Battista da Treviso (degli Amorevoli), recitava le parti di donna sotto nome di Franceschina.
Nella Biblioteca Ambrosiana di Milano – Cod. B. g. inf. – tra le lettere autografe di Iacopo Corbinelli a Gio. Vincenzo Pinelli esiste la seguente del 1° maggio 1579 (carte 221ª) gentilmente comunicatami dal Prof. Pio Raina.
Hoggi ho consegnato alla Fran ceschina comico (alias Batista Amorevoli, il quale e tutto cosa mia, et e buona persona et desidero che▶ gli facciate per amor mio buona cera) un pacchetto, dove è 3 libri di quei mia, del quale V. S. hebbe il primo tomo : ce ne resta 2 altri.
E in altra lettera del 10 maggio, stesso anno (carte 224ª), dice : La Franceschina partì X dì sono.
Il Corbinelli era a Parigi, e il Pinelli a Padova. Con qual Compagnia era dunque l’Amorevoli ? Non ne sappiamo nulla. Era co’primi Gelosi, ◀che▶ furono in Francia nel 1577, e in quell’anno istesso preser congedo dalla Corte, non so bene se per tornare in Italia o recarsi in Inghilterra ? Co’ secondi Gelosi no certo : chè non si recarono in Francia fuorchè nel ’99…. e nel ’79 eran molto probabilmente a Firenze, dove Isabella Andreini diede alla luce il figlio Giambattista. E poi : di questi non facea parte come Franceschina la famosa Silvia Roncagli ? Forse, abbandonò quei primi Gelosi per recarsi alla Corte del Re di Navarra a Nerac in quella Compagnia raccogliticcia di comici italiani, de’quali fu capo nel ’78 e ’79 un Massimiano Milanino ? Il non esser egli nominato ne’varj ordini di pagamento insieme agli altri comici, non mi par cosa di gran rilievo ; poichè, come accenna il Baschet, molti di quei quaderni contenenti le spese straordinarie furon distrutti. Noi camminiamo, come ognun può vedere, nella via delle ipotesi, ed è peccato davvero ◀che▶ nè dall’opera dello Scala, il capo de’Gelosi, nè dall’epistolario del Martinelli, il Drusiano, conduttore di comici italiani a Londra nel ’78, e citato da A. Mézières (Prédécesseurs et Contemporains de Shakespeare. Paris, Charpentier, 1863) sugli studi di Poyne Collier, si possa rilevar nulla di chiaro e di preciso intorno alla Compagnia de’ Gelosi ◀che▶ fu in Francia nel ’77.
Battista da Treviso lasciò dunque la Francia il 10 maggio del ’79 per recarsi in Italia e precisamente a Padova. Lo troviamo il 1584 nella Compagnia degli Uniti, come si rileva dalla seguente lettera da Ferrara al Principe Vincenzo in data del 3 aprile, sottoscritta da tutti i Comici Pedrolino, Magnifico, Gratiano, Lutio, Capitan Cardone, Flaminio, Batt.ª da Treviso Franceschina, Giulia Brolo, Isabella, Gio. Donato, Grillo, e ◀che▶ riporto dal D’Ancona (op. cit., II, 486) :
Havendo noi Comici Uniti, umilissimi servi di V. A. S., di nuovo tornata insieme la Compagnia di Pedrolino, come già era, et anco migliorata di personaggi famosi nell’arte comica, et desiderando noi venire a recitare a Mantova con buona gratia di V. A. S., humilmente la preghiamo et supplichiamo concederne licenza si ◀che▶ possiamo venire, chè subito saremo prontissimi. Noi sariamo venuti confidandosi nella bontà di V. A. S., ma perchè il Sig.r Filippo Angeloni (V.) fa ogni opera acciò ◀che▶ noi non ci venghiamo, habbiamo prima voluto farne consapevole V. A. S., affine ◀che▶ la si degni trattarne con l’A. S.ma del S.r Duca suo padre, et far si ◀che▶ possiamo venir liberamente a servirla.
A questa degli Uniti seguì, ventiquattr’ ore dopo, una lettera di calda raccomandazione di Margherita Gonzaga, duchessa di Ferrara, sorella del Principe.
Nel 1587 pare ◀che▶ Messer Battista si fosse fatto capocomico, come può rilevarsi da quest’altra lettera, tolta pure dal D’Ancona (II, 492), dalla quale anche si apprende come egli fosse già da tempo in que’ rapporti relativamente intimi ◀che▶ solean correre fra S. A. S. e i comici di maggior grido : rapporti ◀che▶ confermerebbero le parole del Corbinelli : è buona persona et desidero ◀che▶ gli facciate per amor mio buona cera.
Siccome gli infiniti favori et gratie ◀che▶ mi ha sempre fatto V. A. Ser.ma mi levano la speranza di poterle far servitii ◀che▶ da quelle me disobleghe, così la grandezza dell’animo suo pronto sempre a compiacere i suoi servitori, me dà ardire di supplicarla di una gratia ; il ◀che▶ tanto più volentieri mi movo a fare, quanto ◀che▶ questo mi porgerà occasione di poterla di novo servire. La supplico adunque con ogni humiltà e col maggior affetto ch’ io posso, ◀che▶ per sua benignità si degni concedermi licenza di poter venire a Mantova con una compagnia di Comici a recitar comedie, assicurandola ◀che▶ la Compagnia è tale, ◀che▶ merita esser favorita da V. A. Ser. di questa gratia, et perchè son certo ◀che▶ secondo la sua solita benignità è per concedermi questa licenza, non glie ne farò maggior istantia, ma supplicandola a tenermi per quel vero servitore ◀che▶ sempre le sono stato e le sono, le faccio humiliss.ª reverentia, et prego il Sig.r Dio ◀che prosperi ogni suo desiderio.