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1 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [E-F]. I COMICI ITALIANI — article » p. 855
passato habbino recitato nelle due Compagnie di Mantova. L’Angiola era la Dorsi. La Flaminia era Marzia Fiala, moglie d
elle due Compagnie di Mantova. L’Angiola era la Dorsi. La Flaminia era Marzia Fiala, moglie del Capitano Sbranaleoni Giu
quattr’anni di distanza mi paion troppi. Auretta, figlia della Dorsi, era la moglie di Angelo Constantini, il celebre Mezze
lo Constantini, il celebre Mezzettino. Colombina. Molto probabilmente era questa l’Isabella Franchini, moglie in seconde no
mo personaggio non ho potuto trovar finora. (V. Supplemento). Leandro era Gaetano Caccia. (V. Supplemento). D’Odoardo e Leo
ento). D’Odoardo e Leonardo non ho trovato notizie. Il Dottor Milanta era Giuseppe Milanta, celebre col nome di Dottor Lant
era Giuseppe Milanta, celebre col nome di Dottor Lanternone. Volpino era Giulio Cesare Barbieri. (V. Supplemento). Altra l
abricio figurava come marito di Angiolina. Ma primo innamorato allora era Ottavio Zanotti (V.).
2 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 476-477
parti comiche di qualche importanza con molto successo. A sedici anni era a Milano con Tommaso Zocchi, ingenua applauditiss
i giorni della settimana ; credo glie ne mancasse qualcheduno : però era sempre una buona compagna, più dannosa a sè stess
ona compagna, più dannosa a sè stessa che agli altri, e quando voleva era bravissima. Fu conduttrice di compagnie ella ste
ato molto di me, tutti i Comici si eran là radunati. La prima amorosa era un’attrice eccellente, ma molto avanzata in età ;
sa era un’attrice eccellente, ma molto avanzata in età ; e la seconda era una beltà stupida e mal educata. Colombina era un
in età ; e la seconda era una beltà stupida e mal educata. Colombina era una bruna fresca e vezzosa, prossima al parto, e
ossima al parto, e che, per parentesi, bentosto fu mia comare. Questa era la cameriera, e questa era la parte che mi piacev
parentesi, bentosto fu mia comare. Questa era la cameriera, e questa era la parte che mi piaceva. L’arlecchino della comp
questa era la parte che mi piaceva. L’arlecchino della compagnia non era però il Bonaldi, ma il Bigottini.
3 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — article » p. 17
austriaci, dopo il famoso blocco di quella città, nel 1799, dovette ( era impiegato al Comune) fuggire con molti altri comp
tura colla Compagnia Negrini, stabile in Napoli al Teatro Nuovo, dove era direttore il celebre Zanon, e nella quale stette
bilitasi poi la Corte borbonica a Palermo, la Compagnia Negrini che n’ era stipendiata, la seguì ; e l’Alberti vi rimase tre
poi nel 1832 al Teatro Re di Milano, nella Compagnia Goldoni, di cui era capo F. A. Bon. « Quando egli può — dice un gior
le degnamente risaltare. » (V. Corriere delle Dame). Daniele Alberti era uomo di bell’aspetto e di nobile portamento. Vecc
veva più volte contrastata la palma al Pertica e al Vestri. Però egli era molto vecchio e malaticcio. ……………………….. Mio padre
atico, diverti l’uditorio e fu anche applaudito ; ma, lo ripeto, egli era malaticcio ; e, benchè si vedesse in lui l’avanzo
i vedesse in lui l’avanzo di un grande artista, io mi accorsi che non era più in caso di sostenere un posto principale al T
4 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » p. 300
la da Marta Foccheri sua figliuola, detta essa pur la Bastona. Questa era una brava attrice, una brava Amorosa, del caratte
e, una brava Amorosa, del carattere di Vitalba ; e vecchia, com’ ella era , si conservava brillante, e vivace sopra la scena
esentando essa la parte di Rosmonda in una tragedia mia, che Rosmonda era intitolata, mancando la Ballerina che danzava fra
a parte virtuosa, ed eroica ; ma tutti e due c’ ingannammo : ella non era fatta per queste parti, ed io non era ancora assa
e due c’ ingannammo : ella non era fatta per queste parti, ed io non era ancora assai pratico per iscegliere gli argomenti
iovato ; ma moltissime volte mi hanno pregiudicato. Ma se la Bastona era del carattere di Vitalba, tale da volger tutto al
tragedia stessa, fuor di scena pare fosse un vero grano di pepe. Ella era prima donna a vicenda colla Romana (V. Collucci).
to quella sua ciarlantaneria per favorire la sola Ferramonti, che non era che una seconda attrice…. e che il diritto di rap
5 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 244-245
ezione per le Cameriere mi fece fissare sulla signora Baccherini, ch’ era stata in quell’ impiego alla sorella di Sacchi so
era stata in quell’ impiego alla sorella di Sacchi sostituita. Quella era una fiorentina bellissima, molto allegra, grazios
he tempo ed esercizio per giugnere alla perfezione. Madama Baccherini era maritata, ed io l’era ancora. Stringemmo insieme
per giugnere alla perfezione. Madama Baccherini era maritata, ed io l’ era ancora. Stringemmo insieme amicizia, avendo bisog
garbo. Piacque infinitamente allorchè si lesse, e Madama Baccherini n’ era incantata ; ma gli spettacoli a Venezia avvicinav
ne. La Compagnia doveva andare a Genova per passarvi la Primavera, ed era colà che dovevano la prima volta rappresentarla.
parola, mi dà da leggere una lettera venuta da Genova, e sua sorella era morta. Che fatal colpo per me ! Non era un Amante
nuta da Genova, e sua sorella era morta. Che fatal colpo per me ! Non era un Amante che piangesse la sua Innamorata ; ma er
colpo per me ! Non era un Amante che piangesse la sua Innamorata ; ma era un Autore che compiangeva la perdita dell’Attrice
6 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 684-685
cugino del Duca. Al presentarsi di quel personaggio, la parte di cui era stata appoggiata al comico Vitalba col baratto so
Vitalba col baratto sopraddetto, m’avvidi tosto della serpe che mi s’ era tenuta occulta con una malizia impenetrabile, e c
' passi sconsigliati del Gratarol, ha dato corpo solido a ciò che non era nemmeno un’ombra. Il comico Vitalba, buon uomo, m
capelli tendenti al biondo come quelli del Gratarol, e la sua statura era poco più poco meno, consimile. Da ciò nacque il t
tifizio del baratto di parte. Ma più. La pettinatura di quell’attore, era affettatamente imitata da quella del detto signor
tati. E peggio. Quel comico, per sè stesso persona dabbene ed onesta, era stato ammestrato non so da chi (forse con di lui
ittà. Ahimè ! Il Vitalba, andando o ritornando di notte dal teatro si era incontrato in un sicario, il quale gli aveva scag
Vitalba. Qual Catterina ? E vedova di chi ? La moglie di Vitalba non era l’Angelina, figlia del Sacchi ? La madre del Vita
del Sacchi ? La madre del Vitalba ? Ma quella si chiamava Costanza ed era morta il '36. E nell’elenco del '75 lasciatoci da
7 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article »
Teatro. Pietro Di Re, detto tra' comici Mescolino fu molto stimato, era modestissimo ; ma di lui si divulgò questa taccia
o stimato, era modestissimo ; ma di lui si divulgò questa taccia, che era troppo freddo, perchè mai diceva oscenità. Io ris
è troppo grave l’ essere troppo licenzioso di lingua. E se Mescolino era tacciato di freddezza perchè si asteneva dalle sb
to di freddezza perchè si asteneva dalle sboccataggini, quella taccia era ingiusta, e doveva essergli data da persone poco
va essergli data da persone poco amiche all’onestà ; ove all’incontro era degno di lode, perchè nel moderno Teatro serbava
8 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 273-274
l novembre del 1745 il Barese doveva già trovarsi a Roma ; il Valle s’ era obbligato con contratto, di « fornirgli la casa e
assare al Nuovo recitava a San Carlino. E a San Carlino il Pulcinella era Di Fiore. Dunque il Barese nel 1745 era alla Cant
E a San Carlino il Pulcinella era Di Fiore. Dunque il Barese nel 1745 era alla Cantina ; tutto fa supporlo. Ma vi rimase an
pporlo. Ma vi rimase anche dopo quell’anno ? Non potette ; il Valle s’ era incaponito e lo voleva a Roma. Però scrive all’Ud
ata, libretto d’un anonimo, musica di Paisiello. Recitava e cantava ; era un di quei comici cui la necessità fornisce eccle
i abbia passati, tutti, fuori della sua patria. Quanto alla Cantina, era una Cantina appunto, propriamente detta, vicina a
u per giù eran sempre queste : che, cioè, nella Cantina lo spettacolo era svariato e morale più assai che non promettessero
die rimpinzate di turpitudini. (V. ancora il Di Giacomo). La Cantina era detta anche il Fosso dal Tomeo, ed era situata al
ora il Di Giacomo). La Cantina era detta anche il Fosso dal Tomeo, ed era situata al largo di Castello, presso la Chiesa di
9 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 301-303
elligenza, nobile nelle parti serie, e piacevolissima nelle comiche » era stata chiamata a sostituire sua madre. E di quest
recitare. Ella fu presa per prima donna a vicenda colla Romana, com’ era sua madre. Recatasi al Falcone di Genova colla C
di S. Samuele, la primavera del 1736, la Compagnia – scrive Goldoni –  era salita in maggior credito per la novità della Bas
e di riscuoterne infiniti applausi (Gold., Id., Tom. XVIII). La Marta era stata avanti seconda donna al S. Luca, contendend
seconda donna al S. Luca, contendendo la palma alla prima attrice che era la Vittoria Miti. Così ne scrive Fr. Bartoli : R
d’esercitarsi con Silvio della Diana, e poi con Antonio Vitalba. Ella era assoluta Padrona del Teatro, e quando parlava, sa
in questa non prendesse parte la Bastona, nondimeno è certo che ella era già nella compagnia col marito Focher o Focari, c
ntalone padre di Rosaura, e Arlecchino padre di Colombina : l’Aurelia era la Bastona che rappresentava quasi sempre, come v
che rappresentava quasi sempre, come vedremo, quella parte ; Tabarino era Camillo Conzachi – Pantalone, Francesco Golinetti
Focher, nel 1763 circa, quando, cioè, la moglie, secondo il Bartoli, era già morta. Il 26 febbraio del 1756, la rappresent
10 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 432-442
onto ed aperto. Nelle ore libere dalla scuola, poichè il padre Nicola era un appassionato filodrammatico, e in casa vi era
ichè il padre Nicola era un appassionato filodrammatico, e in casa vi era un teatrino per i divertimenti di carnevale, Cesa
mpi cominciavano a mutarsi, e gli Orazi un bel giorno capirono che vi era di meglio a fare che storpiare Cicerone e giuocar
quel Giulio che fu amico del Foscolo, e i fratelli Rossi, fra i quali era mio padre, scapparono da Fano per recarsi a Vicen
l sangue la Repubblica Romana, mio padre ritornò a casa, ma ormai non era più tempo di riprendere in mano il De Amicitia, e
era più tempo di riprendere in mano il De Amicitia, e la vita a Fano era diventata per lui impossibile, essendo spiato not
e cominciò la sua peregrinazione artistica per l’Italia. La Compagnia era divisa in due parti : una di mimi-acrobatici, l’a
rappresentavano le commediole prima e dopo la pantomina. Il Paladini era un agile Arlecchino, e la Celestina, me lo ricord
steneva il ruolo di amoroso, che con quella voce e con quel naso, non era proprio fatto per conciliargli la benevolenza del
tempi erano tristi. A motivo dei figliuoli liberali, il padre Nicola era stato allontanato dall’impiego, gli amici erano s
ruolo di brillante. Anche quell’anno 1855 non fu lieto. Lo stipendio era meschino e l’impegno di vestiario assai costoso.
so aveva sorriso. In una farsa : Le disgrasie di un bel giovane, egli era applauditissimo. Nell’anno successivo il 1856, mi
Giuseppina Rocchi, nipote di quella Antonietta Rocchi, milanese, che era stata guidata sulle scene dalla Tarandelli antica
e dalla Tarandelli antica prima attrice, e fu moglie del Robotti ; ed era allora prima attrice della Compagnia Reale-Sarda,
e, a Milano al Teatro Re. Per mio padre quella stagione del Teatro Re era la prova del fuoco, e puoi immaginare con quanto
o, e calata la tela mio padre si trovò fra le braccia di Ernesto, che era felice quanto lui, perchè Ernesto Rossi era buono
e braccia di Ernesto, che era felice quanto lui, perchè Ernesto Rossi era buono. Per la primavera di quell’anno 1857 Ernest
sare Rossi, e la sua vita artistica gloriosa. La Compagnia di Ernesto era formata pel triennio 1857-1860. Come ti ho detto
veva un ruolo secondario, inferiore, cioè quello del Gattinelli, come era inevitabile, cominciarono presto le emulazioni fr
il generico primario, che fu Salvatore Benedetti, il quale caso raro, era lietissimo di cedere all’amico Cesare le sue part
elta per prima recita : Il papà Goriot di Balzac. Anche questa scelta era ardita perchè Papà Goriot aveva ormai una tradizi
tragedia ! e che tragedia ! quella di Shakespeare, che in quei tempi era come un tema di algebra dato per esame dal minist
non volli che mi imitasse, ma che mi studiasse….. Cesare Rossi perchè era studioso, zelante e infaticabile, si è formata un
nale col servo, poi colla Duchessa !… Quattro anni dopo Cesare Rossi era il Direttore, Primo attore da parrucca, Caratteri
grandi qualità del mio primo maestro. Si è detto che Cesare Rossi era attore di maniera, attore barocco. È vero. Ma qua
da contrapporre giovani forze, il cui metodo, fatto tutto di verità, era dal suo tanto discosto. Verità ! Verità ! Verità
te, nè uguagliate, di cui la parte superficiale, esteriore, mutabile, era già, nel languor dell’età e mutar de'tempi, tramo
11 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [C]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 734-735
da, pagando la penale alla Società Arnoud e Carrani con cui la Cutini era scritturata. Nel citato libro su La Compagnia Rea
o repertorio esigeva. Infatti, il ruolo della servetta vera e propria era finito : subentrava la seconda donna, ossia un ru
’intrigo galante delle commedie nuove. Per un ruolo siffatto la Daria era proprio nata. La civetteria elegante, la malizia
ice inarrivabile. Ed Ernesto Rossi (op. cit.) : Daria Cutini-Mancini era una bellezza piccante, giovanissima, ella pure di
ta : ella doveva rimpiazzare la signora Romagnoli, che a buon diritto era chiamata la Déjazet italiana, per avere, come que
eriera astuta al pubblico dell’ Accademia Fiorentina de’ Fidenti. Non era una donna, ma uno spiritello, che correva per la
i, morì in Roma il 16 aprile dell’ ’81. Suo marito, Ludovico Mancini, era morto ad Alicante il 13 maggio del ’77 in Compagn
12 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 426-430
o d’Isabella) avea comprata nel villaggio di Bièvre, vicino a Parigi, era un ritratto di sua madre in abito di città, con u
ni e disperazioni dell’altro. Ma ventura volle che Buffetto, il quale era comico al servizio del Principe Francesco Maria F
l’altro. E un giorno che l’Isabella col padre, la madre e i figliuoli era a colazione da Buffetto, egli la pregò di volergl
tta del Serenissimo suo Padrone gli consegnò una lettera, nella quale era il comando reciso di recarsi fra due giorni a Mod
fulmine ! Nessuno sapeva del matrimonio di Buffetto, e però l’invito era per lui solo. Come fare ? Andar Colombina a Parig
vito era per lui solo. Come fare ? Andar Colombina a Parigi ? Ma ella era legata formalmente colla Compagnia di Bologna ; r
in vano. Nullameno si tentò di consolarlo con belle parole. Colombina era già stata in Francia col marito Biancolelli ; era
e parole. Colombina era già stata in Francia col marito Biancolelli ; era dunque conosciuta dalle LL. Maestà. Appena giunto
fare istanza presso di Loro per aver seco la moglie. È vero che colà era anche la servetta ; ma nessuna avrebbe mai potuto
er lettere al Serenissimo di Parma, concesse un passaporto, nel quale era detto che la Maestà della Regina aggregava Colomb
’dono di 100 scudi per le spese di viaggio. In quel tempo la Isabella era a recitare a Milano. Buffetto la sollecitò alla p
cchio, la madre aggravatissima, e i figliuoli piccoli. La stagione (s’ era in gennaio) rigidissima. I passi da Milano in Pie
13 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » p. 490
esa, poi l’Adelaide Boccomini. Rimase in quella Compagnia della quale era diventato il generico primario e il direttore tec
lla sua fine (1855). Uomo eruditissimo, dotato di memoria ferrea, era quasi una biblioteca ambulante : capacissimo di d
erchè tutto armonizzasse e scorresse con regolarità e precisione, non era cosa per lui : forse perchè egli pure era vecchio
egolarità e precisione, non era cosa per lui : forse perchè egli pure era vecchio e si stancava. Suppliva però a questa def
mportante, che disimpegnavano nella produzione. Però la direzione non era mai abbandonata, e Borghi sedeva accanto al buco
14 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 754
Elisa Danieli, comici, figli anch'essi di comici (nonna di Enrichetta era la moglie di Giacomo Dorati), attori tutti di buo
nchi dal '34 in Compagnia Goldoni, diretta da Augusto Bon. Enrichetta era il '60 insieme al padre e al fratello Antonio amo
a diretta da Luigi Monti, col quale, capocomico, tornò il '77. Il '90 era con Maggi, che la conduisse in America, dove, in
donna ! ? E la scena di Clotilde con Pomerol della Fernanda (Pomerol era Cesare Rossi) ? Passò col tempo, se bene ancore g
adre, colle quali trovò in ogni pubblico le stesse simpatie di quando era Prima Attrice.
15 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 175-178
di Flaminio. Oltre all’essere attore pregiato e pregiato capocomico, era ancor traduttore di opere drammatiche, delle qual
6, nota), si parla di un Flaminio Napoleone o Nobilione, che nel 1648 era a Roma coll’ambasciatore di Francia e aveva intel
per l’autunno, sì fino a tutto il carnovale. La Compagnia di Flaminio era stata rotta dal signor Podestà di Galicano, e il
n una nota inedita del Gueullette che Marco Napolioni detto Flaminio era conosciuto in teatro col nome di Flaminione per d
one per distinguerlo dagli altri Flaminj della Comedia italiana. Egli era nonno di Agata Vitaliani, che sotto il nome di Fl
più grandi d’ Italia, specie da Cosimo III granduca di Toscana. Egli era a Napoli il 1647 al tempo della rivolta di Masani
, che lo conosceva assai bene. Incontratolo per via, sapendo com’egli era amato dai grandi e dal popolo, gli ordinò di segu
iuta la probità, potè restituirsi a sè stesso. Il padre di Flaminione era nipote del Cardinale. La sua casa era presso al C
stesso. Il padre di Flaminione era nipote del Cardinale. La sua casa era presso al Convento delle Fanciulle. Egli s’innamo
e, e l’uscita dalle 50,000 alle 55,000 ; e il biglietto serale allora era normalmente di centesimi 60, non mai più di 80. N
16 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 268-269
arte di Vincenzo Monti nell’ Ugo Foscolo di Castelvecchio (il Foscolo era Giovanni Ceresa, un artista di gran pregio, forma
pregio, formatosi sotto i savj ammaestramenti di lui). Luigi Pezzana era nato il 1814 a Verona da Giuseppe Pezzana, ultimo
ella Facoltà di Legge. Non ancora spirato il secondo anno di studj, s’ era nel 1833, il futuro avvocato, appassionatissimo d
ia, si scritturò primo attore nella Compagnia di Marco Fiorio, di cui era prima attrice Carlotta Polvaro, vedova del brilla
col brillante Cesare Marchi, col quale stette sino al 1859 (la moglie era morta nel '51). Fu il '60 con Adelaide Ristori a
ll’ Agamennone, Zambrino nel Galeotto Manfredi (questa dello Zambrino era rimasta, ricordo, un suo caval di battaglia degli
17 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 17
sima del '49 a tutto il carnovale del '51, così ce lo descrive : ….. era una buona pasta d’uomo, giovialone, spensierato,
….. era una buona pasta d’uomo, giovialone, spensierato, ma onesto : era sempre stato in primarie compagnie, Mascherpa, Do
attere comico e semiserio. Nella commedia in dialetto veneziano, poi, era qualche cosa di geniale, grazioso, oserei dire in
ide copie. Lo stesso Bellotti Bon non lo potè arrivare. Il brav' uomo era carico di famiglia. Aveva moglie, quattro figli e
se andavano per il loro verso ; se poi malandavano un pochino, allora era una quartana, una quintana, e della settimana non
18 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 657-659
mpagnia Fabbrichesi recitava al Carcano L'Ajo nell’ imbarazzo, di cui era protagonista il padre Luigi. Alzatosi, dopo l’int
rendersi conto di quello sconcio di scene vuote, mai accaduto. L'Ajo era fuggito alla Commenda ad abbracciare il primogeni
li inclinasse più alla medicina : ma ossequente all’autorità paterna, era già per recarsi all’Università di Firenze, quando
to riservato al direttore, non dirigeva più perchè non poteva. Spesso era preso da una cattiva sonnolenza e appariva come e
gli riusciva d’imparare una parte nuova. » La testa di Gaetano Vestri era enorme. Sin dall’infanzia gli amici di Luigi sole
i lui (vedi al nome di Luigi la lettera autografa), nelle quali forse era il germe dell’esquilibrio mentale. A proposito de
19 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article »
gio, e fatto a posta per recitar l’ Arlecchino…. nel cui costume egli era proprio ne’suoi panni. Parlava molte lingue, poss
rte, dalle quali resulta che « il Segretario Bertoldi il 25 agosto si era recato a Varsavia. » Segretario di che ? Dell’ult
comici stessi ? Che il nome del Bertoldi fosse legato a tutto quanto era manifestazione di arte sulle scene del Teatro di
rmar compagnie. Del figlio Antonio dice il Casanova nelle memorie che era il preferito Arlecchino della Principessa Elettor
20 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — article » pp. 230-232
igliosa gli procurò un fragoroso applauso al suo primo apparire. Egli era un bell’ uomo ; la voce aveva naturalmente tremol
erpa ; proprietario nel ’54-55 di una Compagnia discreta, della quale era prima attrice la Vedova-Ristori, e caratterista L
omiscuo della Compagnia condotta e diretta da Valentino Bassi. L’Asti era un attore che voleva ad ogni costo farsi applaudi
ive, alti e bassi immediati di voce, tremarelle e simili ingredienti, era sicuro di scuotere le moltitudini. Accadde una se
ta. Un ahi lungo, doloroso seguì a quel colpo !… La punta della spada era andata a trovare le parti posteriori di un armige
21 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [E-F]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 933-934
ziole del Bartoli fornitegli da Agostino Fiorilli, sappiamo ch’egli «  era un comico, che unir sapeva alla prontezza delle p
ni, gatti, scimie, pappagalli, uccelli, piccioni, un agnello ; quest’ era l’immagine dell’arca di Noè. La barca essendo mol
quest’ era l’immagine dell’arca di Noè. La barca essendo molto vasta, era divisa in più compartimenti. Ciascuna donna aveva
uoco e Cantiniere nel tempo stesso, suonò una piccola campanella, ch’ era il segnale della merenda. Tutti si unirono in una
randi fatiche a quietarla con una buona chicchera di cioccalata. Essa era la più brutta e la più schizzinosa. Dopo la mer
il diletto della società. Un gatto sprigionossi dalla sua gabbia, ed era appunto il gattino della prima Amorosa. Chiama el
tificabile. Florindo recitava dunque le parti di primo innamorato, ed era napolitano. Probabilmente egli assunse il nome di
22 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 556-560
tasse : quello che vediamo il 1659 con una compagnia a Vienna, in cui era il famoso Dominique ? E apparteneva a questa fami
, in cui era il famoso Dominique ? E apparteneva a questa famiglia, o era lo stesso del '59, quel Tamborino o Tabarrino cia
ci persone e a tutte sue spese comedie ; e pel concorso grande che vi era senza pagare, vendeva una conserva di ginepro, ch
grande che vi era senza pagare, vendeva una conserva di ginepro, che era contravveleno ? E Giovanni Tabarini di Venezia di
econdo lui, riferito dal Petrai nel suo Spirito delle maschere, egli era il bastardo di un cardinale romano ; cosa che sua
ovado di Milano. Andò al Vescovado, allora, chiese il registro su cui era iscritta la partita e ne stracciò la pagina. Sua
comico e il saltimbanco. Nel 1618, alla fine, capitò a Parigi. Quello era il centro dove andavano a cascar tutti. Associato
et facetieuses du chappeau à Tabarin. Il colore di tutto il vestito era bianco, di tela greggia ; come si rileva da una d
ognese. « Padre quasi sempre di Colombina e alleato del Dottore, egli era  – dice – il Cassandro o il Pantalone bolognese. A
23 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [G]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 958-966
con lettera da Roma in data 12 aprile del 1611. Il ’15 e il ’16 egli era già nella Compagnia de’ Confidenti, come si vede
4 e ’25, secondo un documento pubblicato dal Baschet (op. cit.), egli era a Parigi con Gio. Battista Andreini e Niccolò Bar
so da Firenze e dallo Stato. Il gennaio del 1627 Francesco Gabbrielli era a Ferrara, come si vede da questa lettera del 6,
di S. A. morto l’ha desiderata, ma non volero venire se prima non gli era pagato il debito e fatto un donativo ; del che il
ervirla Francesco Gabrielli detto Scapino. La moglie di Gabbrielli era Spinetta (forse quella Luisa Gabbrielli-Locatelli
i, sorella o figlia di Trivellino, sposata a Scappino ?). Il Capitano era Girolamo Garavini, Capitan Rinoceronte. Flavia
 ?). Il Capitano era Girolamo Garavini, Capitan Rinoceronte. Flavia era sua moglie Garavini Luciani Margherita. Fritelli
nte. Flavia era sua moglie Garavini Luciani Margherita. Fritellino era Pier Maria Cecchini. La moglie era l’Orsola Cecch
ni Luciani Margherita. Fritellino era Pier Maria Cecchini. La moglie era l’Orsola Cecchini detta Flaminia. Cintio era Ja
ia Cecchini. La moglie era l’Orsola Cecchini detta Flaminia. Cintio era Jacom’Antonio Fidenzi. Lavinia era Marina Antona
Cecchini detta Flaminia. Cintio era Jacom’Antonio Fidenzi. Lavinia era Marina Antonazzoni. Ortensio era Francesco Anton
era Jacom’Antonio Fidenzi. Lavinia era Marina Antonazzoni. Ortensio era Francesco Antonazzoni suo marito. Il Pantalone de
nsio era Francesco Antonazzoni suo marito. Il Pantalone della Podagra era Federigo Ricci. Mezzettino doveva essere Ottavio
era Federigo Ricci. Mezzettino doveva essere Ottavio Onorati. Celia era la Maria Malloni. Non la prima celebre, ma non me
eatro, potrebbe identificarsi per quel Marcello Di Secchi che il 1615 era colla moglie Nespola nella nuova Compagnia de’ Co
nella nuova Compagnia de’ Confidenti ? Il carnovale del 1633 Scapino era a Venezia, l’autunno del ’34 a Ferrara, e l’estat
24 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [C]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 678-680
o nella Colli, che la illusione toccava il massimo suo grado. Ajutata era in ciò da un volto in cui leggevasi come in nitid
Golinetti, dice di lui nel vol. XV dell’ Ediz. Pasquali : Passabile era il Gollinetti colla maschera di Pantalone, ma riu
ortesan veneziano, che imita il petit-maître di spirito. Il Golinetti era più fatto per questo secondo carattere, che per i
e del dialogo che piaceva. Siccome una gran parte di quella commedia era a soggetto, ha fatto credere agli amici suoi, che
a soggetto, ha fatto credere agli amici suoi, che anche la parte sua era opera del suo talento, e che tutto quel che dicev
dice sempre le stesse cose, e molti non badavano che il suo discorso era sempre il medesimo ; e gli credevano. Piccato anc
na, e nello schizzo apparso a Stuttgart, nel 1750, è detto di lui che era un uomo alto e ben tagliato. Il suo ruolo era que
750, è detto di lui che era un uomo alto e ben tagliato. Il suo ruolo era quello del Pantalone che rappresentava nel modo p
25 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 118-120
ro Raffi Romano, Capo de' ballerini di corda colla sua Compagnia, ch' era una delle più famose in tal genere. Eravi la brav
grazia ; la Maddalena, che fu moglie in seguito di Giuseppe Marliani, era una copia fedele della Teodora, e il Marliani sud
dele della Teodora, e il Marliani suddetto, che faceva il Pagliaccio, era un saltatore e danzatore di corda, il più bravo,
il più delizioso del mondo. Questa compagnia di quasi tutti congiunti era amata ed apprezzata in Venezia, non solo per la b
faceva la prima donna, e la Maddalena facea la servetta ; il Medebach era il primo amoroso, e qualche altro personaggio ave
. Dallo spoglio delle memorie goldoniane abbiamo che Madama Medebach era un’ attrice eccellente ed attaccatissima alla sua
dere un pizzico di crudeltà nell’ animo del Goldoni. Madama Medebach era sempre ammalata. I suoi vapori divenivano sempre
r in piedi ed in buon essere il di di Natale ; ma quando seppe che si era affissata pel giorno appresso La Locandiera, comm
26 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [E-F]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 850-853
e, colla quale formò compagnia prima in società, poi solo. Nel 1800 s’ era già acquistata gran fama come capocomico, e nel 1
presentare su quelle scene gli artisti più rinomati. Altro vantaggio era un contratto di privativa, contro qualunque altra
di prosa che non agisse con la maschera del Pulcinella. Il contratto era rinnovabile di otto in otto anni. Malgrado tali p
o tre gli addetti a portare i cuscini in platea. Il prezzo dei palchi era esorbitante per la prosa. Quelli di 2º ordine si
canto dell’alta aristocrazia ? Per di più, un picchetto di granatieri era ordinato di guardia all’ingresso dei palchi reali
a ordinato di guardia all’ingresso dei palchi reali ; e fra le quinte era mandato un caporale con tre granatieri. Appena Su
iede, ed immobile tener sempre fisso lo sguardo sul volto del re. Ciò era detto : fare la statua. Quando il soldato era sta
o sul volto del re. Ciò era detto : fare la statua. Quando il soldato era stanco di quella posa, faceva un lieve movimento
i ebbe avviso, che allo spirare del contratto in corso, il R. Governo era disposto a rinnovargli la privativa, però riducen
27 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 480-481
tomi del male, poco avvertiti, che doveva poi condurlo al sepolcro. S' era al Manzoni di Milano. Il Reinach lo sostituì nel
di Pontarcy. Il 25 la malattia si mostrò apertamente, e il 7 febbrajo era già ritirato dalle scene per paralisi progressiva
’occhio e la mente di Bellotti-Bon a fianco di Adelaide Tessero. Egli era veramente il primo attore della Compagnia, ma pri
a elegantissimo, di voce carezzevole, ricco d’intelligenza, studioso, era il diletto di ogni pubblico. Forse i disordini, f
28 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome II « CONTINUAZIONE DEL TEATRO GRECO E DEL LIBRO I — CAPO XVII ultimo. Teatro Materiale, ove de’ più rinomati Teatri, e della condizione degli Attori Greci. » pp. 213-238
ficarne Coraa. Uno de’ più magnifici teatri di marmo dell’Asia Minore era quello di Smirne, il quale probabilmente fu il lu
pellò il più bello della Siciliaa. Leandro Alberti vide nel sito, ove era Acradina e Tica, alcuni pochi rottami di tal supe
sa, i due porti, i fiumi, i sonti, i laghi, le campagne adjacenti, ed era lavorato e incavato nel macigno naturale. Di figu
ametro a 40 canne siciliane, e dagli avanzi chiaramente si scorge che era diviso in tre ordini tagliati da otto cunei equid
a tomba di Pausania vincitore de’ Persiani nella battaglia di Platea, era veramente fatto per gli esercizii ginnici; ma vi
esempj nella diversità de’ costumi de’ Greci e de’ Romani. La musica era uno de’ pregi di Epaminonda e di altri uomini gra
o personale o la mancanza della voce, come avvenne a Sofocle. Frinico era rappresentatore e fu, come vedemmo, creato capita
çose belliche. Eschilo musico attore e saltatore non meno che poeta, era uno de’ valorosi capitani del suo tempo, e sotto
ebre Euripide. L’attore Cefisonte che recitava nelle di lui tragedie, era rispettato in Atene e sommamente caro allo stesso
to o imitato dal chiarissimo Cesarottia E per finirla in grande stima era Satiro celebre attore al quale secondo il raccont
accomodato. Ma veniamo alla struttura del teatro Greco. La sua figura era rettangola dalla parte che serviva alla rappresen
ione il luogo più elevato e visibilè e quasi la fronte dell’edifizio, era la Scena, la quale veniva coperta da un tetto, e
vista una dipintura e farne comparire un’altra. Nell’alto della scena era ancor situata la macchina versatile, dalla quale
ome dinota la voce Κεραυνοσκοπειον che le diederoc Dietro della scena era il Βροντειον, il luogo, in cui con otri ripieni d
che si agitavano, imitavasi lo strepito de’ tuoni. Anche al di dietro era il Coragio che oggi si direbbe la guardarobe del
coturni nè socchi. Al di sotto del pulpito e nel bel mezzo del teatro era l’orchestra destinata al canto e ai movimenti com
in essa un luogo particolare chiamato Θυμελη che secondo Polluce, non era già il pulpito descritto, come scrisse Calliachio
inata terminava in un portico che pareggiava l’altezza della scena ed era anche coperto da un tetto, rimanendo il resto all
c. Esse perciò si dissero ductiles, e versatiles; e forse a tal uso era destinata la machina chiamata Εξοστρα ed altrimen
29 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 669
75) a provvedere una prima attrice, egli trovò che la più a proposito era la Elisabetta Vinacesi. Il Gozzi si affaticò a pr
Vinacesi. Il Gozzi si affaticò a provare allo Zanuzzi che la Vinacesi era poca cosa al confronto della Ricci (V.), che era
uzzi che la Vinacesi era poca cosa al confronto della Ricci (V.), che era stata con altre in predicato per andare a Parigi 
30 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 304-305
er l’autunno 1795 e carnovale 1796, nella quale stagione la Compagnia era al S. Gio. Grisostomo di Venezia (Teatro Mod. App
o di Venezia (Teatro Mod. App., Tom. III). Come si vede, la Battaglia era passata al ruolo di madre, e il Battaglia, già ve
non figurar più nell’elenco della Compagnia come attore. La Compagnia era sociale, come appare dal manifesto che ha : Impr
ella Felice Villani, Arlecchino. Nell’estate del ’95 la Compagnia era a Trieste, ove recitò per la prima volta e con gr
31 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — 1754, a dì 17 Luglio.Die16 Julii 1754. » pp. 159-160
e commedie premeditate, di sostenere ancora le parti serie. Di solito era affidato a lui, uomo colto, l’incarico d’invitare
itasse la parte d’Osmano nella Sposa Persiana del Goldoni. » Nel 1754 era la Compagnia scritturata per la primavera a Genov
ito. » Ecco come Goldoni racconta il triste fatto : Quest’uomo pure era ipocondriaco, ed avevo seco avuti in Venezia pare
in Milano lo incontro in peggiore condizione di prima ; da una parte era combattuto dal desiderio di far conoscere la sing
ori ; a poco a poco spargesi la nuova e giunge fino al palchetto dove era io. Oh cielo ! È morto l’Angeleri ! Il mio compag
32 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 180
e al Capitan Fiala (V.), e a sua moglie Marzia, della quale il Narici era parente ; probabilmente fratello (V. Areliari, al
mico. (Rescritto della Cancelleria) : (1684) – Si riporti. Corallina era Domenica Costantini, moglie di Gradellino. Dian
ti. Corallina era Domenica Costantini, moglie di Gradellino. Diana era Teresa Corona Sabolini. Cintio era Giovanni Batt
ni, moglie di Gradellino. Diana era Teresa Corona Sabolini. Cintio era Giovanni Battista Costantini, fratello di Mezzett
33 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — article » pp. 187-190
iama : « lontano discendente del gran Patriarca Azampamber. Ma…. chi era questo Azampamber ? – ricomincia lo stesso Costet
do in giro accattando qualche centesimo…. e il giovinotto, s’intende, era bello, fresco, sano, robusto. Lo abbordai…. « Sie
eh ?… – Fiorentino. – Famiglia di comici ? – Sissignore !… Mio nonno era il famoso Azampamber, Io Stenterello. – Stenterel
E il babbo ? – È morto. – E la mamma ? – Omnes composui. » Mio nonno era il famoso Azampamber, lo stenterello. Famoso guit
nno tanto presto a stabilire una fama…. bella o sinistra !… « Con chi era il nuovo scritturato ?… – Con Azampamber !… – Con
nzampamber del mio giovinotto professore : sicuro ! Luigi Anzampamber era lo Stenterello nel 1832 della Compagnia drammatic
lo nel 1832 della Compagnia drammatica di Filippo Perini, della quale era prima attore il noto Cesare Pilla (V.), prima don
punto, ho da pagar l’alloggio dal giorno che son giunto. E la somma era di cento cinquanta scudi : il Cannelli, più modes
34 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [E-F]. I COMICI ITALIANI — article » p. 874
venir conduttore di Compagnie or buone, or mediocri, delle quali egli era l’anima. Cammillo Ferri era più tosto piccolo di
e or buone, or mediocri, delle quali egli era l’anima. Cammillo Ferri era più tosto piccolo di statura e alcun poco tozzo :
il Paolo nella Francesca da Rimini del Pellico, la bella sua voce che era tanto unisona a quella della Marchionni, vi produ
35 (1813) Storia critica dei teatri antichi e moderni divisa in dieci tomi (3e éd.). Tome IV « STORIA DE’ TEATRI. CONTINUAZIONE del Teatro Latino e del Libro II — CAPO VI. Teatro Materiale. » pp. 32-37
i a un di presse so facevano l’effetto medesimo de’ vasi. Incredibile era la loro sontuosità. L’immaginazione de’ romanzier
albo, e l’altro eretto da Augusto sotto il nome di Marcello, il quale era il più picciolo di tutti, non potendo contenere c
e altre cose differivano da’ teatri Greci i Romani. Il pulpito Romano era più spazioso del Greco, perchè in Roma ogni spezi
evoli spettatori, i quali sedevano nell’orchestra che ad esso pulpito era immediata. L’ordine di sedere agli spettacoli Rom
esso pulpito era immediata. L’ordine di sedere agli spettacoli Romani era il seguente. Vedevasi nell’orchestra il podio, in
alieri, e la media e la summa dal rimanente del popolo. La media però era più decente della summa, perchè in questa sedevan
36 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome II « LIBRO II — CAPO VI. Teatro Materiale. » pp. 243-247
lati a un di presso facevano l’effetto medesimo de’ vasi. Incredibile era la loro sontuosità. L’immaginazione de’ romanzier
quarantamila persone150. Nella stessa regione del Circo Flaminio, ove era questo teatro Pompeano, se ne vedevano tre altri,
albo, e l’altro eretto da Augusto sotto il nome di Marcello, il quale era il più picciolo di tutti non potendo contenere ch
e altre cose differivano da’ teatri Greci i Romani. Il pulpito Romano era più spazioso del Greco, perchè in Roma ogni spezi
o i più ragguardevoli spettatori, i quali sedevano nell’orchestra che era ad esso pulpito immediata. L’ordine di sedere agl
ad esso pulpito immediata. L’ordine di sedere agli spettacoli Romani era il seguente. Vedevasi nell’ orchestra il podio, i
37 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 499-500
facendo dire all’ istoriografo di quel teatro, Adamo Alberti, ch’egli era già divenuto artista pregevolissimo ; e artista p
calorosi applausi ; ma per le scene piane, nelle quali poi il difetto era più palese. Ma dove il difetto della pronunzia si
lla maggior semplicità di mezzi il più riposto concetto dell’ autore, era nelle cose comiche. Giammai mi accadde, nè più ma
misto di ferocia e di dolcezza ; carnagione bruna, occhio saettante ; era nell’insieme un uomo che avventava. Ne’ tempi del
38 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [C]. I COMICI ITALIANI — article » p. 647
settembre del 1889, per gli anni ch’eran molti e per la miseria, che era grave non meno. Era nata nel 1807 ; di questi ult
ella alla Fenice, avea un lettuccio per carità. Una sera, quand’ ella era già caduta nell’indigenza, la vidi gironzare nell
mormoranti una preghiera. Un giovanotto che l’aveva riconosciuta e s’ era fermato, esclamò, indicandola a un altro : « Guar
tori, l’ambulatorio rimaneva deserto. La Checcherini, come la pioggia era cessata, se n’ andava con i suoi dieci soldi, pia
39 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [D]. I COMICI ITALIANI — article » p. 772
tì a quattordici anni per recarsi colla famiglia a Torino, ov’essa si era stabilita. D’ingegno svegliatissimo, di memoria f
ra stabilita. D’ingegno svegliatissimo, di memoria facile e pronta, s’ era dato allo studio delle lettere, del disegno e del
o figure e squarci poetici si succedevan nella sua mente accesa : ora era un pezzo dell’ Otello, ora uno della Zaira che eg
i noi sappiamo…. Poco a lui si addicevano gli amori sdolcinati…. Egli era soldato ; di una fibra forte, robusta ; a volte a
40 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome I « LIBRO PRIMO — CAPO X ed ultimo. Teatro Materiale, ove de’ più rinomati teatri, e della condizione degli attori Greci. » pp. 298-315
carne Cora155. Uno de’ più magnifici teatri di marmo dell’Asia minore era quello di Smirne, il quale probabilmente fu il lu
a tomba di Pausania vincitore de’ Persiani nella battaglia di Platea, era veramente fatto per gli esercizj ginnici; ma vi s
esempj della diversità de’ costumi de’ Greci e de’ Romani. La musica era uno de’ pregi di Epaminonda e di altri grand’ uom
e’ suoi versi. Eschilo musico, attore e saltatore non meno che poeta, era uno de’ valorosi capitani del suo tempo, e sotto
ebre Euripide. L’attore Cefisonte che recitava nelle di lui tragedie, era rispettato in Atene, e sommamente caro allo stess
otto o imitato dal chiar. Cesarotti162. E per finirla in grande stima era Satiro celebre attore, al quale secondo il raccon
accomodato. Ma veniamo alla struttura del teatro greco. La sua figura era rettangola dalla parte che serviva alla rappresen
ima il luogo più elevato e visibile, e quasi la fronte dell edifizio, era la Scena, la quale veniva coperta da un tetto, e
vi il Θεολογειον, cioè il luogo onde parlavano le divinità. Nell’alto era ancor situata la macchina versatile, dalla quale
ome dinota la voce Κεραυνοσκοπειον che le diedero. Dietro della scena era il βροντειον, il luogo, in cui con otri ripieni d
che si agitavano, imitavasi lo strepito de’ tuoni. Anche al di dietro era il coragio che oggi si direbbe la guardaroba del
coturni nè socchi. Al di sotto del pulpito e nel bel mezzo del teatro era l’orchestra destinata al canto e ai movimenti com
in essa un luogo particolare chiamato Θυμελη, che secondo Polluce non era già il pulpito descritto, siccome scrisse il Call
inata terminava in un portico che pareggiava l’altezza della scena ed era anche coperto da un tetto, rimanendo il resto all
. 165. Esse perciò si dissero ductiles e versiles; e forse a tal uso era destinata la macchina chiamata εξοσρα ed altrimen
41 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [E-F]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 922-927
da Napoli del padre accadde poco dopo quest’ anno. Ma Silvio Fiorillo era già stato conduttore di compagnia a Napoli, il 15
oi all’Albergo della Luna, ov’ erano l’Austoni e Antonio (?). Il 1614 era a Genova, come appare dalla lista di comici pubbl
o artisticamente, poichè, dato che il 1584 non avesse che venti anni, era già, il 1632, verso i settanta. E come mai non si
, nè men di passaggio, al Capitan Matamoros come padre di lui ? E chi era il Capitan Matamoros che vediam nel quadro dei Bu
mente coi Comici di Molière, non più alla Sala del Petit-Bourbon, ch’ era stata demolita, sì a quella del Palais-Royal. Ma
ontemporanea (pag. 926) rappresentante il vero matamoros fiorilliano, era un Matamoros, o non piuttosto un Matamore ? Vale
lliano, era un Matamoros, o non piuttosto un Matamore ? Vale a dire : era un personaggio della compagnia italiana o di quel
adre di Tiberio Fiorilli. In fatti : nel luglio 1651 Tiberio Fiorilli era a Roma con la moglie Isabella : nello stesso mese
42 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — article » p. 39
Amurat Agnese. Più cantatrice che comica, era scritturata per gl’ Intermezzi, a vicenda colla Z
far eseguire una sua canzone musicata da Francesco Brusa, quando non era ancora moglie dell’armeno Amurat. « L’Agnese – di
a di commedia. L’Astrodi (V.) esordì con un duetto, e l’Astori (V.) s’ era fatta celebre cantando una canzonetta italiana co
43 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 513-514
gli quel primato al quale aveva diritto, quello splendore a cui lo si era destinalo. (V. Gazzetta artistica). Sarah Bernard
o il core, Quando d’affetti turgido Serpea col sangue amore !… Quella era vita ! all’impeto Dell’alma abbandonata, D’ogni d
nfido avvenir…. Tutto bramar nell’estasi Procaci del desir !… Quella era vita !! – fremere Degli astri all’armonia, Sovra
ldi di voluttà, Con uno sguardo vincere Le più restie beltà !… Quella era vita !! or restano Le larve dell’inganno, Qualche
tono Delle miserie umane, E l’uom che prima impavido Uso a tremar non era , Volgersi malinconico Stupidamente a sera. Che se
44 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 216-217
enso della parola non vi furono (nella recitazione del Papadopoli non era celato lo studio, ma, al dire di più contemporane
dopoli non era celato lo studio, ma, al dire di più contemporanei non era studio affatto), tutti i suoi personaggi acquista
tutti i suoi personaggi acquistaron tale apparenza di realtà, che non era possibile il desiderar di più. Nè si fermò egli a
o una recita all’Argentina di Roma, una delle tante di addio, ch'egli era costretto a fare, dicean le gazzette, per trascin
una Giuditta Girometti, mortagli il 2 novembre 1872 a Milano, mentr' era con Alessandro Salvini e Cesare Vitaliani. Di lui
45 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 251-253
, finchè ammalatosi quel primo amoroso, Pietro Boccomini, egli, che s’ era già acquistata fama tra'filodrammatici di artista
una Compagnia, famosa allora per ricchezza di arredo scenico, di cui era prima attrice Elena Pieri Tiozzo. Rappresentò al
acerbo biasimo. E il Costetti ne'suoi Dimenticati vivi aggiunge : « O era la vanità che lo dominava, o la voglia d’imitare
ustria ! È impossibile di trovare qualcosa di più perfetto ; la parte era tagliata per lui meglio del suo abito nero – è tu
sta parte si camblavano in belle qualità. Io dissi solamente che egli era stato degno della sua parte – se fosse valso meno
46 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 186-194
del 1851 da Alessandro e Teresa Novelli, comici non primarj (il padre era un modesto suggeritore), cominciò a birichineggia
a e della tragedia fu buttata dall’artista al pubblico, quando questi era più imbevuto di tutta l’arte comica di lui…. La p
ello il grottesco protagonista delle Distrazioni del signor Antenore, era soverchia forse…. Il pubblico ha delle crudeltà,
pera del maestro sapiente e dello scolaro divoto. Il Novelli d’allora era ben altro dal Novelli d’adesso. La celebrità e l’
pirito indipendente, sapeva essere disciplinato, perchè la disciplina era fatta tutta d’amore. Mostrava già allora la grand
sua duttilità artistica ; e il pubblico se ne compiaceva, poichè non era stato avvezzo a vedersi d’innanzi più specialment
o…. Stasera caratterista, domani primo attore…. Un artista indisposto era surrogato da lui sul momento : e quando ei non sa
talmente a recitar nelle farse. Da quelle del primo brillante, Bassi, era stato generosamente liberato, ma da quelle del se
da quelle del secondo, Canevari, no. O meglio : non vi recitava ; ma era una continua lamentazione del giovine attore col
tudio di trasformazione e di ingrandimento. Per tal guisa il pubblico era sempre alle prese con un forte e geniale artista,
ra fu tutto un trionfo di ilarità : il nome di Novelli sui cartelloni era già fonte di gaudio : si andava a teatro a rifars
47 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 743-748
tizie cominciano in quell’Archivio dal’ 47. Il carnovale la Compagnia era in Parma, dove si fecero i più magri affari ; e d
ci in modo, che resteranno gustati. Il febbrajo del '52 la Compagnia era a Modena, e la sera del primo, Ottavio, venuto a
o alla corda in piazza (V. Locatelli Domenico). L'agosto del '55 egli era a Genova, come si rileva dalla lettera inviata a
gennajo del '68 gli morì la moglie, Teodora Blaise (forse Blasi), che era , dice Corrado Ricci in Ottavio dalle Caselle, bol
sentenze, e gli equivochi frizzanti per guadagnar i cuori…. » Ottavio era dunque il capocomico, e dallo stesso Locatelli sa
que il capocomico, e dallo stesso Locatelli sappiamo che la Compagnia era composta di nove persone, « cioè due Innamorati,
per essere distinto dal Costantini. Dove ? in Francia ? Ma se non v' era più. In Italia ? Che confusione poteva nascere tr
due attori, di cui uno recitava in Italia e l’altro in Francia ? Non era forse ragione bastevole per farsi chiamare Vecchi
quell’Esercitio ; e venne a stare in Bologna, nel contado della quale era nato, nel Comune delle Caselle, e morì in età di
48 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [C]. I COMICI ITALIANI — article » p. 691
donna assoluta. Ebbe fra’suoi scritturati anche Luigi Taddei. Mentr’ era il 1850 al Teatro Re di Milano con una compagnia
i Milano con una compagnia di prim’ ordine, della quale prima attrice era la Carolina Santoni, i giornali del tempo lo diss
nel domestico focolare e d’ una naturalezza sorprendente. » Nel 1857 era a Tolentino, capocomico e attore applauditissimo
tesimi della nostra moneta. Ma visto che il prezzo di tali bollettini era eccessivo, la Florinda chiese e ottenne che le tr
49 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. -25
nte del Valerini, prima o dopo la Vincenza Armani, vediamo : l’Armani era morta nel 1569, e il Valerini pubblicò l’orazione
raesse conforto dalle grazie della Lidia da Bagnacavallo. Forse Lidia era già in Compagnia, quando viveva l’Armani ? Il Ros
idia, Orazio, potevan benissimo essere insieme a quell’epoca : Orazio era il Rossi stesso, autore della Fiammella. E se Lid
poca : Orazio era il Rossi stesso, autore della Fiammella. E se Lidia era nella Compagnia con la Vincenza, forse dovette el
50 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » p. 360
esserci – dice il Neri ; – e riporta le parole del Barbieri : « ve n’ era bisogno di tre : prima, seconda e fantesca. » Inf
Battista degli Amorevoli (V.) aveva già recitato la Franceschina e s’ era fatto celebre in tal parte. Giovanni Salina bolo
celebre in tal parte. Giovanni Salina bolognese, servitore da palco, era probabilmente la maschera incaricata alla porta d
51 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 8
mmedia Stenterello e il suo cadavere. La sera del 21 alle sei e mezzo era morto. « Dalla luce abbagliante della ribalta
curità, al silenzio della tomba ! – Stenterello e il suo cadavere non era più una commedia, ma l’epilogo tragico di un’esis
e gittati gli screziati abiti della Maschera, dava l’ultimo sospiro…. era avvolto nello squallido lenzuolo funerario. »
52 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 590
o famigliare facesse da padrone assoluto con lei e la madre (il padre era già morto) senza aver riguardo alcuno alla lor po
e funzioni musicali, proprie, e solite di sua professione, alle quali era invitata dalle Dame protettrici, nè accettare scr
ccettare scritture, come accadde per la recita di Reggio, della quale era restata priva. La protezione del fratello del Mar
53 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 738-742
à dell’arte sua : Nata…. nel '52…. brrrr ! Papà mio, Giovanni Zanon, era di famiglia benestante, e pei moti politici (mi p
mia figlia, ed è perciò che credo d’averla amata il doppio. Suo padre era avvocato, ma alla discesa in Italia di Napoleone
ice se vi fu luminaria !). Dunque, quando venni al mondo, mio padre s’ era già ritirato dall’arte, e impiegato nell’Amminist
trazione dell’Ospedale Civile di Venezia. Notate questa originalità : era veneziano puro sangue, fanatico della sua città,
ginalità : era veneziano puro sangue, fanatico della sua città, e non era buono di dire una parola in veneziano : a Venezia
veneziano : a Venezia i vicini lo chiamavano El Foresto. Mancò ch'io era giovinetta, e venni affidata a mio fratello maggi
cò ch'io era giovinetta, e venni affidata a mio fratello maggiore che era in arte (fu per molt’anni brillante, discreto, co
aratterista con Ernesto Rossi e con la Ristori). Quando andai con lui era maritato, e aveva una figlia ; per dire la verità
54 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 580-583
tò a recitare nella Giovannina dei bei cavalli. A tredici anni appena era già l’amorosa della Compagnia italiana di Giovann
bimba qualunque, ma di una vera artista fatta e provetta. E infatti, era tanta e così evidente la precocità artistica in q
fu tutto un dramma rubato alla vita ! Lei più nulla aveva di donna ; era diventata una belva : il suo viso, così dolce di
na ; era diventata una belva : il suo viso, così dolce di solito, non era riconoscibile…. Pallida come un cadavere…. le lab
corsage, tentando trascinarla verso la quinta, senza riuscirvi, tanta era la forza, l’agilità con cui mi sfuggiva di mano….
oltiplicare le forze : la sollevai. Il teatro sembrava deserto, tanto era profondo, spaventoso il silenzio che vi regnava.
55 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [C]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 619-638
etta, e assai probabilmente la stessa giovinetta, per la quale egli s’ era dato all’arte. Bandite a poco a poco le maschere
o, sotto le spoglie dell’astuto Zanni. Ebbe numerosa famiglia, di cui era composta per metà la sua compagnia. Morta la mogl
ltra egregia servetta. Morì d’aneurisma il 1838 in una locanda, ove s’ era fermato col figlio maggiore per riposarsi la nott
vuto più di un Cavicchi brighella. Il 1820, in Compagnia di Andolfati era il Cavicchi Giovanni per le parti di caratterista
gior voga vent’anni fa. Artista romantica per eccellenza. La passione era quasi sempre fra le nubi ; la voce dell’attrice l
questi contrasti, che parevano cercati nella poetica di Victor Hugo, era il massimo prestigio della Cazzola. [http://obv
i parea rivivere quella sensiblerie delicata e un tantino leziosa che era la forma obbligata dell’epoca e che il Taine ci h
dei raggi che abbarbagliano. L’intuizione psichica di questa attrice era unica più che rara. L’inspirazione mai l’abbandon
dezza dell’anima e l’esuberanza del sentimento. Nella Piccarda Donati era seducente : nella Vita color di rosa era meravigl
mento. Nella Piccarda Donati era seducente : nella Vita color di rosa era meravigliosa ; nella Dama dalle Camelie era ammal
nella Vita color di rosa era meravigliosa ; nella Dama dalle Camelie era ammaliatrice ; nella tragedia Saffo, del Marenco,
a dalle Camelie era ammaliatrice ; nella tragedia Saffo, del Marenco, era immensa ; nella Pia de’ Tolomei era sublime ! In
ella tragedia Saffo, del Marenco, era immensa ; nella Pia de’ Tolomei era sublime ! In questa tragedia soprattutto raggiung
sparito per sempre per lasciarlo nuovamente nelle tenebre. Clementina era il tipo incarnato dell’attrice romantica drammati
ementina era il tipo incarnato dell’attrice romantica drammatica. Non era bella, ma la mobilità della sua fisonomia era tal
mantica drammatica. Non era bella, ma la mobilità della sua fisonomia era tale, che appariva quello che ella voleva ; il su
ermitenza) sempre servito alla S.ma sua Casa. Servij all’A. V. mentre era nel ventre della madre, et spero di servir nel ve
temeno che di volerlo assassinare. Nell’ottobre del ’601 la Compagnia era ancora a Parigi, e nonostante le guerricciuole in
o della compagnia fu completo ; e Don Giovanni de’ Medici, che allora era alla Corte della nipote e tanto amore mostrava al
l’ 8 marzo al Duca di Mantova che la principal causa di quel successo era da attribuirsi alla valentìa e alla saviezza di P
dell’ honorate cagioni. Ma la Cecchini, da quella donna navigata che era , traeva poi argomento da tutto per mostrarsi di r
sentenze son esse ricche, in cui è la prova evidente che il Cecchini era un profondo e fine osservatore. A un tale, per es
altri, con cappe bandate di veluto che inanzi che sia diventata banda era calzone affaticato prima nella cittade e poscia i
56 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 461-471
di Portogallo e sua Reale Famiglia », assicurando « ch'essa compagnia era molto migliorata, e che i soggetti comici ridicol
e severamente educato. » Ma la voce della Compagnia Lombarda a Napoli era infondata, e Sacco rimase a Venezia. Intanto le o
del Chiari andavan acquistando sempre maggior grido, e il pubblico s’ era diviso in due parti, disertando il teatro del pov
n v'eran cagioni di rivolta, non vi recitava il Sacco, e la compagnia era …. quello che era : il successo ne fu meschino. L'
di rivolta, non vi recitava il Sacco, e la compagnia era…. quello che era  : il successo ne fu meschino. L'autore si limitò
io l’Imperatore Giuseppe II proveniente da Firenze. La sera dopo egli era al teatro in Mantova ; e lo Spinelli riferisce qu
dre Consigliere ducale : L'Imperatore disse che a Modena la Commedia era ottima, e quell’arlecchino molto vivace e bravo,
oleua dirla. Il vecchio marchese Zanetti disse che la Compagnia Sacco era veramente buona, che si era sentita in Mantova, e
hese Zanetti disse che la Compagnia Sacco era veramente buona, che si era sentita in Mantova, e che quell’arlecchino era st
eramente buona, che si era sentita in Mantova, e che quell’arlecchino era stato applaudito. S. M. ripigliò : « Intendo, vor
'sequestri ; e finalmente la Compagnia, « che per lungo corso di anni era stata il terrore di tutte le altre Comiche Truppe
56), cantava : Anderan le formiche a processione, perocchè carnovale era sbandito ; e' dice ancora, tutte le persone andra
adroni, Scenario, ossia Commedia a Soggetto, composta il 1745, mentre era a Pisa fra le cure Legali, dice di lui : I sali
ici anni ? Non mi pare possibile. L'arlecchino di Dresda del 1723 non era Natalino Bellotti (V.), uno dei Beniamini della C
57 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 382-383
10 aprile 1732), si fece eccezione per la coppia Bertoldi, alla quale era stata assegnata la non pingue pensione di 400 fio
a i comici italiani poteron dare nel carnovale del 1735, mentre il Re era a Varsavia, nella prima anticamera de’Grandi appa
’poveri artisti. Dopo la morte del re Augusto II, la Corte sassone si era volta di nuovo e con occhio ancor più benigno all
58 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 663
in un ambiente drammatico (il patrigno nobile Carlo del Torso udinese era presidente del Teatro di Palmanova), ebbe fin da
a Milano, all’insaputa della madre, che pei soliti vecchi pregiudizj era avversa alle inclinazioni della figlia, entrò nel
on Emanuel. Entrato poi il Vestri nella Compagnia Nazionale, dove non era alcun posto per lei, non volendo ella creare osta
59 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 680-681
tosi alquanto, ritornò a Napoli, e ricominciò a recitare, ma egli non era più il celebre Visetti : più che l’ammirazione s’
i e l’ Aliprandi, i quali lasciarono scritto ne' lor ricordi che egli era fortissimo attore in ogni genere di lavori, ma so
affè, anzichè in Teatro (parole sue). E Adamo Alberti : Visetti era un pregiatissimo attore. Possedeva una voce armon
60 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — Padova, 28 luglio 1674.Venetia, 16 marzo 1675.Venetia, 23 marzo 1675.Venetia, 30 marzo 1675.Venetia, 13 ap.le 1675.Venetia, 20 ap.le 1675. » pp. 28-35
o le conferì il premiò di primo grado e con ragione ; poichè l’Emilia era tra le giovani una delle più forti promesse. Nel
d (op. cit.), dopo avere detto semplicemente che il ruolo di Ortensia era quello di servetta, come l’Olivetta, la Nespola,
Campardon, op. cit.), che il Valerio sconosciuto al Sand e ai Parfait era il modenese Giacinto Bendinelli o Bendinely, come
i di un capitano da scritturarsi, certo Federico Beretta. L’Ortensia era , senza dubbio, la moglie dell’Allori, giacchè per
in nome della putta, senza mai accennare alla moglie, che per di più era la Prima Donna della Compagnia. Non è cosa tanto
e, non so dire. Il Dottore vivente a quell’epoca e a noi noto sin qui era il Lolli ; ma egli, recatosi a Parigi nel 1653 pe
chera di Dottor Baloardo, tornò in Italia, non so in che anno (nel’58 era certamente a Roma, come si vede ai nomi di Lolli
giugno ’83, morì nel 1702 ? Noto incidentalmente che a Roma nel 1658 era con lui nel distretto della Parrocchia di S. Piet
ta Pazzìa mi resta a dire alcun che di preciso. La pazzìa del Dottore era un Caval di battaglia dell’attore, come quella d’
61 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [D]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 774-779
eripezie di ogni specie in altre compagnie mediocri, nelle quali però era già divenuto un buon artista, riuscì a entrar soc
tornò col Mascherpa il 1835. Condusse poi un’ottima compagnia di cui era prima attrice la Carolina Internari ; fu il ’40-’
aldò interamente in questo quadriennio ; e sostenuto dalla fama che s’ era meritamente acquistata di galantuomo, continuò a
egli incideva i pensieri più riposti di una parte. La sua recitazione era , si può dire, un commento in azione. E di questo
ionale, che fu detta al suo tempo antiquata, ma che probabilmente non era mai stata prima di lui. Non molto noto forse è l’
osa il Domeniconi, dolente, si recò dal Costa e gli disse che sua non era la colpa, ma del pubblico : e che glie lo avrebbe
e, sapeva mettere anche nelle cose del capocomicato. Non una commedia era da lui restituita senza che l’accompagnasser le p
62 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [C]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 674-675
ima un tal Personaggio scritto nella nostra favella, perchè destinato era a sostenere la parte un valorosissimo Pantalone,
qual merita. E intorno ai tre gemelli veneziani, di cui il Collalto era l’autore (Mem. III, 3) : Quest’ uomo intimamente
delle mie commedie intitolata i due gemelli veneziani, l’uno de’quali era balordo, e l’altro spiritoso : vi diede una nuova
va con molta anima e con molta intelligenza il ruolo di Pantalone, ed era specialmente ammirato nelle scene appassionate, i
del comico : la commedia dei tre gemelli ne è la prova. In essa egli era alla sua volta galante, amoroso, appassionato, br
63 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [C]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 703-705
erseguitato da 4 elementi. Come si vede, dunque, base del repertorio era il teatro di Goldoni. A dare un saggio della ment
dal posto l’altra rimovea, e l’altra l’una ne traea sovente ; felice era colei che più vedea dallo spiraglio la racchiusa
e era colei che più vedea dallo spiraglio la racchiusa gente : e ve n’ era una sì ostinata e dura che ceder non volea la su
ar triste figure ; son sì curiose queste donne pazze, che se l’ Uscio era pieno di fessure, purchè a ciascuna ne toccasse a
ne troverà il lettore al nome della prima donna della Compagnia, che era la Giuseppa Fineschi, a proposito della commedia 
64 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — Mantoua li 16 Dicembre 1678. » pp. 127-128
ino (V.), comico e istoriografo napoletano, che in quel tempo appunto era al servizio del Duca di Modena. E chi era il Padr
, che in quel tempo appunto era al servizio del Duca di Modena. E chi era il Padre Francesco ? Forse il buon Dottore Matera
che passavano si formò un semicircolo intorno alla sedia, sulla quale era seduto il suddetto, che tutti salutava, e sorride
i disse che quell’ uomo chiamavasi Giulio Minelli, che alla sua epoca era stato un bravo Pantalone ; ma che, in vecchiaja,
a stato un bravo Pantalone ; ma che, in vecchiaja, datosi al vino, si era ridotto in miseria. Allora inventò di dar quel nu
65 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 682-683
ando gli potea riuscir di far ridere. Eppure piaceva al pubblico ; ed era l’idolo di Venezia ; e licenziato qualche anno do
Gualtiero (della Griselda) si sorpassò (Mem., T. I, XXXVIII). Vitalba era un bell’uomo, un eccellente comico, un gran donna
ua, proprio dopo ch'ella aveva giurato di averlo lasciato per sempre, era ammogliato ; e il Loehner riferisce dai registri
a ridà notizia di nuovo sputo di sangue…. Ma si vede bene che Vitalba era pauroso all’estremo. Curioso il metodo di cura se
patischo, voglio un poco vedere cosa è per essere. » Il marzo del '25 era novamente in Bologna, d’onde prega il solito medi
66 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [G]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 982-983
ole ; spettacolo dilettevole, ma lontano dalla buona commedia. Egli era dunque il Fregoli d’allora, preceduto dall’arlecc
Venezia. Il carattere del Gandini pare non fosse de’più dolci : egli era soprattutto il vero marito della prima donna, e a
ommamente irritato contro il pubblico e contro Goldoni, disse che gli era stata fatta un’ azione da forca, protestò col Ven
n quelle italiane ? Forse Dionisio Gandini che sostituì il Bertinazzi era un fratello di Pietro ?E come mai di questo non è
67 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [I-H-K]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 1053-1054
e fu poi rappresentato a Venezia il 24 novembre), ci dice di lui, che era « pulitissimo ed onestissimo (Mem., I, XXXIV), »
regolata, aveva spirito e cognizioni. Amava la Commedia con passione, era di natura eloquente, ed avrebbe molto ben sostenu
grosso, senza collo, con occhi piccoli, e con un nasino schiacciato, era ridicolo nelle parti serie, e i caratteri caricat
a vederlo, ma sempre accompagnata dalla madre, vecchia attrice che s’ era ritirata dal teatro, e che aveva santamente divis
68 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 752
prio Pantalone. » Da Parma passerà poi a Brescia. Il dicembre del '48 era a Piacenza, e il dì 8 (la lettera è pubblicata da
utunno del '59, e l’8 novembre annunzia a un Segretario del Duca, che era per recarsi a Reggio ; ma gli era stato detto « c
unzia a un Segretario del Duca, che era per recarsi a Reggio ; ma gli era stato detto « che vi erano alcuni che recitavano
l 21 aprile 1660 da Parma, la quale mostra la grande famigliarità ch' era fra lui e le varie Corti, annunciando a un Segret
69 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — article » pp. 164-168
di veneto (?)] recasse, come bomba, l’annunzio che tutta la condotta era sotto sequestro. S’alzò un grido d’ òrrore, misto
amp; Jam, che s’espone già ; cioè Bos non jam ; per mostrare, che non era già vn Bue, ma Gioue quello che portò via Europa.
lasse ; Egli con la testa rossa per la collera, disse che quello, che era opera manarum suorom, quegli altri babbuassi se l
bbuassi se lo voleuano attribuire a sè stessi ; ma che la vera verità era , che egli già innamorato morto della Ninfa Dafne,
igliarla per forza, e contrar seco legitimo adulterio ; la Ninfa, che era furba, auuedutasi della ragìa, à gambe fratello,
icorda bestiazze, quando io spasimauo per Venere, e lei in amarmi non era un’ oca, che quel becco cornuto di Vulcano voleua
a Città, nominandola Bononia, quasi Bonum onus, cioè buono, e soave m’ era stato il peso nel portar Venere di Cielo in terra
iderio col freno della ragione ; e chiamai Pallade, che quasi quasi s’ era pisciata sotto per la paura douendo venir di nuou
calata, mostrando come tutto quello, che haueuano ditto gli altri Dei era Alchimia, e non poteua stare a martello ; e che l
ltri Dei era Alchimia, e non poteua stare a martello ; e che lui solo era il pater patriæ Bononiensis ; vedendosi che tutti
zon di fuoco, Apollo la piua, Marte un’archibugetto a ruota, Venere s’ era messa a parata, Minerua haueua scoperta la sua ro
messa a parata, Minerua haueua scoperta la sua rotella, e Mercurio s’ era armato del baculo ordinario ; quando questo petto
70 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 646-656
lo vediam generico della rinomata Compagnia Consoli e Zuccato, di cui era primo attore Gio. Angiolo Canova, l’artista pregi
ssò il 1806 in Compagnia del caratterista Andrea Bianchi, della quale era primo attore il gran De Marini, che, udito il gio
cia il 1816 un’ottima Compagnia assieme ad Angelo Venier, della quale era prima attrice Carolina Internari, fiorente di gio
va che la natura lo avesse creato non ad altro che al genere comico : era pingue della persona, aveva il ventre sporgente i
uel punto ch'egli entrava sulla scena fino a che non ne fosse uscito, era tutto immedesimato nel personaggio che prendeva a
tto immedesimato nel personaggio che prendeva a rappresentare : nè v' era imprevista circostanza che mai potesse farlo usci
to verso quel tremendissimo giudice innanzi a cui stanno. La sua voce era chiara, aggradevole, risonante ; se non che nelle
in ciò una rara potenza creatrice, perchè appunto il suo recitare non era di sole parole, ma scrutando con sottilissimo acc
mio panegirico. Ma il Carrer dettava queste parole, quando il Vestri era ancora a Napoli col Fabbrichesi : e lo Scifoni, a
l Fabbrichesi : e lo Scifoni, accennando al difetto, quando l’artista era in Compagnia Reale Sarda, così conclude : Notava
nche Francesco Righetti (op. cit.), proprio al tempo in cui il Vestri era nella Compagnia Reale Sarda, accusandone piuttost
ori al secondo atto. Venne, si allontanò di nuovo, ma il pubblico non era ancora contento, ed egli dovette venir fuori un’a
71 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » p. 329
essa Dönhoff, pel suo onomastico, a Moritzburg. La tavola per la cena era a ferro di cavallo in una vasta sala, ov’ era inn
. La tavola per la cena era a ferro di cavallo in una vasta sala, ov’ era innalzato nell’una estremità un piccolo teatro, i
tuati Malucelli, Bellotti e la coppia Bertoldi. Si sa che il Bellotti era retribuito con 600 fiorini annui, i quali pare no
72 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 129
al '45 al '50 il napoletano e la Sicilia con una società, di cui egli era capo. Tornato a Napoli vi morì, non ancora compiu
a, quaranta francesconi per tanti tordi mangiati dal Miutti, il quale era tenuto in ostaggio…. A Napoli, avuto dal capocomi
soprabitone, e non avendo un soldo in tasca, per certa merenda che s’ era proposto di fare coi compagni Bon e Romagnoli, co
73 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article »
iano. Altro figlio di Andrea, marito di Elisa Duse, artista mediocre, era il 1848 con la famiglia in Compagnia Lipparini, c
ieri, diretta da Riccardo Castelvecchio, anno in cui si sposò. Il '69 era con la moglie prima donna in Compagnia Carbonin,
74 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [E-F]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 881-887
rico di regger la Compagnia e metter fuori soggetti ; ma che però non era in costume di far ciò ; Brighella risapendo quant
nfamemente il rispetto, ed il detto Signor Arciuescouo ciò risapendo, era d’animo di far poco piacere à Brighella, ed’egli
Antonio Fidenzi detto Cintio Comico. Iacomo o Iacopo Antonio Fidenzi era dunque il direttore della compagnia ; e il male a
noto. Leandro poteva essere il Ricci figlio del Pantalone. Beltrame era Niccolò Barbieri, che nella Supplica più volte ci
ta, chiama il Fidenzi onor delle scene, e amico delle muse. Aurelia era la Brigida Bianchi. Leonora era la Castiglioni.
scene, e amico delle muse. Aurelia era la Brigida Bianchi. Leonora era la Castiglioni. Il Carpiano era Marcantonio Carpi
elia era la Brigida Bianchi. Leonora era la Castiglioni. Il Carpiano era Marcantonio Carpiani detto Orazio. Trappolino e
ioni. Il Carpiano era Marcantonio Carpiani detto Orazio. Trappolino era Giovan Battista Fiorillo, figliuolo del Capitan M
del Capitan Matamoros. Bagolino è rimasto fin qui ignoto. Buffetto era Carlo Cantù. Beatrice era la moglie di Fiorillo.
golino è rimasto fin qui ignoto. Buffetto era Carlo Cantù. Beatrice era la moglie di Fiorillo. Angiolina. Chi si nascond
barcajuoli per veder di tirar avanti la baracca alla meglio. Nel ’29 era trovarobe con la società Vedova e Colomberti, e i
75 (1787) Storia critica de’ teatri antichi e moderni (2e éd.). Tome II « LIBRO II — CAPO V. Continuazione del teatro Latino. » pp. 222-242
motoria e stataria: se si mira alla natura de’ costumi imitati, essa era palliata, ossia greca, e togata, ossia Romana; e
a propriamente detta, in tabernaria, e in Atellana. La togata propria era seria, e corrisponderebbe alla moderna commedia n
ome da taberna, luogo frequentato da persone di ogni ceto. L’Atellana era una commedia bassa sì ma piacevole, lontana alla
certo esodio 131 Pitone Gorgonio, il quale, a mio credere, altro non era che il Manduco, perchè il nome di Pitone è posto
io equivale a Manduco, dipingendosi i Gorgoni con gran denti. Manduco era un personaggio ridicolo coperto di una maschera d
repito, ond’è che i ragazzi se ne spaventavano132. Questo personaggio era menato intorno ne’ giuochi con altre maschere spa
i delle Atellane vuolsi osservare che tra’ privilegii loro accordati, era quello di escludere dalla rappresentazione de’ lo
o schiavi e in generale pochissimo considerati fuori della scena. Non era dunque l’esercizio del rappresentare quello che d
a che andavano a colpire il Dittatore. Col vestito di uno schiavo che era bastonato, gridava fuggendo, Porrò, Quirites,
o diceva non potergliene dar molto, a cagione della gran folla che vi era , alludendo al gran numero di senatori e cavalieri
si maravigliava che stimasse di stare a disagio in un solo sedile chi era solito ad occuparne due in un tempo; satireggiand
e caratterizzò più aggiustatamente la persona di Agamennone147. Tale era l’ accuratezza degli esperti pantomimi antichi (N
tere poteva recar vergogna alla ragione, perchè la vita del pantomimo era dissoluta, o perchè le matrone Romane innamoravan
o Lænas persoluere mihi. La stagione poi in cui essi celebravansi, era quella del piacere: Quærere conabar, quare las
76 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 236
lloud e Diligenti nel 1872 come primo attore a vicenda col Diligenti ( era stato quattr'anni primo attor giovine in quella d
a dei giovani artisti, al fianco di Adelaide Tessero. Francesco Pasta era nato, si può dire, primo attore, sì pel fisico, e
. Francesco Pasta era nato, si può dire, primo attore, sì pel fisico, era di figura più tosto forte e di fisionomia marcati
77 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 335
Modena, a vicenda con Gaetano Caccia (V. Suppl.). L'autunno dell’ '86 era a Torino, raccomandato da Sua Altezza al signor M
ri detto Mario, ma Luca Rechiari detto Leandro. Forse dalla Compagnia era uscito il Caccia, primo nell’ elenco, ed egli ne
recar in quelle due piazze a guadagnarsi il vivere. L'ottobre del '93 era a Fermo, il dicembre a Chieti, il carnovale a Rom
78 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 507
on molta intelligenza e con molto brio nell’Homme à bonne fortune, ed era stata accolta poco tempo dopo a mezza parte. Sap
mezza parte. Sappiamo dal Goldoni (Mem., T. III) che la signora Savi era la prima attrice della Commedia italiana, e abita
e (ivi, 19) che non aveva disposizioni felici per la commedia, ma che era giovane e di assai buona volontà. Uscito dal teat
79 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 333-339
eri sapeva tutte le sue parti a memoria ; Bellotti-Bon nessuna. Pieri era guidato dall’arte ; Bellotti-Bon dalla sua natura
alla sua Compagnia unica, la vera Compagnia modello, nella quale egli era tuttavia per viscomica, per finezza, per verità,
eatro massimo di Ravenna Il vero Blasone di T. Gherardi del Testa : s’ era , se ricordo bene, nel maggio del ’64 (epoca della
fianco, e là…. Ha capito ? A questo punto l’entusiasmo del pubblico era al colmo, e scoppi continuati di ilarità accoglie
n tanta intelligenza…. e con tanta verità…. E questa del vero blasone era una delle innumerevoli parti, in cui fu sommo dav
o del capo, a una occhiata, scoppiavan risa convulse ; ma il pubblico era sempre in faccia a uno specchio di vera eleganza…
iuscì sostenendo con molto spirito il personaggio di Pantalone, a cui era tanto inclinato. Avanzandosi in meriti, fu accolt
80 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 254-257
nte con pochi tratti di penna : dopo di avere parlato del fisico (non era nè bella, nè brutta, ma aveva un non so che, che
ia, portamento, e una grande conoscenza del cuore umano. Tutto in lei era natura, e l’arte che la perfezionava era sempre n
el cuore umano. Tutto in lei era natura, e l’arte che la perfezionava era sempre nascosta. Di lei si cantò : Toi que les
e di comica non le aveva impedito di essere cristiana, e che la terra era la nostra madre comune, come Gesù Cristo il Salva
81 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 451-452
resunto padre, chiedendogli perdono delle sue mancanze. Il ciarlatano era fuor de’gangheri e dichiarava non solo di non ess
na stampa di questo costume, disegnata e incisa a Parigi dal Bel, che era un famoso disegnatore italiano. Questo costume, s
n famoso disegnatore italiano. Questo costume, stando alle apparenze, era sul teatro innanzi a quello di Beltrame, Niccolò
e, era sul teatro innanzi a quello di Beltrame, Niccolò Barbieri, che era milanese, e che volendo parlar la lingua del suo
82 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [A] — article » p. 191
lo, e i due elenchi concordano nei nomi di altri attori. La Compagnia era della Maddalena Battaglia e n’era primo attore e
nomi di altri attori. La Compagnia era della Maddalena Battaglia e n’ era primo attore e direttore Salvatore Fabbrichesi. D
83 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 347-348
ol nome di Vittorio Alfieri. E ho detto in forma di teatro, chè prima era un baraccone, con la loggetta al di fuori pe’suon
un vitello con cinque gambe. Immaginatevi da quale specie di pubblico era frequentato ! Bene : la Compagnia, se così poteva
to e di allestimento scenico ; tanto che, mentre essa al suo esordire era composta di quattro attori, finì poi coll’averne
84 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [G]. I COMICI ITALIANI — article » pp. 1019-1020
i grandi pregi dell’artista incantevole, squisita : Pierina Giagnoni era davvero una predestinata dell’arte. Elle veniva i
l’altro meno ingrato cielo, restano ad attestare che la speranza non era nè temeraria nè vana. E di quei giorni, in cui ar
vvolgeva ancora la Giagnoni : cosi la sua mirabile artistica natura s’ era venuta via via formando alle perfezioni di un’art
85 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 665-666
nere di parte, le superò tutte nella commedia, in cui, dice il Regli, era una potenza ; e aggiunge che : « Pamela nubile, Z
vessi ancora la sorte di Comingio e di Romeo. Il marito della Vidari era un impenitente beone, e Francesco Regli riferisce
o, cominciò a svestirsi. E quando un compagno gli disse che la recita era sul finire, e ch' egli aveva ripiegata la sua par
86 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 310-312
del 21 marzo 1853 ; ma è un errore evidente, poichè nel 1844 egli non era più nella Compagnia Reale Sarda, alla direzione d
Domenico Righetti, e nel ’45 la moglie Marianna, come vediam più giù, era già vedova. Del suo valore artistico discorre lar
a : …… Bazzi ponea mano alla rappresentazione ; e allora la commedia era sua, allora con uno zelo, con un amore, con una i
sua, allora con uno zelo, con un amore, con una intelligenza che non era in altri che in lui, metteva tutto in movimento,
ane significazioni, le sue scene si succedevano cosi naturalmente che era una maraviglia, e i suoi personaggi si sentivano
87 (1777) Storia critica de’ teatri antichi et moderni. Libri III. « Libro I. — Capo VI. Continuazione del Teatro Greco. » pp. 82-108
sovvenirsene allorché son tentati di decidere, che questo Aristofane era un atenieso, il quale fioriva sul principio del I
naturale del mercato di Atene il che dimostra che la decorazione non era punto trascurata nella commedia. Ma che un vendit
cioé intorno a tremila feudi; e quello pruova che la commedia antica era un’effettiva denunzia di stato37. La nota commedi
manda. La satira de’ poeti contemporanei, e spezialmente dei tragici, era molto in voga nella commedia antica; ed oltre a m
morio». Le Rane s’intitola l’altra commedia contro Euripide, che già era morto. Essa ha per oggetto la comparazione del me
o vestito da Ercole e molto poltrone, per deridere un poeta, il quale era riuscito male a vestire e caratterizzar quel nume
di Plutarco, o di Rapin, volle aggiugner del suo, che Aristofane non era né comico, né poeta; il che sembra detto con sove
llo stile elegante, polito, dolce e armonioso di questo poeta, e se n’ era talmente invaghito che, onorò un sì eccellente co
e mai più non l’abbandonarono 46. Ecco quello che agli occhi de dotti era Aristofane. Dopo ciò, cosa pensereste di un giova
la morte di questo gran valent’uomo viene a dirci, ch’egli altro non era , che un satirico sfrontato, un parodista, un supe
e fu coronato nel certame. Filemone, poeta molto a lui inferiore, gli era sempre preferito. Infinita esser dovea la distanz
mimi. Ilarodia, o ilarotragedia, secondo l’idea che ce ne dà Ateneo, era una pavola festevole e di lieto fine, nella quale
iar parole cantando; e in questo la poesia, per accomodarsi al canto, era più lirica, e la rappresentazione, per servire al
l canto, era più lirica, e la rappresentazione, per servire al Ballo, era men naturale. Ma i movimenti ginnastici del salta
, era men naturale. Ma i movimenti ginnastici del saltatore, il quale era nell’istesso tempo cantore54, bentosto ne ingross
ballo a imitar favole seguite e compiute tragiche e comiche, esso non era altro che una saltazione quasi senza oggetto, com
l piruettar dei dervisi turchi. Presso gli antichi coribanti e cureti era un rito strepritoso e bellico più, che un ballo d
la tomba di Pausania vincitor de’ persiani nella battaglia di Platea, era veramente fatto per gli esercizi ginnici; ma vi s
al teatro, come noi andiamo agli esercizi spirituali, che la commedia era il lor catechìsmo, e la tragedia la loro predica
itica gelosia, il cui principale oggetto, e nell’ozio e negli affari, era la conservazione della libertà. 35. Epicarmo fil
d’Atene che gli facevano una spezie di corte, perché la di lui mensa era dilicata, e la di lui borsa sempre aperta a color
d’una commedia, per non saper di che trattar nel terzo? Questo terzo era da pensarsi interamente avanti di animar colla lo
88 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article »
ratello del precedente. Secondo che scrive il Piazza nel Teatro, egli era ancora quarant’anni dopo la sua morte nella memor
ò non sappiamo nè dove, nè quando sia nato : sappiam soltanto ch'egli era a Vienna comico al servizio di quella Corte, quan
89 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 87-90
ra in teatro. Il fiorentino Giovan Battista Marini, discreto artista ( era generico dignitoso il 1853 in Compagnia Sadowski-
cchio pasticcio del Bayard : Il nuovo Figaro e la Modista. La modista era lei, la Marini. La sala metteva paura. Il pubblic
u il '63 con Luigi Domeniconi, e il '64 con Gaspare Pieri. Il '64-'65 era di nuovo con Adamo Alberti ai Fiorentini di Napol
del teatro italiano di prosa, e, direi quasi, di canto, tale e tanta era la carezzosa musicalità della sua voce. Quando no
nfronti le più vive discussioni, la vita artistica di Virginia Marini era il trionfo non interrotto di ogni sera. Passando
compagno e maestro, le platee con una semplice inflessione di voce ; era quella una forza sua. I versi, nella sua bocca, s
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i del Lago di Garda, il quale aveva la figura disavvantaggiosa, e non era buon parlatore ; ma gran Lazzista e ottimo per li
azia, e contraffaceva assai bene i personaggi ridicoli, e soprattutto era ammirabile nelle scene di Spavento, e di agitazio
91 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article »
delle Varietà teatrali di Venezia per l’anno 1821, quando il Verzura era in Compagnia Perotti, lasciò scritto ch' egli era
, quando il Verzura era in Compagnia Perotti, lasciò scritto ch' egli era eccellente attore, se non maggiore, non certo ad
92 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [B] — article » pp. 403-404
del ’71. Il Bellotti comprese subito da quell’esperto conoscitore che era , il merito dell’opera : fece subito copiare le pa
nelle successive rappresentazioni non ebbi nulla da modificare. Atte era la Tessero, Egloge la Campi, Menecrate Belli-Blan
mmirazione, di applausi, di frenesia. Il giorno dopo, tutto venduto ; era il teatro delle grandi occasioni…. il quale conti
ran concepite ; ma se Bellotti non accettava il lavoro, se Milano non era all’altezza dell’autore, chi sa se l’umile maestr
93 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » pp. 57-58
l nostro esercito prendeva possesso del Veneto, la Compagnia Majeroni era la compagnia di moda. Guadagnò denari a cappella
timo momento della sua vita. Aveva sessantacinque anni. Come artista, era bravo senza essere ottimo ; era bello, aveva una
va sessantacinque anni. Come artista, era bravo senza essere ottimo ; era bello, aveva una voce armoniosa, incantava la sua
ni fu il più generoso degli artisti drammatici ; ma la sua generosità era piuttosto prodigalità, o meglio scialacquo. Solda
94 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article » p. 93
Mem., II, 110 : Mar[illisible chars], il Brighella della Compagnia, era maritato : sua [illisible chars], la quale era st
hella della Compagnia, era maritato : sua [illisible chars], la quale era stata ballerima da corda al pari di lui, era una
lisible chars], la quale era stata ballerima da corda al pari di lui, era una giovine veneziana molto bella ed [illisible c
95 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « [E-F]. I COMICI ITALIANI — article » p. 943
e in dialetto veneto al Pantalone Garelli (V.). Al principio del ’38 era a Dresda scritturato nella Compagnia di Corte ass
e Gerolima ( ?) (V. Casanova Giovanna e Articchio Nicoletto). Nel ’54 era al S. Gio. Grisostomo con Onofrio Paganini a sost
96 (1897) I comici italiani : biografia, bibliografia, iconografia « I comici italiani — article »
ze con una giovane bolognese, non comica. Rubatogli di notte quanto s’ era venuto accumulando co' suoi risparmi, risolse di
glia, a Venezia, con Luigi Perelli, e con Antonio Camerani, col quale era ancora il 1781. Recitava il Tomasoli anche senza
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stenendo a quattr’anni la parte di Cosette nei Miserabili. Il ’63-’64 era ai Filodrammatici di Trieste ultima per le parti
per le parti ingenue nell’elenco della Compagnia Duse Lagunaz, di cui era direttore Luigi Aliprandi e amorosa la Celestina
riuscita, salendo a tal grado di arte da soggiogare quel pubblico ch’ era ancor tutto pieno del gran fascino della partita.
illon…. e di tutto ciò ch’ella rappresentava. Si disse che nella Duse era da notarsi una particolare attitudine alla rappre
che lo faceva vivere e palpitare : non lo studio soltanto di quel che era in una parte, ma, e soprattutto, di quel che non
te, ma, e soprattutto, di quel che non c’era. La grandezza della Duse era tutta grandezza di analisi, che sfuggiva all’occh
che sfuggiva all’occhio e alla mente dello spettatore, perchè l’arte era sempre soccorsa dalla natura, e questa da quella…
re e palpitare con lei. E finalmente : la grandezza grande della Duse era nell’eloquenza di uno sguardo, nell’ intonazione
re e miglior patrimonio degli artisti più celebri, da cui il pubblico era trascinato di sorpresa. E si è nella grande armon
ll’ ’82, a proposito della rappresentazione di Frou-Frou, della quale era ancor vivo nel popolo fiorentino l’entusiasmo sus
suscitato dalla Bernhardt, pubblicavo : Da un gran pezzo in qua non m’ era accaduto di notare sul nostro teatro di prosa cer
indole, e la vivacità del suo ingegno. In quella maniera di scrivere era qualcosa della sua recitazione. Volesse punzecchi
ampognare, o poetare, la nota aristocratica, nota individuale sempre, era la dominante. Altra volta scrisse a proposito di
Ciò che quella accolta di artisti applaudiva unanime, frenetica, non era soltanto quel ch’essa coglieva del genio della Du
la traduzione incosciente, impulsiva del loro amore per la loro arte, era tutto un omaggio di commozione che mandava oltre
to un omaggio di commozione che mandava oltre l’artista di passaggio, era il loro ideale ch’essi salutavano, era la loro ar
oltre l’artista di passaggio, era il loro ideale ch’essi salutavano, era la loro arte nobilitata, dinnanzi alla quale si s
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essa fu figlia dell’arte, e nacque a Venezia, ove sua madre, incinta, era a recitare : questo il parere del D’Ancona, il qu
estimento scenico delle due compagnie. Non hieri l’altro la Flaminia era comendata per certi lamenti che fece in una trage
e donne, fu dalle donne lapidato et morto. La Vincenza, all’incontro, era lodata per la musica, per la vaghezza degli habit
in un istante medesimo i pastori fecero le loro nozze et eccetera. Vi era l’Ill.mo S.r Massimiliano dal Borgo. Ma gli entu
za. Ha voluto S. E. che si unisca in una, et ha tolto li miliori : li era la Sig.ª Vicenza et la Sig.ra Flaminia, quali han
iso, che i più consumati autori scrivendo pensatamente. Nella comedia era giocosa secondo le occasioni, mordace nel riprend
guta nelle subite risposte, mirabile nei bei discorsi d’amore ; e non era alcuno che le potesse, parlando, stare al paro. O
hi l’udiva, il vero. Diventava pallida a qualche avviso strano che le era dato, di vermiglio colore tingea le guancie alle
entevolmente ragionare, trovava parole e modi si dolorosi, che ognuno era sforzato a sentirne doglia vera, e ben spesso anc
stanze che succintamente del Poema tutto contenevano il soggetto, ed era come di quello un argomento ; e cosi, data la lic
rappresentava, d’eloquenza, di bellezza, d’armonia e di sapienza gli era superiore. Qual Esopo, qual Roscio …. etc. etc. »
enti, onde se talora in abito di giovanetto si mostrava in scena, non era alcuno che donna l’avesse giudicata. Aveva i cape
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to ad arte nella Compagnia del futuro suoceto, della quale il Salvini era un de' primi sostegni nel ruolo di padre nobile.
parte. Il figlio non aveva alcun ruolo speciale, e lo stipendio annuo era di lire austriache 3000, coi viaggi pagati a entr
ati i tempi, fa fede, mi pare, del gran conto in che Giuseppe Salvini era tenuto dal sommo artista. Pur troppo, recitando l
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gnia regolare in società con G. B. Pucci e Carlo Dondini, della quale era anche primo attore. Richiamato dal padre a Milano
la professione paterna, istituì filodrammatiche società, di cui egli era esperto direttore, recitandovi con successo parti
anese dice che Meneghino trae la sua origine da Domenica, essendochè era uso in Milano, nei secoli passati, di chiamare in
che a fungere da servo straordinario. E poichè quell’ uomo del popolo era di solito sollazzevole e burlone, ed era al fatto
oichè quell’ uomo del popolo era di solito sollazzevole e burlone, ed era al fatto di tutti gl’intrighi e degli avvenimenti
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