sapeva Giovanni quanto importi allevare i figliuoli non con il latte
delle
balie ma delle proprie madri, nato che gli fu Raf
i quanto importi allevare i figliuoli non con il latte delle balie ma
delle
proprie madri, nato che gli fu Raffaello, al qual
a con più risparmio che poteva - nelle cose di pittura e di scultura,
delle
quali si dilettava molto, gli fece fare il ritrat
di maravigliarsi, perché ella fa stupire chiunque la mira per l’aria
delle
figure, per la bellezza de’ panni, et in[II. 69]s
ello, si trasferì a Roma. Dove giunto Raffaello, trovò che gran parte
delle
camere di palazzo erano state dipinte e tuttavia
esta secondo che egli allarga et allunga la penna. E oltra le minuzie
delle
considerazioni, che son pure assai, vi è il compo
terra, volle nondimeno Raffaello servirsi del partimento di quella e
delle
grottesche; e dove erano alcuni tondi, che son qu
tondi, che son quattro, fece per ciascuno una figura del significato
delle
storie di sotto, vòlte da quella banda dove era l
si accordano con la teologia, v’è una femmina fatta per la Cognizione
delle
cose, la quale siede in una sedia che ha per regg
e con una gran diligenza, ma di figure di non molta grandezza: in una
delle
quali, verso la Telogia, fece il peccar di Adamo,
resta che noi raccontiamo quello che e’ fece faccia per faccia appiè
delle
cose dette di sopra. Nella facciata dunque di ver
i lauri, ne’ quali si conosce per la loro verdezza quasi il tremolare
delle
foglie per l’aure dolcissime, e nella aria una in
el quale pare che spiri veramente un fiato di divinità nella bellezza
delle
figure e da la nobiltà di quella pittura, la qual
he sono vestiti diversamente con bellissime pieghe di panni, e l’arie
delle
teste più celesti che umane, come si vede in quel
fusse che Raffaello ebbe questo dono dalla natura, di far l’arie sue
delle
teste dolcissime e graziosissime, come ancora ne
atti con la persona, con attenzione degli orecchi, con lo increspare
delle
ciglia e con lo stupire in molte diverse maniere,
te, avendola nondimeno veduta, alcuni Profeti e Sibille, che nel vero
delle
sue cose è tenuta la miglior[e] e fra le tante be
’ suoi uditori, pare persona inrisoluta: e si conosce nell’attitudine
delle
mani quasi il tremito e lo spavento che si suole
ure tenebre della notte luminosamente far discernere tutte le minuzie
delle
carcere e vivacissimamente risplendere l’armi di
la più divina e da tutti tenuta la più rara. Egli fece ancora, in una
delle
pareti nette, il culto divino e l’arca degli Ebre
comandamento d’Antioco vuole spogliare il tempio di tutti i depositi
delle
vedove e de’ pupilli: e già si vede lo sgombro de
tutti i depositi delle vedove e de’ pupilli: e già si vede lo sgombro
delle
robbe et i tesori che andavano via, ma per la pau
ueste cose dato notizia, è, come in tutte l’altre cose virtuosissimo,
delle
nostre arti veramente amatore. Ma tornando a Raff
everendissimo cardinale di Carpi, figliuolo di detto signor Leonello,
delle
nostre arti amator grandissimo, et oggi dee esser
nza: il qual quadro è oggi nel palazzo del duca Cosimo nella cappella
delle
stanze nuove e da me fatte e dipinte, e serve per
a chiarezza, i lumi de le finestre, le spalle del Papa et il rigirare
delle
stanze: e sono tutte queste cose condotte con tan
mo et intagliatore di rame di bel[l]issime stampe, divenne tributario
delle
sue opere a Raffaello, e gli mandò la testa d’un
o de le camere del Papa e de le sale, nelle quali del continuo teneva
delle
genti che con i disegni suoi medesimi gli tiravan
li innanzi, scalza, sfibbiata, scinta e rabbuffato il capo, con parte
delle
veste in mano, gli batte perché e’ fugghino dalla
le egli si fusse, ebbe origine da lui. Non si può scrivere le minuzie
delle
cose di questo artefice, ché invero ogni cosa nel
generosità sua, Raffaello fece i disegni degli ornamenti di stucchi e
delle
storie che vi si dipinsero, e similmente de’ part
ie e frutte in festoni che non possono esser più belli. Fece l’ordine
delle
architetture delle stalle de’ Ghigi; e nella chie
oni che non possono esser più belli. Fece l’ordine delle architetture
delle
stalle de’ Ghigi; e nella chiesa di Santa Maria d
he inginocchiata dinanzi a quegli, voltando la testa loro e coll’atto
delle
braccia verso lo spiritato, mostra la miseria di
ciò che vedendo egli l’opere di Lionardo da Vinci, il quale nell’arie
delle
teste, così di maschi come di femmine, non ebbe p
ura. Datosi dunque allo studiare gl’ignudi et a riscontrare i musculi
delle
notomie e degl’uomini morti e scorticati con quel
e modo si facciano carnosi e dolci ne’ luoghi loro, e come nel girare
delle
vedute si facciano con grazia certi storcimenti,
tutta la persona, et oltre ciò l’incatenatura dell’ossa, de’ nervi e
delle
vene, si fece eccellente in tutte le parti che in
oloro annoverare che sanno esprimere bene e con facilità l’invenzioni
delle
storie et i loro capricci con bel giudizio, e che
ie et i loro capricci con bel giudizio, e che nel fare i componimenti
delle
storie chi sa non confonderle col troppo et anco
o Raffaello, s’aggiugne lo arric[c]hirle con la varietà e stravaganza
delle
prospettive, de’ casamenti e de’ paesi, il leggia
cuna volta venghino innanzi col chiaro, il fare vive e belle le teste
delle
femmine, de’ putti, de’ giovani e de’ vecchi, e d
ci dell’età nostra, che per aver voluto seguitare lo studio solamente
delle
cose di Michelagnolo non hanno imitato lui né pot
no come nel colorito; e mescolando col detto modo alcuni altri scelti
delle
cose migliori d’altri maestri, fece di molte mani
indizio che alla fine della sala che per lui si faceva, in ricompensa
delle
fatiche e delle virtù sue il Papa gli avrebbe dat
fine della sala che per lui si faceva, in ricompensa delle fatiche e
delle
virtù sue il Papa gli avrebbe dato un capèllo ros
Fattore, et un non so chi prete da Urbino suo parente; ordinò poi che
delle
sue facultà in Santa Maria Ritonda si restaurasse