[Dedica]
…… Sed quid tentasse nocebit?, Metam., Lib. I.
A Guglielmo Pitt
Francesco Algarotti
[Dedica.2] Sembrerà ad alcuni assai strano che▶ a voi, uomo immortale, ◀che▶ nella vostra nazione sapeste riaccendere il nativo valore, sapeste provveder per sempre alla sua difesa e la faceste in un medesimo anno trionfare nelle quattro parti del mondo, venga intitolato uno scritto ◀che▶ ragiona di poesia, di musica, di cose di teatro. Ma pare ◀che▶ ignorino costoro, come il restitutore dell’Inghilterra, l’amico del gran Federigo, sa ancora munire il suo ozio co’ presidi delle lettere, e come quella sua vittoriosa eloquenza colla quale egli tuona in senato, non è meno l’effetto della elevatezza del suo animo, ◀che▶ dello studio da lui posto nei Tulli e nei Demosteni, antecessori suoi. Possa solamente questo mio scritto esser da tanto, ◀che▶ trovi anch’esso un luogo nell’ozio erudito di un tal uomo, e giunga ad ottenere il suffragio di colui ◀che ne’ più alti uffizi dello stato ha meritato l’ammirazione e l’applauso di tutta Europa.