La voici : « La notte che morì, Pier Soderini Si presentò dell’inferno alla bocca ; Ma Pluto gli gridò : anima siocca, Che inferno ?
Quand je lis ces Vers dans la traduction Italienne, très-exacte, Digli, per quali imprese Porto la fama i loro nomi al cielo, E narragli più tosto Le loro gesta, che la loro sorte. […] Déja jusqu’en mon cœur le poison parvenu, Dans ce cœur expirant jette un froid inconnu, mon oreille est également satisfaite, en les entendant rendus ainsi par l’Abbé Conti : Io presi, io stillar fei nell’ ardenti mie vene Un velen, che Medea porrò seco d’Athene ; Gia dentro del miu core il veleno diffuso, Sparge nel cor spirante languor fredo non uso.