità dei rapporti applicabili a molt
Secondo Imperatore apprendesse dal Conte di Provenza l’amore verso la
poesia
, e la protezione de’ poeti. Ma mi dica di grazia,
l pagina, in qual riga ho detto che Federico traesse l’amore verso la
poesia
, e la protezione dei poeti dal Conte di Tolosa? I
Imperatore proteggesse le Lettere? Non amò egli in particolar modo la
poesia
e i poeti ? Non eresse un’Accademia in Palermo do
one di esso in Europa. Cause del suo accoppiamento colla musica, e la
poesia
nel melodramma. [1] Tra i fenomeni letterari che
bili di critica lasciateci dagli antichi; se il male sia venuto dalla
poesia
ovver dalla musica, o se tutto debba ripetersi da
. Se si consulta la storia, vedrasi, che le bizzarre invenzioni della
poesia
hanno dall’India fino alla Spagna, da Omero fino
cognizione dell’uomo, stimarono esser la favola tanto necessaria alla
poesia
quanto l’anima al corpo, all’opposito d’alcuni mo
sio. [16] Da tai mezzi aiutata la moderna mitologia si trasfuse nella
poesia
italiana, e contribuì non poco ad illeggiadrirla.
bisogna più alto risalire. [17] Benché l’unione della musica e della
poesia
, considerata in se stessa o com’era nei primi tem
vizio consiste nella distanza che passa tra la favella ordinaria e la
poesia
, e tra la poesia comune e la musica. Io ho esamin
lla distanza che passa tra la favella ordinaria e la poesia, e tra la
poesia
comune e la musica. Io ho esaminato di sopra i ca
ale delle altre lingue d’Europa, e che molto calerebbero di pregio la
poesia
e la lingua italiana se invece di paragonarle col
italiana se invece di paragonarle colle viventi si paragonasse colla
poesia
e la lingua de’ Greci. So che alcuni eruditi non
la lingua italiana, come tutte le altre, non si dispose a ricever la
poesia
se non molto tardi, allorché erasi di già stabili
hé la lingua dovette accoppiarsi colla musica: impercioché siccome la
poesia
rigettava molte frasi prosaiche, così la musica n
gua più per caso o per usanza, che per meditato disegno d’unirsi alla
poesia
, crebbe in principio e si formò separatamente da
anto che la natura di esso accoppiamento esigeva, che. la musica e la
poesia
si prendessero per un unico e spio linguaggio. [1
unione degli accordi i mezzi di piacere anche indipendentemente della
poesia
, a cui non ben sapevano unire la musica, onde nac
tribuire a dirozzare la musica e a facilitar la sua applicazione alla
poesia
. E basta esaminar i pezzi di musica corica, ovver
e aveano gettate le radici, né poterono dar alla unione di essa colla
poesia
quell’aria di verosimiglianza e di naturalezza ch
ttosto il mondo di Platone che il nostro. 67. [NdA] Lezione 3. della
poesia
. 68. [NdA] Storia ec. Tomo I. 69. [NdA] L’autor
ca della Tragedia Greca. Fra più insigni coltivatori della tragica
poesia
greca conteremmo un altro pellegrino ingegno atto
mente al l’eloquenza oratoria il celebre Isocrate pure si provò nella
poesia
tragica. Il retore Melito nemico di Socrate colti
per buone. Il celebre Dione cognato de i due Dionisii coltivò pure la
poesia
tragica. Mamerco tiranno di Catania più di una vo
alche tragica coronab. A’ tempi di Tolomeo Filadelfo spiccarono nella
poesia
tragica sette scrittori celebrati sotto lo specio
ri poetici, dee contarsi ben anche tra coloro che si distinsero nella
poesia
rappresentativa e specialmente nella tragica sott
rassomigli ogni Teatro. Una catena d’idee uniformi fece spuntar la
poesia
rappresentativa in tanti paesi che insieme non co
uralmente prima poeta che filosofo. Perciò s’incontra da per tutto la
poesia
coltivata prima della filosofia, e l’esercizio de
ipii che non si acquistano prima che l’intendimento si perfezioni. La
poesia
che dipigne, abbisogna d’immagini che rappresenta
i, da’ quali soltanto noi possiamo instruirci sulla legislazione e la
poesia
di tali regioni, si fossero avvisati di riguardar
o. Or da quanto si è ragionato scende per natural conseguenza, che la
poesia
rappresentativa non nasce nelle tribù de’ selvagg
egue parimente un’ altra filosofica e sicura conseguenza, cioè che la
poesia
teatrale prende l’aspetto della coltura di ciascu
I delle Vicende della Coltura delle Sicilie. Non nasce (dicemmo) la
poesia
teatrale se non quando gli uomini trovansi raccol
ra non si potrebbe dire che il dramma per musica è un grottesco della
poesia
; anzi l’età nostra potrebbe darsi vanto di avere
potrebbe darsi vanto di avere in grandissima parte rinovato, dove la
poesia
, la musica, il ballo e l’apparato della scena far
formazione radicale del gusto, in nome di una maggiore aderenza della
poesia
alla natura e all’uomo, in termini laici e illumi
neri letterari, il confronto con la cultura francese, l’eredità della
poesia
secentista11. Proprio nel 1700 il secolo esordiva
di ogni regola poetica e la negazione di ogni intento educativo della
poesia
. Anche Lodovico Antonio Muratori nel Della perfet
tivo della poesia. Anche Lodovico Antonio Muratori nel Della perfetta
poesia
italiana (1706) affrontava la questione e non sol
edia (1715) Gianvincenzo Gravina che non contestava tanto l’unione di
poesia
e musica quanto gli esiti del teatro contemporane
n fare un po’ provocatorio, sosteneva che era la musica a ispirare la
poesia
e prendeva le distanze dal logocentrismo primoset
uccesso europeo del dramma metastasiano aveva di fatto legittimato la
poesia
per musica, di cui, proprio con riferimento al di
ato il campo dalla necessità di giustificare l’esistenza stessa della
poesia
per musica, nello scritto di Algarotti il discors
uesti presupposti che va considerata la difesa della centralità della
poesia
con cui Algarotti esordisce nel suo Discorso, fac
teorica: il suo intento non è quello di trovare una collocazione alla
poesia
per musica nel sistema dei generi letterari, ma d
ico. Stabilito dunque il principio essenziale della superiorità della
poesia
, Algarotti affronta in successione le questioni c
e in cui si ribadisce la natura ausiliaria della musica rispetto alla
poesia
. La necessità di confermare e rafforzare ulterior
lo operistico, il cui fine deve essere quello di unire armoniosamente
poesia
e musica per muovere le passioni: «Talché un dire
europeo e approfondisce l’approccio già sperimentato da Algarotti: la
poesia
è considerata il cuore della drammaturgia operist
ni provenienti dall’esterno e atto a rispondere alla richiesta di una
poesia
allo stesso tempo formativa e consona a intercett
idera le articolazioni e specificità nazionali, la subalternità della
poesia
alla recitazione e al canto, la necessità di movi
dramma. Ortes distingue inoltre tra musica espressiva che rafforza la
poesia
e musica artificiale, aliena dal contesto, ricca
one 31. Martinelli interviene nel dibattito sostenendo che «ove non è
poesia
non può essere musica, o almeno buona musica32» e
ene meno la volontà di riflettere sulla funzione catalizzatrice della
poesia
ma ogni aspetto è visto sullo sfondo del sistema
T, 1986, pp. 19-21. 12. G. M. Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, Buagni, 1700. 13. F. Algarotti, Discorso
diletto recavano ne’ cori teatrali ed in altre feste) congiunte alla
poesia
svegliarono l’idea ed il desiderio di un nuovo sp
tazioni senza norma fissa, ed in Atene e in Roma avea accompagnata la
poesia
rappresentativa ora più canoramente come ne’ cori
luzioni dell’Europa se ne trovò disgiunta. Abbandonato il teatro alla
poesia
e alla rappresentazione, la musica si conservava
le. E perchè tale divenisse, convenne immaginarsi una nuova specie di
poesia
rappresentativa, la quale avesse certe e proprie
leggiadri movimenti di un bel corpo, cospirassero concordemente colla
poesia
anima del tutto, non già qualunque o simile a que
maestro di cappella, animato dalla felice unione della musica e della
poesia
che osservò in tante feste e cantate e ne’ cori d
è totalmente straniera all’arte poetica. Al contrario io penso che la
poesia
e la musica sieno nate gemelle. L’imitazione sia
le ballate, le canzoni ecc. La musica dunque fu sempre compagna della
poesia
. 147. Menestrier delle Rappresentazioni in Musi
ani in questo secolo chiamato filosofico si è tentato di annientar la
poesia
a forza di analizzarla e ridurla a un certo prete
li Hass, de’ Gluck, de’ Jommelli e de’ Piccini, animano il canto e la
poesia
con quella vivace rappresentazione che tutto avvi
musica a i semplici concerti, e più non pensare a congiungerla colla
poesia
, seguendo i Greci, i Cinesi, i Latini, gl’ Italia
Capitolo decimo Miglioramento della
poesia
lirico drammatica, Quinaut in Francia precursore
sicale, contribuì non meno col proprio esempio al miglioramento della
poesia
drammatica. Dal tempo in cui s’introdusse il melo
arto avvezzo ad ammirare tanti capi d’opera sovrani in ogni genere di
poesia
sene dovesse compiacere, come infatti sene compia
a tragedia, e che meglio gli tornerebbe volgendolo ad altri generi di
poesia
. Il suo divisamento divenne utilissimo alla glori
catezza dell’affetto, tutte quelle doti insomma che caratterizzano la
poesia
musicale, e nelle quali Quinaut non ha avuto alcu
iarlo. [8] L’esempio di Quinaut annunziava una mutazione simile nella
poesia
lirico drammatica d’Italia, se non in quanto le d
i i begl’ingegni d’Italia, ben presto porsero mano alla riforma della
poesia
. Appena s’incominciò a capire che il vero, il gra
one e l’interesse che partoriscono la commozione, erano l’anima della
poesia
musicale, e che la lentezza, la monotonia, le dis
e qualche gusto ne aggiunsero. Il Capece lavorò alcuni dove si scorge
poesia
più fluida e musicale con ispeditezia d’intreccio
ese Scipione Maffei nella Ninfa fida fece vedere che i talenti per la
poesia
tragica sono diversi dai talenti per la poesia mu
e che i talenti per la poesia tragica sono diversi dai talenti per la
poesia
musicale, imperocché niun crederebbe che l’autore
gerà.» [13] La scerta italiana non era per anco avvezza a sentir una
poesia
cotanto severa e robusta. Le commedie musicali ez
lto avanti nella dilicata filosofia delle passioni. [17] Insiem colla
poesia
ne ricevette anche particolari accrescimenti la p
, i veri letterati ben sanno la prestanza e l’utilità di un genere di
poesia
, onde si attende la pubblica educazione, siccome
i solitarii difficilmente sogliono acquistare. Sanno in oltre che la
poesia
rappresentativa suppone talento grande, cuor sens
me grande emulo di Pindaro, che come critico incomparabile di teatral
poesia
. Nella decadenza poi del Romano Impero i Padri st
o. Al risorgimento delle lettere, rinascendo il credito della teatral
poesia
, la coltivarono uomini gravissimi e decorati. E p
i, intenti a promuovere co’ loro lavori gli avanzamenti della teatral
poesia
. E qual filosofo e scrittore di chiara fama non
diletto recavano ne’ cori teatrali ed in altre feste) congiunte alla
poesia
svegliarono il desiderio di un nuovo spettacolo s
azioni senza norma fissa, ed in Atene ed in Roma avea accompagnata la
poesia
rappresentativa ora più canoramente come ne’ cori
luzioni dell’Europa se ne trovò disgiunta. Abbandonato il teatro alla
poesia
e alla rappresentazione, la musica si conservava
le. E perchè tale divenisse, convenne immaginarsi una nuova specie di
poesia
rappresentativa, la quale avesse certe e proprie
leggiadri movimenti di un bel corpo, cospirassero concordemente colla
poesia
anima del tutto, non già qualunque o simile a que
maestro di cappella, animato dalla felice unione della musica e della
poesia
che osservò in tante feste e cantate e ne’ cori d
è totalmente straniera all’arte poetica . Io per altro penso, che la
poesia
e la musica sieno nate gemelle. L’imitazione sia
le ballate, le canzoni ecc. La musica dunque fu sempre compagna della
poesia
. a. Menestrier delle Rappresentazioni in musica
ani in questo secolo chiamato filosofico si è tentato di annientar la
poesia
a forza di analizzarla, e ridurla a un certo pret
elli, de’ Sacchini, de’ Piccini, de’ Guglielmi, animano il canto e la
poesia
con quella vivace rappresentazione che tutto avvi
musica a i semplici concerti, e più non pensare a congiungerla colla
poesia
, seguendo i Greci, i Cinesi, i Latini, gl’Italian
utarco, di Dione Crisostomo e del Sinesio, volle adoperare la scenica
poesia
per contese di religione. Le sue tragedie col Bai
duzione degl’ Idilj di Gesner promise un Saggio Storico critico sulla
poesia
Alemanna, che dovea abbracciare il tempo scorso d
scita poi la Storia Critica de’ Teatri nel 1777, in cui si parlava di
poesia
Alemanna e di teatro prima di Opitz, egli nel pub
i teatro prima di Opitz, egli nel pubblicare l’anno 1779 l’Idea della
poesia
Alemanna, dilatando il suo piano prese a risalire
prima di Opitz. Anzi per essersi forse voluto circoscrivere alla sola
poesia
scritta nell’idioma tedesco, manca alla sua Idea
, e cent’altri. GIORNALISTA, [11] «Egli asserisce che la musica e la
poesia
presso i Greci erano oggetti di somma importanza,
idente però che nello stesso modo dei Greci consideriamo ancor noi la
poesia
e la musica; mentre ce ne serviamo com’essi nei t
e per l’incomparabile estrattista che noi abbiamo della musica, della
poesia
, e delle rappresentazioni teatrali le stesse idee
vivere in una profonda ignoranza dell’antichità per non sapere che la
poesia
, la musica e gli spettacoli furono per molti seco
d’essere avvertito che parlandosi di que’ secoli quanto si dice della
poesia
intendersi dee anche della musica, imperocché l’u
ud omnes sancti sunt habiti atque dicti». [15] Quanto s’è detto della
poesia
e della musica si debbe interamente applicare agl
a cosa “evidente” che noi consideriamo nel modo stesso che i Greci la
poesia
, la musica e gli spettacoli? Facciamo noi forse l
, e ne’ suoi progressi, e in pressoché tutte le sue applicazioni alla
poesia
, e alla danza aveva uno scopo religioso, morale e
Arteaga dalla separazione della filosofia, della legislazione, della
poesia
, e della musica, le quali facoltà ne’ primi tempi
mostrano le belle opere che esistono di filosofia di legislazione, di
poesia
, e di musica strumentale ch’è la vera essenza del
; onde ancor da sé sola è un linguaggio e una specie di pittura, e di
poesia
.» RISPOSTA. [23] Essendo fra noi da gran tempo s
endo fra noi da gran tempo separate la filosofia, la legislazione, la
poesia
, e la musica, la loro individuale influenza ha do
rnalista, l’aureo trattato del Brown sull’unione della musica e della
poesia
, e imparerete molte cose che ignorate. GIORNALIST
che non sarà stata la sola musica che gli avrà operati, ma ancora la
poesia
, che dessa accompagnava, dalla quale un tone nasc
rator delle Russie. E la nostra musica non s’accompagna altresì colla
poesia
? Che vuol dire adunque che un siffatto accoppiame
alle opinioni del Sig. Brown inglese (Dell’origine e progressi della
poesia
, e della musica) e del Sig. Rousseau (Essai sur l
Arteaga che la nostra musica non possa accoppiarsi ad ogni genere di
poesia
p. e. al Sonetto, alla Canzone petrarchesca, alla
con note alla maniera delle arie; poiché, se si fa tal musica a della
poesia
quasi prosaica e barbara come sono certe composiz
ai detto che la nostra musica non possa accoppiarsi ad ogni genere di
poesia
; ho detto soltanto «che per una generale inavvedu
mo esclusi dal genere musicale quasi tutte le moltiplici specie della
poesia
». Ora queste espressioni non indicano un’intrinse
di il N. A. ad asserire che noi ignoriamo la quantità sillabica nella
poesia
; che non sappiamo p. e. quale sia la sillaba più
lunga della parola “spoglie”; che il maestro abbandona il valor della
poesia
per badare al valor delle note ecc. ma tutto ques
sitore conosce benissimo la quantità e la qualità delle sillabe nella
poesia
sa che la parola “spoglie” è di due e non di tre
sillabe, come ei la crede, e sa ancora adattar le note al valor della
poesia
.» RISPOSTA. [46] Tante proposizioni, altrettanti
cere né benissimo né malissimo la quantità delle sillabe nella nostra
poesia
, perché nessuno può conoscere ciò che non esiste.
zi che imparano i primi rudimenti della rettorica sanno che la nostra
poesia
non ha quantità sillabica, e che questa era propr
o dei versi greci e latini, e in generale dei versi appartenenti alla
poesia
chiamata metrica, i quali si regolavano col numer
ezza e brevità delle sillabe; all’opposto dei versi appartenenti alla
poesia
detta armonica come la nostra, i quali badano sol
i o di lunghe il compositore non può adattare le note al valore della
poesia
, qualora il Sig. Manfredini non voglia dare alla
ento delle parole sia lo stesso: onde egli è sempre vero che non è la
poesia
che deve servir la musica, ma bensì questa che de
ervir la musica, ma bensì questa che deve star soggetta in tutto alla
poesia
, e all’argomento della medesima: e in tal modo so
e.» RISPOSTA. [48] Mi dica il mio avvedutissimo critico se la nostra
poesia
manca di quantità sillabica, ch’era quella che pr
zioni badava poco alla dilicatezza della composizione, come perché la
poesia
dei drammi così poco interessante faceva perdere
imitata dai seguaci di Metastasio ha recato ancora un gran danno alla
poesia
, perocché i poeti alloppiati dalla vaghezza delle
appiano nemmeno la propria lingua non che la latina, non conoscano la
poesia
, la letteratura e gli autori che han trattato e t
le più intime squisitezze della toscana, che sono versatissimi nella
poesia
, e nella letteratura, che hanno come suol dirsi s
azione ch’ivi si fa del principio esposto pur ora all’eloquenza, alla
poesia
, e alla storia. Legga il terzo libro della Repubb
bbe ch’egli avesse asserito che «la musica non sa accompagnarsi colla
poesia
senza portar seco tutto il corredo degli abbiglia
i che dessa ha sempre più efficacia ed espressione quand’è unita alla
poesia
.» RISPOSTA. [93] Non mi saprebbe dire il lettore
genere, ma la troppo sfarzosa e brillante, non sa accompagnarsi colla
poesia
senza opprimerla». Il giornalista risponde che no
issimo ch’ella è più efficace ed espressiva quando va congiunta colla
poesia
». La mia proposta era che la musica al dì d’oggi
ata Nuovo sistema d’interpretar i tragici greci, l’altra intorno alla
poesia
lirico-drammatica de salmi. Nella prima il lodevo
ravisa l’imitazion naturale a segno che, tolta ogni connessione colla
poesia
, altro non rappresenta fuorché un quadro arbitrar
po succede spesso; consiste nel deffinire se abbiamo adesso una buona
poesia
e musica teatrale, in favor di che le opere del g
[100] La questione non consiste nel decidere se abbiamo ora una buona
poesia
, od una buona musica, se per tali cose s’intende
d una buona musica, se per tali cose s’intende qualche pezzo di buona
poesia
e qualche pezzo di buona musica. Gli altissimi e
sapere se al presente vi sia tra i più una buona musica ed una buona
poesia
; ed ecco ciò ch’io ho negato, e che il Signor Man
pria ignoranza. «Tocca, dice Giovambattista Rousseau, a’ poeti far la
poesia
, e a’ musici far la musica, ma non s’appartiene c
li abusi, d’indicare paratamente i rimedi, e di ridurre la musica, la
poesia
, il ballo, e gli altri rami appartenenti a cotest
ezzi imaginati da alcuni celebri autori per ricondurre la musica e la
poesia
drammatica al grado di perfezione, del quale la f
re il suo intento. Noi abbiamo sopra l’archittetura, la pittura, e la
poesia
de’ trattati analitici ripieni di precetti e d’es
arà eseguita allo studio per me fatto della loro musica e in un della
poesia
loro. Quando si parla o si scrive sopra le belle
d’altro non abbiam d’uopo che di por niente al meccanismo della loro
poesia
per fissare insieme l’importante e vera forza di
sservarli entrando nel medesimo loro sentimento? Del resto, perché la
poesia
italiana è dotata d’un’arditezza maggiore, perché
stra, perché abbonda di tuoni più felici fa d’uopo perciò avvilire la
poesia
francese? Ma a miglior agio riserbiamo cotale rif
fo qualche motto in appresso del mezzo principale, onde si valeva la
poesia
antica a compiere la sua imitazione. Essa giusta
rato essenziale al poema il verso? Tali altri fondano l’essenza della
poesia
nelll entusiasmo, ma (parliamo di buona fede) l’e
o di buona fede) l’entusiasmo è egli mai il carattere esclusivo della
poesia
? Si rinviene egli mai presso agli antichi la meno
pertanto indubitabile che col mezzo della finzione e della favola, la
poesia
antica formava la principal sua imitazione, ed è
on s’avveggono che questi non aveano e non doveano aver nemmeno della
poesia
la medesima idea che i Greci, i poeti de’ quali f
cque dal non avere studiata accuratamente l’origine, e il genio della
poesia
antica. La semplice filologia non giugnerebbe mai
tà di essa col mio soggetto, sendochè il canto era inseparabile dalla
poesia
degli antichi, appo i quali l’arte di comporre in
ati come la materia elementare d’ogni espressione nella musica, nella
poesia
, nella storia, e nella eloquenza, ovvero sia ragi
gli stili diversi nella pittura, nella scoltura, nella musica, nella
poesia
, nell’eloquenza, e nella storia nasce da queste d
o dal facile e pronto diletto della rima all’introduzione della nuova
poesia
fortemente s’opposero. E sebbene siffatta ripugna
poeti formarono eglino stessi la musica de’ loro versi, ma quando la
poesia
e la musica si separarono, i musici non ponendo p
(tra’ quali deve contarsi il Muratori nel secondo tomo della perfetta
poesia
) che veggendo i difetti della musica italiana nas
ur, atque praelinitur, fit praestigiosum.» 201. [NdA] L’anima della
poesia
antica era la finzione: per mezzo della favola el
arole, come si trovano nel suo libro dell’unione della musica e della
poesia
alla pag. 205. «Ma affinchè non sembri che vogli
lezza, e di probabilità, che daranno all’unione della musica, e della
poesia
la maggior forza e pathos. Le narrazioni che si f
attuale dell’opera italiana. Cause generali di essa. Paralello della
poesia
e musica moderne con quelle dei Greci. Motivi del
islazioni che s’aggirano sopra un perno tutto diverso, la musica e la
poesia
, lontane dall’esser considerate come oggetti di s
endo fra noi da gran tempo separate la filosofia, la legislazione, la
poesia
e la musica, la loro individuale influenza ha dov
ito e più doviziosa, ma semplice ancora e compagna inseparabile della
poesia
e del ballo animò successivamente i canti d’Esiod
tale indipendente della vocale112. Tra poco la danza si separò dalla
poesia
e dalla musica, e l’una e l’altra non furono più
ù esattezza, altro non era che l’arte di far valere gli accenti della
poesia
. Separati che furono codesti rami, divenne necess
igeva la vanità dei professori e la svogliatezza degli ascoltanti. La
poesia
non ebbe più quel perfetto combaciamento che avev
nuto alla moda fece coi suoi canti tumultuosi un misero governo della
poesia
, del ritmo e della musica. I compositori per dist
altro luogo lo stesso Platone 116, la melodia costava appo loro di
poesia
di ritmo, e d’armonia. Dalla perfezione ove fu co
odigiosi effetti che ci vengono descritti. [13] E incominciando dalla
poesia
quantunque libera errasse in sul principio e vaga
bbiamo in massima parte rinunziato con discapito delle lingue e della
poesia
. Che si dirà poi dell’arte che avevano i loro mus
e, e così delle altre, s’avvisarono d’imitare il loro andamento nella
poesia
dando quantitativo valore alle sillabe, e certa m
do certe proporzioni determinate, preso in particolare s’applica alla
poesia
e alla musica. Nella poesia il ritmo è la durazio
nate, preso in particolare s’applica alla poesia e alla musica. Nella
poesia
il ritmo è la durazion relativa de’ tempi che s’i
a la varietà di movimenti degli oggetti imitati. E l’eccellenza della
poesia
e della musica greca consisteva in ciò appunto ch
e121. [21] Dal particolare studio posto da loro nella formazion della
poesia
e del metro non meno che nella scelta e nel maneg
l’altro con due tibie parimenti una destra e l’altra sinistra. Nella
poesia
lirica modulata a più voci il coro cantava e danz
maravigliosi effetti che dovrebbono attendersi dalla sua unione colla
poesia
. Quanto più avanti s’anderà col pensiero si ricav
dal genere musicale quasi tutte le diverse e moltiplici spezie della
poesia
. Noi non contiamo in questa classe che le sole ca
dall’altra, i confini della musica erano gli stessi che quelli della
poesia
. I nostri compositori si troverebbono fortemente
ogni regolata armonia nella combinazione del tuono e del tempo, ogni
poesia
che non sia egualmente felice nella combinazione
za non sarà musicale in tutta l’estensione del termine. Ora la nostra
poesia
, che tutta quanta è appoggiata al regolamento del
razion relativa della pronunzia nelle parole. Non così accadeva nella
poesia
musicale degli antichi, la quale era eguale alla
eta. La qual cosa non osserva da noi, poiché ignorandosi nella nostra
poesia
la quantità sillabica, e badando per la formazion
, la misura musicale fa tutto da sé, e poche volte va d’accordo colla
poesia
. Per esempio, se si dovesse metter in musica ques
onda, e alla terza. Si vede non per tanto costretto ad abbandonare la
poesia
per badare al valor delle note musicali, le quali
e vi si sono affaticati per levarlo di mezzo. E ciò che si dice della
poesia
rispetto alla musica, si dice ancora della musica
ze non siano necessarie atteso l’attuale sistema della lingua e della
poesia
italiana. Ma parlando in tal guisa qual idea si f
sodia poetica, rappresentava lo stesso numero di piedi ritmici che la
poesia
. La ricchezza non per tanto dell’una si comunicav
lese Brown nel suo Trattato della forza e unione della musica e della
poesia
riflette saggiamente che l’idea che noi abbiamo d
] Alcuni celebri autori sono di contraria opinione, affermando che la
poesia
greca e latina si fondassero soltanto nella misur
o secondo della sua Dissertazione intorno alla misura del tempo nella
poesia
, che quanto ci vien narrato dai grammatici intorn
essi l’indole e natura d’ogni metro? 126. [NdA] Dissertazione sulla
poesia
degli Ebrei e dei Greci, c. 9. n. 6. 127. [NdA]
ock ed altri chiari letterati, ma fondò un’ accademia per fomentar la
poesia
scenica tedesca, facendovi esaminare i drammi pre
sovrani la Suezia con più ardore si è nella nostra età dedicata alla
poesia
scenica, ed ha eretto in Stokolm da non molti ann
e meno imperfette. La nazione allora gli diede il nome di padre della
poesia
suedese per la tragedia di Brunhilde soggetto ric
Capitolo decimoquinto Terza causa. Abbandono quasi totale della
poesia
musicale. Esame de’ più rinomati poeti drammatico
dirozzato. [4] Ecco appunto lo stato in cui presentemente si trova la
poesia
italiana. Una folla di poeti, i quali, per valerm
accademie, le lodi e chi le dispensa151. [5] Tra i generi però della
poesia
niuno v’ha più vilipeso e negletto che il dramma
aso, sono appunto i soli che ardiscano a metter mano in una spezie di
poesia
la più scabrosa, la più dilicata, la più diffìcil
nel melodramma, che su questo perno si raggira tutta l’azione, che 1a
poesia
ubbidiente allo stabilito sistema non è altro che
ttaccano sulle colonne in occasione di laurea o di sposalizio. [7] La
poesia
e la musica si sono ristrette a vicenda formandos
resterebbe ancora alla musica una più che competente ricchezza, se la
poesia
meno schiava nella scelta degli argomenti le somm
ace. Ma per un difetto prodotto dai costumi ora dominanti fra noi, la
poesia
non osa più trattar argomenti che non versino sul
nte nel teatro moderno, dal che deriva la rovina della musica e della
poesia
; poichè siccome questa altro non fa sentire per i
quella si riduce quasi tutta ad ariette inzuccherate e a rondò. Nella
poesia
musicale italiana si verifica esattamente quel ve
o che ritornando indietro da quasi un secolo degenera visibilmente la
poesia
musicale in una nazione dove si loda Apostolo Zen
italiana consistesse principalmente nella bella musica e nella bella
poesia
; si crede ora che il suo pregio maggiore consista
o dello stile e della musica. Di quello per la regola generale che la
poesia
non può fare una convenevol figura nel melodramma
a confessione che fa egli medesimo della sua inesperienza in fatto di
poesia
drammatica. «Mal venga (diceva il Frugoni in una
llo ai poeti, a far guadagnare enormi somme ai castrati, a rovinar la
poesia
, ad effemminare la musica, guastare i costumi. Io
a contra ai drammi musicali cioè di guastar i costumi e di rovinar la
poesia
. Nella prima mi sembra udire uno dei Ceteghi che
si fra noi metter in musica da un uomo conseguente a se stesso e alla
poesia
qual’è il Cavalier Gluk, non poteva far di meno c
ani. Il piano adottato dal Calsabigi sembra essere non di fare che la
poesia
somministri da se stessa i colpi di scena e le si
i, ma di far che le situazioni e i colpi di scena si tirino dietro la
poesia
. Dato un tale argomento altro egli non cerca se n
le bande cosicché non gli rimanga l’agio di badare più che tanto alla
poesia
. Ma svaniti che siano cotali estrinseci e passagg
gi, l’uomo di gusto non potrà far a meno di non dolersi nel vedere la
poesia
, che dovrebbe primeggiare qual donna e regina in
ato da lui, il quale consisteva nell’intrecciar insiem nell’azione la
poesia
, il ballo, la musica e la decorazione, l’abbia ta
rata l’idea nella sua dissertazione sulla unione della musica e della
poesia
. In altro luogo ci converrà parlare più a lungo d
ti le teorie d’alcuni moderni italiani che vorrebbero trasferire alla
poesia
accompagnata dai suoni le leggi medesime di stile
25] Fin qui è vero della musica, e lo dovrebbe essere parimenti della
poesia
: ma se da ciò che dovrebbe e potrebbe essere vogl
ck, ed altri chiari letterati, ma fondò un’ accademia per fomentar la
poesia
scenica tedesca, facendovi esaminare i drammi pre
ani si è con più ardore nell’inoltrarsi il secolo XVIII dedicata alla
poesia
scenica, e circa il 1780 ha innalzato in Stokolm
e meno imperfette. La nazione allora gli diede il nome di padre della
poesia
suedese per la tragedia di Brunhilde soggetto ric
assomigli ogni teatro. Una catena d’idee, uniformi fece spuntar la
poesia
rappresentativa in tanti paesi che non comunicava
uralmente prima poeta che filosofo. Perciò s’incontra da per tutto la
poesia
coltivata prima della filososia, e l’esercizio di
che non si acquistano prima che l’intendimento non si perfezioni. La
poesia
che dipinge, abbisogna d’immagini che rappresenta
ggiatori, da’ quali soltanto possiamo instruirci della legislazione e
poesia
di tali regioni, si fossero avvisati di riguardar
e liriche, come niuno più ignora, riescono troppo impertinenti nella
poesia
tragica. I critici giudiziosi riprendono nel Pomp
fa scorno alla vigorosa vecchiezza di sì gran tragico, rinunziò alla
poesia
drammatica. Questo padre e legislatore del teatro
1684 in Parigi merita di studiarsi da chi voglia coltivar la tragica
poesia
. “Non è così facile (disse di lui con verità M. R
gnosi”. Ingegno raro tutte in se raccolse le più rilevanti doti della
poesia
tragica, il tenero, il patetico, il terribile, il
ri. ( Nota IV ) In quel secolo per la Francia fortunatissimo forse la
poesia
francese pervenne alla possibile venustà per le f
affettate, di figure sconvenevoli alla drammatica. A ciò che chiamasi
poesia
fra’ Greci ed Italiani, trovasi ne’ drammi france
io per sofferenza ecc. Sono, è vero, tali figure ammesse ancora nella
poesia
de’ Greci e degl’ Italiani; ma da’ drammatici fra
a tali nei Racine che studiava sì felicemente il cuore dell’uomo e la
poesia
originale de’ Greci, Racine che possedeva il rari
r li costumi, e fondata su di un principio novello. I Greci che nella
poesia
ravvisarono l’amore per l’aspetto del piacer de’
osofia Platonica una più nobile idea dell’amore, e ne arricchirono la
poesia
, e quindi così purificato passò alle scene. Il gr
suo. Adunque la tragedia greca e la francese in un medesimo genere di
poesia
presentano due spezie sì differenti, che giudicar
nazione. Faceva versi ben torniti, ma non mostrò di esser nato per la
poesia
tragica. Nelle sue tragedie, come osservò Saint E
colle osservazioni di Voltaire, ed anche l’ eccellente Paragone della
poesia
tragica del più volte lodato conte Pietro di Cale
la storia teatrale il lungo periodo interposto dalla corruzione della
poesia
drammatica fino alla perdita della lingua latina,
cominciamo di qui a trovar il vuoto della storia teatrale, perché la
poesia
drammatica in tal periodo non acquistò veruno scr
ento grande e seguito come il drammatico. Certamente nel saggio della
poesia
araba del signor Casiri inserito nella Biblioteca
gli spettacoli scenici. Soggiugne poi, che i goti non permisero alla
poesia
drammatica di allignare in Ispagna; e conconchiud
onteneva alcuna parte di que’ semi che altrove diedero l’origine alla
poesia
drammatica; ma pur non si vede che tra gli ebrei
omo e del Sinesio, volle adoperare in contese di religione la scenica
poesia
. Le sue tragedie possono col Baile chiamarsi di c
izione degl’Idilii di Gesner promise un Saggio storico critico sul la
poesia
alemanna, il quale dovea abbracciare il tempo sc
la Storia critica de’ Teatri antichi e moderni, in cui si parlava di
poesia
alemanna e di teatro prima di Opitz, s’avvide che
prima di Opitz. Anzi per essersi forse voluto circoscrivere alla sola
poesia
scritta nell’idioma tedesco (o perchè d’altro non
o il fine del Cinquecento, e mezzi presi per migliorarla. Stato della
poesia
volgare. Firenze inventrice del melodramma. Prima
nelle sue investigazioni, gli avanzamenti fatti nell’armonia e nella
poesia
, il favore largamente concesso da Leon X alla mus
ia musicale e la poetica, delle quali parlai nel capitolo secondo, la
poesia
non avea per anco aperti alla musica fonti copios
rovato fu dagli altri spinto Ottavio Rinuccini a comporre una qualche
poesia
drammatica, lo che egli fece colla Dafne, favola
i progressi della quale debbono osservarsi unitamente a quelli della
poesia
, ove si ragiona del melodramma. La variazione dei
tà preferibile a molti riguardi alla sfoggiata pompa della nostra. La
poesia
e la lingua vi conservano i loro diritti; a diffe
i Paradiso.» i quali sono un’aria perfetta non meno in musica che in
poesia
. Le ragioni sono perché vi precede la sinfonia, p
i rende pressoché incredibile in uno de’ primi storici della italiana
poesia
. [28] Facendo adunque la distribuzione di laude c
fece il ritrovatore d’un nuovo genere che tanto lustro ha recato alla
poesia
, alla musica e alla sua nazione. [29] L’opera buf
al anno si recitasse. L’autore fu un modenese che fece la musica e la
poesia
, chiamato Orazio Vecchi, il quale non si dee conf
erva in Modena, e che vien rapportata dal Muratori nella sua Perfetta
poesia
, ma il lettore dopo il narrato fin qui può giudic
lle mani fra le carte musicali, ove sempre rimase. né la musica né la
poesia
meriterebbono che se ne facesse menzione, se la c
n podem.» [31] Dicendo che la musica non si disconviene a così fatta
poesia
, ho renduto la dovuta giustizia all’una e all’alt
occa (dice un celebre scrittore dei nostro secolo) a’ poeti il far la
poesia
, e a’ musici far la musica, ma non appartiene se
335. 63. [NdA] Storia de’ Teatri. 64. [NdA] Commentari alla volgar
poesia
, Volume 1, Libro 4, Capitolo 10.
ll’arte drammatica, non il felice coltivamento dell’eloquenza e della
poesia
latina, e di ogni altro genere di erudizione, pre
e Scipione Maffei tutti gl’intelligenti del latino linguaggio e della
poesia
drammatica. Fu stampata per la prima volta in Ven
ni dee essersi prodotta almeno nel 1494. Ma intanto che la drammatica
poesia
fioriva in Italia nelle mani degli eruditi, si es
antavano. In Portogallo si coltivava nel declinar di questo secolo la
poesia
latina, e Luigi De la Cruz compose varie tragedie
uca di Calabria, con Giovanni Galeazzo duca di Milano, nella quale la
poesia
, la musica, la meccanica, e la danza spiegarono t
chezze facendo uso del ballo, delle decorazioni, della musica e della
poesia
, compongono quel tutto concatenato ed uno che app
rredata eziandio di belle osservazioni appartenenti alla storia della
poesia
drammatica, l’Orfeo che fu fatto magnificamente r
dispensava ai dotti, l’introduzione, che a lui si dee, della scenica
poesia
, coltivata con splendide teatrali rappresentanze
rattanto la parte ridicola e satiresca de’ cori che precedettero alla
poesia
tespiana, appartata dalla tragedia come teoria di
o di approfittarsi anch’essi delle fatiche di questo gran padre della
poesia
, e presero a imitare l’arsa urbana, falsa e grazi
ilitavano gli argomenti in apparenza i più frivoli colla più vigorosa
poesia
, colla morale più sana, e colla politica più prof
romani niuna cognizione aveano, non che dell’altre belle arti, della
poesia
teatrale, la quale pure da gran pezza coltivavasi
della letteratura furon maestri ed esemplari agli altri greci» 35. La
poesia
di Aristofane é animata, vivace, fantasiosa e fac
. de Chamfort. Probabilmente cotesto Gaulese, e di lingua greca, e di
poesia
, e della politica che conveniva alla repubblica a
e ciò che abbiamo di sopra ragionato ne’ fatti generali della scenica
poesia
, quanto questo novello rigore, che incatenò i poe
o la rappresentazione e la danza furono indivise dalla musica e dalla
poesia
. Queste varie imitazioni con gesti, pasti, fiumi,
ei che ’l componevano, e cantavano e ballavano indistintamente. Ma la
poesia
rappresentativa meglio sviluppata negli episodi,
animar con musica moderata e con vivace energica rappresentazione la
poesia
. Rimase al coro il pensiero d’intrecciar parole c
mase al coro il pensiero d’intrecciar parole cantando; e in questo la
poesia
, per accomodarsi al canto, era più lirica, e la r
le, ebbe minor parte che nel ballo, il quale privo del soccorso della
poesia
, tutto cercò nella rappresentazione. E quanto più
slatore di poetica e pronunciate contro l’italica nazione in fatto di
poesia
. L’ardire e la franchezza, colla quale i francesi
o finalmente agli altri le liti circa l’introduzione della rima nella
poesia
moderna, quantunque molte cose potrebbono forse i
altra cosa ha contribuito all’incremento di essa, ai progressi della
poesia
drammatica, e allo splendore di codesto leggiadri
rticolazione, e alla felice mescolanza delle medesime fanno sì che la
poesia
italiana, ove maneggiata venga a dovere, abbia un
za. [11] Sebbene non ogni evidenza di stile, non ogni numero che alla
poesia
si confà, sarebbe a proposito per la musica, come
lidano il suono troppo vivace e sonoro delle vocali, rendendo così la
poesia
più sostenuta e robusta. Ne’ versi fatti per musi
del recitativo divien tardo, noioso, e difficile. Al contrario nella
poesia
musicale italiana l’accento può liberamente per q
evere. La lingua italiana ha dunque un discorso che facilmente divien
poesia
, ha poesia che s’avvicina alla natura del canto,
ingua italiana ha dunque un discorso che facilmente divien poesia, ha
poesia
che s’avvicina alla natura del canto, ha finalmen
zione poetica potesse nel canto intieramente trasfondersi cosicché la
poesia
fosse dalla musica inseparabile, come avvenne all
altro vantaggio della lingua italiana per l’oratoria, la musica e la
poesia
è la trasposizione, cioè quando il collocamento d
parole non sanno preparar cotal sospensione, mettono in certo modo la
poesia
in contradizion coll’orecchio, poiché mentre il s
antare la bellezza, e gli amori, piegando alla soavità lo stile, e la
poesia
. Così fecero Petrarca, e Bocaccio, prime sorgenti
Tali furono a un dipresso le ascose cagioni, che fecero degenerare la
poesia
e la lingua dopo i secoli d’Alessandro e d’August
a scena. I. Satiri. Chiare tracce dell’antica origine della
poesia
drammatica osservansi in quel dramma che da’ Sati
formavano il corteggio di Bacco, erano i naturali interlocutori della
poesia
satiresca che partecipava del tragico, del boffon
e quello che appartiene a tutte le arti d’immaginazione, non che alla
poesia
drammatica, siccome bene avvertì Giulio Cesare Sc
ntazione e la danza composero sempre un corpo solo con la musica e la
poesia
. Versi non potevano cantarsi dal Coro che non si
arsi dal Coro che non si animassero con misurati atteggiamenti. Ma la
poesia
rappresentativa meglio sviluppata negli episodii,
tro non attese che ad animare con vivace energica rappresentazione la
poesia
, usando di una musica semplice moderata, la quale
ii armonici con sempre nuove combinazioni di tempi e di movimenti; la
poesia
per accomodarsi al canto fu più lirica ed ornata;
vol cosa imitare col solo gestire quello che ottimamente esprimeva la
poesia
e la musica, senza che la favola ne divenisse più
alla scena. I. Satiri. Chiare tracce dell’antica origine della
poesia
drammatica osservansi in quel dramma che da’ Sati
formavano il corteggio di Bacco, erano i naturali interlocutori della
poesia
satiresca che partecipava del tragico, del buffon
quello che appartiene a tutte le arti d’ immaginazione, non che alla
poesia
drammatica, siccome bene avvertì Giulio Cesare Sc
ntazione e la danza composero sempre un corpo solo con la musica e la
poesia
. Versi non potevano cantarsi dal coro che non si
arsi dal coro che non si animassero con misurati atteggiamenti. Ma la
poesia
rappresentativa meglio sviluppata negli episodj,
tro non attese che ad animare con vivace energica rappresentazione la
poesia
, usando di una musica semplice moderata, la quale
li artificj con sempre nuove combinazioni di tempi e di movimenti; la
poesia
per accomodarsi al canto fu più lirica ed ornata;
vol cosa imitare col solo gestire quello che ottimamente esprimeva la
poesia
e la musica, senza che la favola ne divenisse più
la storia teatrale il lungo periodo interposto dalla corruzione della
poesia
drammatica sino alla perdita della lingua latina
u da lui creato prefetto dell’esercito177. III. Decadimento della
poesia
drammatica, e perchè avvenisse. Ma non ostant
esi da questo tempo contare il vuoto della storia teatrale, perchè la
poesia
drammatica in tal periodo non ebbe scrittore veru
ramente le scene. Potrebbe qui domandarsi, perchè mai in Roma, ove la
poesia
si elevò sino al punto di partorire Orazii e Virg
ssa Grecia. Questi principii avrebbero accelerata la perfezione della
poesia
rappresentativa; ma la repubblica sotto gl’ imper
ar vivo in mezzo dell’ anfiteatro. E chi poteva amare e coltivare una
poesia
che menava alla morte e all’infamia del supplizio
atiche che mai potevano influire in tempi sì tristi a vantaggio della
poesia
rappresentativa? Non ci somministra veruno scritt
gli spettacoli scenici. Soggiugne poi che i Goti non permisero che la
poesia
drammatica allignasse in Ispagna; e conchiude, ch
ese inspirò a’ siffatti Greci l’ardita antica commedia allegorica. La
poesia
d’Aristofane da non paragonarsi punto con chi tra
e Nevio il Campano, insegnano loro ad amar le lettere e a coltivar la
poesia
drammatica. Plauto calcando le orme di Epicarmo,
onteneva alcuna parte di que’ semi che altrove diedero l’origine alla
poesia
drammatica; ma pur non si vede che tra gli Ebrei
e il '36 faceva parte di quella del Nardelli, di cui è riprodotta una
poesia
a pag. 390, che ha questa orribile quartina : Se
rdi conduce al buon gusto, doveva parimenti promuovere la musica e la
poesia
. Quel genio, che la determinò a incoronar il Petr
e di molti dotti accademici che coltivarono questo ramo di drammatica
poesia
, contribuirono assaissimo a propagarlo in Italia.
er la prima volta comparire in pubblico l’Andromeda colla musica e la
poesia
di Benedetto Ferrari. D’allora in poi quella citt
indicato si stradarono parecchi scrittori desiderosi d’arricchire la
poesia
germanica con un teatro lirico nazionale; ma o fo
e di suono. Ma ciò che ha la moscovitica di particolare, si è che la
poesia
veniva esclusa dai loro componimenti musicali, pe
re fra lo stromento della riforma e la riforma stessa. La musica e la
poesia
italiana non possono adunque se non assai debolme
on et l’Amour.» 71. [NdA] Brown, Della unione della musica e della
poesia
, p. 172. 72. [NdA] Le tragiche avventure di ques
Smirne fecondando la greca immaginazione, darebbero nascimento ad una
poesia
più universale, più artificiosa e più coltivata d
loro favole un tesoro di sana politica, di pura morale e di dilicata
poesia
. Colà la natura e l’arte produssero gli Alessidi
de’ Terenzii. E quì chieder potrebbesi in prima, onde avvenga che la
poesia
drammatica si trovi diffusa e accettata quasi dap
che se ne forma, e si compiace di farsene un giuoco. Fiorisce poi la
poesia
drammatica e si perfeziona nelle nazioni più colt
senza la chiaroveggente filosofia, è manifesto che la prestanza della
poesia
teatrale non può sperarsi prima che la nazione no
Grazie tengonsi per mano e si sostengono a vicenda. L’eloquenza e la
poesia
, singolarmente drammatica, possono, è ben vero, s
colla mia debolezza mediterò, ridurrò a metodo le osservazioni della
poesia
teatrale e della pronunciazione; Voi mi animerete
icali. [1] In una nazione che riguarda l’unione della musica e della
poesia
come un semplice passatempo destinato a cacciar v
e da subalterno divenuto padrone regola a suo talento la musica e la
poesia
. Se i cantori d’oggidì fossero come in altri temp
a maniera di esprimerli, e che poco giova ad intenerirci la più bella
poesia
del mondo quando accompagnata non venga dall’azio
simultanea. In una lingua armoniosa per natura come la greca, dove la
poesia
regolava la musica, dove la prosodia era l’anima
n che dell’aggiunta del ritmo per divenire un perfetto recitativo, la
poesia
poteva accompagnarsi e s’accompagnava in effetto
ro altrove su principi diversi siffatta unione o combaciamento fra la
poesia
e la musica non può così speditamente ottenersi,
state tante ricchezze inseparabili da lei, non sa accompagnarsi colla
poesia
senza portar seco tutto il corredo de’ suoi abbig
doppio bisogno di far prevalere alternativamente nel melodramma or la
poesia
or la musica, e di maneggiar la melodia con certe
perdano totalmente l’effetto loro. Quindi la natural divisione della
poesia
musicale in recitativo semplice, recitativo obbli
alle diverse parti del melodramma. V’ha dei casi dove spicca la sola
poesia
con pochissimo accompagnamento di musica; dei cas
ola poesia con pochissimo accompagnamento di musica; dei casi dove la
poesia
prende alcuni caratteri di canto coll’intervento
eri di canto coll’intervento degli strumenti; dei casi infine dove la
poesia
trasfondendosi intieramente nel canto e fregiata
attano, raro è che spicchi l’energia degli affetti. Tocca dunque alla
poesia
il far valere ciò che non potrebbe render la musi
e l’estensione d’una ottava. Tutto il restante debbe tacere e la sola
poesia
parlare. [11] Allorché il sentimento va prendendo
a dal buon senso e dalla esperienza d’usar cioè vicendevolmente della
poesia
e degli strumenti come di due interlocutori che p
la situazione o quadro che serve di fondamento all’aria. In questa la
poesia
animata dalla espressione, abbellita dalla esecuz
e, con portamento giusto, serbando religiosamente i loro diritti alla
poesia
e alla lingua, prendendo dall’arte quel tanto e n
ì indeterminata e generica, i sagrifizi che ci costrigne a fare nella
poesia
e nella declamazion naturale sono tanti sì replic
poter rendere colla maggior esattezza ciascun pensiero compreso nella
poesia
. In una parola vorrebbe egli che le grazie e le b
mi sveglia appunto quelle stesse passioni che vorrebbe svegliarmi la
poesia
senza recar onta ai diritti di questa, e senza di
rtire e capo volgere ogni parte del melodramma. Il recitativo dove la
poesia
conserva tutti i suoi diritti, e dove l’imitazion
la musica l’«arte della modulatoti convenevole», e Platone comparò la
poesia
separata dal canto ad un volto che perde la sua b
a in tal modo il senso delle parole, che tolta ogni connessione colla
poesia
, altro non rappresenta fuorché un quadro arbitrar
lle altre arti rappresentative come sono la scultura, la pittura e la
poesia
, o almeno non avviene così frequentemente, perocc
bos, il quale nel terzo tomo delle sue riflessioni sulla pittura e la
poesia
dice che cotesta spezie di declamazione fosse not
rappresentandola alla maniera delle sarsuole. Il peso di comporne la
poesia
si addossô al La Cruz, il quale scrisse Briseida
ocruste. Ma ciò sarebbe il minor male, se col misero sacrificio della
poesia
si servisse almeno alla musica. Egli però ignoran
si. Agamennone chiamato re de’ mortali (titolo per altro dato nella
poesia
greca e latina al solo Giove) Ioda Achille e dice
rba che lo encomia, a conciliar tutto ciò colla propria lingua, colla
poesia
, e col senso comune. Si conchiude l’atto con un’
ce vestidura estraña De retazos ni suyos ni de España. Riguardo alla
poesia
l’insipidezza, i delirii, la scempiaggine delle u
A CHI AMA la
poesia
rappresentativa Discorso premesso al l’edizion
giarono e conversarono con gli uomini per arricchirli di sapienza, la
poesia
drammatica si trasforma negli uomini stessi che p
ella sapienza e della virtù. La morale è la maestra de’ costumi, e la
poesia
drammatica è la stessa morale posta in azione: qu
ngere) e fossi più verde, occupar mi vorrei da buon senno in sì utile
poesia
, e con novelle invenzioni vivacemente colorite de
to di aver quì accennato succintamente l’eccellenza e l’utilità della
poesia
rappresentativa, stimo inutile per chi ha da legg
to in quest’opera per diletto ed istruzione della gioventù che ama la
poesia
rappresentativa. Avrò colpito nel segno? Deciderà
ibercolo picciolissimo in tutti i sensi, per provare che in Italia la
poesia
non è uscita ancora dalla fanciullezza; non consi
ll’ altra dipigne; e nell’atto che dichiara gl’ Italiani fanciulli in
poesia
, affermi che abbondino di eccellentissimi poeti l
oti da Orazio richieste nel vero poeta, convengono singolarmente alla
poesia
lirica. Non è maraviglia ancora che mentre nega i
e la varietà delle immagini, formano le principali prerogative della
poesia
perchè trionfi del tempo. Tutte queste incoerenze
domi di mettere al vaglio tante mal digerite opinioni spacciate sulla
poesia
italiana e francese, ove pesta non iscorgesi nè d
riginale abbia mostrato di capire tutta l’ arduità ed i misteri della
poesia
rappresentativa con altro che con favole sceniche
sì dotto inspirò ne’ letterati del suo tempo tale ardore per la buona
poesia
e spezialmente per la drammatica, che vi si vider
a, la quale ci promette non lontana l’ultima perfezione della tragica
poesia
. Egli é solo da osservarsi nella tragedia del XVI
ma, che nascesse il signor D. Saverio. Una felice combinazione per la
poesia
drammatica trasse i più chiari epici italiani a c
dalla prosa naturale, senza degenerare in lirico o in altro genere di
poesia
elevata e sonora, Vedasene un saggio nel seguente
re d’indurre prima insensibilmente un certo rincrescimento della vera
poesia
, e poi di cagionarne la decadenza. Le favole past
sia perché la prosa francese é incapace di render competentemente la
poesia
italiana. La traduzione dell’Aminta in bel versi
e più conosciuto, e fecondato nel disegno d’arricchire e nobilitar la
poesia
castigliana, l’andaluzzo Herrera, buon poeta e fe
ta or più canoramente, come ne’ cori, or meno, come negli episodi, la
poesia
rappresentativa, nelle grandi rivoluzioni dell’Eu
i rivoluzioni dell’Europa se ne trovò divisa. Lasciato il teatro alla
poesia
e alla rappresentazione, la musica si conservava
ir l’udito, il ballo per fare spiccar l’agilità e la leggiadria, e la
poesia
e la rappresentazione per parlar al cuore, cospir
a, spinto dal felice effetto che faceva l’unione della musica e della
poesia
in tante feste e cantate, e cori delle tragedie,
ani in quello secolo chiamato filosofico si é tentato di annientar la
poesia
a forza di analizzarla e ridurla a un certo prete
uck, de’ Jommelli, de’ Piccini, e de’ Paiselli, animano il canto e la
poesia
con quella vivace rappresentazione che tutto avvi
musica a i semplici concerti, e più non pensare a congiungerla colla
poesia
, come fecero i greci, i cinesi, i latini, gl’ital
e e liriche, come niuno più ignora riescono troppo impertinenti nella
poesia
teatrale. I critici giudiziosi riprendono nel Pom
fe scorno alla vigorosa vecchiezza di sì gran tragico, rinunziò alla
poesia
drammatica. Questo padre e legislatore del teatro
1684 in Parigi, merita di studiarsi da chi voglia coltivar la tragica
poesia
. « Non è così facile (disse di lui con verità Gio
nosi ». Ingegno raro tutte in se raccolse le più rilevanti doti della
poesia
tragica; il tenero, il patetico, il terribile, il
i da’ volgaria. In quel secolo per la Francia fortunatissimo forse la
poesia
francese pervenne alla possibile venustà per le f
venevoli alla drammatica. A ciò che fra’ Greci e gl’Italiani chiamasi
poesia
, trovasi ne’ drammi francesi sostituito certo par
li nei nel Racine che studiava sì felicemente il cuore dell’uomo e la
poesia
originale de’ Greci, Racine che possedeva il rari
per li costumi, fondata su di un principio novello. I Greci che nella
poesia
ravvisarono l’amore per l’aspetto del piacer de’
osofia Platonica una più nobile idea dell’amore, e ne arricchirono la
poesia
, e quindi cosi purificato passò alle scene. Pietr
so e sparso d’inezie, di pensieri falsi e di ornamenti stranieri alla
poesia
scenica. Ma il carattere di Erode dipinto con bas
nazione. Faceva versi ben torniti, ma non mostrò di esser nato per la
poesia
tragica. Nelle sue tragedie, come osservò Saint-E
anti nello studio di un celebre avvocato della città. Ma l’amor della
poesia
in genere e della rappresentativa in ispecie, lo
fidèle. Il suo ingegno e la sua bellezza inspirarono anche una lunga
poesia
al Marmontel, in cui è la seguente descrizione ap
di aver toccato dell’Italia, la terra degli eroi, delle grazie, della
poesia
, che produsse Cintia, Delia e Corinna, si volge a
età mezzana. Chiamo vuoto della storia teatrale la decadenza della
poesia
drammatica e la mancanza degli scrittori. I.
amente le scene. Potrebbe quì domandarsi, perchè mai in Roma, dove la
poesia
si elevò sino al punto di partorire Orazii e Virg
a Grecia; e questi principii avrebbero accelerata la perfezione della
poesia
rappresentativa. Ma la repubblica sotto gl’impera
iar vivo in mezzo dell’anfiteatro. E chi poteva amare e coltivare una
poesia
che menava alla morte e all’infamia del supplizio
atiche che mai potevano influire in tempi sì tristi a vantaggio della
poesia
rappresentativa? Non ci somministra veruno scritt
gli spettacoli scenici. Soggiugne poi che i Goti non permisero che la
poesia
drammatica allignasse in Ispagna, e conchiude, ch
l, che monna Urania ci vorrebbe a lodarti, o quella smania, che fa la
poesia
tanto aggradevole. Pur dirà ad onor tuo musa piac
ola del Corvo, non ebbe chi gli stesse a fronte. Scrisse alcun che di
poesia
, e il Bartoli dà come saggio del suo stile il bri
Capitolo ottavo Stato della prospettiva e della
poesia
musicale fino alla metà del secolo scorso. Medioc
aggiustatezza alle lor favolose invenzioni, crear un nuovo sistema di
poesia
drammatica che aggradasse alla immaginazione senz
gnosissime. Un dramma, o per dir meglio uno spettacolo frammezzato di
poesia
drammatica lavorata dal Chiabrera si rappresentò
nza modo né regola, e lo spettacolo divenne un mostro. [8] Intanto la
poesia
era quella parte del dramma cui meno si badava da
o allora il più cospicuo ornamento del dramma. Divenne un vezzo della
poesia
; anzi un costume l’introdurre dei serventi scilin
squarci di prosa alle scene in verso, confuse tutti gli ordini della
poesia
, e il melodramma italiano miseramente contaminò.
on si può immaginare al mondo cosa più bislacca di codesto ramo della
poesia
teatrale, onde esattamente la diffinì il Marchese
evole fama. [21] La terza e principal cagione fu il dicadimento della
poesia
, giacché tale è il vincolo che passa fra codeste
otona. [22] Dallo stato svantaggioso in cui si trovava la musica e la
poesia
, presero occasione i cantanti di uscir di mano a’
gli inutili e puerili raffinamenti. I ghiribizzi della musica e della
poesia
si trasfusero nel canto eziandio, né poteva avven
ciò che sul bel principio ragionammo ne’ fatti generali della scenica
poesia
, quanto il nuovo rigore usato contro Anassandride
tta in latino da Benedetto Egioa. Degli Apollodori che coltivarono la
poesia
teatrale, se ne trovano tre, uno Siciliano di Gel
ca il gusto e non amareggia il palatoa Con perdita irreparabile della
poesia
rappresentativa niuna di tante sue favole potè sa
ia, che altro non era che una festa di ballo grottesco animato da una
poesia
corrispondente. Insiste sempre codesto traduttor
ed Euripide fatto nelle Rane si discusse il loro merito intorno alla
poesia
e alla musica, ma niun motto fecesi del ballo; la
quattro parti del mondo, venga intitolato uno scritto che ragiona di
poesia
, di musica, di cose di teatro. Ma pare che ignori
no. « N. N. – scrive il Quadrio (Della Storia e della Ragione di ogni
poesia
, vol. III, pag. 237) – detto in commedia Arlichin
temer verun nemico domestico o straniero», coltivava con felicità la
poesia
turca. Solimano di lui figliuolo ancor più podero
alla legge; ma vi si apprende ancora l’aritmetica, l’astrologia, e la
poesia
, la quale é d’indole orientale ripiena d’immagini
effetto della musica ne viene dallo esser ministra e ausiliaria della
poesia
. Proprio suo uffizio è il dispor l’animo a riceve
a dei concetti e degli affetti dell’animo. Ma ora che le due gemelle,
poesia
e musica, vanno disgiunte, qual maraviglia se ave
la nostra lingua e il fine orecchio di molti gentiluomini, cosi nella
poesia
come nella musica esercitatissimi. E conchiuse, a
re preferita a tutte le più ricercate conditure dell’arte. [2.13] La
poesia
e la musica, comecché tanto strettamente congiunt
le e a farsi verisimile, era insomma affettuosa e semplice, quando la
poesia
era tutta fuori del vero, iperbolica, concettosa,
bolica, concettosa, fantastica. E da che si mise nel buon sentiero la
poesia
, lo smarrì la musica. Il Cesti e il Carissimi si
voci squisite, e de’ migliori sonatori e maestri di musica. La bella
poesia
che sola può somministrare alla musica il vero li
nere stesso era tuttavia nell’infanzia. Il Chiabrera che nella lirica
poesia
aveva gloriosamente calcato uu sentiero novello,
tti al di sotto del mediocre, se si riguardi ai pregi richiesti nella
poesia
rappresentativa. Furono i loro drammi notabili pe
i a ricavarli dalla storia, pigliando il miglior sentiero ma pure la
poesia
vi avanzò poco, e lo spettacolo scemò di pregio p
saggio che Alessandro Guidi pavese dagli Arcadi convertito alla buona
poesia
, scrisse prima della sua conversione letteraria l
on qualche successo e forse con molto minore stravaganza anche per la
poesia
, come si vede nelle Pazzie per vendetta di Giusep
n ingegno elevato che sulle orme del Petrarca mostrò a’ suoi la buona
poesia
, e traducendo qualche dramma Greco, Latino e Ital
o. Ma il noto ab. Aurelio Giorgi Bertòla nel capo III dell’Idea della
poesia
Alemanna afferma che nella Giuditta Opitz mostrò
era eroica, ai giorni rischiarati dal corso del più bell’ astro della
poesia
drammatica musicale. Pietro Trapasso, il cui cogn
82, in cui mancò con lutto universale della virtù, del sapere e della
poesia
. Che diremo noi di sì raro e felice ingegno che c
le che se di mezzo il togli, senti che si forma un orrido vuoto nella
poesia
melica che niuno più riempie; là dove se altro mo
del teatro francese &c. Dopo ciò, studiosi giovani, che amate la
poesia
scenica e Metastasio, non vi potrete consolare de
parono tal volta il genio stesso di Metastasio! Quanta altra parte di
poesia
e di verità non conviene oggi sacrificare al furo
scene napoletane tale argomento; ma gli convenne tutto fondare nella
poesia
, e servire alle circostanze spogliando lo spettac
Sarti. Ma nè anche le seducenti bellezze di quella musica e di quella
poesia
, nè quelle apparenze incantatrici ma posticce, po
ferente dell’opera, e la musica che la costituisce tale insieme colla
poesia
, hanno ricevuto nel nostro secolo da varj eccelle
che insegnarono a ricongiungere con proprietà e verità sulla scena la
poesia
e la musica. Dal di lei seno senza contrasto sono
. Andres che pure ha sì vaga ed elegante la penna? Ma nel giudicar di
poesia
drammatica la penna può supplire al cuore? 79.
filosofico, rimangono in balia de’ talenti mediocri l’eloquenza e la
poesia
, se ne adultera il gusto, e scintillano ben rare
tate di voci delicate, e di un maestro di cappella rinomato. La bella
poesia
che somministra alla buona musica il vero linguag
scadimento fin’anco nelle scienze, non che fatale all’eloquenza, alla
poesia
, e all’arti tutte, figlie dell’immaginazione, a c
Frattanto la parte ridicola e satiresca de’ Cori che precedettero la
poesia
Tespiana, appartata dalla tragedia come scoria di
, vollero anch’essi giovarsi delle fatiche di questo gran padre della
poesia
, e presero ad imitare l’aria urbana salsa e grazi
la natura i voli più bizzarri della fantasia, e si nobilitavano colla
poesia
più vigorosa, colla morale più sana e colla polit
il mestiere di muratore. Il genio che l’inclinava allo studio ed alla
poesia
, gli tolse di mano la cazzuola, e lo trasportò al
. Guglielmo d’Avenant successore di Ben Johnson coltivò parimente la
poesia
tragica; ma essendosi ricoverato in Francia, dove
la bassezza. Dal 1660 nella corte brillante di Carlo II amante della
poesia
e de’ piaceri cominciarono gli spettacoli teatral
il mestiere di muratore. Il genio che l’inclinava allo studio ed alla
poesia
, gli tolse di mano la cazzuola, e lo trasportò al
o. Guglielmo d’Avenant successore di Ben Johnson coltivò parimente la
poesia
tragica; ma essendosi ricoverato in Francia, dove
la bassezza. Dal 1660 nella corte brillante di Carlo II amante della
poesia
e de’ piaceri cominciarono gli spettacoli teatral
ne spoglie viaggiarono fra gli uomini per arricchirli di sapienza, la
poesia
drammatica si trasforma negli uomini stessi che p
lle bellezze della sapienza. La morale è la maestra de’ costumi, e la
poesia
drammatica è la stessa morale posta in azione: qu
assi d’ozio e di talenti, occupar mi vorrei da buon senno in sì utile
poesia
, e con novelle invenzioni vivacemente colorite de
o di aver quì accennato succintamente l’eccellenza e l’ utilità della
poesia
rappresentativa, stimo inutile per chi ha da legg
to in quest’opera per diletto ed istruzione della gioventù che ama la
poesia
rappresentativa. Avrò colpito nel segno? Decidera
ni or sono, intuivo le potenzialità che offriva il suo Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia per svilup
Iason De’ Nores attuato dal Gravina. Come il Muratori della Perfetta
poesia
italiana, anche Calepio è convinto che la tragedi
esse considerazioni si ritrovano peraltro nella Bellezza della volgar
poesia
di Crescimbeni —, Calepio dimostra una sensibilit
alia aveva sostenuto anche il Crescimbeni della Bellezza della volgar
poesia
; in questa sua concezione fortemente distintiva d
stratto dell’arte poetica, ma che al fondo si ritrovava già nel Della
poesia
rappresentativa dell’Ingegneri. In virtù di quest
lei nulla di quanto ho fatto avrebbe preso forma. Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia di Pietro
Il desiderio ch’avete mostrato di vedere i miei sentimenti intorno la
poesia
tragica degl’Italiani e quella de’ Francesi, m’ec
vere occupato i primi posti dell’epica, della lirica e della pastoral
poesia
; così sembra ad alcuni, che nella tragica sia lor
ella lor proprietà principale. Articolo I. [1.1.1] Benché la
poesia
nella prima sua origine non avesse altro fine che
e in somma può dirsi di Cornelio si è ch’egli ha per fine di tutta la
poesia
drammatica il diletto, né secondo il suo parere è
dirigonsi a levar il pregio di purgar le male affezioni alla tragica
poesia
. [1.2.8] Egli non ha dubbio, a dir vero, che se
di buono con ciò che hanno d’imperfetto e che sente i principi della
poesia
, ha senza discernimento ammesso nelle sue ogni so
nto ammesso nelle sue ogni soggetto. Ma laddove intende di liberar la
poesia
tragica dalla schiavitù di molte regole e renderl
dassi il vanto d’esser giunto alla maggiore perfezione della tragica
poesia
, non ha per mio avviso altri argomenti che si pos
aliani ha della conformità maggiore col genere perfetto della tragica
poesia
e però meglio acconcia a produrre quel piacere e
riconoscenza e passione. [2.1.2] La maraviglia propria della tragica
poesia
consiste nell’orribilità derivata da mezzi inaspe
bbian fatto gran conto di questa maraviglia particolare della tragica
poesia
. Pietro Cornelio ha procurato in più drammi di di
erò ricercano assai comunemente i Francesi, come cosa necessaria alla
poesia
tragica gli eroi egualmente grandi che nell’epope
tenere l’imitazione d’ogni affetto; il che non accade nella tragedia,
poesia
più limitata e dilicatissima nel ricevere pregiud
i introduzioni. Ma poco mostrano di conoscere la natura della tragica
poesia
, la quale per la finale letizia perde bensì gran
le tragedie italiane non s’è trascurata la meraviglia propria di tale
poesia
. Chi scorreralle s’avedrà che non pur quelle che
be avere un corpo con le sue membra. Che se si riflette non potere la
poesia
drammatica sortire intieramente il suo effetto se
aviglia che certi moderni, i quali hanno per altro purgata la tragica
poesia
da qualche imperfezione de’ primi, sieno caduti i
iflettere che, benché il costume sia un ornamento notabilissimo della
poesia
drammatica, con tutto ciò pare che da’ Francesi s
ettanti allo ’ndirizzo morale, il quale è necessario ad ogni sorta di
poesia
, che ché si dica inettamente il padre Bossu28, il
e alcun piacere, nonpertanto non hassi a procacciare, amando la buona
poesia
quel solo che è congiunto col giovamento, il qual
sione, asserisce Pietro Cornelio34 essersi a suo tempo ritrovato alla
poesia
tragica un giovamento che non era in uso presso d
tisi ad imitare altamente i costumi degli eroi, non solo privarono la
poesia
tragica del suo fine per attribuirle quello del p
. Quando egli non avesse peccato come poeta in teologia ha peccato in
poesia
, perocché le circostanze della divina scrittura s
ale riesce tanto più biasimevole quanto importuno al fin morale della
poesia
è il suo sopravvivere. Nulla più faceva di mestie
ci, o fosse ciò difetto della adolescenza in cui si trovava allora la
poesia
, o, come altri ha creduto, della rozzezza di que’
al mancamento con gli ornamenti non pur della epica, ma della lirica
poesia
; quindi avvenne che spogliarono il Petrarca de su
credito i falsi brillanti, non seppe guardarsi d’empierne la tragica
poesia
. Il cardinal Delfino diede principio all’abbandon
issimo per la tragedia. Il Gravina, che ha preteso ridurre la tragica
poesia
alla sua perfezione sul modello della greca, ha m
mettesse in uso le figure più particolari e dell’epica e della lirica
poesia
, come si scorge massimamente nel Pompeo, ove le p
ertanto sì per lo grado distinto che ha massimamente nella drammatica
poesia
, come per le molte considerazioni che merita, sti
ssimo fra gli altri viventi nell’epica, nella lirica e nella pastoral
poesia
, così nella tragica non è meno atto del francese
non l’approvazione che ha fatto Pier Jacopo Martelli della drammatica
poesia
de’ Francesi. [7.2.5] Se quell’anonimo critico a
e quell’anonimo critico avesse meglio saputo le proprietà di ciascuna
poesia
non avrebbe certamente ristretto ne’ termini dell
cché tal sorta di termini astrusi e particolari mal si confanno colla
poesia
, arte popolare: per la qual ragione furono già di
ncipal lustro d’un poeta da una cognizione totalmente accessoria alla
poesia
, né gli addotti versi son belli per la fisica ins
ticolo III. [7.3.1] Tutto ciò che il Martelli oppone alla tragica
poesia
degl’Italiani è l’improprietà de’ versi a cui sos
francese la nobilitano, ella ha pure metro più proprio per la tragica
poesia
o riguardisi quello de’ puri e sciolti endecasill
roprio Edippo d’avere qualche sentore del danno che reca alla tragica
poesia
di quella nazione il giogo delle desinenze: però
a filosofia sia ridevole un carattere eccessivo, nondimeno secondo la
poesia
è d’un grande vantaggio. A questo errore sembra c
l sorta di persone, non solamente si manca all’indirizzo morale della
poesia
, e con pravo abuso della medesima si propongono e
e. Non è nuova in Italia la controversia intorno l’uso della prosa in
poesia
. Sin nel secolo decimo sesto fu dibattuta, e si è
mmo, Roberto Titi ed il Nisieli: altri stabilirono poter sussitere la
poesia
per la sola imitazione, nella qual dottrina si di
uanto più richiedono di locuzion figurata: per conseguenza giudico la
poesia
lirica meno acconcia a riceverla che l’epica. La
dalla sola consuetudine, quanto dalla sua natura: perocché essendo la
poesia
stata prodotta con fine di dilettare, ad essa con
e attribuire alle persone tragiche ancora l’altre figure ardite della
poesia
; risponderei che queste sono incompossibili di lo
del 10 aprile 1729, di aver cominciato a «sbozzare» il Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia (ivi, p. 4
omentate invano di ritrovare gran perfezione nell’operetta intorno la
poesia
tragica dalla tardanza del compirla, perché già è
ampa: «Circa questa, risponderò brevemente che il mio paragone tra la
poesia
tragica d’Italia e quella di Francia apparirà dir
] L’esordio del Paragone è segnato da una speculazione sul fine della
poesia
e sul compito del poeta; Calepio, rifacendosi ad
i tragici greci, così come Aristotele e Orazio, davano del fine della
poesia
questa interpretazione. Tuttavia Aristotele ricon
mula celeberrima che accompagnerà la riflessione sulla finalità della
poesia
tra Cinque e Settecento («Centuriae seniorum agit
Castelvetro, ad esempio, nella sua Poetica volgarizzata, assegna alla
poesia
il fine di dilettare e sottolinea che il diletto
amo ricordare di quello, che è stato detto di sopra che il fine della
poesia
è il diletto e che il diletto si divide in due pa
stimo, e che molti negarebbono, cioè che ’l diletto sia il fine della
poesia
», Torquato Tasso, Discorsi dell’arte poetica e de
zzar il piacere a questo fine; e per aventura il diletto è fine della
poesia
, e fine ordinato al giovamento», ivi, p. 67; su q
o, Roma, Salerno, 2007, p. 337). Il dibattito sul reale oggetto della
poesia
non si esaurisce nel Seicento: anzi, proprio dall
iciassettesimo secolo prevale la concezione edonistica del fine della
poesia
, sulla scorta della lettura di Castelvetro; Sforz
questo preciso punto lo Scaligero sosteneva una nozione pedagogica di
poesia
non riducibile alla pratica dell’imitazione, ma m
yr et Sydon (1628) di Jean de Schélandre, enunciava le ragioni di una
poesia
teatrale fondata esclusivamente sul piacere ed in
re anche politico. Questo recupero del «giovamento» che procede dalla
poesia
è condotto anche grazie al richiamo ad alcune auc
ià i passaggi principali di una storia teleologica dell’origine della
poesia
che Calepio recupera nel principio della sua oper
lle Republiche; onde si raccoglie la diffinizione e distinzione della
poesia
nelle predette tre sue parti e la descrizione par
ndam, Bari, Laterza, 1973, p. 507). Anche il Crescimbeni concepiva la
poesia
come un’indissolubile combinazione di diletto e u
ica e dall’Etica», Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 50-51). Sul diletto u
Sul diletto unito all’utile puntava anche Muratori nel Della perfetta
poesia
italiana, ritenendo la tragedia il genere più ada
zando i loro componimenti» (Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
me un carattere marcatamente militante nel difendere una oncezione di
poesia
volta all’utile. Sulla rilevanza della nozione di
ri poeti, memori della lezione di Ronsard, tentarono di introdurre la
poesia
tragica in Francia, come ad esempio Jacques Grévi
l Cinquecento, Firenze, Galletti e Cocci, 1904; Carmelo Musumarra, La
poesia
tragica italiana nel Rinascimento, Firenze, Olsch
èle è invece quello di Hilaire-Bernard de Longepierre — traduttore di
poesia
greca ed autore di alcune sfortunate tragedie —,
e il francese, ripercorrendo le tappe fondamentali della storia della
poesia
tragica, ammette: «Après la mort d’Alexandre elle
alepio nel Paragone, si presentava come un esame dei fondamenti della
poesia
epica, condotto in margine alla riflessione di Ar
e Dacier — agli strenui sostenitori della supremazia di Omero e della
poesia
classica — questo partito annoverava, oltre a Mad
oesia Tragica si potevano aggiungere» (Pietro Calepio, Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, e sua dif
agica di Calepio, ossia quella catarsi che garantisce l’utilità della
poesia
e giustifica retrospettivamente la discussione av
e scandaloso spettacolo abborrita», Battista Guarini, Compendio della
poesia
tragicomica, in Id., Opere, III, Verona, Tumerman
caduti in estrema miseria», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
lepio, «Giunte postume attinenti al Paragone», in Id., Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, e sua Dif
aliano considerazioni simili si ritrovano nella Bellezza della volgar
poesia
di Crescimbeni, nella quale l’idea di catarsi vie
moderne Tragedie» (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, p. 157). [1.2.4] Entrand
Saverio Quadrio, il quale nel suo Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, a partire dal principio che con «ἁμάρτεμα» non s
pi» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia, e della ragione di ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 241). [1.2.
gli altri antichi Tragici», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
ta» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia, e della ragione di ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 241). Sulla
adino del Caracci (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, p. 124). Gravina, nel Del
ma che da Calepio, ossia il sesto dialogo della Bellezza della volgar
poesia
di Crescimbeni, che affastella questo sommario el
adino di Caraccio (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, p. 124). Collazionando qu
l’Elisa del Closio (Giovan Mario Crescimbeni, L’istoria della volgar
poesia
, in Id., Dell’istoria della volgar poesia, vol. I
eni, L’istoria della volgar poesia, in Id., Dell’istoria della volgar
poesia
, vol. I, Venezia, Basegio, 1731, pp. 307-310), si
rrore (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 228). Sulla
mmaturgia moderna (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, p. 2; Id., Commentarj del
Crescimbeni custode d’Arcadia, intorno alla sua Istoria della volgar
poesia
, vol. I, Roma, De’ Rossi, 1702, p. 33). Il Corrad
ta del Calepio alle riflessioni del Maffei sul Paragone della tragica
poesia
», La Rassegna della letteratura italiana, LXXVI,
Salìo nel libro intitolato “Esame Critico…”», in Id., Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
radotta e lodata da Antonio Conti in quanto capace di far rivivere la
poesia
biblica. Anche in questo caso il giudizio in meri
lepio, «Giunte postume attinenti al Paragone», in Id., Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, e sua Dif
r produrre più efficacemente la commozione. Sul rapporto tra storia e
poesia
si riflette peraltro con continuità tra Seicento
i e di altri sodali come l’Orsi, i quali rivendicano la libertà della
poesia
rispetto alla storia («Secondo il sistema della N
ar’il Vero, che sia Bello», Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. I, a cura di A. Ruschioni, Milano,
attutto fra i seguaci di Corneille, una comune concezione di storia e
poesia
all’insegna della rappresentazione delle passioni
Custode una tragedia a tutti gli effetti. Nella Bellezza della volgar
poesia
egli canonizza il suo Elvio (1694), facendone il
i vista esteriore (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 78-103). In questo ge
nche di soggetti inventati (Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
Conti in margine al suo Cesare, quando ammetteva che il diletto della
poesia
derivava esclusivamente dall’imitazione del vero,
essaria per poter conseguire anche l’utile proprio di questa forma di
poesia
che non poteva andare scisso dal dilettevole. Uti
ni, 2007, pp. 305-318) e di Torelli (Pomponio Torelli, Trattato della
poesia
lirica, in Trattati e Poetiche del Cinquecento, v
re, «Per istraforo di perspettiva». Il Cannocchiale aristotelico e la
poesia
del Seicento, Pisa-Roma, Istituti editoriali e po
, Laterza, 1964, pp. 71-72). Crescimbeni, nella Bellezza della volgar
poesia
Crescimbeni, riprende il discorso tassiano, arriv
ascuna sua parte» (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 133-134). Calepio, ne
vita umana, a contenere l’imitazione di «ogni affetto» — e tragedia, «
poesia
più limitata, e dilicatissima nel ricevere pregiu
Nores, in Id., Opere, t. III, cit., pp. 219-222). Nel Compendio della
poesia
tragicomica viene inoltre rilevata l’ambigua ma s
fatta di parti Tragiche e comiche», Battista Guarini, Compendio della
poesia
tragicomica, in Id., Opere, t. III, Verona, Tumer
Crescimbeni custode d’Arcadia, intorno alla sua Istoria della volgar
poesia
, vol. III, in Id., Dell’istoria della volgar poes
oria della volgar poesia, vol. III, in Id., Dell’istoria della volgar
poesia
, vol. IV, Venezia, Basegio, 1730, p. 207, nonché
onevole agnizione?», Giovan Mario Crescimbeni, L’istoria della volgar
poesia
, in Id., Dell’istoria della volgar poesia, vol. I
eni, L’istoria della volgar poesia, in Id., Dell’istoria della volgar
poesia
, vol. I, cit., pp. 307-308 (cfr. su questo punto
ta uno strumento indispensabile per raggiungere l’utile proprio della
poesia
tragica, e il fatto che venga trascurata e denigr
i, «Presentazione» a Jean-Baptiste Du Bos, Riflessioni critiche sulla
poesia
e sulla pittura, a cura di Maddalena Mazzocut-Mis
chiave della sua opera, ossia la netta distinzione tra il fine della
poesia
epica, tesa a dilettare il lettore, e quello dell
fine della poesia epica, tesa a dilettare il lettore, e quello della
poesia
drammatica, deputata a giovare al pubblico attrav
amo ricordare di quello, che è stato detto di sopra che il fine della
poesia
è il diletto e che il diletto si divide in due pa
Salìo nel libro intitolato “Esame Critico…”», in Id., Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
adrio (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 293) e il Na
come anche in questo caso nel suo Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, il Quadrio riprenda palesemente le argomentazion
ante» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, cit., pp. 292-293). [3.2.3] Calepio c
otti», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, Milano, Agnelli, vol. III, 1743, p. 380). Se dal
a gli ascoltanti moderni», Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzor
more» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, pp. 301-302). S
ll’Orso, 2000; Paola Cosentino, «Tragiche eroine. Virtù femminili fra
poesia
drammatica e trattati sul comportamento», Italiqu
ta del Calepio alle riflessioni del Maffei sul Paragone della tragica
poesia
», Rassegna della letteratura italiana, LXXVI, 1,
scusabile» (Scipione Maffei, «Recensione a P. Calepio, Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia», in Id.,
della riflessione di Calepio nel Della storia e della ragione d’ogni
poesia
del Quadrio, a sua volta incline a condannare «la
tori» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 299). Intere
Toscane Tragedie», Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 91-92). Gravina aveva
mente si dovea già sapere» (Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzor
iate» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 190). [4.1.
siglio sarà l’astenersene», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzor
o Calepio, «Confutazione di molti sentimenti», in Id., Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
è il possibile, altro il verisimile», Pietro Calepio, Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
onne», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 198. [4.4.3
, credo che ne sentirebbe assai più diletto» (Angelo Ingegneri, Della
poesia
rappresentativa e del modo di rappresentare le fa
o sopraprese da qualche gravissima passione», Angelo Ingegneri, Della
poesia
rappresentativa e del modo di rappresentare le fa
dell’istituto del monologo (Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
Tragedia», Scipione Maffei, «Recensione a P. Calepio, Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia (1737)», i
il Muratori, il quale, nella versione manoscritta del Della perfetta
poesia
aveva incluso una lunga sezione dedicata alla mus
rogetto di riforma del teatro — nell’edizione a stampa della Perfetta
poesia
(su tutto l’episodio si veda il brillante studio
di Alfredo Cottignoli, Muratori teorico: la revisione della «Perfetta
poesia
» e la questione del teatro, Bologna, CLUEB, 1987)
Del modo di rappresentare le favole sceniche. Trattato, in Id., Della
poesia
rappresentativa e del modo di rappresentare le fa
sua traduzione del passo in questione (Pietro Calepio, Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, Venezia,
o Calepio, «Confutazione di molti sentimenti», in Id., Paragone della
poesia
trgica d’Italia con quella di Francia, Venezia, Z
ni e francesi che identificavano nel diletto il fine principale della
poesia
. Egli già aveva condannato in questo senso la pos
resentazione di personaggi grandi e brillanti sarebbe peculiare della
poesia
epica e non della tragedia, laddove i caratteri d
n uomo saggio, ed onorato», Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
ra antica non mancano esempi di una concezione del valore etico della
poesia
slegato dalla nozione di catarsi. Oltre agli esem
e fare con la rappresentazione di personaggi esemplari, compito della
poesia
epica, ma deve far nascere nello spettatore un se
rico-letteraria di Crescimbeni, il quale, nella Bellezza della volgar
poesia
, postulava un ibridismo che procedeva dalla multi
suoi drammi eroici, aveva profondamente frainteso il vero senso della
poesia
tragica, Racine si era guardato dal calare i prot
Francia, tra Sei e Settecento. Nel trattare del rapporto fra storia e
poesia
Aristotele aveva raccomandato che la poesia mante
del rapporto fra storia e poesia Aristotele aveva raccomandato che la
poesia
mantenesse la propria libertà, rivendicando il fa
Solimano, nella quale il poeta insiste sulla differenza fra storia e
poesia
(«Si dubita dunque da V[ostra] S[ignoria] per qua
la tradizione ben fondata», Ludovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
o spazio all’inizio del sesto dialogo della sua Bellezza della volgar
poesia
. Nel dialogo il Custode d’Arcadia, riprendendo le
corsero due mesi» (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, p. 104). A partire da que
considerazione egli affrontava il problema del rapporto fra storia e
poesia
ammettendo che, sebbene «quando il Poeta si vale
sse» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione di ogni
poesia
, vol. I, Bologna, Pisarri, 1739, pp. 364-365). Su
irro», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 275). Sulla
isio», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 275). In pre
a convenevolezza», Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, p. 166), introduce il con
ci appellarsi “τό πρέπον”», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzora
p. 113). Da segnalare infine, sempre attorno al nodo del decoro della
poesia
, le Lettere discorsive intorno ad alcuni poetici
e perfezionata da Orazio — riguardante il decoro. A suo parere già la
poesia
latina si mostrerebbe superiore alla letteratura
o ben lungi da tal Decoro», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
che per quelle di Cupido?», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
opatra, Semiramide o Acripanda (Paola Cosentino, «Virtù femminili fra
poesia
drammatica e modelli di comportamento», in Ead.,
inile (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. I, Bologna, Pisarri, 1739, p. 384). Arti
Crescimbeni custode d’Arcadia, intorno alla sua Istoria della volgar
poesia
, vol. II, 1, in Id., Dell’istoria della volgar po
ia della volgar poesia, vol. II, 1, in Id., Dell’istoria della volgar
poesia
, vol. II, Venezia, Basegio, 1730, p. 444), e sopr
e si rimanda a Paola Cosentino, «Tragiche eroine. Virtù femminili fra
poesia
drammatica e trattati sul comportamento», Italiqu
renza (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, I, Bologna, Pisarri, 1739, p. 384). D’altra part
te dalla Fantasia Poetica», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
bella (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 164). [5.6.
nti, non da ultimo proprio il Crescimbeni della Bellezza della volgar
poesia
. Se in precedenza il critico lombardo si era soff
legittimamente autorizzato ad impiegare la maniera «rettorica», nella
poesia
rappresentativa occorreva avvalersi, per rispetto
Orsi e Bouhours si rimanda a Maria Grazia Accorsi, Pastori e teatro:
poesia
e critica in Arcadia, Modena, Mucchi, 1999, pp. 2
ione critica svolta dal custode d’Arcadia nella Bellezza della volgar
poesia
mirava a legittimare la pervasività dell’esperien
mia colma d’oblio), additato fra l’altro dal Muratori nella Perfetta
poesia
italiana a modello esemplare del buon uso della «
lo esemplare del buon uso della «metafora continuata» (Della perfetta
poesia
italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
ilistica del Martello si veda Maria Grazia Accorsi, Pastori e teatro:
poesia
e critica in Arcadia, Modena, Mucchi, 1999, pp. 2
si sentono per se o per altri», Pietro Napoli Signorelli, Elementi di
poesia
drammatica, Milano, s.e., 1801, p. 6). Ancora con
ario crescimbeniano, affidato ai dialoghi della Bellezza della volgar
poesia
. In quel trattato-manifesto, il Custode dell’Acca
ipicamente lirici (Giovan Mario Crescimbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, pp. 78-103). Sarà bene no
he grazie all’autorevole parere di Ingegneri (Angelo Ingegneri, Della
poesia
rappresentativa e del modo di rappresentare le fa
tile» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 208). Nella
’epoca letterariamente iniqua che aveva sciupato i benefici di cui la
poesia
italiana aveva goduto nel precedente periodo di r
a sobrietà delle Tragedie», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzora
Crescimbeni custode d’Arcadia, intorno alla sua Istoria della volgar
poesia
, vol. I, Roma, De’ Rossi, 1702, p. 249). [6.2.7]
a ambiguamente condizionata dall’esperienza poetica concettista della
poesia
del pieno Seicento, riteneva legittimo inserire a
ssero il medesimo divario fra la lingua della prosa e la lingua della
poesia
che caratterizzava invece l’italiano, come ricono
naturali», Scipione Maffei, «Recensione a P. Calepio, Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia», Osservaz
ra la Rodoguna, passa al contrattacco evidenziando i limiti di quella
poesia
d’Oltralpe che veniva ritenuta migliore rispetto
sta di un’espressione ossimorica, invero piuttosto tradizionale nella
poesia
lirica — il contrasto tra fuoco e ghiaccio, topic
a poesia lirica — il contrasto tra fuoco e ghiaccio, topico già nella
poesia
petrarchesca (cfr. ad esempio RVF, 134, v. 2) —,
e i personaggi e non prendevano la parola in prima persona come nella
poesia
lirica («Les poètes tragiques mêmes, qui s’abando
venevoli alla drammatica. A ciò che fra’ Greci e gl’Italiani chiamasi
poesia
, trovasi ne’ drammi francesi sostituito certo par
ïveté» che le permetteva di eccellere tanto nella prosa, quanto nella
poesia
(«Mais ce qu’il y a de plus merveilleux en notre
Corneille, nel quale il drammaturgo riconosceva la differenza fra la
poesia
drammatica e l’arte oratoria, chiosando che, se n
a e l’arte oratoria, chiosando che, se nell’oratoria, così come nella
poesia
epica e nella lirica, era possibile elevare il di
le, all’interno del trattato Del verso tragico aveva sostenuto che la
poesia
tragica doveva adeguarsi al criterio supremo dell
bero la prova della scarsa poeticità della lingua francese, in cui la
poesia
non può di molto distaccarsi dalla prosa («Qui og
lla prosa», Scipione Maffei, «Recensione a P. Calepio, Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia», in Id.,
p. 169). L’autore giudica questo detto più ardito e meno adatto alla
poesia
rappresentativa di un passo di Ariosto dell’Orlan
’allegoria —, in cui si trovava invece il principale «agrément» della
poesia
(«C’est d’un scrupule vain s’alarmer sottement,/
co dicevoli alla Tragedia» (Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. I, a cura di Ada Ruschioni, Milano
parlar colla sua passione», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. I, cit., p. 383). Quanto al testo
éflexions sur la poésie dedicato alla «Périphrase», in ogni genere di
poesia
: «J’en parle, non seulement parce qu’elle embelli
lmente impiegato soltanto qualora si intendesse protendere la propria
poesia
verso il sublime («L’usage et le jugement doivent
nte ornare un componimento lirico, ma ne condanna qualsiasi uso nella
poesia
tragica in quanto ogni deroga alla brevità che ac
o i sostenitori “anciens” dell’impiego sistematico dell’epiteto nella
poesia
omerica — fra questi troviamo ancora Boileau («To
di seguito, per mostrare come nel Della storia e della ragione d’ogni
poesia
l’autore dia corpo ad una sorta di abrégé delle t
lano» (Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 209). Ca
i versi sdruccioli. Anche il Crescimbeni nella Bellezza della volgar
poesia
considerava lo sdrucciolo un verso comico, benché
llo del Bibiena (Giovan Mario Cres c imbeni, La bellezza della volgar
poesia
, Roma, De’ Rossi, 1712, p. 126); Calepio dal cant
mo canone che aveva proposto il Crescimbeni nell’Istoria della volgar
poesia
(cfr. a proposito Franco Arato, La storiografia l
ris, H. Champion, 2003, pp. 108-109). Già il Muratori, nella Perfetta
poesia
, difendeva l’uso dei diminutivi, reputandoli una
significare con una sola», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milano, Marzor
cui l’introduzione di un lessico e di concetti scientifici giovi alla
poesia
è falsa, così come inopportuno gli sembra l’esemp
no gli sembra l’esempio tratto dal Tasso; il compito principale della
poesia
è infatti quello di giovare dilettando, non di is
lepio, «Giunte postume attinenti al Paragone», in Id., Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, e sua Dif
frasato le opinioni; l’autore del Della storia e della ragione d’ogni
poesia
riporta infatti il pensiero del bergamasco («Un e
orsi», Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. III, Milano, Agnelli, 1743, p. 212), salvo
, cfr. Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, vol. I, Bologna, Pisarri, 1739, pp. 672-673). A
lo dell’inverosimiglianza», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
ese, in cui tutte le parole sono tronche. Il Muratori, nella Perfetta
poesia
, faceva notare con eleganza questo fraintendiment
ezzate ad un’altra Musica», Lodovico Antonio Muratori, Della perfetta
poesia
italiana, vol. II, a cura di Ada Ruschioni, Milan
l> de la Motte prima di dar sesto al mio esame toccante la tragica
poesia
. Ma ora che coll’agio dell’autunno l’ho quasi ter
si faceva: lo Stagirita ne deduceva che l’essenza fondamentale della
poesia
stava nella mimesis e non nel metro, tanto più ch
tro in favore del giambo, metro vicino al parlato e più adatto per la
poesia
drammatica (1449a 22-29). Attorno a questo nodo t
nda, più vicina a Calepio, ossia una pagina dell’Istoria della volgar
poesia
in cui Crescimbeni faceva il punto sulla tragedia
Filippo Gherardelli (Giovan Mario Crescimbeni, L’istoria della volgar
poesia
, Roma, Chracas, 1698, p. 386); questa stessa pagi
gnare i confini tra vero e verosimile, e conseguentemente tra prosa e
poesia
: «Ogni simile, perché sia simile dee ancora esser
a risposta del Calepio alle Riflessioni del Maffei sul Paragone della
poesia
tragica», La Rassegna della letteratura italiana,
ad un solo fine utile: io direi esser lodevole ampliar la drammatica
poesia
, non il confondere la tragica. Le morti de martir
resciuti gli attori di mestiere, benchè tante accademie insieme colla
poesia
teatrale coltivassero ancora il talento difficili
ta sempre d’introdurre prima certo rincrescimento della buona e bella
poesia
scenica, indi di cagionarne la decadenza. Contro
ggiunzioni distruggono la misura de’ versi» (III.III.21). Ma anche la
poesia
aveva avuto qualche torto in quella sorta di dege
unata per le scienze, altrettanto infelice per ogni maniera d’italica
poesia
. Nondimeno alla decadenza di questo spettacolo no
comparse, decorazioni e macchine; poca attenzione facendosi più alla
poesia
, la quale si prese a riguardare come veicolo, dir
ta anche da Planelli, sarà trovato nel primo Settecento, almeno nella
poesia
, grazie al rigore di Apostolo Zeno e alla cartesi
idato dagli aristotelici «compassione» e «terrore», «posto che quella
poesia
al genere tragico appartenga» (il che non sempre
ve essere in ogni parola intellegibile e «far sentire il numero della
poesia
, e non dar nel farnetico d’alcuni, che si affanna
vitati a conoscere (anche qui Noverre guidava) quasi ogni cosa, dalla
poesia
alla geometria, dalla musica alla pittura e alla
suo gusto per l’architettura, per la pittura, per la scultura, per la
poesia
, per la musica, e se portò queste arti alla loro
ignoranza divenuta imperfettissima, particolarmente nella parte della
poesia
, ciò è del dramma. [Sez.I.1.0.8] Erano questi sp
ico, che la descrizione, che ne fu publicata, sorprese l’Europa28. La
poesia
, la musica, la meccanica, la danza, fecero di sé
alla vaghezza del nostro spettacolo, non si potea dir lo stesso della
poesia
. E quantunque fin da’ principi del secolo onde fa
fortarono Ottavio Rinuccini a tesserne uno secondo le leggi di questa
poesia
. Rendutosi il Rinuccini alle istanze de’ suoi ami
unata per le scienze, altrettanto infelice per ogni maniera d’italica
poesia
. Nondimeno alla decadenza di questo spettacolo no
comparse, decorazioni e macchine; poca attenzione facendosi più alla
poesia
, la quale si prese a riguardare come veicolo, dir
ciarono a distinguersi i grandi ingegni che doveano restituire quella
poesia
alla sua antica bellezza. Tra’ primi suoi restaur
atro, e col destro ma moderato uso delle decorazioni, ha ristorata la
poesia
di ciò che nello scorso secolo perduto avea ed ha
[Sez.I.2.0.3] Ora alla formazione dell’opera in musica concorrono la
poesia
, la musica, la pronunziazione e la decorazione; a
lettere che la parte predominante di questo spettacolo è quella della
poesia
. Il che è sì vero, che tra tutte le altre facultà
ne ha una che non sia stata ammessa, a solo oggetto di dar mano alla
poesia
: tutte, quale più verisimiglianza e quale più for
i quella, e che il fine a tutte comune è quello stesso a cui tende la
poesia
, la quale nell’opera in musica è chiamata melodra
e, che sarebbe il muovere a compassione e a terrore, posto che quella
poesia
al genere tragico appartenga; ma ben anche de’ fi
le arti destinate al movimento delle passioni. Di questo numero è la
poesia
, l’eloquenza, la musica, l’architettura, la pittu
e di queste facultà si attribuiscono. Impropriamente per esempio alla
poesia
didascalica si da il nome di poesia: poiché non c
. Impropriamente per esempio alla poesia didascalica si da il nome di
poesia
: poiché non contenendo che la storia o i dommi di
e scienza o mestiere, non al cuore, ma all’intendimento ragiona, e di
poesia
non ha che la bellezza esteriore che ne usurpa: c
suggettare alla stessa misura: ed ecco tra gli uomini la musica e la
poesia
sua compagna. Intanto quell’agitazione, ch’è prop
no al suono di que’ primitivi strumenti e al canto di quella nascente
poesia
; e que’ loro movimenti dan nascita alla danza. Al
obbietto, o l’un dall’altro voglia distinguere. Altre, e ciò sono la
poesia
e l’eloquenza, si appigliano a’ mezzi artificiali
i belle lettere van d’ordinario, in ciò differiscono tra esse, che la
poesia
parla uno straordinario linguaggio e lo lega in a
ioni sopra ogni parte dell’edifizio. Un simile artificio prescrive la
poesia
per la sonorità del verso e della rima, e da ques
cuna di quelle che concorrono nell’opera in musica, ci facciamo dalla
poesia
: perciocché, dovendo tutte le altre seguire le ve
ammino ch’esse debbono tenere, dappoi che si sarà veduto quello della
poesia
. Cap. I. Dell’estetico del melodramma § I.
tico del melodramma § I. Quali sieno i fonti dell’estetico della
poesia
[Sez.II.1.1.1] Sono gli uomini dalla natura me
ampeggi nelle opere nostre. [Sez.II.1.1.2] Di qui è che i padri della
poesia
, nel dispone le loro locuzioni, altro prima non f
lunghi alternando. [Sez.II.1.1.3] Tal fu l’artifizio de’ padri della
poesia
, massime della metrica, cioè di quella onde l’est
delle sillabe brevi e delle lunghe, come fu la greca e la romana. La
poesia
, in quanto è metrica, è spezie della musica metri
à delle sillabe, quanto alla loro gravità ed acutezza; onde nacque la
poesia
armonica, cioè quella onde l’estetico consiste ne
al è l’italiana e quella delle altre colte lingue viventi. Siccome la
poesia
metrica è spezie della musica metrica, così la po
nti. Siccome la poesia metrica è spezie della musica metrica, così la
poesia
armonica è spezie della musica armonica, la quale
a si sarà ragionato. [Sez.II.1.1.5] Qualora però io chiamo metrica la
poesia
greca e la latina ed armonica quella delle modern
più pregevole della musica d’un timpano, d’una nacchera, di tanto la
poesia
armonica è più pregevole della metrica. Tanto più
onica è più pregevole della metrica. Tanto più che gl’inventori della
poesia
armonica introdussero in questa una nuova simmetr
ù dunque che cinque possono essere i fonti dell’estetico di qualunque
poesia
: la misura de’ versi, la mescolanza de’ versi di
[Sez.II.1.2.1] Come da questi cinque fonti derivi l’estetico della
poesia
italiana, i nostri maestri di poetica il dimostra
a stata da questi sempre trascurata con sommo discapito dell’italiana
poesia
. Non già ch’io sia caduto nel farnetico di Lione
per altro letteratissimi), i quali si affaticarono d’introdurre nelle
poesia
nostra i metri della latina, non accorgendosi che
ttere una medesima combinazione di lunghe e di brevi, e che la nostra
poesia
d’armonica, qual è per natura, non possa metrica
zza che quella ineguaglianza, ove sia ben collocata, reca alla nostra
poesia
: e così cercando d’evitare un difetto incorsero i
nor ecc. [Sez.II.1.2.24] Passando ora al tempo delle sillabe, nella
poesia
italiana le sillabe lunghe e le brevi possono ess
e sospeso. Conosciam bene che questo assoggetta contr’ogni dritto la
poesia
alla musica, che non rare volte snerva e insipidi
ente note più acute, ma ancora più lunghe che a queste: giacché nella
poesia
italiana ogni sillaba acuta è anche necessariamen
ompositori, che distruggono sì fattamente ogni traccia di verso nella
poesia
, ch’essa diviene una prosa pretta e sputata: e co
o. Pensai di ristringer la musica al suo vero uffizio di servire alla
poesia
per l’espressione e per le situazioni della favol
uore assai più profondamente che con gesto sostenuto dal valore della
poesia
e del canto. § II. Della voce [Sez.IV.2.2.
to è un cavallo”. [Sez.IV.2.2.4] III. Dee far sentire il numero della
poesia
, e non dar nel farnetico d’alcuni, che si affanna
la scultura, e la pittura offerisce agli occhi nostri, la storia e la
poesia
offeriscano alla nostra immaginativa; e però la l
suoi movimenti, simile a quello della musica metrica e della metrica
poesia
. [Sez.VI.1.1.5] Un terzo fonte dell’estetico di q
ato dialogo sulla danza richiede in un ballerino l’intelligenza della
poesia
, della geometria, della musica e della filosofia.
ha bisogno d’un direttore savio insieme e intelligente. Da che, se la
poesia
, la musica, la pittura, l’architettura, la danza,
non gli si ponga argine alcuno, domina dispoticamente il teatro; e la
poesia
, la musica e l’altre loro compagne, sono costrett
Ecco per appunto l’illusione che l’opera in musica produce in noi. La
poesia
, la musica, le decorazioni c’innebriano in modo l
rano abbastanza, se il nostro animo non falla, qual esame richieda la
poesia
del nostro spettacolo. Che se l’opera in musica s
erazione. [Sez.VII.3.0.6] Al cimento medesimo, a cui si sarà messa la
poesia
, si metterà di mano in mano ciascuna delle arti c
a morale in precetti ma in azione. [Sez.VII.3.0.20] Regolata così la
poesia
, il direttore volgerà l’animo alle altre arti, af
.0.6] • il Crescimbeni: cfr. G.M. Crescimbeni, L’Istoria della volgar
poesia
. Terza impressione, Venezia, Basegio 1731, vol. I
verso il 1480: cfr. F.S. Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni
poesia
, III/II, Milano, Agnelli 1744, p. 431-434; utiliz
o ben fondato, di Crescimbeni, l’idea di una precoce diffusione della
poesia
«drammatica musicale» nella città del papa: «Roma
Orazio Vecchi cittadin modenese. Fu costui uomo valentissimo sì nella
poesia
, come nella musica, ed io nelle Memorie de gli Sc
ria se ne morì in patria l’anno 1605» (L. A. Muratori, Della perfetta
poesia
italiana spiegata e dimostrata con varie osservaz
cinquecentesco Andrea Cesalpino. [commento_Sez.I.1.0.20] • d’italica
poesia
: Planelli asseconda l’idea, tipica della storiogr
ressante (pp. 22-25: a commento del brevissimo capitolo quinto «Della
poesia
»): scontento della troppo laconica e scolastica d
poesia»): scontento della troppo laconica e scolastica definizione di
poesia
data da Formey, richiama, discutendo col Tartarot
smo di questa sia per lo più maggiore di quello degli altri generi di
poesia
, cioè che la commozion degli affetti sia in esso
imimetico («le cose reali, le creature non possono essere suggetti di
poesia
», p. 23), anticipano di pochi anni quanto teorizz
omei apprestò un vero e proprio manuale (Versi, et regole de la nuova
poesia
toscana, 1539). [commento_Sez.II.1.2.2] • del Co
mento_Sez.II.2.0.1] • il Muratori: cfr. L.A. Muratori, Della perfetta
poesia
cit., p. 37: «Confesso ben’ anch’io non essere i
la cultura settecentesca conobbe una forte ripresa d’interesse per la
poesia
biblica (in particolare per i Salmi, che vennero
i del napoletano Saverio Mattei (vedi C. Leri, «Il sublime dell’ebrea
poesia
». Bibbia e letteratura nel Settecento italiano, B
sione si trova nello stesso contesto in L.A. Muratori, Della perfetta
poesia
, III, V, ed. cit., p. 44 nota a («quel variare co
ntesa, avesse bisogno d’essere letta» (L. A. Muratori, Della perfetta
poesia
italiana […]. Con le annotazioni critiche di A. M
lle cose appartenenti al teatro, non intendendosi punto di musica, di
poesia
, di pittura» (e così via: Il teatro alla moda cit
rio del cristianesimo). [commento_Sez.VII.3.0.20] • Regolata così la
poesia
, il direttore volgerà l’animo alle altre arti, af
smo di questa sia per lo più maggiore di quello degli altri generi di
poesia
, cioè che la commozion degli affetti sia in esso
sservaz. Sopra le rime sacre di Lorenzo de’ Medici. 22. Stor. della
poesia
. 23. Il titolo di Misteri era dato non solo a qu
ere del sig. Formey, la nostra appendice intitolata Riflessioni sulla
poesia
. 36. L’intera parte di quest’aria del Metastasio
tenere un’altra lunga immediatamente prima di sé, poiché nella nostra
poesia
è impossibile la contiguità di due lunghe. Ma per
er i costumi, e fondata su di un principio novello. I greci che nella
poesia
ravvisarono l’amore per l’aspetto del piacere de’
losofia platonica un’idea più nobile dell’amore, e ne arricchirono la
poesia
, e quindi così purificato passò sul teatro. Fu Ra
olette. Mentre quelli due grand’ingegni portavano a tal eccellenza la
poesia
tragica, non mancarono altri che pur la coltivaro
lunque cosa, niuno ha meglio copiata la natura, niuno ha innalzata la
poesia
comica fino al Misantropo, alle Donne Letterate,
ttrae dall’imitazione della natura, principio universale d’ogni buona
poesia
. L’opera francese all’incontro tira dal fondo del
dunque con un gusto contraddittorio ammettono tutte quelle cose nella
poesia
drammatica, dove parlano gli uomini e non il poet
poco variate. Dunque lo spirito che influisce al miglioramento della
poesia
drammatica, é da codesto sedicente filosofo senza
s souffre point ailleurs médiocre». 187. Veggasi il Paragone della
poesia
tragica d’Italia con quella di Francia, opera ass
pace. Selim I formidabile a’ nemici coltivava in pace felicemente la
poesia
turchesca. Solimano di lui figliuolo ancor più po
rivere e spiegar l’Alcorano, ed anche l’aritmetica, l’astronomia e la
poesia
, la quale conserva l’indole orientale ripiena d’i
nuato da lei e dal figlio di lei, che nelle sue liriche indirizza una
poesia
a Brigida Fedeli sua madre, a cui tien dietro sub
irto e molto acuta. Poesia è una pittura ch’è loquace, e se pittura è
poesia
ch’è muta, merta fede chi parla e non chi tace.
trale. Esso seguì nel lungo periodo interposto dalla corruzione della
poesia
drammatica sino alla perdita della lingua latina
onteneva alcuna parte di que’ semi che altrove diedero l’origine alla
poesia
drammatica; ma pur non si vede che tra gli Ebrei
he Nevio Campano, insegnarono loro ad amar le lettere e a coltivar la
poesia
drammatica. Plauto calcando le orme di Epicarmo,
l Dottori, il Pallavicino, il Delfino, il Caraccio: si producono alla
poesia
pastorale drammatica componimenti da non arrossir
vi si neglessero le vere bellezze, la regolarità e la sublimità della
poesia
, e si avvili coll’introduzione degli eunuchi, che
pace. Selim I formidabile a’ nemici coltivava in pace felicemente la
poesia
turchesca. Solimano di lui figliuolo ancor podero
ivere e spiegar l’Alcorano, ed anche l’aritmetica e l’astronomia e la
poesia
, la quale conserva l’indole orientale ripiena d’i
in pregio e pagati sì cari i versi de’ Marini e degli Achillini; e la
poesia
de’ Greci e de’ Latini fu ricondotta trionfante d
ni che avevano principalmente contribuito a rimetter in trono la vera
poesia
, applaudirono alle spiritose e sensate produzioni
ltro filosofo e letterato grande, ha coltivato ancora con felicità la
poesia
tragica. Meritano ben di leggersi le quattro sue
la fortuna di parecchie compagnie d’istrioni. Hanno pur coltivata la
poesia
tragica con qualche felicità Giambatista Recanati
o Poliorcete, e Serse, nelle quali preso a imitar le tre stelle della
poesia
tragica francese, Racine, Corneille, e Voltaire n
d eleganza. Il celebre Geronimo Gigli ha consacrato qualche ozio alla
poesia
comica in Siena, ed oltre al Don Pilone, elegante
cor Affrica e ’l Mondo, s’egli fosse autore per tutte le nazioni. La
poesia
é stata inventata per dilettare e ricreare gli an
inseparabili dall’umanità, fecero all’uomo il dono del canto e della
poesia
……» Or se l’opere di Metastasio piacciono, non che
certi critici vanno assaggiandole colle ristrette misure dell’antica
poesia
greca, e con freddi raziocini». 226. «Una del
e ancora il buon orecchio naturale viene così nella musica come nella
poesia
spesso guasto dall’abito di udire suoni aspri e d
o su tal racconto assicurarci di essersi da que’ popoli conosciuta la
poesia
rappresentativa. La scarsa cognizione della lingu
cchinista, la quale faceva perder ogni suo effetto alla musica e alla
poesia
senza riflettere, come osserva un grandissimo ing
fra le tante lascivie dell’arte, ond’erano ingombrate la musica e la
poesia
, non sortisse alle volte dagli strumenti qualche
ria dell’orecchio, non altramente che il sottopongano la pittura e la
poesia
, quella al giudizio degli occhi, e questa a quell
zioni badava poco alla dilicatezza della composizione, come perché la
poesia
dei drammi così poco interessante faceva perdere
ibuì a rinforzar vieppiù l’espressione, non già facendo strazio della
poesia
, come nel secolo passato, né aggirandosi intorno
rimenti Francesco, che tanti vantaggi ha recato alla sua lingua, alla
poesia
, e alla fisica. Ma gli empori più illustri del ca
a che ritraggono gl’Italiani dal vedere che la loro lingua, musica, e
poesia
sono superiori a quelle degli oltramontani. L’Ita
ngegno, e in quelle dell’arte. Nelle prime, perché né la musica né la
poesia
possono arrivar a tanta eccellenza in un popolo,
suppone un lungo progresso di lumi, di coltura, e di cognizioni; una
poesia
ricca, e perfetta nei moltiplici rami che la comp
enso e talento per la gaja scienza, cioè per la scienza d’ amore e di
poesia
a que’ tempi usata. Tennero nella Città d’Aix, Ca
. Nota IX. Il Poliziano fu il primo a introdurre nella nostra
poesia
il Ditirambo, e ne diede l’esempio in questo dram
ritte a penna, secondo che ci accerta il Crescimbeni. Questa sorte di
poesia
, che richiede ardenza singolare di spirito, ed am
taliani sieno stati i primi a coltivare con arte e con vero studio la
poesia
teatrale, non hanno però prodotto prima di questo
e detto, e più profondamente sviscerato, che da Michele Bozzo. E alla
poesia
del Girella potrei aggiungere la parte del Cavali
ll’imperio messicano, e strumento della di lui definizione, amando la
poesia
e la danza, seppe usar l’una e l’altra nelle rapp
oeta), i quali fecero versi, in cui si scorgono alcuni lampi di buona
poesia
; e l’inca Garcilasso ci ha conservato un componim
a musica in certi secoli, e dall’ignorar la maniera d’applicarla alla
poesia
nacque la tragedia recitabile, preferibile a molt
que’ sommi maestri era unicamente rivolta a far valere il canto e la
poesia
, e non gli stromenti, avvisandosi con gran giudiz
egli eccessi, stimando che la musica strumentale esser dovesse per la
poesia
131 ciò che per un disegno ben ideato la vivacit
delle parti, qual è il cantore la cui voce possa spiccare? Qual è la
poesia
che non rimanga affastellata ed ingombera? Molto
egliano in noi quel vivo interesse che sogliono destare il canto e la
poesia
, le quali esprimendo una qualche passione determi
canzonetta divisa in più strofi e fregiata di tutte le vaghezze della
poesia
. Considerata dal compositore essa è l’espressione
o ridicoli nella musica di quello che lo siano nella oratoria e nella
poesia
. [26] Supposti gli accennati principi tanto più s
ueste e simili occasioni dove la natura dell’affetto lo richiede e la
poesia
lo comporta va bene il replicar coll’armonia alcu
are la sua voce, otterrebbe il suo intento senza recar oltraggio alla
poesia
. Ma oltrachè non si reciderebbe in questa guisa l
poco riguardo che si ha da maestri dozzinali per le convenienze della
poesia
? Alle volte la scena costerà di venticinque versi
me questo sentimento non viene somministrato alla musica se non dalla
poesia
, così la vera espressione musicale nella drammati
dar il motivo, gli accompagnamenti e l’espressione totale ad un’altra
poesia
non farebbe che distrugger affatto la loro verità
ero a siffatta massima ch’è il cardine dell’unione fra la musica e la
poesia
? Hanno neppur sognato a modulare le arie secondo
tivo principale, il quale dee corrispondere al tuono che domina nella
poesia
, additando i mezzi per ben disporne i motivi suba
supplire con una regolarità maggiore nel dramma, cogli artifizi della
poesia
, co’ vezzi di una più raffinata musica. E tal cre
à di scene e di macchine, potriano entrare i prestigi più forti della
poesia
di Virgilio e di Euripide. Né mancherebbono altri
Capo I. Origine della
poesia
drammatica. Infuse la provvidenza nel cuore um
il principio d’ogni imitazione, ch’é il gran perno, su cui volgesi la
poesia
; e perciò Aristotile nella poetica chiamò l’uomo
tandola parimente alla maniera delle sarsuole. Il peso di comporne la
poesia
si addossò al sig. La Cruz, il quale compose Bris
ocruste. Ma ciò sarebbe il minor male, se col misero sacrificio della
poesia
almeno si servisse alla musica. Egli però, ignora
visi. Agamennone chiamato re de’ mortali (titolo per altro dato nella
poesia
greca e latina al solo Giove) lodando Achille dic
urba che gli applaude, a conciliar tutto ciò colla loro lingua, colla
poesia
e col senso comune. Si conchiude con un’ aria in
a estraña De retazos ni suyos ni de España &c. Riguardo alla
poesia
l’insipidezza, i delirj, la scempiaggine delle ul
ancora e della commedia con molte riflessioni sugli altri rami della
poesia
, e su altri punti. Debbo avvertire bensì, che scr
quelli autori, che hanno sensatamente parlato d’ogni altro genere di
poesia
, vanno tastoni nel ragionare del melodramma, ora
zo tomo della sua voluminosa opera intitolata Storia e ragione d’ogni
poesia
nel trattare dell’opera in musica, ove il lettore
o del linguaggio, di questi colla melodia musicale, e di tutti colla
poesia
richiederebbe riuniti in un sol uomo i talenti d’
sa origine del piacere, che certi tratti arrecano nella musica, nella
poesia
e nella eloquenza, è nel linguaggio d’azione prin
siccome fecero la danza, e applicandola poi insiem colla musica e la
poesia
alla politica, alla educazione pubblica, alla gue
onda può far temere una sorte uguale per l’odierna musica e l’odierna
poesia
, qualora si lasci al ballo un’illimitata licenza
erenti. La prima in quanto è un’arte rappresentativa somigliante alla
poesia
e alla musica. La seconda in quanto viene applica
fonti del gesto umano e per conseguenza della pantomima. [12] Come la
poesia
ha i suoi diversi stili così gli ha parimenti la
a entrare in uno spettacolo teatrale o accompagnando costantemente la
poesia
per tutto il tempo che dura l’azione, o in qualch
e arti e il fratellevole combaciamento che hanno insieme la danza, la
poesia
e la musica esigerebbe forse l’applicazione del b
’ignora chi fosse il primo nella Grecia a separare la pantomima della
poesia
; presso a’ Romani fu il poeta Livio Andronico, il
Grimm, il quale desideroso di riunire a’ nostri tempi la danza colla
poesia
vorrebbe, appoggiandosi al testé citato esempio d
lterata necessariamente dal ballo o affatto distrutta, trovarsi nella
poesia
molte idee astratte, molte relazioni puramente ri
Formavano essi una spezie di dramma composto di parole e di danza. La
poesia
consisteva in qualche piccola canzonetta, a ciasc
matico riunendo la danza all’altre due sorelle germane la musica e la
poesia
. Che mi promette l’esecutore del ballo? Di non is
esenti il più fiero e magnifico quadro che abbia mai prodotto l’epica
poesia
, diventerebbe nonostante sconcio e ridicolo trasf
sa ben distinguere un ornamento, che può essere straniero forse alla
poesia
scenica, da un concettuzzo falso e proprio della
unità di tempo e di luogo. Il Lampillas che senza nulla intendere di
poesia
, volle parlar della drammatica, stimò questa Dido
ssa una viva immagine della greca tragedia, in cui l’architettura, la
poesia
, la musica, la danza e l’apparato della scena si
ienze, collegi, accademie, stamperie, e librerie. Ma benché amasse la
poesia
e la musica, i suoi piaceri consistettero ne’ bal
pperabile o’ Zi Pascale lu cantiniere. Anche si dilettò il Bertini di
poesia
, e scrisse versi originali ispiratissimi, tra’qua
di fresco dissotterrati, manifestano la perizia degli Etruschi nella
poesia
, pittura, architettura, e scultura. Quanto a fede
della Campania, e della Grecia. Il rapporto manifesto della riferita
poesia
romana gesticolata coll’arte ludicra etrusca fece
Fu egli il primo che osservando i greci, si avvisò di sostituire alla
poesia
satirica la rappresentativa, e, secondo Donato, c
certo ei merita gran lode come inventore fra latini di quel genere di
poesia
; ma i pochi frammenti che di lui ci rimangono, gi
eatro sei anni appresso di Livio Andronico, e a tal segno fiorì nella
poesia
comica, che gli antichi romani lo posponevano sol
aestà, servì felicemente que che impresero con coraggio a coltivar la
poesia
tragica. Fiorirono in essa spezialmente Marco Pac
ici suoi contemporanei78. Ebbero in tal tempo gran nome nella comica
poesia
Cecilio, Terenzio, Afranio, Turpilio, Attilio, Tr
lica e sotto, i primi imperadori molti uomini cospicui coltivarono la
poesia
rappresentativa. Lasciando la banda il romore che
pel consolato, celebrato dai due maggiori ingegni, di cui si vanti la
poesia
latina, Virgilio ed Orazio. Pollione non solo col
e le sue prove quest’imperador istrione? Finì in Roma la gloria della
poesia
drammatica, quando v’incominciò a regnar la moda
o che una vivace rappresentazione parte così importante per animar la
poesia
drammatica. Or se i pantomimi giunsero a rapprese
? Perchè dunque con gusto contradittorio ammettono tutto questo nella
poesia
scenica, in cui parlano gli uomini, e non un poet
i posta in musica dal famoso Rameau. Ma il teatro lirico e la scenica
poesia
pastorale nulla in Francia ha di più vago, di più
el ‘doppio settenario’ rigettata tanto dal Calepio del Paragone della
poesia
tragica d’Italia 49 quanto dal Bianchi del Dei vi
dermi quanto in simil materia per avventura adducessi. [1.56ED] Nella
poesia
sì che sta tutto il guaio, perché questa fu, per
reci sono stati perfetti in quell’arti che han molta somiglianza alla
poesia
? [1.72ED] La pittura, la scoltura e l’architettur
ette la scoltura, la pittura e l’architettura, così ancor lo fosse la
poesia
. [1.80ED] Io ti proverò bene l’imperfezion delle
e piccole mura, in venerazione del gran poeta, sedemmo a favellare di
poesia
, perché io cominciai : [2.4ED] — L’unità del temp
sorta d’imitazione tutti quegli ornamenti poetici che convengono alla
poesia
lirica ed epica, tu vedi bene che la tragedia abb
4.147ED] Io ho ultimamente letto le dotte Considerazioni intorno alla
poesia
degli Ebrei fatte dal vostro Biagio Garofalo ed u
é imiterei il vostro giureconsulto che vuol comparirci legislatore di
poesia
. [4.159ED] Non so se avrai letto nella Poetica de
suo fine, parla co’ meri poeti di matematica, co’ matematici meri di
poesia
; co’ periti della lingua volgare italiana discorr
uose’. [5.39ED] Quando per lo contrario li tratti più sciaurati della
poesia
e ciò che letto nauserebbe, ho veduto gustarsi, g
soggiungeva: [5.41ED] — Ciò appunto doveati avvenire, perciocché la
poesia
mediocre, che dilata agevoli sentimenti ed affett
d essa debbesi il principale riguardo di chi è chiamato a parte o per
poesia
o per apparato, di simil componimento. [5.44ED] N
nzesi al sentire nel mezzo de’ loro recitamenti cantare un’arietta di
poesia
e moda italiana; lo che poco prova, avendo io oss
melodramma sia necessario per dilettare l’aiuto delle parole e della
poesia
, e sostengo sinceramente che no. [5.57ED] Io prov
e vien di fianco in aiuto di questo spettacolo, ed ecco finalmente la
poesia
. [5.65ED] Ma la povera poesia viene in figura mol
uesto spettacolo, ed ecco finalmente la poesia. [5.65ED] Ma la povera
poesia
viene in figura molto diversa da quella che sosti
adrona, qui serve come ministra. [5.67ED] Ma non avviliamo a segno la
poesia
d’onorar col suo nome il verso servile con molta
uscito al principe real di Polonia Alessandro, che ha fatto servir la
poesia
del Capece alla musica delle scene di Sua Maestà
e pagarti la tua fatica (non arrossire, che questa è l’unica sorta di
poesia
destinata a servir per mercede), vorrà che tu le
senza di esso riescono a guisa di sbandate comparse; e quando per la
poesia
qui servile vuoi condannare l’affascinato gusto d
uelli che intervengono al melodramma con l’erronea presunzione che la
poesia
faccia in esso la prima figura. [5.227ED] Ella è
le altre parti ne son gli accidenti; e fra questi conta pur anche la
poesia
; o s’ella è sostanza è come il colore, il quale n
ltrui. [5.230ED] Ed ecco il modo che non ti spiaccia più che tanto la
poesia
melodrammatica, considerandola di principale, avv
questo qualunque accessorio può riuscirti sin grato. [5.231ED] Ma la
poesia
è uno di quei signori caduti in bassezza e costre
ndo si serve, si è servidore; e in questa linea opera onoratamente la
poesia
, niente comandando e solo ubbidendo alla musica c
iletta sì giustamente l’Italia; merita che le voci, gli strumenti, la
poesia
, la pittura, l’architettura, la meccanica, la mim
mente, che tu non faccia comparire nell’impressione del tuo teatro la
poesia
melodrammatica, perché faresti un’ingiustizia all
edie. [6.35ED] Già queste si tessevano in versi, prima perché essendo
poesia
di sua natura involgono la misura de’ metri. [6.3
si vive»), ma di una puntuale divaricazione tra generi letterari: la
poesia
, destinata ai dotti e dunque sottoposta al loro g
ato al popolo, unico foro competente; intelletto: giudicatrice della
poesia
è infatti la facoltà razionale, mentre nell’opera
a linea poetica seicentesca di matrice ‘classicistica’ sia per la sua
poesia
pindarica, cui si ispirò tra gli Arcadi Alessandr
commento_3.45ED] cantar… cetera: l’amore era argomento ammesso nella
poesia
lirica. [commento_3.49ED] coonesta: ‘dà parvenz
. [commento_4.41ED] essametro… spondei: l’esametro è un metro della
poesia
greco-latina, formato da sei piedi; il dattilo è
i: G. M. Crescimbeni, Comentarj intorno alla sua Istoria della volgar
poesia
, I, Roma, per Antonio de Rossi, 1702, pp. 24-25.
terminato metro. cortigiano prosaico: l’uomo di corte non esperto di
poesia
. formiamo… argomento: inizia così una porzione (
-[4.148ED] M. si riferisce a B. Garofalo, Considerazioni intorno alla
poesia
degli Ebrei e dei Greci, Parte prima, Roma, press
aveva invece ribadito la necessaria subordinazione della musica alla
poesia
. chiamato a parte: ‘è coinvolto’. [commento_5.4
edere: ‘intuire anticipatamente’. [commento_5.67ED] ‘Non sviliamo la
poesia
definendo tale il libretto d’opera, così come esc
0ED] Singolare convergenza con l’estetica graviniana in merito ad una
poesia
che deve rendere sensibili e quindi corporei (dan
E cfr. A. Cottignoli, Muratori teorico. La revisione della «Perfetta
poesia
» e la questione del teatro, Bologne, Clueb, 1987,
’A. Ghedini a G. P. Zanotti: «Par che niuno altro fine primario della
poesia
si possa trovare che il diletto. Della natura dun
lla poesia si possa trovare che il diletto. Della natura dunque della
poesia
verrà ad essere tutto ciò che possa dilettare nel
tica, p. 198: «Quindi vedendovi desiderosa ch’io riducessi l’italiana
poesia
a quella medesima ragione ed idea, alla quale nel
I, 1973, pp. 396-432; e cfr. anche G. Distaso, Fra barocco e Arcadia:
poesia
ed esperienza critica di P. J. M., in «Annali del
er, Martello, / Scaligero, Giraldi.» 49. P. Calepio, Paragone della
poesia
tragica d’Italia, a cura di E. Zucchi, I.3 [5].
olo un aumento prodigioso. Il lungo regno, di Filippo IV amator della
poesia
, e poeta egli stesso, di cui abbiamo il Conde de
ridicolo. Dal 1660 sotto la corte brillante di Carlo II, amante della
poesia
e de’ piaceri, ricominciarono a coltivarsi con fe
che imitando il nostro Petrarca, introduce nel settentrione la buona
poesia
, e traducendo alcuni drammi de’ greci, de’ latini
i de’ suoi posteri sfuggite), e siccome non v’ha cosa più vasta della
poesia
in generale, e della drammatica in particolare, c
i voci squisite, e di migliori sonatori e maestri di musica. La bella
poesia
che sola può somministrare alla musica il vero li
tti al di sotto del mediocre, se si riguardi ai pregi richiesti nella
poesia
rappresentativa. Furono i loro drammi notabili pe
i a ricavarli dalla storia, pigliando il miglior sentiero; ma pure la
poesia
vi avanzò poco, e lo spettacolo scemò di pregio p
saggio che Alessandro Guidi Pavese dagli Arcadi convertito alla buona
poesia
, scrisse prima della sua conversione letteraria l
on qualche successo e forse con molto minore stravaganza anche per la
poesia
, come si vede nelle Pazzie per vendetta di Giusep
l Dottori, il Pallavicino, il Delfino, il Caraccio: si producono alla
poesia
pastorale drammatica componimenti da non arrossir
vi si neglessero le vere bellezze, la regolarità e la sublimità della
poesia
, e si avvilì coll’ introduzione degli eunuchi, ch
ndeva il latino e qualche poco di greco, e sapea a fondo l’arte della
poesia
drammatica. Tralle altre opere compose alcune com
lla quale è la storia documentata, animata pur sempre da un soffio di
poesia
, che or vi solleva tutto, e or vi stringe l’anima
a de’ cori villeschi, senza esempio di altro popolo, avea prodotta la
poesia
scenica; ma tra’ Romani sì l’accennata sacra poes
avea prodotta la poesia scenica; ma tra’ Romani sì l’accennata sacra
poesia
gesticolata che i rozzi diverbii Fescennini ebber
oranei surriferiti versi Saturnii e Fescennini, prima di partorire la
poesia
drammatica, diede l’origine alla satira tutta Rom
posta21. Con tali passi lentamente preparavasi in Roma la strada alla
poesia
scenica, la quale nè anche dovea coltivarsi senza
in Roma. Uno spettacolo appartenente con proprietà maggiore alla
poesia
rappresentativa recarono a Roma dalla Campania gl
ò solennemente da ventisette verginelle. Acquistò maggior fama per la
poesia
drammatica, non solo per avere secondo Donato com
trovati i Romani sforniti quasi di ogni letteratura e senza quasi di
poesia
rappresentativa. Egli sopravvisse al 546, ma s’ig
della sua morte. Cinque o sei anni dopo che Livio ebbe introdotta la
poesia
teatrale in Roma, cioè verso l’anno 519, Gneo Nev
mi poeti drammatici, ma il primo epico de’ Romani. Quanto alla comica
poesia
egli anche sotto gl’ Imperadori della famiglia Fl
degli encomii di Lucrezio Caro e di Vitruvio Pollione48. Quanto alla
poesia
rappresentativa si è conservata la memoria di tre
all’ imitazione dell’immensa natura, e circoscrivono angustamente la
poesia
comica, ristrignendola a’ soli raggiri servili, a
so e sparso d’inezie, di pensieri falsi e di ornamenti stranieri alla
poesia
scenica. Ma il carattere di Erode dipinto con bas
XI** Tragici dopo Campistron. Diedero allora qualche passo nella
poesia
tragica La Fosse, Riouperoux, e La Grange-Chancel
gennajo del 1755, fralle altre specie drammatiche, coltivò la tragica
poesia
, e diede al teatro francese il Callistene nel 173
aurin. Il sig. Saurin che si è esercitato in diverse specie della
poesia
scenica, che riuscì competentemente con Spartaco
Conchiusione. Ed eccovi il vasto grandioso edifizio della scenica
poesia
per la stessa antichità, varietà ed ampiezza in o
mpletò. Oltre al sonetto dell’ opuscolo (pagina 562) e al brano della
poesia
che la sorella dettò per la malattia di lui, mett
Meglio senza dubbio che non in Germania e in Francia, si coltivava la
poesia
scenica nelle Spagne. Le novelle in dialogo furon
gazzo arrivò a vederlo rappresentare. Questo commediante riuscì nella
poesia
pastorale, e compose Eufrosina, Armedina, Medora,
ebbe idea della vera commedia, e circa di essa e le altre parti della
poesia
scrisse eccellenti riflessioni piene del sugo d’A
este buone tragedie danno a noi diritto di affermare che un genere di
poesia
maneggiato da’ migliori poeti latini, dovè trovar
igni opportuni per elevarsi, ed in copia maggiore che non ne trovò la
poesia
comica. Ora tutto ciò si oppone perfettamente all
e come una sapiente recitazione possa da sola servir di commento alla
poesia
, mettendone in rilievo le più riposte bellezze. L
te ammirato della splendida forma del tuo Bacco, e specialmente della
poesia
per la grotta di Pozzuoli, piena di sentimento e
Capitolo undecimo Epoca di Metastasio. Vantaggi recati da lui alla
poesia
e lingua italiana. Esame de’ suoi pregi. Riflessi
ha egli trasfuse nel suo linguaggio le sublimi bellezze della ebraica
poesia
, siccome può vedersi nel cantico di Giudita nella
sservarsi l’artifizio del poeta, il quale ritogliendo dalla orientale
poesia
tutto ciò che ha di magnifico, ha tralasciate que
astasio correva rischio di esser di nuovo scacciato dai confini della
poesia
non altrimenti che il Temistocle di Atene lo fu d
quistione fra i critici illuminati se possano degnamente trattarsi in
poesia
gli argomenti metafìsici, attesa la difficoltà ch
elle passioni, dell’apologia dell’amore di se stesso, di quella della
poesia
e dell’arte drammatica con cent’altri punti di mo
ntro un compiuto filosofico trattato, dove coi più vaghi colori della
poesia
tutti si veggono espressi i morali sintomi di que
e e d’Aristea che il prostituire i più trillanti colori della toscana
poesia
dipingendo gli osceni atteggiamenti di Fiammetta,
di tutte le belle arti che un altro che diletta col solo mezzo della
poesia
, uno che alle difficoltà del genere drammatico ac
oco, e perfezionati non avessero nelle opere sue i propri talenti. La
poesia
e la musica sono come il testo d’un’orazione, e i
i sul poeta francese nella parte più interessante di questo genere di
poesia
, qual è senza dubbio la composizione dell’aria. I
lle bellezze parziali, dalle quali dipende per lo più l’effetto della
poesia
e della musica. né mi si arrecchi l’esempio d’alt
che di suono a suono, e alterar così la durata de’ tempi tanto nella
poesia
quanto nella musica. Si tolse conseguentemente al
inò il sistema poetico, e musico degli antichi invece del quale nuova
poesia
successe barbara, e rozza, che tutta la sua vaghe
distinta menzione affinchè si vegga la rassomiglianza d’origine nella
poesia
drammatica di tutti i tempi. [8] Gli spettacoli,
ando i balli, i suoni, i versi e la maniera di coltamente parlare, la
poesia
, la musica, il ballo, l’eloquenza, e tutte le bel
itolo di Autos sacramentales, ed abbellite coi più vaghi colori della
poesia
, e di superbe decorazioni. Il fecondissimo, e pre
spiriti dall’altra disgustati dal misero strazio che si faceva della
poesia
, della musica, e del buon senso, preferivano all’
godia 40, e fu come il germe che in se conteneva la gran pianta della
poesia
drammatica, la quale vedremo di quì a poco ingomb
partito, pel quale potè Aristofane fargli dire nelle Rane, che la sua
poesia
non era morta con lui. In fatti alcuni tragici ch
ndo Euripide, lasciata la palestra degli Atleti, tutto si dedicò alla
poesia
tragica e di anni diciotto osò metter fuori la pr
cader la penna dalla mano a chi oggi voglia esercitarsi nella tragica
poesia
. Il contrasto però di Admeto col padre, e i rimpr
iversi scrittori nel maneggiare le passioni, materia essenziale della
poesia
drammatica che non varia per tempo nè per luogo.
Così non v’ha bellezza in Euripide che questi due gran maestri della
poesia
rappresentativa eroica non abbiano sáputo incastr
e con abiti lugubri. Con questi due rari ingegni finì la gloria della
poesia
tragica de’ Greci82. Discordarono gli antichi nel
della tragedia Greca. Fra’ più insigni coltivatori della tragica
poesia
Greca avremmo contato un altro pellegrino ingegno
tutto all’eloquenza oratoria il famoso Isocrate si provò ancora nella
poesia
tragica. Il rètore Melito nemico di Socrate si es
ole tragiche che niuno volle con lui tener per buone. Coltivò pure la
poesia
tragica il celebre Dione cognato de i due Dionisi
la tragica corona89. A’ tempi di Tolommeo Filadelfo spiccarono nella
poesia
tragica sette scrittori celebrati sotto lo specio
bia meritato ne’ bassi tempi di esser letta e pregiata. Passiamo alla
poesia
comica. 40. Ateneo Deipnos. lib. II. 41. Vedi
ia, regnava in Atene Teseo; ma il poeta valendosi de’ privilegj della
poesia
fa che la protezione degli Eraclidi sia presa da
e. Conveniamo adunque che sono ancor essi riusciti egregiamente nella
poesia
tragica: conveniamo di più che qualche volta hann
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