Cola. Chi si celasse sotto questo nome di teatro non sappiamo. Un forte artista senza dubbio, se il Duca di Mantova lo sostituì nella Compagnia che▶ si recò a Parigi nel 1608 al celebre Arlecchino Martinelli, raccomandandolo vivamente alla Maestà della Regina con la seguente del 14 novembre 1607, alla quale accenna il Baschet (pag. 163).
In luogo d’Arlechino ◀che▶ non ha potuto venire a V. M.tà per le ragioni da me già significatele, ho procurato ◀che▶ venga Cola, personaggio ◀che▶ non le sarà forse di poco gusto, ma la supplico ad haver di lui particolare protetione con sicurezza ◀che▶ le gratie ch’egli riceverà da lei obbligheranno me ; e qui con debita riverenza della M.tà V. inchinandomi, l’auguro per fine ogni maggiore prosperità.
Le ragioni significate, devon esser quelle della vecchiaia, ◀che▶ sono in una nuova lettera del Duca alla Regina, di cui il Baschet non riferisce ◀che▶ il seguente brano in francese.
Egli è per ciò ch’ io ho fatto si ◀che▶ Cola entrasse nella Compagnia. È un nuovo personaggio ◀che▶ pe’ suoi salti e pe’ suoi gesti, non piacerà forse meno di Arlecchino, il quale, d’altronde invecchiato, non più divertiva come una volta. Intanto, io prego Vostra Maestà di aver questi comici come raccomandati alla Sua benevolenza e alla Sua protezione.
Per quante ricerche fatte nell’Archivio dei Gonzaga, la lettera originale non s’è potuta rinvenire, spostata molto probabilmente dal Baschet quando fu a Mantova nel ’66, come si ebbe a verificare per altre lettere.
Il 3 luglio 1608 il Delfino fu condotto per la prima volta alla Commedia Italiana, ove potè vedere con grande stupefazione quel famoso Cola, ◀che▶ pure mescolava alla sua recitazione de’salti ginnastici sin allora poco noti, e ◀che i cronisti del tempo dicon essere stati sorprendenti.