ECCELLENTISSIMO SIGNORE
Una mammola un moncherino presentato con garbo e semplicità da un fanciulletto si accoglie di buon grado e con lieto viso da un Signore magnanimo e gentile più che▶ dalla mano di un facoltoso un tributo di perle di Comorino, di diamanti di Golconda, di metalli del Potosi. Vuolsi ◀che▶ un villanello, non potendo altramente dar segno di sua divozione al gran Serse, fatta coppa delle proprie mani, gli porse dell’acqua pura, ed il Re Persiano l’accolse con quella umanità ◀che▶ accompagna sempre la vera grandezza. I Nobili veraci si appagano più della candidezza e del buon animo del donatore, ◀che▶ del valor del dono. Seguendo io l’esempio di quel fanciulletto e di quel villanello, proffersi all’E. V., in un picciol volume di Addizioni alla mia Storia de’ Teatri, acqua pura e pochi efimeri del campo; e Voi, Signore, non isdegnaste l’umile e tenue omaggio. Di fatti ◀che▶ cosa è mai questo mio povero presente agli occhi dell’Autor preclaro del poema de i Doveri dell’Uomo, delle auree traduzioni de’ Greci Bucolici e di Anacreonte, e delle Pescagioni? Che è ciò innanzi all’Annalista della Sicilia? al Critico insigne trionfatore del Papebrochio? all’Antiquario di prima fila qual si manifesta in varj argomenti, e singolarmente nel favellar del Teatro Siracusano, in cui toccògli la sorte di ravvisare prima di ogni altro la greca iscrizione marmorea della Regina Filistide? al gran Letterato universalmente applaudito, non ◀che▶ da’ viaggiatori stranieri più illuminati Winkelman, Reithesel, Swinbourg, dal chiar. P. Pagnini, dall’Allegranza, dal Zaccaria, dal Principe di Biscari, dal Sinesio, dal gran Torremuzza e da altri celebri Italiani? Appena può aversi in conto di un villesco cestello di frondi ◀che▶ spargonsi al passaggio di un Principe. E ◀che▶ diverrà poi, se si consideri ◀che▶ questo Personaggio illustre congiugne all’amor sommo di ogni profonda dottrina, alla celebritá delle sue opere, la nobiltà più distinta ne’ fasti della Sicilia? Nobilità ◀che▶ (quando ancora risalir non si voglia, come si potrebbe, all’epoca di Lotario Imperadore) risulse in Pisa, si distinse in Roma, ed a niuna cede di generosità in Napoli, e ◀che▶ meritò dovunque i più onorifici sublimi gradi militari, politici ed ecclesiastici, come, oltre del Pirro, dell’Inveges, dell’Aprile, compruovano l’illustre Marchese Emmanuele di Villabianca, e l’ornatissimo Canonico e Parroco Logoteta? Allora, non ◀che▶ vile il dono, parrà temerario il donatore, ◀che▶ osa trattenere un tanto Uomo con somiglianti minutezze. Ma s’io sono reo, mi raccolgo e riparo all’ombra della vostra grandezza stessa ◀che▶ ammetteste benignamente l’offerta; ed un ardir felice passa e si tollera più agevolmente in grazia del buon successo. Mi discolpi eziandio l’unico intento ◀che▶ mi mosse, di appalesar per le stampe quanto io mi pregi della preziosa padronanza onde mi onorate da più anni, e quanto io ammiri le rare doti dell’animo vostro, la vostra dottrina e l’erudizione somma prima ancora ◀che▶ venga alla luce la Coltura delle Sicilie nel Regno di Ferdinando iv da me delineato appena in tre volumi vicini ad imprimersi, nella quale, o Signore, come Poeta, come Filologo, come Erudito di ogni maniera figurate vantaggiosamente ed ornate il mio patriotico racconto dell’Epoca Fernandiana. Accogliete intanto il munuscolo ◀che degnaste accettare, e serbate all’autore il vanto ed il bene di appellarsi costantemente
Di V. E.
Eccellen. Sig. D. Cesare Gaetani Conte della Torre de’ Marchesi di Sortino
(Siracusa)
Pietro Napoli-Signorelli.