pitheatro Campano], e vedrà che l’Anfiteatro non era se non un doppio
Teatro
, e che le scalinate, i recinti, le uscite, conven
i recinti, le uscite, convengono appuntino ad esso ugualmente, che al
Teatro
secondo le regole Vitruviane. Ci volea dunque a q
edizione della Storia de’ Teatri in tre Volumi, nominandovi ancora il
Teatro
di Merida, accompagnato dalle necessarie citazion
e le rovine per una lega e mezza, e veggonsi tra esse i vestigj di un
Teatro
, ed anche di un Anfiteatro. A chi poi è ignoto ch
uel di Atene. Ben potrebbe darsi: ma da ciò che ne consiegue? che tal
Teatro
si eresse da’ Greci, come pensò Gasparo Ercolano?
ali parole: “Ora se i Saguntini presero da’ Romani e non da’ Greci il
Teatro
, perchè mai lo fabbricarono conforme a’ Teatri an
e non può essere a quelli più simile. Nè mi stendo a rilevare che nel
Teatro
di Morviedro non apparisca indizio del luogo, ove
Ora a chi toccavano le altre quattro”? Adunque riconosce il Martì nel
Teatro
di Morviedro l’Orchestra costrutta alla Romana, c
ve D. Antonio Ponz1: “Alla lettera del Martì non unisco la stampa del
Teatro
come difettosa, non essendo nè pianta nè alzato,
hi non era Professore; ed in suo luogo può sostituirsi una pianta del
Teatro
di Marcello molto simile a questo di Morviedro.”
; dicendo ciò per le quattro colonne di onice che egli espose rel suo
Teatro
. L’Autore dell’accennata storia risponde, che del
pose rel suo Teatro. L’Autore dell’accennata storia risponde, che del
Teatro
di Balbo fece menzione con ogni altro Scrittore,
i onice possedute da quell’onorato Spagnuolo, colle quali ornò il suo
Teatro
. Il Signorelli sempre povero di cuore e di mente
di cuore e di mente si fe troppo occupare da’ piccioli ornamenti del
Teatro
di Scauro, consumati poi in Villa dal fuoco per m
e continuam.te in Mantova, nè ricevere impegni di recita in qualsiasi
Teatro
, ma solo restare alla sola ed autorevole disposit
e benign.te assentirà, ancora portarsi à Venezia à recitare etiam nel
Teatro
dei SS.ri Grimani adempito che habbino questi SS.
to all’anno e lasciarla in libertà d’andar à recitare in qualsivoglia
Teatro
, ricevendone però sempre antecipatam.te il benign
co loro naturale, nè andar à recitare positivam.te à Venetia in alcun
Teatro
, protestandosi S. A., che, contravenendo sotto qu
ta in quel medesimo dramma tredici anni più tardi. Fu autore di un
Teatro
italiano, edito a Torino da Alliana e Paravia, in
e Paravia, in tre volumi, il primo dei quali comprende la Storia del
Teatro
italiano di Luigi Riccoboni, tradotta e ridotta,
ta da alcuni cenni biografici di lui, il secondo lo Stato attuale del
Teatro
italiano, in cui sono notizie preziosissime di at
rasportate a’ tempi de’ Greci, e de’ Romani: e in vece di vedersi sul
Teatro
i ritratti de’ moderni Italiani, si videro quelli
il Gravina? Dice forse, che questa fu la cagione della deformità del
Teatro
del seguente secolo (che di questo parla il Gravi
XVI. come voi credeste)? Al contrario questo Scrittore afferma che il
Teatro
si deturpò del tutto quando si cadde nel vizio op
ue si attribuisce alla immoderata licenza la principale deformità del
Teatro
. Or questo non è tutto l’opposto di quanto Voi as
nquecento. Dove ne ho veduti e ne veggo in copia alla giornata, è nel
Teatro
di Madrid. Nè soltanto in qualità di uomini di co
e Voi componete una medesima persona1. Accordatevi con voi stesso. Il
Teatro
arlecchinesco difficilmente mancherà del tutto al
a Raccolta cominciata dal Maffei, e si sono sostenute con applauso in
Teatro
. Vi furono almeno cento Commedie degl’Intronati d
natura le fecero andare in disuso, e ricondussere la desolazione nel
Teatro
de’ Commedianti. Sì, caro Signor D. Saverio, quel
spropositata fanfaluca, allora, invece di ridere, volta le spalle al
Teatro
. Ecco perchè si soffrono le balordaggini de’ Graz
cchinate, e se ne fossero tanto compiaciuti, avrebbero abbandonato il
Teatro
e l’Arlecchino nelle vostre Commedie sostituito a
riti contratti dal Vega, dal Calderòn, e da’ loro seguaci col moderno
Teatro
novera il Signor Lampillas (p. 196.) l’onestà che
s (p. 196.) l’onestà che v’introdussero: “La nuova Commedia bandì dal
Teatro
i bagordi de’ giovani colle meretrici, e agl’infa
tesso mestiere, e sel rinfacciano scambievolmente1. Non comparvero in
Teatro
le meretrici nel proprio nome, e nelle loro divis
carattere detestabile è quello mai di Don Felix de Toledo esposto in
Teatro
da Calderon! Un rompicollo perseguitato dalla Giu
deròn. Perciò di quanto si scrisse dal tempo di Lope, e di Virues pel
Teatro
disse l’erudito Montiano nel I. Discorso, che i D
azione Spagnuola una fecondità prodigiosa; ma potrà dirsi riguardo al
Teatro
, che il non curare gli avvisi della Ragione, e i
n difficile ad acquistarsi. Gli stessi Francesi, quando aveano un mal
Teatro
, ebbero un fecondo Hardy, il quale compose più di
mpillas, e non già, come voi credeste, il gusto volgare); ed anche il
Teatro
, cioè la pratica osservazione degli artificj comi
mici che più sogliono risvegliare gli Spettatori (che questo vuol dir
Teatro
); ed a questi due Libri Mondo e Teatro, due cose
pettatori (che questo vuol dir Teatro); ed a questi due Libri Mondo e
Teatro
, due cose distantissime dallo studio di Lope, acc
l gran numero di componimenti Comici, che formano la raccolta del suo
Teatro
. Or questo Teatro, che mai ha di comune con quell
omponimenti Comici, che formano la raccolta del suo Teatro. Or questo
Teatro
, che mai ha di comune con quello di Lope? Se il D
las, che l’avere egli detto, che non istudiava altri Libri fuorchè il
Teatro
e il Mondo, significasse, che ad imitazione di Lo
i testimonj nazionali di tre secoli. Non si può appropriare al nostro
Teatro
(scrive con istupenda franchezza) ciò che dice il
ti Compagnie, e dappoi fu chiamato in quella di Girolamo Medebach nel
Teatro
a S. Gio. Grisostomo. Ebbe l’incontro di dover re
n Venezia ed altrove applaudito. Abbandonando il Medebach il predetto
Teatro
, il Fiorio rimase colla Battaglia, ed oggi è pur
o di qualche ingegno, e scrive a sufficienza alcune cose spettanti al
Teatro
, ed è suo parto una Commedia intitolata : L’Oppre
il 7 ottobre 1896, che trovasi pubblicata nel 1799 nel tomo XXXV del
Teatro
moderno applaudito di Venezia. Egli era probabil
château dell’ Hotel de Bourgogne, Giosia di Soulas detto Floridor del
Teatro
del Marais, il Capitano (Giuseppe Bianchi, dirett
ella Comedia italiana, la Béjart, Carlo Beys e Molière dell’ Illustre
Teatro
. Spezza Ferre. Ce Capiton, fait grand esclat.
il 1680, poichè d’allora in poi nè lo Scenario di Biancolelli, nè il
Teatro
di Gherardi ha più la maschera di Spezzaferro ; e
; erronea deduzione, poichè l’ Arlequin Lingère du Palais (vol. I del
Teatro
di Gherardi) fu rappresentato la prima volta dai
a al soldo di Medebach. Furon scritte per lui le parti di Leandro nel
Teatro
comico, nella Gastalda, e in qualche altra commed
corso novembre, restò gravemente ferito in rissa tra le scene di quel
Teatro
con colpo di Spada dal Comico Lucio Landi fiorent
mo al servigio della Compagnia Comica, che in allora recitava in quel
Teatro
, e di cui l’Omicida n’ è il Capo, viene in oggi d
il Padre Gio. Domenico Ottonelli nella sua Cristiana moderazione del
Teatro
. Pietro Di Re, detto tra' comici Mescolino fu m
e all’onestà ; ove all’incontro era degno di lode, perchè nel moderno
Teatro
serbava le regole della convenevole moderazione ;
ale dell’anno 1777, recita in Carattere di prima comica in Genova nel
Teatro
delle Vigne con universale applauso. Qual altra m
nome dell’invidia a scorno fa la sincera fama a te rivolta, nel pien
Teatro
risuonar d’intorno. E l’attonita Udienza ognor pi
si unisce ancora a Toselli, interpretando' sta volta i capolavori del
Teatro
piemontese, quali Sablin a bala, Gigin a bala nen
to della Gazzetta del Popolo, passò ad essere il più forte autore del
Teatro
piemontese, per sentimento di modernità, accoppia
felice riproduzione, o riduzione, del dramma tipico di Dumas. Dal
Teatro
piemontese passò poco di poi al Teatro italiano,
ramma tipico di Dumas. Dal Teatro piemontese passò poco di poi al
Teatro
italiano, primeggiando nella Compagnia Bonazzi a
arrano nel teatro per benificio de Comici siano comune come anche del
Teatro
: E perche li ho dato ogn’anno cento scudi di fit
he del Teatro : E perche li ho dato ogn’anno cento scudi di fitto del
Teatro
, m’obbligo in questo caso, di far quello comandar
attitudini a sostener la Maschera del Pantalone, si scritturò a quel
Teatro
di San Luca, per sostituirvi il Rubini (V.). Fu a
re d’opere in musica, ma con poca fortuna ; chè il '79, s’incendiò il
Teatro
di Gorizia, del quale egli aveva l’impresa. Passò
genza del pubblico col seguente discorso che traduco dagli Annali del
Teatro
italiano di D’Origny. Signori, voi potete essere
ttore a mala pena ascoltato. Morto Vizentini, il celebre Thomasin del
Teatro
italiano, Catolini tentò di sostituirlo, riappare
ottega di varie merci — come dice Fr. Bartoli — e prese in affitto il
Teatro
del Cocomero, ove mantenne alternativamente compa
lo vediamo l’autunno di quell’anno a Livorno, ove per l’apertura del
Teatro
di San Sebastiano fu composto un prologo (Livorno
demollo, 1885. Pag. 260. Alberti Adamo. – Quarant’anni di storia del
Teatro
dei fiorentini in Napoli. Memoria. Napoli, De Ang
Fiorenza, Massi, 1646. Pag. 426, 430, 571, 572. Capuana Luigi. – Il
Teatro
italiano contemporaneo. Saggi critici. Palermo, L
, Cantorowicz, 1893. Pag. 476, 529, 734, 1001, vol. II, pag. 79. — Il
Teatro
italiano nel 1800. Rocca S. Casciano, L. Cappelli
el 1800. Rocca S. Casciano, L. Cappelli, 1901. Pag. ii. — Bozzetti di
Teatro
. Bologna, Zanichelli, 1881. Pag. 232, 342. Cotol
ris, Bourdilliat, 1861. Vol. II, pag. 380. Leoni. — Dell’ Arte e del
Teatro
di Padova. Padova, 1873. Vol. II, pag. 132. Le S
niane. Venezia, 1887. Pag. 511. Mantovani Dino. — Carlo Goldoni e il
Teatro
di S. Luca a Venezia. Carteggio inedito. (1755-17
nze, Onofri, 1661. Pag. 954, 980, 984. Paglicci Brozzi Antonio. — Il
Teatro
a Milano nel Secolo XVII. Milano, Ricordi, 1891.
ano, Ricordi, 1891. Pag. 958, 966, 984, 1006, vol. II, pag. 602. — Il
Teatro
a Milano nel secolo XVIII. Milano, Ricordi. Pag.
maschere. Roma, Roux, 1903. Vol. II, pag. 557. Piazza Antonio. — Il
Teatro
, ovvero fatti di una Veneziana che lo fanno conos
pe. Venezia, Sarzina, 1635. Vol. II, pag. 314. Righetti Francesco. —
Teatro
italiano. Torino, Alliana e Paravia, 1826. Tre vo
egio delle Scuole Pie. 1699. Vol. II, pag. 457. Scala Flaminio. — Il
Teatro
delle favole rappresentative, overo la Ricreation
arice. — Italia Vitaliani. Palermo, Biondo, 1903. Vol. II, pag. 693.
Teatro
(il) moderno applaudito, ossia Raccolta di Commed
Lapy Giuseppe. Così ci è descritto da Antonio Piazza nel suo
Teatro
(Venezia, Costantini, 1777) : Venne colà, per re
negli altrui scritti. Barbiere dì professione, passò dalla bottega al
Teatro
, mettendosi la maschera del Doctore, perchè sapev
a Compagnia della Prima Donna (la Caterina Manzoni, a cui l’opera del
Teatro
è dedicata), ch' ella avesse a veder qualcosa in
nel campo dell’arte nostra come un vero innovatore e rigeneratore del
Teatro
moderno. Ed è per questo che il suo nome glorioso
direttore della Compagnia italiana Zampolla. Formò poscia a Torino il
Teatro
di famiglia con animo di rappresentar le vecchie
di famiglia con animo di rappresentar le vecchie commedie morali del
Teatro
dialettale ai Teatri d’Angennes e Scribe ; ma l’
agnani l’architetto che vi fu impiegato, come leggesi nel trattatodel
Teatro
, e nelle Lettere sopra la Pittura dell’Algarotti,
una scalinata di quattro sedili. Il nominato autore dell’opuscolo del
Teatro
osserva che la bocca del palco scenico eccessivam
e 48. Ila sei ordini di palchetti ma (dice l’autore dell’opera del
Teatro
) de’ comodi interni, e dell’abbellimento esterior
67. Quello di Milano s’incendiò nel secolo XVIII innoltrato. Vi su un
Teatro
in Pavia. In Ferrara vi fu quello di Santo Stefan
mpatito. Ecco come il figlio Adamo ne’suoi Quarant’anni di Storia del
Teatro
de’Fiorentini (Napoli, 1878, pag. 66) ci racconta
i accorsi che non era più in caso di sostenere un posto principale al
Teatro
de’Fiorentini, e fin d’allora pensai di farlo rit
e Alfieri, Niccolini, Ventignano e Pellico hanno chiamato in folla al
Teatro
l’intelligente e colto Pubblico Lucchese, prova n
in costume e l’acconciatura, le doti naturali, la moralità dell’arte (
Teatro
greco, romano, medievale, e moderno) e in ultimo,
Voltaire ? Ventidue sere videsi replicata l’anno 1773 in Venezia nel
Teatro
di S. Gio. Grisostomo con molta fortuna di Girola
a Torti di Pisa, la quale con universale applauso recita nel pubblico
Teatro
di Lucca in grado di prima Donna nella scelta Com
sua andata a Parigi così parla il Des Boulmiers nella sua Storia del
Teatro
italiano (Tomo VII). « I comici italiani per rip
eodora Ricci, moglie del Bartoli stesso. Alla definitiva chiusura del
Teatro
italiano a Parigi, ella tornò in Italia, vivendo
cui gli si accordava di poter occupare con la sua Comica Compagnia un
Teatro
della Dominante per dieci anni di seguito e nelle
nteressi, ed a quelli de'suoi compagni con molta premura. Ha poste in
Teatro
alcune Rappresentazioni favolose del signor Co :
chiamata a Parigi nel 1645 dal Cardinal Mazzarino, e che recitava al
Teatro
del Petit-Bourbon.
il Gherardi, in una nota alla fine di essa, che è nel Tomo II del suo
Teatro
italiano, lasciò scritto : Questa commedia non e
testa, che, tornando da Versailles, ove s’era recato a offrire il suo
Teatro
italiano a Monsignore, morì improvvisamente il 31
le moins il me le semble. L’opera maggiore del Gherardi è quella del
Teatro
italiano, dopo la pubblicazione degli Scenarj di
Lavinio che s’ingegnava di formarsi un Eco, il quale rispondesse dal
Teatro
voci di fama al desiderio della sua gloria, udend
i attori della compagnia. Al nome di lei dice il Giornale de’ Teatri (
Teatro
app., Tom. III) che riuscì a meraviglia nella Sme
direzione della compagnia. Cessata l’impresa, s’impiegò a Trieste nel
Teatro
dell’Armonia, ov’era ancora il 1860. Morì verso i
quella migliore di Gerolamo Medebach, che agiva sei mesi dell’anno al
Teatro
di S. Gio. Grisostomo di Venezia, e nella quale s
ere del Goldoni, fosse licenziata. Nel 1744, trovandosi a Venezia nel
Teatro
di S. Luca, al servizio dei fratelli Vendramini,
lacqua fuorchè il soprannome di Elisabetta D’Afflisio. A Palermo, nel
Teatro
di S. Cecilia, cadde nell’eseguire un volo. Un ra
epido e negli scherzi facetissimo e vivace. Recitò per molti anni nel
Teatro
a S. Luca onorato d’applausi, favorito dalla nobi
alon ; A vù che recitando in più Cittae se sta gloria e lusor d’ogni
Teatro
, che si ben xe sonà le vintiquatro, sè ancora bon
fornito di buona presenza, e può fra giovani suoi pari nell’arte del
Teatro
lodevolmente comparire. » Era l’autunno e carnova
ivornese. « Fu impiegata nel carattere della serva per molti anni nel
Teatro
a San Luca. Travagliò con dello spirito, della gr
ncora l’anno comico 1781-82. Dallo spoglio del Giornaletto de’teatri (
Teatro
appl., vol. 3°, pag. XI) il Giovannoni appare nel
Venezia, e scrisse il complimento per l’apertura di quella stagione (
Teatro
applaudito, vol. V), recitato dall’attrice Gaetan
a non è nata per la medesima…… le dedica poi, sei anni più tardi, Il
Teatro
, nel quale sono a profusione le lodi per l’incomp
dedicatoria : Quando dirò che una donna voi siete che fece onore al
Teatro
coll’abilità sua e col suo contegno ; che del med
tta del Bartoli, poichè a detta invece di Antonio Piazza, l’autor del
Teatro
, il valore artistico del Martelli e l’amor suo pe
chè recitò il signor Martelli, ricuperatosi da una grave malattia. » (
Teatro
app., vol. 8, pag. 10)
e Fabbrichesi. Nell’elenco dato dal giornale di Venezia, inserito nel
Teatro
moderno (anno 1800) figura un Apelli Angiolo : ma
co Gaetano. Fratello del precedente. Secondo che scrive il Piazza nel
Teatro
, egli era ancora quarant’anni dopo la sua morte n
cidentemente in un’opera intitolata : Della Cristiana Moderazione del
Teatro
…. Di questo comico Aurelio non è a noi pervenuto
Fortunati. De' pregi del Menichelli come attore abbiamo un cenno nel
Teatro
mod. app. il quale dopo aver detto, che seppe acq
Compagnia, presentato da un Domenico Arcieri nel 1742 per ottenere il
Teatro
della Pace di Napoli. Il teatro (nel quale eran s
Varietà teatrali (n.° 13) di Venezia, dando conto della Compagnia, al
Teatro
grande di Brescia, dicon di lui : « Merita lode l
ssia, traduzione dallo spagnuolo (Comella) di Pietro Andolfati ; e il
Teatro
appl. e mod., Tom. III, dice della Belloni che co
nna. Trascrivo da Fr. Bartoli : Accademica fiorentina, che recitò nel
Teatro
della Piazza Vecchia nella sua Patria. Luigi Pere
l Federici, e l’ Enrico Traslow nel Federico II, mostrarono – dice il
Teatro
mod. app. (vol. III, XXI) – quanto egli fosse cap
opo un mese di malattia, « espulso, – dice il Leoni (Dell’ Arte e del
Teatro
di Padova. Ivi '73) – per la colpa d’essere stato
nor Guerrassi che io mi sento tanto altero di recitare la tragedia al
Teatro
di Borgognissanti, quanto umiliato nel prender pa
uale interpretava (come abbiamo da un programma di sua beneficiata al
Teatro
del Giglio di Lucca, la domenica 7 giugno 1840, i
tava nel giorno che Gustavo Modena chiuse le sue rappresentazioni nel
Teatro
di Palma, intitolato poi dal suo nome. No – non
nobil premio all’opera Sien del tuo labbro i non mentiti encomj, e il
Teatro
gentil da Te si nomi. Invano si reclamava dalle
nella Marca anconitana, ov' era vietato alle donne di presentarsi in
Teatro
, e ove s’ ebbe i più completi trionfi. Recitò poi
cenzo Capece, un de' primi proprietarj insieme a Ottavio Sgambato del
Teatro
de' Fiorentini. Aurelio !… Comico insigne !… 1630
sso Barbieri, ossia nel 1634. Un secondo Trapolino assai noto ebbe il
Teatro
italiano in Giovan Battista Fiorillo (V.).
titolata : L'Usurpator d’Aragona ; che fu recitata replicatamente nel
Teatro
di San Gio. Grisostomo. »
entò al pubblico colla seguente perorazione inserita nella Storia del
Teatro
italiano del Des Boulmiers, e riprodotta poi dal
magnesi, così per l’Opéra comique, come pei teatri di provincia e pel
Teatro
italiano. Gli applausi del pubblico non fecero ch
ne impazzirei. (Sand, op. cit.). A leggere tutti i sei volumi del
Teatro
di Evaristo Gherardi, ci si fa un’idea ben chiara
intituninarmi. Adesso, adesso torno. Il costume di Colombina è nel
Teatro
del Gherardi uguale a quello delle amorose, se ne
e anch’essa l’abito a piccoli quadri di svariati colori. Dallo stesso
Teatro
del Gherardi il Sand deduce che la Colombina si m
i doti accoppiava lo studio indefesso, e una instancabile volontà. Il
Teatro
moderno applaudito, Vol. III, fa menzione di una
ico di Stuttgart nel suo Contributo alla storia e alla prosperità del
Teatro
: Gioacchino Limperger è giovane ; ni arte, nè n
ebei nella rappresentazione. E che? Il divino Euripide, che tirava al
Teatro
anche un Socrate, che da Quintiliano vien detto i
edia Nuova? o fu onorato con Statue da’ rischiarati Ateniesi nel loro
Teatro
accanto ad Euripide, e Sofocle1? Publio Terenzio
della parte illuminata della Nazione, avesse impreso a introdurre sul
Teatro
di Madrid Favole quanto vivaci, e ben verseggiate
liori Poeti scenici. Nè anche lo strepito che questo Popolo faceva in
Teatro
, è argomento di mal gusto. Pensate forse, che i T
a. Allora l’indole militare l’allontanava dal dedicarsi con calore al
Teatro
, come faceano i Greci, perciò chiamati molli da’
e vengono delle volte delle Legioni: non è gran tempo, che vidi in un
Teatro
di Roma dar principio ad una Commedia con un Conc
qualche tempo annualmente l’ho io veduta rappresentare in Madrid nel
Teatro
del Principe, sostenendo la parte di Don Giovanni
ria delle favole di Hardy. Racine volle adoperare questa passione sul
Teatro
, ma in una maniera onesta sulle idee Platoniche p
che fosse ugualmente purificato in quella Corte. Si parla di virtù in
Teatro
: i di lei dettati si accolgono dall’Uditorio con
da dunque, che eravi non poca conformità tralle dipinture amorose del
Teatro
di Racine, e la disposizione degli animi di quell
tici della sua città. Recitò lungo tempo a Venezia e specialmente nel
Teatro
di San Luca, pel quale dettava il Goldoni le sue
in un repertorio improvvisato di attualità trovò inattese risorse al
Teatro
della Stadera. In esso il Preda rappresentò la su
o e tornar collo zio Sacchi, in compagnia del quale si ripresentò sul
Teatro
di S. Luca, destando nel pubblico ammirazione ogn
di Sofia nel Ladislao del Pepoli. (V. Bossi). Il Giornale de’ teatri (
Teatro
applaudito, ecc., vol. II) dice : « nei caratteri
ura. Morì colà verso il 1870. Quando colla Compagnia Coltellini fu al
Teatro
dell’ Aquila in Tolentino, s’ebbe nella sua benef
ssando tranquillamente la propria vecchiezza. Nel secondo volume del
Teatro
di Goldoni, ediz. Pitteri, è un complimento di Fl
mmedie con buon successo ora solo, ora in società con Panard. Ebbe al
Teatro
italiano mezza parte e si ritirò il 1759 per pass
presso il genero più che non si credeva. » (A. D’Ancona, Origini del
Teatro
italiano. Torino, Loescher, 1891). Per tutto quel
nella commedia e nel dramma, come nella tragedia ; e scritturatasi al
Teatro
de’Fiorentini di Napoli nell’ ’8o col noto attore
1782, amato e stimato da tutti come uomo e come artista. Si trova nel
Teatro
applaudito, vol. III, un Santo Bossi, attore dell
Padova nel 1767, applauditissima : e terminato il Rossi l’impegno col
Teatro
del Marchese Obizzi, vi subentrò ella capocomica
o il pubblicato, la Braidense di Milano. Secondo l’antico sistema del
Teatro
applaudito, della Biblioteca teatrale e di altre
me per gli amorosi e tiranni giovani, ed entrambi entrarono il ’54 al
Teatro
popolare di Napoli la Fenice, ove stetter sino al
monianza del valor suo, Francesco Righetti nel secondo volume del suo
Teatro
italiano, dice : « Il personaggio di servetta era
ottissimo Cavaliere Urbinate : Recitando con applauso universale nel
Teatro
de' Nobili Sig. Pascolini d’Urbino il Carnevale d
to impareggiabile della signora Elisabetta Ughi, prima donna, che nel
Teatro
delle Vigne si distingue nelle commedie e tragedi
della Diana, e poi con Antonio Vitalba. Ella era assoluta Padrona del
Teatro
, e quando parlava, sapeva ben in qual modo incomi
Stuttgart una specie di contributo alla Storia e alla prosperità del
Teatro
, in cui è uno schizzo critico sugli artisti della
ottave, cantate una per ciascheduna delle sue recite nel suaccennato
Teatro
. Veggonsi queste in diversi libretti pubblicate c
omunicatomi dal Dott. Bonamici, un altro volume di ottave cantate nel
Teatro
di S. Sebastiano in Livorno, nell’autunno dell’an
a con pochissimo danno. Cominciò a recitar da prima donna il 1756 nel
Teatro
della Sala di Bologna, e vi piacque assai sì nell
rlo di calunniatore. Vale la pena che io le metta qui per intero (Il
Teatro
, tomo I, art. VI-VII). …….passai alla camera del
ima, che, confessando i difetti della Commedia Spagnuola, il nazional
Teatro
minaccia ruina, non essendo da altro genere rappr
tacciano di sommamente inverisimile il moderno canto introdottosi nel
Teatro
dell’Opera Italiana”. Bel bello, Amico, che voi s
avissimi Letterati e capaci di giudicar dritto in materia di Poesia e
Teatro
, quello biasimano nel Canto scenico, che ne biasi
coloro che stimano che fosse del medesimo genere di quella del nostro
Teatro
”. E il dissero altri moltissimi; e tutti quelli i
calore e le mire del gran Poeta. Essi credettero, che il comporre pel
Teatro
fosse lo stesso, che scrivere per le Chiese, per
cate, nè quelle riconosciute da’ più dotti Critici Spagnuoli nel loro
Teatro
. Anzi i più chiari ragionatori della Senna confes
rare poco soda la ragione da me addotta delle supposizioni ammesse in
Teatro
, come verisimili per una tacita convenzione tra’
a voce, che Musica appellarono”. E perchè l’avrebbero allontanata dal
Teatro
, dove principalmente doveano eccitarsi le passion
ne richiesto? Avete bene studiati que’ due Libri del Goldoni, Mondo e
Teatro
? Avete su tali cose sì profondamente meditato, ch
zione per tante ragioni inverisimile? Esiste dunque per necessità nel
Teatro
questa tacita convenzione male impugnata; e la Dr
Se non m’inganno, io ve ’l farò toccar colle vostre mani. Andate a un
Teatro
, domandate al più abjetto del volgo, dove vada? V
lla rappresentazione con una tacita indulgenza. Dunque fa mestieri in
Teatro
la convenzione che voi negate. All’altro. Dove (v
er essersi gettata in mare a Livorno, come racconta il Piazza nel suo
Teatro
: Eravi un’altra donna in quella Compagnia, che
lio, Eugenio, che era prima al Teatro Nota di Lucca, generico, poi al
Teatro
del Giglio della stessa città, amoroso.
arli eziandio nello scrivere, dovergli dei drammi, pei quali anche il
Teatro
italiano conti un autore fra’ suoi attori. » E do
La Compagnia recitava a Bologna all’Arena del Sole, di giorno, e al
Teatro
del Corso, di sera ; e aveva cibo conveniente ai
a attrice allora della Compagnia) alla presenza delle LL. AA. RR. nel
Teatro
della Real Villa del Poggio a Cajano, in occasion
cit., 239). E il padre Ottonelli nella sua Cristiana moderazione del
Teatro
, riferisce al proposito del gran conto in che era
uca di Venezia. Passò poi con Onofrio Paganini, e recitava il 1748 al
Teatro
degli Obizzi in Padova, ove s’acquistò molta lode
nel '64, come allievo nella Compagnia stabile di Achille Majeroni al
Teatro
del Fondo. Passò il '67 secondo amoroso con Fanny
isce nel libro primo, pagina 101, della sua Cristiana Moderazione del
Teatro
, inteso da Violone stesso, come testimonio ocular
a manoscritta dell’ '87, che rispecchiava l’opinione del Comitato del
Teatro
italiano dice semplicemente : Thomassin, absolume
ravura il carattere d’Innamorato nella Compagnia diretta dal Lapy nel
Teatro
di S. Luca. A fronte di Giuseppe Majani seppe far
ssia l’Indifferente, commedie del signor dottor Goldoni. Passò poi al
Teatro
a S. Gio. Grisostomo con Girolamo Medebach, impie
tollerato con pace la sua non cercata, e non meritata espulsione dal
Teatro
di San Gio. Grisostomo procuratagli ingratamente
e per lui a stabilire un’ epoca considerabile nella storia del nostro
Teatro
.
sappiamo più fino all’anno 1667, in cui egli apparve sulle scene del
Teatro
italiano, sostituendovi il secondo amoroso Valeri
nemeriti della storia iconografica del nostro teatro. Soppresso il
Teatro
italiano nel 1697, Romagnesi naturalizzato france
ù famosi della loro nazione. E nove anni più tardi, nel 5° volume del
Teatro
applaudito, ove sono le Notizie storico-critiche
zia sostenere per la prima volta le parti di padre. Nel 3° volume del
Teatro
applaudito sono per quella stagione e su quell’at
erito singolare del signor Petronio Zanarini attore impareggiabile al
Teatro
di Sant’Agostino, nella Primavera dell’anno 1775
De Medici. » E dall’Appendice di Paglicci Brozzi alla sua opera : Il
Teatro
a Milano, apprendiamo che « Simone Basilea, comic
osse legato a tutto quanto era manifestazione di arte sulle scene del
Teatro
di Corte abbiam veduto. Il padre Andrea colla mog
arli seruitù qtoCarneuale, e dimani si darà principio alle Recite nel
Teatro
di qta Cità e spero che qti Cavalieri e Citadini
do delle sue Memorie inutili : Un nuovo Truffaldino detto Bugani nel
Teatro
di S. Gio. Grisostomo, infelice, e laido secondo
negl’inviti al pubblico, secondo l’uso del tempo. Si vuole che nel
Teatro
di Treviso, la vigilia della sua beneficiata, si
o in Scena, e bravo in Piazza raggiratore ed inventor di Fole ; ed in
Teatro
e fuori ei può che vuole con il talento suo, che
Comica Rappresentazione, intitolata : La villeggiatura di Mestre, nel
Teatro
di San Cassiano il carnovale dell’anno 1770. SO
gna, la Compagnia, essendo inoltrata la stagione, passò dall’Arena al
Teatro
del Corso. Figurava nella stessa Compagnia una Ma
emporaneo Francesco Righetti ha lasciato di lei il seguente giudizio (
Teatro
italiano, Vol. II. Torino, 1826) : La Signora An
arte comica, gl’ instrui, forni loro i soggetti, e preso il picciolo
Teatro
di S. Moisè, colà, terminato il Casotto, recitava
o, e quando talvolta sentivasi un po' sollevata, lasciavasi vedere in
Teatro
. Ma crebbero in lei a dismisura i suoi incomodi,
ie scritte, come in quelle a soggetto. Il Goldoni nel Tomo IX del suo
Teatro
(ed. Pasquali) ha per lui un cenno di lode al pro
, lo fecer subito amato e ammirato dal pubblico della Piazza Vecchia,
Teatro
degli Arrischiati, sì che vi fu perfino chi lo pa
mila annue. Ma l’anno veniente, per una infrazione al regolamento del
Teatro
, dovette lasciar la Comedia, e scritturarsi in un
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