he nelle altre cose lavorate di lui. Mentre che la felicità di questo
artefice
faceva di sé tante gran maravi[II. 76]glie, la in
ste e molte altre opere essendo passata la fama di questo nobilissimo
artefice
insino in Francia et in Fiandra, Alberto Durero t
può esprimere quello che si imaginò questo ingegnosissimo e mirabile
artefice
in una madre che, messosi i figlioli innanzi, sca
re minutissimamente le belle avvertenze che usò questo ingegnosissimo
artefice
nelle arie de’ prigioni, ché senza lingua si cono
e origine da lui. Non si può scrivere le minuzie delle cose di questo
artefice
, ché invero ogni cosa nel suo silenzio par che fa
li la morte. Ora, avendo raccontate l’opere di questo eccellentissimo
artefice
, prima che io venga a dire altri particolari dell
nvenzione et ordine accomodarle, si può chiamare valente e giudizioso
artefice
. A questo, sì come bene andò pensando Raffaello,
ta fatica, studio e diligenza si governasse sempre mai questo onorato
artefice
, e particolarmente per utile degl’altri pittori,
oltura che tanto nobile spirito aveva meritato, perché non fu nessuno
artefice
che dolendosi non piagnesse, et insieme alla sepo
gni tuo disegno lasciato! Ben poteva la pittura, quando questo nobile
artefice
morì, morire anche ella, ché quando egli gli occh
a pittura, tu pur ti potevi allora stimare felicissima, avendo un tuo
artefice
che di virtù e di costumi t’alzava sopra il cielo