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1 (1568) Vita di Raffaello
he nelle altre cose lavorate di lui. Mentre che la felicità di questo artefice faceva di sé tante gran maravi[II. 76]glie, la in
ste e molte altre opere essendo passata la fama di questo nobilissimo artefice insino in Francia et in Fiandra, Alberto Durero t
può esprimere quello che si imaginò questo ingegnosissimo e mirabile artefice in una madre che, messosi i figlioli innanzi, sca
re minutissimamente le belle avvertenze che usò questo ingegnosissimo artefice nelle arie de’ prigioni, ché senza lingua si cono
e origine da lui. Non si può scrivere le minuzie delle cose di questo artefice , ché invero ogni cosa nel suo silenzio par che fa
li la morte. Ora, avendo raccontate l’opere di questo eccellentissimo artefice , prima che io venga a dire altri particolari dell
nvenzione et ordine accomodarle, si può chiamare valente e giudizioso artefice . A questo, sì come bene andò pensando Raffaello,
ta fatica, studio e diligenza si governasse sempre mai questo onorato artefice , e particolarmente per utile degl’altri pittori,
oltura che tanto nobile spirito aveva meritato, perché non fu nessuno artefice che dolendosi non piagnesse, et insieme alla sepo
gni tuo disegno lasciato! Ben poteva la pittura, quando questo nobile artefice morì, morire anche ella, ché quando egli gli occh
a pittura, tu pur ti potevi allora stimare felicissima, avendo un tuo artefice che di virtù e di costumi t’alzava sopra il cielo
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