Rossi Pietro, veneziano, nato il 1719, cominciò a poco men che▶ trent’anni a farsi conoscere nelle parti d’Innamorato in Compagnia di Francesco Berti, con cui stette alcun tempo, e di cui tolse in moglie la cognata Maddalena. Morto il Berti, egli lo sostituì nell’azienda della Compagnia, e s’acquistò in breve rinomanza di capocomico egregio. Fu il carnovale, per molti anni e fino al 1768, nel Teatro Obizzi di Padova.
Ebbe tre figliuoli addestrati alla scena, ma ◀che▶ gli moriron giovanissimi : una figlia, Anna, maritò a Luigi Perelli (V.). Il Rossi – a detta di Fr. Bartoli ◀che▶ appartenne alla sua Compagnia – era buon direttore, e buon attore ; e recitava assai bene le parti serio-facete, specie quella di negoziante Friport nella Scozzese di Goldoni. Egli ebbe certo in esso Bartoli un valido difensore dalle accuse del Piazza, ◀che▶ nel romanzo Il Teatro aveva dato di lui il seguente ritratto :
Era questi (il Capo) un veneziano grasso e bassotto, rosso di faccia, ma goffo e pesante, e d’un’ aria da spazzacammino piucchè da comico. Vantavasi di ben pronunziare il toscano, e convertiva la C in S, e diceva giogia per gioja, senz' accorgersi di fallare, cossa per cosa, Regasse per ragazze. Triviale quanto un facchino, aveva un’ ambizione invincibile per far da Eroe, e recitare nelle tragedie. Si metteva sull’elmo certe piume lunghe un braccio, tutte ritte e ammucchiate l’una sull’altra, ◀che▶ conoscer facevano la goffaggine del suo gusto. Carico di brillanti da Murano, una bottega parea da vetrajo, e dal mezzo in giù la figura faceva d’una piramide per i lunghi e mal posti fianchetti, ◀che▶ lo ristringevano in alto e dilatavansi in linea obliqua quasi sino alle calcagna. Quel guattero vestito alla eroica, recitava male com’era vestito. Non sapeva camminare, nè dove tener le mani, nè fare un gesto a dovere. Urlava quand’ era minaccioso, e parlava sberleffando con una voce crepata, quando pretendeva d’intenerire. Ostinato come un mulo nell’errore de' comici vecchi, voleva ancora fare le parti da giovine, e riputavasi il più necessario di quella Truppa, quando bastava ◀che▶ lo vedesse in iscena la Udienza, per replicare un oh ! derisorio, ◀che▶ persuaderlo dovea a non recitare mai più. Faceva il Sansone, e ultimamente nella Rossana so ◀che▶ fe' il Bajazet. Da una testa di questo calibro si può immaginare com’erano regolati bene gli affari….
Dopo il carnovale del '78, fatto prima al Comunale di Bologna, poi a Firenze, egli cedè la compagnia a suo genero (ne era prima donna Anna Lampredi (V.), e andò a ritirarsi con la moglie e due figlie a Cento, ove aprì una bottega di commestibili ed altro. Fr. Bartoli, ◀che aveva la fregola del sonetto, ne dedicò uno anche a lui, quando si ritirò dalle scene.
Eccolo :
Rossi, sei lustri di Talia seguaceal teatro vivesti, e Duce espertodi comici faceti, e d’alto mertole vie d’Italia trascorresti audace !Sorte t’arrise ; ed oggi brami in pacefinir tuoi dì sotto Destin più certo,lasciando un’arte, il di cui frutto incertopotrìa fortuna a te render fugace.Saggio Consiglio. Alle tue mire ardentisacro nume immortale appresti aitae i tuoi desiri alfin fausto contenti.Nell’imminente tua fatal partitapianga la figlia, il genero sgomenti,non dei restar, s’altrove il Ciel t’invita.